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Dei Sepolcri - Foscolo

Riassunto, analisi e commento dell'opera in sé e dei singoli blocchi di versi Dei Sepolcri con annesse note importanti e collegamenti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Granese dell’università degli Studi di Salerno - Unisa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana moderna docente Prof. A. Granese

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l'autore che le scrive che per il lettore. Esse sono frutto di un autore che "Transvolat

in medio posita" ossia che riesce a passare da una parte all'altra, da un tema all'altro

donando ai lettori le idee cardinali e quindi lasciandogli libero arbitrio di desumerne

riflessioni e conclusioni. dunque il lettore deve essere disposto ad accogliere e a

comprendere le transizioni.

Struttura e Stile.

I primi 40 vessi dei Sepolcri vengono indirizzati al critico Guillon, sintetizzati in una

frase lapidaria "I monumenti inutili a' morti giovano a' vivi perché destano affetti

virtuosi lasciati in eredità dalle persone dabbene".

Primo blocco di versi (1-15): il carme si apre con una domanda retorica "all'ombra

dei cipressi la tomba è la prospettiva futura più consolatrice? Seguono poi, una serie

di immagini che raccontano il passaggio dalla vita alla morte. Vi è l'immagine delle

prospettive future rese come "ore che danzano" e successivamente egli si rivolge

all'aio Pindemonte, di cui non potrà più udire o leggere i suoi armoniosi versi. E'

notevole l'armonia che mostrano questi versi, resa da espressioni suggestive quasi

commoventi come le "ore che danzano" e le " Muse che non danno più azione

all'uomo, dopo la morte".

(16-22): Con una transizione, si passa da un primo quadro ad un secondo, egli

spiega a Pindemonte che la morte non è solo morte corporale ma anche morte della

speranza (chiamata ultima dea) la qual, dopo la morte non può più difendere i

sepolcri dal loro destino. Tutte le cose si trasformano, il tempo travolge tutto. E'

evidente che questo quadro sia ispirato dalla parte materialistica del Foscolo.

(23-29): Con un'altra transizione, Foscolo, in questi nuovi versi sembra mettere in

dubbio la sua stessa pretendete considerazione, egli infatti, si chiede, perché il

mortale debba negarsi l'illusione di una vita ultraterrena? Infatti, la risposta è

semplice. Egli continuerà a vivere, (trascendenza parziale) nella mente e nel cuore

di chi prega per lui.

(29-40): così, lo scambio tra chi è estinto e chi resta, viene chiamato dal Foscolo

corrispondenza d'amorosi sensi. Ma, affinchéè ciò avvenga, c'è bisognose la Terra

(dunque, la terra madre), porga una casa all'estinto e lo protegga dalle tempeste e

dai passi di chi calpesta la terra. Dunque, assume notevole importanza la Tomba.

Secondo blocco di versi (41-50): Si basa sostanzialmente su la differenza tra

personalità illustri e personalità immeritevoli dando in questo modo una visione della

tomba negativa, in contrasto con quella positiva del primo blocco.

Egli infatti afferma che solo i malvagi non curano l'urna (perché probabilmente si

sentono immeritevoli), chi non lascia un'eredità di affetti essi vedranno il loro spirito

andarsi a rifugiare o nei templi Acherontei o sotto le ali di Dio. Ma il loro corpo non

creerà mai una corrispondenza d'amorosi sensi perché non esiste una tomba che ne

possa curare la memoria e non vi è nessuna eredità d'affetti.

Nella risposta a Guillon, Foscolo sottolinea che non si può accettare che personalità

illustri e dignitose e che hanno tao tanto per la patria possano giacere nelle tombe

simili a quelle di chi la infangato o ingannato la patria. Questo, è un chiaro attacco

all'Editto di Saint-Cloud.

Questa precisazione introduce nel carme un principio essenziale, ripreso poi in

seguito: affinché una vita sia duratura, deve esprimere valori ed ideali e l'uomo

riuscirà a sconfiggere la morte solo se vivrà e perseguirà consapevolmente alti

ideali.

(51-61): Con un'ulteriore transizione, si passa dunque dall'immagine poetica all'editto

di saint-Cloud e il poeta cita un personaggio illustre e virtuoso, Giuseppe Parini,

che giace senza tomba. L'immagine del Parini ci viene donata con un'immagine

poetica del poeta che adornava nella sua casa l'immagine di Talia (musa della

poesia satirica, ispiratrice di Parini) con foglie di alloro e lei ricambiava la gentilezza

ornandogli i versi con il suo riso, quei versi che attaccavano e accusavano la vita

dell'esponente dell'aristocrazia lombarda.

(62-77): Così, mentre parla di Parini, Foscolo invoca Talia, si interroga sulla sua

presenza, perché non sente più l'odore del tiglio che dovrebbe indicarla.

"tu venivi e sorridevi sotto quel tiglio", scrive il poeta, quel tiglio che ora piange

perché non può coprire la tomba di Parini. Lo stesso tiglio di cui è fatto il boschetto in

cui Ortis incontra Prini. Ancora, egli scrive "forse tu vagolando fra le tombe dei

plebei, guardi.." ma non cercarlo, gli dice. Perché Milano, la sua città, non ha

lasciato né una pietra né una parola in suo ricordo probabilmente le sue ossa sono

mischiate alla testa mozza e alle ossa di qualche criminale.

nota importante (32): Foscolo sostiene che la morte riconcilia tutti gli estinti ma chi

vive non si riconcilierà mai con l'idea che il proprio caro sia sepolto con un

malfattore.

(78-90):(grazie ad un'altra transizione, si apre un altro passaggio in cui Foscolo fa

una sorta di omaggio alla poesia sepolcrale del tempo (ce ne sono infatti tutti gli

elementi): assenza della luce, lamenti delle cagne, ùpupa.

L'ambientazione è un cimitero di notte che funge non solo a mostrare gli effetti della

diavanza morale (resti disumani insepolti, tumuli incurati, animali che cercano cibo)

ma anche come premonizione di un futuro, con l'immagine delle tombe dimenticate.

Ritorna poi, Parini, nei versi "ma invano, o dea.." preghi che possa cadere la rugiada

sulla tomba del tuo poeta.

Si chiude con questi versi la denuncia e l'attacco e si apre un terzo blocco che

racconta tutti i riti che, nella storia hanno accompagnato il culto dei morti.

(91-103): grazie ad un'altra transizione, il discorso si sposta dal singolo a tutta la

collettività. Abbiamo un richiamo a Vico e dunque alla concezione meccanicistica

della storia. Inoltre, il valore della tomba oltre ad essere, come nell'antichità solo ed

esclusivamente testimonianza dei fasti, acquistano un valore civile e dunque si

capisce che bisogna sotterrare il corpo del defunto per proteggerlo dalla malvagità

della Natura.

nota importante (34): il Guillon attribuisce a questi versi solo il simbolo

dell'eccentricità del poeta, il quale risponde che il patto sociale ha fatto in modo che

gli uomini non fossero più belve, dune, la sepoltura acquista da lì un valore civile.

(104-114): Parte dunque una ricognizione storica che testimonia gli usi civili delle

sepolture. Le prime lapidi hanno origini dal Medioevo. Foscolo scrive che non

sempre le tombe hanno fatto da pavimento ai templi, né sempre gli odori dei

cadaveri si mischiavano all'incenso durante le messe, né sempre le città erano

rattristate dalle immagini degli scheletri né le madri dei bambini dovevano

tranquillizzarli in quanto erano impauriti dal piati figurato dei morti e da ciò che

vedevano durante la sepoltura.

(114-129): Si cambia quadro, dal Medioevo descrive il mondo classico dunque, dal

terrore e dall'oscurità medievale si passa ai cipressi e agli zefiri che gettano ombra e

odori sull'urna e il pianto dei vivi veniva raccolto in enormi vasi.

E la favilla dei colori verdi del giorno è continuata di notte da una fiamma "rapita

dagli amici" dell'estinto che di notte gli tiene compagnia. Come se l'uomo prima di

morire cercasse uno spiraglio di luce del Sole.

Il quadro poetico è così suggestivo che sembra possibile coglierne colori ed odori (la

luce del Sole, le fontane, le viole, il limbo, il latte per chiacchierare con l'estinto).

(130-136): Passaggio dalla descrizione del rito classico a quello moderno in

particolare il rito delle giovani donne vergini inglesi che vanno a parlare con la tomba

delle madri e pregano il "prode" Nelson. Al rito funebre inglese viene dato un

notevole rilievo in quanto insiste sul valore della patria. Un Inghilterra attiva e Viva.

(137-145): Foscolo passa, così. alla descrizione dei riti italiani sostenendo che è un

paese dorme lo spirito patriottico d'ispirazione delle tombe, le quali rappresentano

solo un'apparenza esteriore senza valore civile in quanto, ad esempio, i dotti e gli

intellettuali che dovrebbero dare decoro all'Italia, sono già morti da anni perché non

assolvono al loro compito e la loro vita è sostanzialmente insulsa. Dunque,

un'immagine di un'Italia passiva e morta, in contrapposizione con l'Inghilterra

sopracitata.

(145-150): il blocco termina, con l'immagine di un poeta che si ribella a tutto questo e

che crede nella patria e nel valore civile della tomba. E si augura, per sé e per tutti

coloro che hanno buon senso di ricevere un'adeguata sepoltura così che gli amici

vivi possano avere l'esempio di uomini virtuosi e di incontaminata poesia.

Terzo blocco di versi (151-164): Il terzo blocco apre una parte del carme

storico-politica. In questi versi Foscolo, in coerenza con il suo pensiero sulle tombe,

sostiene che le tombe dei grandi uomini possono accendere l'animo di chi si accinge

a compiere grandi gesta. Le tombe, inoltre, hanno anche una valenza sociale e

santificano la Terra, la patria e la Nazione.

Egli mette in evidenza il momento in cui visitò nella Chiesta di Santa Croce (firenze)

le tombe di:

Machiavelli (che con la sua celebre opera, il Principe, finge di svelare al principe

come rafforzare il suo potere ma, in realtà, svela alle gente di quante lacrime e

sangue gronda il potere);

Michelangelo (che ha dipinto la cupola della Basilica di San Pietro, innalzando un

tempio a Roma la cui cupola sembra l'Olimpo);

Galileo Galilei (avvalorando la teoria eliocentrica che ha dato uno slancio

all'astronomia), teoria continuata e sviluppata da Newton, cui gli ultimi versi fanno

riferimento.


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AUTORE

G.iusi

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher G.iusi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Granese Alberto.

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