Premessa
In questo libro si analizza la famiglia e l'infanzia abbandonata, in un periodo di tempo che va dall'XVIII all'XIX secolo. In particolare, è esaminata la struttura della famiglia, la sua ampiezza, così come le strategie matrimoniali, i sistemi relativi alla dote e le relazioni familiari. Inoltre si analizzano alcuni aspetti della popolazione pugliese tra 700 e 800, come i regimi alimentari, le condizioni di vita e il sistema onomastico. È affrontato anche il tema dell'infanzia, soprattutto quella più sfortunata, costituita da orfani e trovatelli. Si indaga anche sui motivi che inducevano ad abbandonare i bambini, si analizzano i luoghi dell'abbandono, il sistema del baliatico, le condizioni di vita all'interno dei brefotrofi e il destino dei trovatelli.
11° saggio - percorsi di storia sociale: viaggio nella storiografia della famiglia
Premessa
A partire dagli anni '60 del '900, in Francia, in Gran Bretagna e, in misura minore, in Italia, si è cominciato a criticare l'impostazione storiografica tradizionale in quanto questa destinava un'eccessiva importanza alle élite e ai detentori del potere politico ed economico, mentre non prestava importanza e attenzione alla grande massa della popolazione, costituita da poveri e indigenti. Si è così sviluppata la storia sociale, ovvero una storia legata ad altre scienze sociali come l'antropologia, la demografia, la psicologia ecc. La storia sociale, in particolare, è il settore storiografico che si è sviluppato maggiormente a partire dal secondo dopoguerra, soprattutto nel campo della storia della famiglia. È possibile studiare la famiglia del passato in vari modi. In particolare possiamo distinguere 3 approcci principali che caratterizzano gli studi sulla storia della famiglia: l'approccio demografico, l'approccio dei sentimenti e l'approccio economico.
L'approccio demografico
L'interesse verso la famiglia del passato è cominciato relativamente tardi, infatti, i primi studi sulla storia della famiglia nel passato sono stati condotti solo nella seconda metà dell'800. Analizzando l'evoluzione della famiglia europea in base alle trasformazioni sulla composizione del gruppo domestico, si sosteneva che la famiglia era passata da una struttura allargata, formata cioè da molti parenti conviventi sotto lo stesso tetto, a una struttura nucleare, costituita cioè da genitori e figli. Le cause di questo mutamento sono ricondotte alla rivoluzione industriale e al fenomeno dell'urbanizzazione. Un impulso decisivo allo sviluppo di una ricerca sistematica della famiglia europea è derivato dalla pubblicazione, nel 1972, di "Household and family in past time". Questo volume, curato da Peter Laslett e da Richard Wall, presenta i risultati di alcuni studi condotti da Laslett e dal Cambridge Group, fondato da Laslett e Tony Wrigley nel 1964. La forza del Cambridge Group risiede, da una parte nella fitta rete di rapporti allacciati con numerosi storici locali, dall'altra nei rapporti allacciati con colleghi stranieri. Inoltre, lo sviluppo della storia della famiglia si deve anche ad alcuni progressi metodologici compiuti dalla demografia storica. Ad esempio nel 1956 Michel Fleury e Louis Henry idearono il metodo della ricostruzione nominativa delle famiglie che consentiva di sfruttare appieno l'enorme quantità di informazioni sulla famiglia, contenute nei registri parrocchiali. L'applicazione di questo metodo a fonti inglesi relative all'età moderna produsse risultati sorprendenti. Dai dati ricavati da una ricerca sulla popolazione di Colyton condotta da Tony Wrigley, emergevano età medie al primo matrimonio molto alte: 25-30 anni dal 500 all''800 sia per gli uomini che per le donne. Questi risultati erano in netta contrapposizione con l'immagine diffusa delle spose bambine che si sposavano a 14 anni. Anche lo stesso Laslett, in una ricerca condotta sugli abitanti di Cloyworth giunse a risultati estremamente interessanti. In questo villaggio alla fine del XVII secolo vi era un'elevata mobilità della popolazione, un numero alto di servi inseriti in famiglia e non si registrava alcuna famiglia patriarcale, formata cioè da più di nuclei familiari che vivevano nello stesso tetto.
La metodologia di Peter Laslett per lo studio delle strutture familiari e i risultati delle ricerche nell'Inghilterra preindustriale
Per definire la struttura di una famiglia, le fonti devono avere determinati requisiti: in primo luogo, devono contenere informazioni sugli abitanti di una data località, in un determinato anno, raggruppati per nucleo familiare; in secondo luogo, le fonti devono riportare la descrizione dei rapporti di parentela all'interno del nucleo familiare. Altre informazioni aggiuntive che possono essere utili allo studio della famiglia sono indicazioni sui mestieri e sulla condizione socio economica dei componenti della famiglia. Le fonti che rispondono a questi requisiti sono elenchi della popolazione come i listing inglesi, gli status animorum oppure fonti fiscali come i catasti del 600 e i catasti onciari dell'800. Lo sforzo maggiore di Laslett e dei suoi collaboratori è stato quello di determinare la dimensione e la composizione esatta del gruppo domestico nell'Inghilterra preindustriale ed elaborare una metodologia che permettesse un confronto con i dati relativi ad altri paesi.
- Famiglia semplice o nucleare, composta da genitori e figli
- Famiglia estesa, ovvero una famiglia nucleare alla quale si aggiungono altri membri del gruppo parentale. Se i membri aggiuntivi appartengono ad una generazione più anziana di quella del capofamiglia si parla di famiglia estesa a ascendente. Se invece i componenti aggiuntivi appartengono a una generazione più giovane rispetto a quella del capofamiglia, si parla di famiglia estesa discendente. Se i componenti aggiuntivi sono costituiti da un parente appartenente alla stessa generazione del capofamiglia (un fratello, una sorella), si parla di famiglia estesa collaterale
- Famiglia multipla, costituita da più nuclei familiari che vivono sotto lo stesso tempo. Questa famiglia viene ulteriormente classificata in ascendente, discendente, collaterale e frereches. La famiglia multipla è di tipo ascendente se alla famiglia nucleare si aggiunge un nucleo familiare della generazione precedente a quella del capofamiglia (ad esempio, entrambi i genitori che vanno a vivere a casa del figlio sposato). La famiglia multipla è discendente se il nucleo familiare aggiuntivo è di una generazione più giovane rispetto a quella del capofamiglia (ad esempio un figlio sposato che vive a casa dei genitori). La famiglia multipla invece si dice collaterale se l'unità familiare aggiuntiva è della stessa generazione del capofamiglia (ad esempio, nel caso in cui fratelli o sorelle sposati vivono insieme con un genitore vedovo). Si parla di frereches, infine, se viene a mancare il genitore vedovo e quindi fratelli e sorelle sposati vivono insieme
- Famiglia senza struttura, formata da persone con o senza rapporti di parentela che vivono insieme, ad esempio fratelli e sorelle, zii e nipoti
- Solitari, ovvero celibi e nubili, vedovi e vedove
- Aggregati indeterminati, cioè quelle famiglie in cui il rapporto di parentela con il capofamiglia non è indicato in modo chiaro sul documento perché è poco chiaro o incompleto
Un discorso a parte è la presenza di personale di servizio all'interno della famiglia. Infatti, anche se questo incide sul numero dei componenti, in realtà non viene alterata la tipologia familiare, questo perché i servi non fanno parte dell'aggregato domestico anche se vivono sotto lo stesso tetto. Attraverso questo metodo, Laslett e i suoi collaboratori arrivarono a risultati sconvolgenti in quanto confutavano l'idea dell'evoluzione storica della famiglia secondo la quale si era passati dalla famiglia complessa alla famiglia nucleare. In Inghilterra, infatti, durante il periodo preindustriale, si evidenziava un'evoluzione opposta, in quanto inizialmente le famiglie inglesi erano di dimensioni piuttosto ridotte, mentre a partire dalla rivoluzione industriale si verifica un sensibile aumento delle famiglie multiple. La metodologia di Peter Laslett fu però sottoposta a numerose critiche: per esempio Lutz Berkner criticava il suo metodo in quanto lo considerava statico. La famiglia però, non era una realtà statica, sempre uguale a se stessa, ma un processo che mutava incessantemente a causa di nascite, morti e matrimoni che mutavano completamente la struttura della famiglia e il numero dei componenti. La famiglia, quindi, poteva essere nucleare in una determinata fase, ma estesa e multipla in un'altra. Berkner propose un altro metodo che analizza la struttura della famiglia in relazione all'età del capofamiglia. Inoltre, secondo Berkner, la bassa percentuale di famiglie complesse registrata nell'Inghilterra preindustriale era determinata dagli elevati tassi di mortalità e da un'avanzata età al matrimonio, che facevano sì che una famiglia avesse una struttura complessa solo per periodi relativamente brevi. A questo proposito, una variabile determinante è costituita dall'età al matrimonio. Per molti secoli, i paesi dell'Europa occidentale sono sempre stati caratterizzati da un'età di accesso alle nozze piuttosto elevata sia per i maschi che per le femmine e da una quota abbastanza alta di persone che non si sposavano. Al contrario, nei paesi dell'Europa orientale i maschi e le femmine si sposavano piuttosto precocemente. Tuttavia vi sono delle eccezioni anche all'interno di queste due realtà: per esempio, in Irlanda, in Sicilia e in Puglia il matrimonio avveniva in età abbastanza precoce. Inoltre, mentre nell'Europa nord-occidentale, i giovani, dopo le nozze andavano a vivere per conto loro, nell'Europa orientale, le giovani coppie dopo il matrimonio continuavano a vivere a casa dei genitori.
Il sorgere della storiografia della famiglia in Italia
In Italia le fonti per studiare le famiglie sono estremamente ricche, nonostante ciò, lo studio della famiglia ha tardato a prendere piede nel nostro paese. Anche se in passato ci sono state alcune indagini in merito condotte da alcuni studiosi, la prima ricerca vera e propria deve considerarsi l'imponente lavoro di David Herlihy e Cristiane Klapisch-Zuber del 1978 su una fonte eccezionale, il Catasto fiorentino del 1427. I risultati di quest'indagine hanno evidenziato nella Toscana del 400, e in particolare nelle popolazioni rurali, soprattutto mezzadrili, un'alta percentuale di aggregati domestici complessi. Nello specifico, dai risultati di quest'indagine condotta su oltre 60.000 famiglie nell'area toscana del 1400, emergeva che pur davanti a una priorità della famiglia nucleare, c'era un numero consistente di famiglie estese e multiple. Per quanto riguarda la distribuzione della famiglia dello Stato fiorentino agli inizi del 400, è emerso che:
- Il 55% era nucleare
- Il 10% estesa
- Il 19% multipla
- Il 14% costituita da solitari
- Il 2% senza struttura
Lo sviluppo della storiografia della famiglia in Italia è stato reso possibile attraverso una serie di ricerche condotte da numerosi studiosi e dalle attività di ricerca promosse dalla Società Italiana di Demografia Storica, istituita nel 1977.
La famiglia dell'Italia moderna: struttura e ampiezza
I fattori che influivano sulle strutture familiari erano vari e potevano essere di carattere demografico (età media al primo matrimonio, mortalità, fenomeni migratori), fattori legati alla distribuzione della popolazione sul territorio, fattori economici, fattori relativi alle religioni e alle tradizioni culturali, fattori legati ai sentimenti che univano i diversi componenti della famiglia e strategie famigliari per quanto riguarda l'eredità. Tra 600 e 700, la famiglia italiana era una famiglia sostanzialmente semplice, composta da genitori e da un modesto numero di figli. Inoltre si registravano forti differenze tra città e campagna. In città, infatti, erano presenti in misura maggiore famiglie nobiliari, famiglie di solitari e aggregati senza struttura. Per quanto riguarda la Campania, si registrano differenze sostanziali in rapporto ai diversi modi di condurre la terra e di organizzare il lavoro. In questo senso, la famiglia rurale era sostanzialmente nucleare mentre le famiglie mezzadrili erano complesse in misura maggiore. In città, la dimensione delle famiglie era determinata soprattutto dalla ricchezza. Ad un più alto status economico e sociale corrispondeva, infatti, la tendenza a vivere in nuclei più complessi e più numerosi.
L'approccio dei sentimenti
L’approccio dei sentimenti, si basa sul concetto di famiglia che non è costituita solo da componenti che abitano sotto lo stesso tetto, ma anche da:
- Rapporti di parentela, ovvero rapporti esistenti tra i residenti di una famiglia che hanno tra loro legami di parentela
- Relazioni familiari, ovvero rapporti di autorità e di affetto esistenti all'interno della famiglia
Riguardo lo studio della famiglia, il maggior numero delle ricerche si basa su un approccio quantitativo-strutturale, mentre i rapporti di parentela, le relazioni tra gruppi distinti di parenti non co-residenti, gli aiuti, le solidarietà, le alleanze, i conflitti e le strategie comuni sono stati analizzati in maniera sporadica. La causa va ricercata nelle fonti, difficili e complesse da reperire e da studiare; in questo senso le principali fonti utili a indagare i sentimenti all'interno della famiglia sono le carte notarili, come i capitoli matrimoniali, redatte al momento della costituzione della dote e i vari testamenti. Ci sono poi altre fonti definite intime come i diari, gli archivi privati, i fondi versati negli archivi ecc., che si prestano all'analisi di questo approccio per lo studio della famiglia. Hanno, però, dei limiti: la soggettività e la selettività, dal momento che si tratta di fonti che venivano tramandate da pochissime persone; inoltre erano limitate a singoli soggetti, per lo più appartenenti alle classi sociali colte e raramente agli strati più bassi della popolazione. Per far luce sugli aspetti relazionali delle famiglie più umili si devono invece consultare necessariamente altre fonti, come quelle giudiziarie (per esempio le inchieste di polizia, i verbali di interrogatori o gli atti di processi). Sulla base di fonti di Stato si possono ricostruire rapporti di parentela tra le famiglie, basandosi sui nomi e cognomi o sui casi di omonimia, oppure indagando sulle famiglie che svolgono lo stesso mestiere e che sono concentrate nella stessa zona del paese.
Un ulteriore rafforzamento dei rapporti di parentela è costituito dalla parentela fittizia, cioè dalla scelta, al momento del battesimo o del matrimonio, di un padrino e di una madrina o dei compari di nozze. Rappresenta quindi una rete di parentela aggiuntiva a quella di sangue. A questo proposito, uno studio ha evidenziato come il significato dei padrini di battesimo cambiasse a seconda dei diversi gruppi sociali in un villaggio piemontese del 700. Tra i nobili, i notabili e i professionisti prevaleva il padrinaggio interno a ogni condizione: in questo caso la parentela fittizia svolgeva un ruolo di rafforzamento. Fra i contadini ricchi e i mercanti si tendeva a uno scambio reciproco di padrini fra i gruppi. Al contrario, i contadini poveri e gli artigiani prediligevano forme di padrinaggio verticale di ceto sociale più alto, in quanto la strategia era rivolta alla ricerca di legami clientelari. I rapporti che esistevano inizialmente all'interno del nucleo familiare erano rapporti di autoritarismo definiti dal patriarcato. Il matrimonio era considerato un contratto di natura prevalentemente economica, che aveva il compito di trasmettere il patrimonio familiare da una generazione all'altra. Progressivamente si è sviluppata la famiglia coniugale intima, liberale nella distribuzione del potere all'interno del gruppo domestico e legata più dall'affetto tra i coniugi che dall'interesse economico. A questo proposito, secondo Lawrence Stone, a partire dalla metà del 600 cambiano in Inghilterra i rapporti sociali all'interno della famiglia, prima nelle classi più alte e poi gradualmente in tutte le altre classi sociali. Secondo Edward Shorter, invece, si è avuto l'emergere di una vera e propria ondata di sentimento con l'avvio della rivoluzione industriale. In Italia, invece, sono stati i nobili nati nell'ultimo trentennio del XVIII secolo ad abbandonare per primi il vecchio modello di famiglia patriarcale per adottare il modello nuovo di famiglia coniugale intima.
L'approccio economico
L'approccio economico inserisce la storia della famiglia in una visione più generale, quella della società. Per gli storici che utilizzano questo approccio non esiste una storia della famiglia, ma diverse storie legate ai gruppi sociali. Pertanto esiste la storia della famiglia contadina, la storia della famiglia proto-industriale e la storia della famiglia operaia. Le ricerche che si basano su questo approccio analizzano le strategie sociali e gli strumenti giuridici che tutelano il patrimonio familiare, come testamenti, donazioni, contratti matrimoniali ecc. Particolare attenzione è destinata alle forme di acquisizione di redditi e alle forme di consumo e di contabilità familiare.
Le figure della famiglia: la donna e il bambino
La storia delle donne: ipotesi di ricerca
Legata alla storia della famiglia è la storia delle donne. In particolare, accanto agli studi incentrati sulle questioni sociali e politiche legate al movimento di emancipazione femminile, le ricerche più recenti analizzano l'identità di genere, il ruolo di moglie, madre, figlia all'interno della famiglia, la scrittura femminile, i consumi delle donne.
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