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Che cos’è Rn?

Rn è per definizione una matrice n x 1 ovvero si definisce come l’insieme delle (X1, X2, …, XN) tale che X1, X2, …, XN appartengano ai reali. È l’insieme delle n-uple ordinate di numeri reali scritti in colonna (è uno spazio vettoriale).1 Oss: le n-uple sono ordinate ovvero (1, 2) (2, 1) in R.

Spazio vettoriale su un campo K

Uno spazio vettoriale su un campo K è una tripla composta da un insieme V, un’operazione somma: V x V (v1, v2) → V: v1 + v2 ed un prodotto per scalari: K x V (c, v) → V: cv.

Uno spazio vettoriale ha le seguenti proprietà:

  • (v1 + v2) + v3 = v1 + (v2 + v3)
  • Esiste 0 tale che v + 0 = 0 + v = v
  • Per qualunque v, w appartenente a V abbiamo che v + w = w + v = 0
  • v1 + v2 = v2 + v1
  • (a + b)v = av + bv
  • (ab)v = a(bv)
  • a(v1 + v2) = av1 + av2
  • 1v = v

Dimensione di uno spazio vettoriale

La dimensione di uno spazio vettoriale è la cardinalità di una sua base e si denota con dim V (tutte le basi di uno spazio vettoriale hanno la stessa cardinalità).

Sottospazio vettoriale

Un sottoinsieme U si dice sottospazio vettoriale se:

  • 0 appartiene a U
  • Se u1 + u2 appartiene a U per qualunque u1, u2 appartenenti a U
  • Se t(u) appartiene a U per qualunque t appartenente a K e per ogni u appartenente a U

In generale possiamo dire che U è un sottospazio vettoriale se e solo se:

  • U è diverso dall’insieme vuoto
  • au1 + bu2 appartiene a U, per ogni a, b appartenente a K e per ogni u1, u2 appartenenti a U

Sottospazio affine

Un sottospazio affine di uno spazio vettoriale V è un sottoinsieme W di V della forma: W = v + W0, ovvero è l’insieme delle v + w tale che w appartenga a W0. W0 è un sottospazio vettoriale di V, mentre v è un vettore appartenente a V.

Possiamo distinguere due casi:

  • V non appartiene a W0, ne segue che W non è un sottospazio vettoriale
  • V appartiene a W0, ne segue che W è un sottospazio vettoriale

W è univocamente determinato da W0, esso si chiama sottospazio di giacitura e per definizione dim W = dim W0.

Applicazione lineare

Siano V e W due spazi vettoriali su un campo K. Un’applicazione lineare è una funzione f: V → W e si dice lineare se e solo se: f(av1 + bv2) = af(v1) + bf(v2) per qualunque a, b appartenenti al campo K e per ogni v1, v2 appartenenti allo spazio vettoriale V.

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Scienze matematiche e informatiche MAT/02 Algebra

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matteo_009 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di algebra e geometria lineare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cerulli Irelli Giovanni.
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