Dennis Cooper
Nella scrittura di Cooper ci sono l'ironia elegante di Wilde e la ricercatezza stilistica della Woolf, il romanticismo disincantato di Vonnegut e la visione allucinata di Burroughs, che di lui ha detto: "Dennis Cooper, Dio l'aiuti, è uno scrittore nato".
Fin da quando era un neo-adolescente scappato da casa e da scuola per vivere la propria omosessualità per la strada, Dennis Cooper (classe '57) racconta i turbamenti e i pensieri più sordidi e segreti dei teenager emarginati, quelli che si percepiscono come un brutto pensiero nella testa di Dio, ma anche come un bel corpo pronto ad approdare fra le braccia di uomini adulti e facoltosi che Dio se lo sono scordato da un pezzo.
I suoi racconti sulla rivista Little Caesar, da lui fondata nei primi anni Settanta, le sue poesie, i suoi romanzi pensati come un'unica storia in sequenza - Ziggy, Idoli, Tutti gli amici di George e Frisk - sono popolati da queste anime perse comprese nel proprio motto - "vivi di corsa, muori giovane e lascia un cadavere bello da vedere", come diceva John Derek - e incomprensibili a se stesse, che malgrado l'efferatezza dei loro crimini, principalmente contro la propria integrità corporea e spirituale, mantengono intatta una sorta di purezza.
La mente labirintica di un adolescente
Chi dunque meglio di Dennis Cooper poteva entrare nella mente labirintica e infernale di un adolescente che ha ucciso un coetaneo nell'America di oggi, quella di Bowling a Columbine (il documentario di Michael Moore, ispirato alla strage della Columbus High School, dove nel 1999 tredici alunni furono massacrati da due compagni, ndr)?
Nel suo ultimo romanzo, I miei pensieri perduti, Cooper lascia che sia il giovanissimo protagonista, Larry, a raccontare il proprio crimine in modo confuso e drammaticamente autoreferenziale.
In America hanno già accusato l'autore di eccessiva violenza verbale, come è successo ogni volta che è uscito un suo romanzo, un po' per abitudine, un po' perché è più facile dare la colpa a un libro che andare a vedere se ciò che quel libro racconta corrisponde effettivamente a ciò che può albergare nella mente di certi ragazzini della provincia americana con accesso più facile a una carabina che a un genitore.
Sono critiche alle quali Cooper è abituato, anche perché i suoi romanzi precedenti sono stati spesso vilipesi anche dai gruppi gay, che li hanno definiti "manifesti omofobici".
Accuse e interpretazioni
Se certe accuse potevano avere qualche fondamento rispetto ai romanzi precedenti di Cooper - effettivamente portati a crogiolarsi nella violenza e nel degrado, soprattutto riferito al sottobosco dentro la comunità omosessuale, e anche piuttosto furbi nell'indulgere gli appetiti meno nobili dei giovani lettori - I miei pensieri perduti è un romanzo crudo ma altamente morale, tanto esplicito nell'esposizione di fatti e sentimenti quanto sottile nel mostrare in trasparenza la disperazione del giovane protagonista nel non avere nemmeno le parole per spiegarsi a se stesso, prima ancora che ai suoi accusatori.
Origine e ricerca
"I miei pensieri perduti è stato scritto sull'onda di una decina di sparatorie eseguite da adolescenti nell'America degli ultimi anni", racconta Cooper, "e in origine doveva essere un saggio. Volevo approfondire l'argomento senza liquidarlo come una diretta conseguenza della violenza contenuta in The Matrix o nei concerti di Marylin Manson, come avevano fatto i mass media. Così ho cominciato a svolgere una ricerca capillare, cercando soprattutto di ascoltare i resoconti dei crimini da parte dei ragazzi che li avevano perpetrati, al contrario dei media, che si rifiutavano di considerare questi ragazzi come singoli individui e di esplorarne le motivazioni ad personam."
"In particolare mi ha colpito la confessione registrata di un teenager, uno di quelli che non hanno fatto notizia, forse perché non corrispondeva affatto al profilo tracciato dai media di questi giovani killer: non giocava ai videogame, non ascoltava musica trasgressiva. E i suoi genitori erano persone garbate. Mentre registrava la sua confessione il ragazzo era fuori di sé, piangeva in modo isterico, e cercava disperatamente di raccontare ciò che aveva fatto come se avesse un senso, mentre ciò che usciva dalla sua bocca era del tutto insensato."
"Ho capito in quel momento che non potevo limitarmi a stilare un resoconto in forma di saggio di ciò che quel ragazzo provava, ma che dovevo riprodurre come fiction il suo dolore vivo, la sua confusione. E l'unico modo possibile mi è sembrato quello di far entrare il lettore nella testa del giovane killer. Non necessariamente per capire, e certamente non per giustificare, le sue azioni, ma per creare un rapporto fra lui e il lettore, che da quel momento non può più liquidarlo come il numero di una statistica".
Opere e influenze musicali
- Close - Joy Division
- Frisk - Siouxsie & The Banshees
- Try - Bauhaus
- Guide - Stranglers
- My loose thread - Jesus & Mary Chain
- God Tr. - Virgin Prunes
Primi anni '90 soprattutto in USA e in Inghilterra. È stato affiliato al movimento gotico (dark). Ha iniziato come esponente del movimento punk, scrittore e giornalista musicale. Inizia come poeta, ma inizia a far parlare di sé con CLOSER anche titolo di una canzone dei Joy Division. Mentre lo scriveva, ascoltava musica ad alto volume dei gruppi musicali sopra elencati e ciò lo ha molto influenzato, nasce con la musica. Criticato e censurato in USA. Tematiche: marte, necrofilia, serial killer.
Closer e la struttura narrativa
CLOSER: Come struttura ricorda Ellis, tutto ruota intorno ad un ragazzo, George, infelice adolescente introverso; ogni personaggio fa riferimento a lui, a volte il romanzo è scritto in prima persona, a volte in terza ed essendo scritto a sezioni, non c’è una vera e propria trama, si possono leggere separatamente.
FRISK: È il testo più violento di Cooper, influenzato dalle tecniche del body art, riferimenti all’attore Keanu Reaver come modello ambiguo.
TRY e GUIDE: Seguito di Closer, anni '90, tendenza Grunge, amico dei maggiori esponenti del movimento. Gruppi musicali sempre citati. Alex James, Leonardo Di Caprio all’inizio della carriera era un personaggio inquieto, dicevano che si prostituiva.
MY LOOSE THREAD: (Columbine/Mason) massacro in un liceo, denuncia sull’uso troppo permissivo delle armi.
GOD TR.: No violento, no estremo, informatica video game ed estetica dei giochi elettronici.
Riflessioni su CLOSER
Torniamo a CLOSER > Inside out > ha fatto più discutere. L’autore ha detto che nella prima sezione “David” ci sono riferimenti alla realtà (primi anni '90). Si narra di un cantante per teenagers molto famoso che prima era in una band, oggi solista. Molti si sono chiesti chi può essere questo cantante, alcuni hanno supposto che si potesse trattare di Kurt Cobain dei Nirvana.
da CLOSER - Traduzione “David inside out” > David dentro e fuori.
David inside out
Pagina 21 Sono un giovane cantante senza talento ma popolare ed ha la sensazione che qualcuno mi stia spiando. Uso il termine in generale perché ho poche sensazioni, e perfino quelle sono troppo semplici, come i colori primari. Negli ultimi tempi la paura è quella principale, grazie (ironico) alla mia nemesi (potrebbe essere maschio, femmina, immaginazione, fantasma - non sono bravo a distinguere) che scruta ogni mia mossa, guardare la Tv, fare colazione, guidare una moto, dormire, fare la doccia, andare a scuola...
È difficile descrivere la sensazione. Forse lo stupro o la possessione demoniaca si avvicinano. Non so e non me ne importa davvero, ad essere onesto. L’unica cosa che mi distrae è la fama, come quando sono sul palco o quando incido o quando mi faccio fotografare per una di quelle - Pagina 22 - riviste per adolescenti di cui sono la superstar. Sono davvero la loro star, sono sulla copertina, poster staccabili e la maggior parte dei loro articoli si concentrano su quanto sono bello. Devo essere bello, giusto? Mi sembra logico.
Allora perché questa nemesi mi sta alle calcagne? Cosa vorrà mai...? Non posso... Oh, non mi importa: A volte capisco come si sentivano gli Indiani quando legavano un bel bambino e poi chiamavano Dio a prenderselo come se fosse Valium. È per quello che sono contento di essere famoso per il motivo per cui sono famoso. Vale a dire perché sono uno schianto. Mi aiuta a credere in me stesso e a non preoccuparmi del fatto di essere niente altro un mucchio di vene blu dentro un sacco di pelle che è ciò che siamo tutti.
Sono uno schianto non per vantarmi. Posso dirlo. Me lo dicono. Sono anche simpatico e carino e ingenuo a parte il fatto che ho la tendenza a parlare troppo e a mentire tutto il tempo. Ma bisogna mentire quando ogni minuto c’è qualcuno che ti giudica. Si deve mimetizzarsi, anche se ciò significa dire a se stessi stronzate. In ogni caso è quello che faccio. Mi volto a guardare il ragazzo sulla sinistra che da molto tempo mi fissa. Naturalmente imm...
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