Premessa
La tutela della salute, soprattutto nei giovani, si basa essenzialmente su programmi di prevenzione che hanno lo scopo di limitare i comportamenti a rischio e di incentivare corretti stili di vita che garantiscano una ottimale evoluzione psico-fisica del soggetto. In particolare, per quanto riguarda la prevenzione, un ruolo fondamentale è svolto dalle organizzazioni volontarie in genere e da quelle di soccorso. Tra queste, la fondazione Ciao Vinny, istituita nel 2002 dopo la morte di un giovane ragazzo, Vincenzo Moretti, in seguito a un incidente stradale, ha come scopo primario aiutare a rendere più sicura la vita dei giovani nei luoghi di divertimento notturni.
Il titolo di questo volume, la Cultura della vita, ripropone il progetto che questa fondazione realizza ogni anno, con la collaborazione del comune di Bari, per gli alunni che frequentano l'ultimo biennio degli istituti scolastici superiori di Bari. Il progetto è suddiviso in tre parti: la prima parte è la parte di impatto, durante la quale i ragazzi vengono messi di fronte immagine di incidenti stradali; una seconda fase è l'apprendimento-confronto, dove si discute con esperti del settore e con persone che sono stati direttamente coinvolte in incidenti stradali; la terza e ultima parte è invece denominata Crea lo Spot, durante la quale i partecipanti realizzano spot su questo problema.
Introduzione
Giovani e stili di vita
In base alla definizione elaborata nel 1948 dall'organizzazione mondiale della sanità, la salute è intesa come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale. A determinare la salute concorrono diversi fattori riconducibili allo stile di vita che una persona adotta, ovvero al modo di vivere e ai comportamenti di una persona, in base alle caratteristiche proprie di ogni individuo e alle condizioni socioeconomiche e ambientali che influenzano il suo agire.
In particolare, i comportamenti che caratterizzano lo stile di vita attuale e che interessano i giovani sono: fumo di sigaretta, abuso di alcol, abitudini alimentari scorrette, sedentarietà e comportamenti imprudenti alla guida di autoveicoli. Oggi si parla sempre di più di società del rischio. Nelle società occidentali sta infatti emergendo uno stato di insicurezza sociale legato al crollo di certezze e valori che rappresentavano in passato saldi punti di riferimento per gli individui.
Nel corso del XX secolo la parola rischio ha assunto un'accezione particolarmente negativa: essa, infatti, significa sfidare la sorte, azzardare. In particolare, sono soprattutto i giovani ad avere una forte propensione al rischio. Essi, spesso, sono vittime della noia e quindi vanno alla ricerca di emozioni forti che possono movimentare la loro vita. I comportamenti a rischio e trasgressivi si sperimentano soprattutto nel gruppo dei pari che rappresenta una vera e propria famiglia sociale dove il giovane può liberarsi dalle dipendenze familiari. I comportamenti trasgressivi rischiosi rappresentano spesso una forma di esibizionismo che ha come obiettivo ottenere l'ammirazione degli altri e, allo stesso tempo, rafforzare la propria identità.
La condizione di rischio, in genere, viene accettata dai giovani solo se garantisce la possibilità di recedere, cioè tornare alle condizioni di partenza. In questo modo si possono compiere scelte rischiose che tuttavia non sono irreversibili. È proprio sotto questa ottica che si spiega il forte aumento dell'assunzione di droghe, alcol e della propensione a compiere azioni dannose per la salute. Infatti molto spesso i giovani credono che i possibili danni derivanti da comportamenti a rischio ricadano esclusivamente sugli altri e mai su se stessi. In realtà, spesso stili di vita e comportamenti trasgressivi comportano gravi conseguenze che si traducono in danni permanenti che non permettono di tornare indietro. È quindi molto importante dare risalto alla prevenzione delle condotte a rischio che deve essere svolta con i giovani, coinvolgendoli attivamente in attività che sviluppino consapevolezze e capacità individuali.
Il piano dell'opera
Nei sei saggi raccolti in questo volume è stata utilizzata una metodologia comune che si avvale delle tecniche della statistica sociale attraverso la somministrazione di questionari a un campione rappresentativo della popolazione di riferimento.
1° saggio - I giovani, lo sport e il tempo libero
Premessa
Questo saggio spiega in che modo gli studenti baresi amano trascorrere il tempo libero. Tra le attività del tempo libero, un posto di primo piano è occupato dallo sport. In particolare, dall'indagine si nota come i giovani baresi conoscano l'importanza dello sport come elemento fondamentale per uno stile di vita corretto. Per tempo libero si intende un insieme di occupazioni alle quali l'individuo può dedicarsi di sua volontà, per riposarsi, divertirsi oppure per sviluppare la sua partecipazione sociale.
Le attività del tempo libero possono essere raggruppate in quattro grandi classi:
- Attività di svago e ricreazione (per esempio, uscire con gli amici, andare al cinema, guardare la TV ecc.)
- Attività culturali (per esempio, leggere i quotidiani, romanzi, seguire corsi, dedicarsi allo studio ecc.)
- Attività manuali e creative (dedicarsi alla scrittura, alla cucina, al disegno ecc.)
- Attività motorie (fare ginnastica, praticare nuoto, calcio, tennis ecc.)
Il tempo libero racchiude quindi una serie di attività che si possono raggruppare in due aree principali:
- L'area del tempo libero strutturato in cui si collocano tutte quelle attività caratterizzate da continuità temporale (attività sportive, associazioni culturali)
- L'area del tempo libero spontaneo e occasionale (cene, passeggiate)
La ricerca e il campione
La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario a un campione di studenti frequentanti l'ultima classe della scuola secondaria di Bari durante l'anno scolastico 2006-2007. Il questionario utilizzato è costituito da 55 domande raggruppate in 4 sezioni:
- Caratteristiche demografico-sociali
- Sport e tempo libero
- Abitudini alimentari
- Atteggiamento verso la salute e ricorso a servizi sanitari
Una volta completata la raccolta dei dati, sono state effettuate le relative operazioni di inserimento e elaborazione dei dati.
Gli intervistati: un profilo demografico e sociale
Per la ricerca sono stati intervistati 1189 studenti, pari a circa 1/3 di tutti gli studenti frequentanti l'ultimo anno delle scuole superiori di Bari, di cui 668 maschi e 521 femmine. Il 66% degli intervistati frequenta un istituto tecnico e professionale mentre il restante 34% un liceo. L'età dei giovani intervistati è compresa tra 17 e 21 anni. La maggior parte del campione vive a Bari mentre una percentuale del 17% risiede in provincia; si tratta comunque, nella maggior parte dei casi, di comuni molto vicini a Bari.
La quota più alta del campione, pari all'87% dei casi, vive con genitori coniugati o conviventi, nel 10% dei casi i genitori sono separati o divorziati, mentre solo il 3% vive con genitori vedovi. La maggior parte dei genitori dei ragazzi intervistati possiede la licenza di scuola media inferiore e superiore. In particolare, il possesso della licenza di scuola media inferiore risulta leggermente più alto tra le madri, mentre, al contrario, il possesso della licenza di scuola media superiore è più alto tra i padri. Pochi sono invece genitori in possesso della laurea.
Per quanto riguarda l'attività professionale svolta dai genitori degli studenti intervistati, la maggior parte dei padri fa l'impiegato, seguito dagli imprenditori, dai liberi professionisti e dagli operai. Le madri si dividono invece in casalinghe e lavoratrici. Tra queste ultime la categoria professionale più rappresentata è quella delle impiegate, seguite con notevole distacco da imprenditrici e insegnanti.
I giovani e il tempo libero
Durante il tempo libero i ragazzi intervistati dichiarano di passare in media 2 ore al giorno davanti alla TV e 3 ore davanti al computer. Per i giovani, tuttavia, il tempo libero è impiegato soprattutto fuori casa insieme ai propri coetanei. Durante la fase dell'adolescenza, infatti, i ragazzi avvertono il bisogno di prendere le distanze dalla famiglia per cercare una propria dimensione individuale. In questo senso, il gruppo dei pari diventa una vera e propria famiglia in cui è più facile esprimersi e affermare la propria personalità.
In quasi l'80% dei casi i giovani intervistati trascorrono il proprio tempo libero uscendo con gli amici mentre nel 37% dei casi con la propria ragazza o il ragazzo. Molto meno interesse riscuotono attività culturali, come per esempio andare in biblioteca, al cinema o a teatro. Scarsa, inoltre, è la scelta di attività che richiedono un impegno sociale come il volontariato.
Si riscontrano sostanziali differenze tra maschi e femmine per quanto riguarda la scelta di come trascorrere il tempo libero. I maschi amano soprattutto andare in moto o in macchina, frequentare le sale giochi e praticare sport; le ragazze invece preferiscono trascorrere il proprio tempo libero facendo passeggiate, andando al cinema, ma anche uscendo con i propri genitori. Fattore comune sia per i maschi che per le femmine è invece il luogo di incontro privilegiato per una serata tra amici, ovvero bar, pub e pizzerie.
I giovani e lo sport
Tra le attività del tempo libero un posto di primo piano è sicuramente occupato dallo sport. Lo sport è l’insieme di tutte quelle attività che hanno come scopo migliorare e mantenere in buona condizione l'aspetto psico-fisico delle persone. È noto ormai come lo sport sia un elemento fondamentale per uno stile di vita corretto, a cominciare dall'antica massima latina mens sana in corpore sano, dove lo sport non è inteso solo come puro esercizio fisico, ma anche come equilibrio mentale e quindi benessere interiore.
Allo stesso tempo è noto anche il fatto che l'inattività rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiache e che la vita sedentaria è tra le principali cause di disabilità, soprattutto in età anziana. L'attività sportiva ha quindi 5 funzioni principali:
- Funzione ludica: lo sport come strumento del tempo libero sia individuale che collettivo
- Funzione educativa: lo sport come strumento di formazione della persona
- Funzione sociale
- Funzione culturale: lo sport come strumento di conoscenza
- Funzione di sanità pubblica: lo sport come strumento di prevenzione
A questo riguardo è stato chiesto al campione quali sono gli aspetti più importanti dello sport. In base alle risposte fornite dagli intervistati possiamo individuare 3 aree principali degli aspetti dello sport ritenuti più importanti. Il primo gruppo raccoglie aspetti di carattere fisico come star bene fisicamente e migliorare il proprio aspetto fisico; il secondo gruppo racchiude invece le risposte che attribuiscono allo sport un ruolo importante per svagarsi ed evadere dai problemi; infine il terzo gruppo include gli aspetti legati all'attività sportiva vista come modo per socializzare e confrontarsi con gli altri.
La pratica sportiva
Tra gli intervistati quasi il 75% pratica uno sport, mentre quasi il 36% non pratica nessuna attività sportiva. In particolare, più del 77% dei ragazzi dichiara di praticare sport, mentre per le ragazze la percentuale si attesta a quasi il 48%. Lo sport più praticato è il calcio (40% dei casi), diffusa è anche la frequentazione di palestre (in quasi il 29% dei casi), seguito da sport come il nuoto e la danza.
In particolare, alcuni sport si indirizzano a un pubblico prettamente femminile come la danza e il pattinaggio, mentre altri, come la pallacanestro, il ciclismo e le arti marziali, a un pubblico sostanzialmente maschile. Le palestre e il nuoto riscuotono invece ampio consenso sia tra ragazzi che fra ragazze. La maggior parte dei giovani afferma di aver cominciato molto presto a fare sport. L'età media in cui giovani hanno cominciato a fare attività fisica risulta essere di 8 anni.
La maggior parte degli intervistati afferma inoltre di aver deciso da solo di praticare uno sport, mentre sono pochi quelli che hanno ascoltato il consiglio dei propri familiari o degli amici; infine pochissimi sono stati consigliati dal medico e dagli insegnanti. Tra coloro che praticano sport il 36% lo fa a livello agonistico, mentre quasi il 64% si dedica all'attività sportiva come passatempo. Tra chi pratica sport a livello agonistico il 74% è costituito da ragazzi mentre il 26% da ragazze.
Il 55% dei giovani è impegnato nello sport 3 o più volte nel corso della settimana, il 28% circa 2 volte, il 9% circa una sola volta, mentre il restante 7% si dedica allo sport saltuariamente. Da questi dati si evidenzia come siano soprattutto coloro che praticano sport a livello agonistico a essere impegnati nell'attività sportiva per 3 o più giorni alla settimana. Inoltre questi ultimi dichiarano anche di utilizzare spesso integratori alimentari. In particolare, nel 43% dei casi gli intervistati sono ricorsi a integratori sotto il consiglio del proprio allenatore, il 33% è stato consigliato dal medico mentre il restante 24% ha deciso autonomamente o ha ascoltato il consiglio di amici.
I non sportivi
Tra coloro che non praticano sport, quasi il 29% degli intervistati sostiene di essere troppo impegnato nello studio, soprattutto i liceali e le ragazze; il 27% preferisce sfruttare il tempo libero a disposizione in altre attività, mentre quasi il 17% dice di non fare sport per pigrizia. Rilevante anche la percentuale di quelli che non praticano sport a causa di difficoltà economiche. Una piccola percentuale del campione non fa sport per problemi di salute mentre quasi il 2% dei ragazzi considera lo sport una perdita di tempo.
Lo sport e le problematiche degli anabolizzanti
Una problematica legata all'attività sportiva è l'uso sempre più diffuso degli anabolizzanti per mantenere facilmente la propria forma fisica. Gli anabolizzanti provocano però numerosi effetti collaterali che non sono affatto trascurabili, come ad esempio gravi danni al fegato e al sistema cardiovascolare. Quasi il 90% dei ragazzi intervistati afferma di aver sentito parlare di anabolizzanti. Ai ragazzi è stata posta la domanda "Cosa ne pensi dell'uso degli anabolizzanti nello sport?".
Quasi il 50% afferma che sono inutili, il 17% afferma che non fanno sentire fatica, il 10% circa che contrastano alcuni effetti negativi dello sport mentre un preoccupante 14% circa del campione ritiene che l'uso di anabolizzanti sia utile e non rechi danni alla salute. Tra coloro che praticano sport, quasi il 4% ammette di averne fatto uso mentre la stragrande maggioranza non è mai ricorsa agli anabolizzanti. Preoccupante il dato relativo alla domanda "conosci persone che fanno uso di anabolizzanti?". A questa domanda, infatti, oltre il 43% dei ragazzi ha affermato di conoscere persone che ne fanno uso. Da questi dati si evince anche che ad usare le sostanze anabolizzanti sono soprattutto i maschi che praticano attività sportiva a livello agonistico.
Conclusioni
In conclusione, possiamo definire lo studente barese un giovane che ama uscire con gli amici, che ha un buon rapporto con il proprio corpo, sostanzialmente abbastanza sportivo ma anche poco informato su alcune tematiche.
2° saggio - I giovani e le discoteche
Premessa
In questo saggio sono analizzate le abitudini dei giovani studenti delle scuole superiori di Bari relative al divertimento notturno, soffermandosi soprattutto su quelli aspetti che possono avere conseguenze negative sulla loro sicurezza. In particolare, allarmanti risultano i dati relativi al consumo di alcolici e superalcolici presso le discoteche.
Il tempo dello svago è sempre più accentrato al termine della giornata e in modo particolare nelle sere del fine settimana. Sono soprattutto le discoteche a occupare un posto di primo piano nell'ambito dei luoghi dedicati allo svago. In Italia il fenomeno delle discoteche nasce alla fine degli anni 70 del 900, contemporaneamente all'avvento della disco music e al successo del film La febbre del sabato sera. La discoteca è vista come uno spazio di libertà in cui gli individui possono temporaneamente abbandonare i rigidi ruoli sociali per evadere dalla realtà e assumere comportamenti trasgressivi.
Le motivazioni prevalenti che inducono i giovani a frequentare le discoteche sono essenzialmente di 3 tipi: la passione per il ballo e la musica, la possibilità di fare nuovi incontri e amicizie e l'adesione alle scelte del gruppo dei pari. Inoltre, secondo alcuni studiosi di comportamenti giovanili, la discoteca rappresenta il luogo privilegiato per mettere in atto condotte trasgressive e consente ai ragazzi di mettersi alla prova e sfidare il pericolo per rafforzare la propria immagine di fronte a sé e agli altri.
Il campione
Il campione è costituito da 1189 studenti frequentanti l'ultimo anno della scuola secondaria di Bari per l'anno scolastico 2006-2007, rappresentativo dell'universo di 3362 studenti iscritti all'ultimo anno delle scuole superiori.
La frequenza delle discoteche
Il 72% circa dei ragazzi intervistati frequenta le discoteche. Tra questi, il 46% afferma di frequentarle solo in occasioni particolari mentre il 54% abitualmente. In particolare, il 42% afferma di recarsi a ballare più volte al mese, il 36% almeno una volta al mese, il 16% una volta a settimana mentre il 6% più volte a settimana. A frequentare più spesso le discoteche sono soprattutto i ragazzi che hanno raggiunto la maggiore età e che appartengono alle classi sociali più agiate.
Infatti, la percentuale dei ragazzi che frequentano abitualmente le discoteche cresce via via che aumenta l'età: tra i diciassettenni i frequentatori sono il 35%, tra i diciottenni il 40%, tra...
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