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invece in casalinghe e lavoratrici. Tra questi ultime la categoria professionale più rappresentata è

quella delle impiegate, seguite con notevole distacco da imprenditrici e insegnanti.

4. I giovani e il tempo libero

Durante il tempo libero i ragazzi intervistati dichiarano di passare in media 2 ore al giorno davanti alla

tv e 3 ore davanti al computer. Per i giovani, tuttavia, il tempo libero è impiegato soprattutto fuori casa

insieme ai propri coetanei. Durante la fase dell'adolescenza, infatti, i ragazzi avvertono il bisogno di

prendere le distanze dalla famiglia per cercare una propria dimensione individuale. In questo senso, il

gruppo dei pari diventa una vera e propria famiglia in cui è più facile esprimersi e affermare la propria

personalità. In quasi l'80% dei casi i giovani intervistati trascorro il proprio tempo libero uscendo con

gli amici mentre nel 37% dei casi con la propria ragazza o il ragazzo. Molto meno interesse riscuotono

attività culturali, come per esempio andare in biblioteca, al cinema o a teatro. Scarsa, inoltre, è la

scelta di attività che richiedono un impegno sociale come il volontariato. Si riscontrano sostanziali

differenze tra maschi e femmine per quanto riguarda la scelta di come trascorrere il tempo libero. I

maschi amano soprattutto andare in moto o in macchina, frequentare le sale giochi e praticare sport;

le ragazze invece preferiscono trascorrere il proprio tempo libero facendo passeggiate, andando al

cinema, ma anche uscendo con i propri genitori. Fattore comune sia per i maschi che per le femmine

è invece il luogo di incontro privilegiato per una serata tra amici, ovvero bar, pub e pizzerie.

5. I giovani e lo sport

Tra le attività del tempo libero un posto di primo piano è sicuramente occupato dallo sport. Lo sport è

l’insieme di tutte quelle attività che hanno come scopo migliorare e mantenere in buona condizione

l'aspetto psico-fisico delle persone. E' noto ormai come lo sport sia un elemento fondamentale per uno

stile di vita corretto, a cominciare dall'antica massima latina mens sana in corpore sano, dove lo sport

non è inteso solo come puro esercizio fisico, ma anche come equilibrio mentale e quindi benessere

interiore. Allo stesso tempo è noto anche il fatto che l'inattività rappresenta un fattore di rischio per le

malattie cardiache e che la vita sedentaria è tra le principali cause di disabilità, soprattutto in età

anziana. L'attività sportiva ha quindi 5 funzioni principali:

1) funzione ludica: lo sport come strumento del tempo libero sia individuale che collettivo

2) funzione educativa: lo sport come strumento di formazione della persona

3) funzione sociale

4) funzione culturale: lo sport come strumento di conoscenza

5) funzione di sanità pubblica: lo sport come strumento di prevenzione

A questo riguardo è stato chiesto al campione quali sono gli aspetti più importanti dello sport. In base

alle risposte fornite dagli intervistati possiamo individuare 3 aree principali degli aspetti dello sport

ritenuti più importanti. Il primo gruppo raccoglie aspetti di carattere fisico come star bene fisicamente e

migliorare il proprio aspetto fisico; il secondo gruppo racchiude invece le risposte che attribuiscono

allo sport un ruolo importante per svagarsi ed evadere dai problemi; infine il terzo gruppo include gli

aspetti legati all'attività sportiva vista come modo per socializzare e confrontarsi con gli altri.

5.1 La pratica sportiva

Tra gli intervistati quasi il 75% pratica uno sport, mentre quasi il 36% non pratica nessuna attività

sportiva. In particolare, più del 77% dei ragazzi dichiara di praticare sport, mentre per le ragazze la

percentuale si attesta a quasi il 48%. Lo sport più praticato è il calcio (40% dei casi), diffusa è anche la

frequentazione di palestre (in quasi il 29% dei casi), seguito da sport come il nuoto e la danza. In

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particolare, alcuni sport si indirizzano a un pubblico prettamente femminile come la danza e il

pattinaggio, mentre altri, come la pallacanestro, il ciclismo e le arti marziali, a un pubblico

sostanzialmente maschile. La palestre e il nuoto riscuotono invece ampio consenso sia tra ragazzi che

fra ragazze. La maggior parte dei giovani afferma di aver cominciato molto presto a fare sport. L'età

media in cui giovani hanno cominciato a fare attività fisica risulta essere di 8 anni. La maggior parte

degli intervistati afferma inoltre di aver deciso da solo di praticare uno sport, mentre sono pochi quelli

che hanno ascoltato il consiglio dei propri familiari o degli amici; infine pochissimi sono stati consigliati

dal medico e dagli insegnanti. Tra coloro che praticano sport il 36% lo fa a livello agonistico, mentre

quasi il 64% si dedica all'attività sportiva come passatempo. Tra chi pratica sport a livello agonistico il

74% è costituito da ragazzi mentre il 26% da ragazze. Il 55% dei giovani è impegnato nello sport 3 o

più volte nel corso della settimana, il 28% circa 2 volte, il 9% circa una sola volta, mentre il restante

7% si dedica allo sport saltuariamente. Da questi dati si evidenzia come siano soprattutto coloro che

praticano sport a livello agonistico a essere impegnati nell'attività sportiva per 3 o più giorni alla

settimana. Inoltre questi ultimi dichiarano anche di utilizzare spesso integratori alimentari. In

particolare, nel 43% dei casi gli intervistati sono ricorsi a integratori sotto il consiglio del proprio

allenatore, il 33% è stato consigliato dal medico mentre il restante 24% ha deciso autonomamente o

ha ascoltato il consiglio di amici.

5.2 I non sportivi

Tra coloro che non praticano sport, quasi il 29% degli intervistati sostiene di essere troppo impegnato

nello studio, soprattutto i liceali e le ragazze; il 27% preferisce sfruttare il tempo libero a disposizione

in altre attività, mentre quasi il 17% dice di non fare sport per pigrizia. Rilevante anche la percentuale

di quelli che non praticano sport a causa di difficoltà economiche. Una piccola percentuale del

campione non fa sport per problemi di salute mentre quasi il 2% dei ragazzi considera lo sport una

perdita di tempo.

6. Lo sport e le problematiche degli anabolizzanti

Una problematica legata all'attività sportiva è l'uso sempre più diffuso degli anabolizzanti per

mantenere facilmente la propria forma fisica. Gli anabolizzanti provocano però numerosi effetti

collaterali che non sono affatto trascurabili, come ad esempio gravi danni al fegato e al sistema

cardiovascolare. Quasi il 90% dei ragazzi intervistati afferma di aver sentito parlare di anabolizzanti. Ai

ragazzi è stata posta la domanda "Cosa ne pensi dell'uso degli anabolizzanti nello sport?". Quasi il

50% afferma che sono inutili, il 17% afferma che non fanno sentire fatica, il 10% circa che contrastano

alcuni effetti negativi dello sport mentre un preoccupante 14% circa del campione ritiene che l'uso di

anabolizzanti sia utile e non rechi danni alla salute. Tra coloro che praticano sport, quasi il 4%

ammette di averne fatto uso mentre la stragrande maggioranza non è mai ricorsa agli anabolizzanti.

Preoccupante il dato relativo alla domanda " conosci persone che fanno uso di anabolizzanti?". A

questa domanda, infatti, oltre il 43% dei ragazzi ha affermato di conoscere persone che ne fanno uso.

Da questi dati si vince anche che ad usare le sostanze anabolizzanti sono soprattutto i maschi che

praticano attività sportiva a livello agonistico.

7. Conclusioni

In conclusione, possiamo definire lo studente barese un giovane che ama uscire con gli amici, che ha

un buon rapporto con il proprio corpo, sostanzialmente abbastanza sportivo ma anche poco informato

su alcune tematiche. 5

2° SAGGIO - I GIOVANI E LE DISCOTECHE

1. Premessa

In questo saggio sono analizzate le abitudini dei giovani studenti delle scuole superiori di Bari relative

al divertimento notturno, soffermandosi soprattutto su quelli aspetti che possono avere conseguenze

negative sulla loro sicurezza. In particolare, allarmanti risultano i dati relativi al consumo di alcolici e

superalcolici presso le discoteche. Il tempo dello svago è sempre più accentrato al termine della

giornata e in modo particolare nelle sere del fine settimana. Sono soprattutto le discoteche a occupare

un posto di primo piano nell'ambito dei luoghi dedicati allo svago. In Italia il fenomeno delle discoteche

nasce alla fine degli anni 70 del 900, contemporaneamente all'avvento della disco music e al

successo del film La febbre del sabato sera. La discoteca è vista come uno spazio di libertà in cui gli

individui possono temporaneamente abbandonare i rigidi ruoli sociali per evadere dalla realtà e

assumere comportamenti trasgressivi. Le motivazioni prevalenti che inducono i giovani a frequentare

le discoteche sono essenzialmente di 3 tipi: la passione per il ballo e la musica, la possibilità di fare

nuovi incontri e amicizie e l'adesione alle scelte del gruppo dei pari. Inoltre, secondo alcuni studiosi di

comportamenti giovanili, la discoteca rappresenta il luogo privilegiato per mettere in atto condotte

trasgressive e consente ragazzi di mettersi alla prova e sfidare il pericolo per rafforzare la propria

immagine di fronte a sé e agli altri.

2. Il campione

Il campione è costituito da 1189 studenti frequentanti l'ultimo anno della scuola secondaria di Bari per

l'anno scolastico 2006-2007, rappresentativo dell'universo di 3362 studenti iscritti all'ultimo anno delle

scuole superiori.

3. La frequenza delle discoteche

Il 72% circa dei ragazzi intervistati frequenta le discoteche. Tra questi, il 46% afferma di frequentarle

solo in occasioni particolari mentre il 54% abitualmente. In particolare, il 42% afferma di recarsi a

ballare più volte al mese, il 36% almeno una volta al mese, il 16% una volta a settimana mentre il 6%

più volte a settimana. A frequentare più spesso le discoteche sono soprattutto i ragazzi che hanno

raggiunto la maggiore età e che appartengono alle classi sociali più agiate. Infatti, la percentuale dei

ragazzi che frequentano abitualmente le discoteche cresce via via che aumenta l'età: tra i

diciassettenni i frequentatori sono il 35%, tra i diciottenni il 40%, tra i ventenni più del 74% mentre tra i

ventunenni l'80%. Inoltre la percentuale di chi frequenta abitualmente le discoteche è pare il 50% tra i

figli di dirigenti e alti funzionari, al 45% tra i figli di imprenditori e liberi professionisti, mentre scende al

35% tra i figli di operai, al 30% tra i giovani con padre disoccupato e al 26% tra i figli di pensionati.

4. Discoteche e mezzi di trasporto

La maggior parte dei ragazzi raggiunge la discoteca prevalentemente in automobile, mentre solo una

piccola percentuale di studenti raggiunge i locali con altri mezzi, come disco bus, pullman speciali che

accompagnano i ragazzi gratuitamente presso le discoteche, messi a disposizione dai comuni per

rendere più sicure le strade. Il 28% raggiunge le discoteche con la propria auto mentre il 72% con

l'auto di amici. A recarsi in discoteca con la propria auto sono soprattutto i maschi, mentre sono poche

le donne che hanno a disposizione un'auto nelle ore notturne. Questo dato può essere spiegato dal

fatto che molto spesso i ragazzi godono di maggiore libertà e autonomia rispetto alle ragazze. Inoltre,

dispongono di una propria auto per recarsi in discoteca soprattutto gli appartenenti a classi sociali più

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agiate.

5. La permanenza in una discoteca

Il divertimento che si protrae per tutta la notte costituisce una delle novità emergenti della cultura

giovanile. Inoltre non sono rari i casi in cui il divertimento si protrae addirittura oltre una notte, fino a

raggiungere le 2-3 giornate trascorse senza dormire. Questa è un'abitudine altamente pericolosa

perché ridurre le ore di sonno comporta uno stress psico-fisico individuale che limita notevolmente

l'attenzione necessaria per lo studio, il lavoro e la guida. Per quanto riguarda il tempo di permanenza

l’una

in discoteca, più della metà dei ragazzi afferma di trascorrervi tra e le 3 ore, mentre il 44% si

intrattiene per più di 4 ore. L'ora di uscita dalla discoteca è risultata essere in media le 5 del mattino. In

particolare, oltre il 50% dei ragazzi esce dalla discoteca tra le 3 e le 6 del mattino, il 38% tra l'una e le

3, mentre il 5% esce dopo le 6 del mattino. Sono soprattutto i ragazzi a intrattenersi più a lungo in

discoteca. Inoltre, via via che aumenta l'età cresce in maniera esponenziale la percentuale di giovani

che restano in discoteca per molto tempo. Per esempio la percentuale di coloro che rientrano tra le 3

e le 6 è pari al 53% tra i diciassettenni, al 58% tra i diciottenni e a oltre il 72% tra i 19 anni. Il protrarre

il divertimento fino a notte inoltrata o all'alba del giorno dopo è un elemento che richiama alla mente le

cosiddette stragi del sabato sera. Secondo il rapporto sugli incidenti stradali relativo all'anno 2005,

ogni giorno in Italia si verificano in media più di 600 incidenti stradali che causano la morte di 15

persone e il ferimento di altre 860. L'incidente presenta un elevato tasso di mortalità durante la notte

con un valore massimo intorno alle 5 del mattino. Inoltre i conducenti morti a seguito di un incidente

stradale corrispondono in misura maggiore alla fascia di età tra i 25-29 anni, seguiti dalla fascia d'età

tra 30-34 anni e dalla fascia tra 21-24 anni. Le cause principali di questi incidenti sono i limiti di

velocità quasi mai rispettati, le cinture di sicurezza non indossate, l'elevata velocità e l'abuso di

bevande alcoliche. In particolare, le ragazze tendono soprattutto a non rispettare le distanze di

sicurezza mentre ragazzi corrono troppo e guidano spesso sotto l'effetto dell'alcol.

6. Il consumo di alcolici in discoteca

Uno dei comportamenti rischiosi, molto diffusi tra i giovani, è l'abitudine a consumare alcolici fuori dei

pasti e a consumare eccessive quantità di bevande alcoliche in una sola occasione, come, per

esempio, durante una festa o una serata in discoteca. In base alle risposte fornite dai nostri

intervistati, i dati ottenuti relativi al consumo di alcolici e superalcolici presso le discoteche risultano

allarmanti. Infatti, la maggior parte degli intervistati beve alcolici durante le serate trascorse in

discoteca. Tra questi, il 35% afferma di bere alcolici leggeri mentre il 41% deve superalcolici. Inoltre,

sono soprattutto i maschi a consumare alcolici leggeri e superalcolici. Man mano che aumentano le

ore trascorse in discoteca aumenta anche la percentuale di coloro che assumono superalcolici. I danni

provocati dall'abuso di sostanze alcoliche sono spesso irreparabili: tra questi possiamo individuare

infiammazioni all'esofago, gastriti e ulcere gastriche. La patologia più diffusa è la cirrosi epatica, che è

anche la prima causa di morte per quanti sono affetti da alcolismo. L'alcol può inoltre compromettere il

cuore e il pancreas. Altre patologie sono il tumore al cavo orale e all'esofago, danni provocati al

sistema nervoso e atteggiamenti depressivi o aggressivi. C'è uno stretto rapporto tra il consumo di

alcolici in discoteca e incidenti stradali. Oltrepassare anche di poco il limite di sostanza alcolica che

può essere contenuta nel sangue aumenta infatti il tempo di frenata, restringe il campo visivo e

diminuisce la capacità di valutazione delle distanze e della velocità. 7

3° SAGGIO - I GIOVANI E LE ABITUDINI ALIMENTARI

1. Premessa

Questa ricerca indaga sulle abitudini alimentari dei giovani studenti baresi delle scuole superiori, per

capire se la loro dieta rispecchi quella mediterranea o se vi siano dei comportamenti errati in fatto di

abitudini alimentari. Un'alimentazione corretta e ben equilibrata è fondamentale per mantenere un

ottimale stato di salute e di benessere psico-fisico. Sono noti infatti gli effetti negativi di una cattiva

nutrizione: non a caso il sovrappeso e l'obesità sono spesso la conseguenza diretta di una cattiva

nutrizione, di un'alimentazione poco equilibrata associata alla mancanza di attività fisica. Il

miglioramento della situazione economica e la conseguente maggiore disponibilità di cibo hanno

modificato le nostre abitudini alimentari, sbilanciando la nostra dieta: infatti spesso mangiamo più del

necessario e commettiamo errori che a lungo andare penalizzano la nostra salute. In particolare,

l'obesità rappresenta una delle emergenze sanitarie più importanti degli ultimi anni. In molti paesi

industrializzati l'obesità colpisce fino a 1\3 della popolazione adulta e anche l'Italia è ampiamente

interessata da questo fenomeno. Nel nostro paese, infatti, il 34% della popolazione risulta in

sovrappeso e quasi il 10% è obesa. L'alternativa per mantenere il peso ideale è la dieta mediterranea,

considerata all'unanimità un'ottima via per garantire un buono stato di salute. Numerose ricerche,

infatti, hanno evidenziato che alcuni paesi dell'area mediterranea presentano un'incidenza minore di

patologie legate ad abitudini alimentari scorrette come l'ipertensione, il diabete ecc. Il modello

dietetico che corrisponde alla dieta mediterranea prevede come base per l'alimentazione quotidiana il

consumo di pane, pasta, cereali, frutta e verdura, legumi, pesce, olio extravergine di oliva, formaggio

(con moderazione) e carne (in piccole quantità). La dieta mediterranea è ampiamente diffusa in Italia

ma questo primato viene oggi minacciato da nuove abitudini alimentari che si stanno sviluppando

soprattutto fra i giovani come i fast food, i take away e il mangiare davanti alla tv. Un altro pericolo

determinato dalla cattiva alimentazione riguarda il rapporto dei ragazzi con il cibo che è spesso difficile

e risulta strettamente legato all'immagine del proprio corpo. Oggi, tutte le icone di magrezza e di

bellezza che vengono proposte dei media possono infatti indurre i ragazzi, e le ragazze in particolare,

a seguire diete ferree che possono mettere in serio pericolo la loro salute e determinare delle proprie

patologie come l'anoressia e la bulimia. L'adozione di comportamenti alimentari scorretti tra i giovani

svolge quindi principalmente 3 funzioni:

1) La prima è legata a una percezione piuttosto negativa di sé e viene adottata per risolvere i problemi

e affermare la propria autonomia e competenza

2) La seconda è strettamente connessa alla trasgressione e alla sperimentazione di sé

3) La terza è legata al bisogno di comunicazione, emulazione e al bisogno di richiamare l'attenzione

su di sé. Questa viene adottata soprattutto quando la qualità delle relazioni interpersonali all'interno

del contesto familiare e amicale è carente.

2. I giovani e la percezione del proprio corpo

Una delle difficoltà con cui i giovani si trovano a fare i conti è quella di imparare a gestire e ad

accettare il proprio corpo in una società dove i mezzi di comunicazione propongono insistentemente

modelli di bellezza e magrezza difficilmente raggiungibili. A tal proposito, la maggior parte degli

intervistati mostra di avere un buon rapporto con il proprio corpo: infatti, il 72% dei giovani attribuisce

alla propria immagine fisica una connotazione positiva, in particolare il 30% considera il corpo la parte

più autentica di sé stesso, il 25% ciò che lo distingue dagli altri e il 17% ciò che l'aiuta a rapportarsi

con gli altri. Per il 14% il corpo è qualcosa che lo lascia indifferente mentre il 10% considera il proprio

8

corpo come un peso e come qualcosa da nascondere. Da questi dati risulta che ad avere un rapporto

più conflittuale con il proprio corpo sono soprattutto le ragazze. Infatti oltre il 75% delle ragazze

considera il proprio corpo come qualcosa da nascondere, mentre il 65% considera il proprio corpo un

peso. Questa maggiore insoddisfazione delle ragazze verso il proprio corpo deriva dal fatto che la

magrezza è per la ragazze sempre di più un elemento fondamentale per la valutazione positiva di sé;

da ciò ne consegue un forte desiderio di essere magre che spesso induce le ragazze ad adottare

comportamenti alimentari scorretti e rischiosi per la salute.

3. I giovani e il cibo

Per garantire al nostro organismo tutte le sostanze di cui ha bisogno è necessario seguire

un'alimentazione bilanciata che prevede la somministrazione di macronutrienti, cioè carboidrati,

proteine e grassi, indispensabili per fornire energia il nostro organismo, e micronutrienti come vitamine

e minerali. Per mangiare in modo sano ed equilibrato, inoltre, è opportuno suddividere i cibi in 5 volte

al giorno (prima colazione, spuntino del mattino, pranzo, merenda, cena), mentre è assolutamente

sbagliato concentrare i pasti in due o tre grossi appuntamenti, in quanto si tenderebbe ad assumere

cibo in eccesso e a consumare soprattutto alimenti ricchi di grassi.

3.1 La colazione

E' molto importante una colazione di fornisca le energie necessarie per affrontare l'intera giornata.

Molto spesso, però, i ritmi frenetici della realtà quotidiana non ci permettono di consumare il primo

pasto della giornata in modo corretto. Oggi, infatti, sedere a tavola e gustare una fetta di pane, burro e

marmellata è diventato troppo impegnativo e in genere ci si accontenta di una merendina al volo o di

qualche biscotto inzuppato nel latte. Sono molti anche coloro che hanno la pessima abitudine di bere

solo un caffè quando la prima colazione dovrebbe apportare 1/5 delle calorie totali della giornata.

Tuttavia per i pugliesi, come per tutti i meridionali in genere, l'abitudine di fare colazione è molto più

radicata rispetto ad altre regioni. Infatti il 75% del campione è abituato a fare colazione ogni mattina,

tuttavia è alta anche la percentuale di quelli che saltano il primo pasto della giornata (25%). La

colazione preferita dagli studenti baresi è composta da latte, biscotti e merendine. In particolare, alla

base della prima colazione c'è il latte, bevuto con il caffè, il cacao o semplicemente bianco. Alta è

anche la percentuale di chi consuma bevande come tè e caffè mentre scarso risulta il consumo di

frutta e pane. Del tutto estraneo invece è il modello di colazione americano che prevede oltre al latte e

caffè anche elementi quali uova, salumi e formaggi.

3.2 Il pranzo e la cena

In un'alimentazione corretta l'apporto calorico dovrebbe essere pari al 40% per il pranzo e al 35% per

la cena del totale energetico giornaliero. Tuttavia, nonostante il pranzo continui a rappresentare il

pasto principale degli italiani, si sta diffondendo un'abitudine scorretta che è quella di mangiare di più

durante il pasto serale che rappresenta per molti il momento del riscatto dopo una giornata intensa e

con poco tempo a disposizione per consumare un pasto completo ed equilibrato. Questa realtà, in

particolare, interessa soprattutto le famiglie del Nord; al sud invece si sta diffondendo la tendenza di

mangiare tanto a pranzo e di mangiare solo un panino a cena. Per quanto riguarda le abitudini

alimentari dei giovani studenti baresi, per il 75% dei ragazzi intervistati il pranzo rimane il pasto

principale della giornata. La cena invece è risultata essere il pasto principale per il 6%, mentre il

restante 17% attribuisce la stessa importanza al pranzo e alla cena. In particolare, a mangiare di più a

pranzo è il 59% dei figli la cui madre è casalinga contro il 41% dei figli delle donne lavoratrici; al

9

contrario la cena è il pasto principale della giornata per il 54% dei ragazzi con madre lavoratrice e per

il 45% dei figli di casalinghe. Il pranzo è composto abitualmente da un primo (nel 97% dei casi), da un

secondo (nell'80% dei casi) dalla frutta (nel 73% dei casi) e da un dolce (nel 33% dei casi). A cena

invece si mangia decisamente meno pasta, mentre si preferisce un secondo (nell'80% dei casi),

accompagnato da un contorno (nel 46% dei casi). Cala invece il consumo di frutta e di dolci. Da questi

dati possiamo notare come la condizione di lavoratrice o casalinga della madre influisca in modo

determinante sulla composizione dei pasti. Inoltre si evidenzia un apporto calorico e una varietà di

consumo abbastanza equilibrati. La pasta e il pane sono gli alimenti che vengono consumati ogni

giorno dalla maggior parte del campione. Inoltre il 64% dei ragazzi afferma di consumare ogni giorno

la frutta, il 22% la consuma qualche volta la settimana, mentre il 7% qualche volta al mese. La carne e

il pesce sono consumati generalmente qualche volta la settimana così come i latticini. Verdure e

legumi fanno parte della dieta abituale anche se sono meno graditi. Tuttavia non va sottovalutato che

nell'8% dei casi i ragazzi non mangiano mai legumi né verdura e quasi il 5% non consuma mai frutta.

Per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura sono soprattutto gli studenti che praticano un'attività

sportiva a riconoscere l'importanza di questi alimenti nella dieta quotidiana.

3.3 Lo spuntino

Un posto di primo piano nell'alimentazione dei giovani è occupato dallo spuntino del mattino e del

pomeriggio. In passato, lo spuntino era costituito da un'unica alternativa: il pane accompagnato dal

companatico che poteva essere formaggio, zucchero, olio, pomodoro o sale. Oggi invece i giovani

hanno a disposizione una vastissima varietà di spuntini. Tra questi quelli che hanno più successo tra i

giovani sono gli snack industriali dolci e salati. Questi in genere sono confezionati monodose e sono

quindi facili da trasportare e consumare. Spesso però si tratta di alimenti poco sani che hanno un

notevole apporto calorico e un'elevata quantità di grassi. Per poter seguire una dieta corretta ed

equilibrata bisognerebbe invece scegliere spuntini più leggeri come, per esempio, un frutto, uno yogurt

o un bicchiere di latte. Nell'intervallo di tempo tra un pasto e l'altro quasi l'80% dei ragazzi consuma

uno spuntino, mentre il 20% si limita a tre pasti durante il giorno. Lo spuntino è consumato soprattutto

durante le ore pomeridiane nel 60% dei casi, il 20% fa merenda nel corso della mattina mentre il

restante 20% è abituato a consumarlo sia durante la mattina che nel pomeriggio.

4. Conclusioni

Il compito di guidare le scelte verso un'alimentazione sana ed equilibrata è affidato all'istituto

nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione che da anni si occupa di fornire al consumatore

informazioni e indicazioni per mangiare in modo sano. A questo proposito possiamo individuare 8

regole fondamentali da seguire per una corretta alimentazione:

1) controllare il peso e mantenersi sempre in forma: se si introduce più energia di quanta se ne

consuma, l'eccesso si accumula sotto forma di grasso. Se invece, si introduce meno energia di quanta

se ne consuma, il corpo utilizzerà le riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche. Queste

due situazioni danno rispettivamente luogo a due problemi: l'obesità e l'eccessiva magrezza che

rappresentano dei seri rischi per la salute

2) consumare più cereali, legumi, frutta e verdura in quanto questi elementi proteggono dalla

comparsa di numerose malattie

3) consumare soprattutto grassi monoinsaturi e polinsaturi e cercare di limitare la quantità di quelli

saturi: per stare bene è necessario consumare una certa quantità di grassi ma è opportuno non

eccedere, poiché un eccessivo consumo di grassi rappresenta un importante fattore di rischio per la

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salute.

4) consumare zuccheri, dolci e bevande zuccherate in maniera limitata

5) bere ogni giorno acqua in abbondanza in quanto essa è indispensabile per il nostro organismo

6) fare un uso ridotto di sale in quanto un consumo eccessivo favorisce l'insorgere di numerose

malattie

7) non eccedere nel bere bevande alcoliche

8) variare la scelta degli alimenti in modo da assumere, regolarmente e in maniera adeguata, tutti i

nutrienti necessari a garantire un'alimentazione sana 11

4° SAGGIO - I GIOVANI E LA SALUTE

1. Premessa

Questo saggio analizza il rapporto degli studenti baresi con la propria salute. I risultati hanno

evidenziato che giovani studenti baresi ripongono in genere molta fiducia nella classe medica, mentre

meno confortanti sono i dati relativi alla fiducia negli ospedali. Un'attenzione particolare è stata rivolta

anche alle conoscenze dei ragazzi in merito all'AIDS. A questo proposito, emerge un quadro

inquietante in quanto la maggior parte del campione intervistato risulta ancora poco informato o in

possesso di notizie errate sulle problematiche legate a questa malattia. Per salute non si intende

solamente la semplice assenza di malattia, ma uno stato di completo benessere fisico, mentale e

sociale. Essa è fortemente legata ai comportamenti e agli stili di vita delle persone e un importante

fattore che costituisce il primo passo verso la salute è la prevenzione. Il campione in esame è formato

da 1189 studenti dell'ultimo anno delle scuole superiori di Bari.

2. Atteggiamento verso la salute

Dai dati si evidenzia come, nel complesso, gli studenti intervistati siano sufficientemente informati

sulle problematiche riguardanti la salute. Infatti oltre l'82% afferma di essere molto o abbastanza

informato sulla salute, soprattutto grazie agli strumenti di comunicazione di massa. Infatti le principali

fonti da cui gli intervistati hanno attinto notizie riguardanti le salute sono in primo luogo i Mass media,

seguiti dai familiari e con largo distacco dal medico di base, dagli amici e dai conoscenti. Gli

intervistati affermano di avere fiducia nella classe medica. Infatti più dell'80% si fida del proprio medico

di famiglia. Una così elevata fiducia nei confronti del medico di famiglia può essere spiegata dal fatto

che il rapporto medico-paziente è caratterizzato da una maggiore possibilità di comunicazione e

relazione. Con il medico di famiglia, infatti, è più facile instaurare un dialogo e un clima di reciproca

fiducia rispetto a un medico specialista che nella maggior parte dei casi si incontra poche volte. Meno

confortanti i dati relativi alla fiducia nei medicinali tradizionali, come ad esempio l'aspirina: oltre il 38%

dei ragazzi, infatti, afferma di non riporre molta fiducia nelle loro capacità terapeutiche. I ragazzi

risultano diffidenti anche nei confronti degli ospedali. A questo proposito, possono avere influito sul

giudizio negativo dell'ospedale gli ultimi casi di malasanità che hanno avuto come protagonisti proprio

alcuni ospedali italiani. È stata riscontrata tuttavia una associazione tra la fiducia nei confronti degli

ospedali e l'aver subito o meno un ricovero ospedaliero. Infatti sono i ragazzi che non hanno mai

avuto necessità di cure ospedaliere a mostrarsi meno fiduciosi nei confronti degli ospedali. La

stragrande maggioranza dei ragazzi intervistati dichiara inoltre di non avere alcuna fiducia in maghi e

astrologi. Questo dato appare confortante dal momento che sono numerose in Italia le persone che

finiscono nelle mani di gente senza scrupolo che promette guarigioni miracolose. Oltre 75% dei

ragazzi intervistati dichiara infine di riporre poca fiducia nelle medicine alternative come l'omeopatia. In

particolare, a tal proposito, sono soprattutto i figli di imprenditori e liberi professionisti a formulare un

giudizio positivo nei confronti delle medicine alternative, mentre più diffidenti risultano i figli degli

operai.

3. Ricorso ai servizi sanitari

Più del 90% degli intervistati dichiara di essersi sottoposta a una visita medica nel corso dell'ultimo

anno, in particolare, tra questi il 33% circa almeno una volta, il 36% 2 volte e il 30% da 3 a 5 volte. La

ragione più suffragata di questi ricoveri è determinata da disturbi e da necessità di cura, e il 30% da

un controllo a scopo preventivo mentre per il 23% circa la visita è stata motivata dalla necessità di

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Valja

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valja di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Demografia storica e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof De Molin Giovanna.

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