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Diritto commerciale

Diritto commerciale è una branca del diritto privato e riguarda il diritto privato degli affari. Questa disciplina si concentra su due tipologie di cose:

Soggetti e organizzazione nel diritto commerciale

1. I soggetti che operano nel diritto commerciale, come sono organizzati e cosa fanno, la loro attività.

2. Gran parte del diritto commerciale è riservata all'organizzazione dell'impresa.

Terminologia

Imprenditore = è colui che esercita l'attività d'impresa, è il soggetto.

Impresa = l'impresa è l'attività esercitata dall'imprenditore. L'imprenditore è un soggetto, può essere un imprenditore individuale, cioè una persona fisica, oppure un imprenditore collettivo, cioè una società. Dipende dall'organizzazione: se lo faccio da solo, sono un imprenditore individuale; se lo faccio in collaborazione con altre persone, abbiamo un'impresa collettiva in forma societaria.

Azienda = è l'organizzazione, il complesso di beni organizzati dall'imprenditore funzionalmente all'esercizio dell'attività di impresa. Le cose che uso per fare attività d'impresa sono chiamate azienda.

Normativa e gerarchia delle fonti

Quando parliamo di imprenditore ci riferiamo a una norma collocata nel codice civile – art. 2082 – ma prima del codice civile c'è una norma superiore che riconosce l'attività d'impresa e la tutela dell'imprenditore, che sta nella Costituzione.

Gerarchia delle fonti

  • Costituzione
  • Trattato della Comunità Europea
  • Leggi

L'art. 41 della Costituzione, c.d. costituzione economica, riguarda i rapporti economici: "L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".

L'iniziativa economica è libera, cioè avviare un'attività economica che è attività d'impresa, è libera. L'attività libera trova dei limiti in valori superiori, non deve essere in contrasto con l'utilità sociale. Non posso, ad esempio, mettere un banchetto e vendere droga; questo non è ammesso. Ci sono interessi di rilievo costituzionali, rilevanti che prevalgono rispetto all'interesse del singolo di avviare un'attività economica.

Libera iniziativa economica

N.B. Quindi cosa vuol dire che si ha una libera iniziativa economica? Che il singolo decide quando vuole avviare un'attività d'impresa, è un diritto esercitare un'attività e cessare quando vuole. Più importante è il diritto di organizzare la mia attività economica, nessuno mi può dire come organizzare la mia attività, imporre un modello organizzativo che non sia quello deciso da me. Decido quando iniziare, cessare, come organizzarlo e la quarta declinazione del diritto d'impresa ovvero la libertà di iniziativa economica riguarda la libertà di concorrenza, cioè di esercitare la mia iniziativa economica in un regime di concorrenza. Ci sono una serie di norme antitrust.

L'autorità garante della concorrenza nel mercato è l'ANTITRUST, che interviene per garantire la libera concorrenza, è un arbitro. Uso di sistemi di concorrenza vietati, uso di pubblicità vietate, uso di denigrare il concorrente.

Le quattro declinazioni o contenuti della libertà economica

  • Libertà di avviare
  • Libertà di chiudere
  • Libertà di organizzarmi come voglio
  • Diritto a svolgere la mia attività economica in un sistema di concorrenza

Questa è la regola generale. Partiamo dalla norma. Il legislatore non disciplina l'impresa ma l'imprenditore art. 2082: "È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi".

Elementi costitutivi della fattispecie

Oggi scomponiamo gli elementi costitutivi della fattispecie. La fattispecie astratta è dettata dal legislatore, è il perimetro entro il quale troviamo degli elementi che dobbiamo poi confrontare con la realtà – la fattispecie concreta, se queste coincidono. È un processo che si fa sempre. È una norma scivolosa; aspetti oggettivi della norma:

  • Il carattere dell'impresa
  • Un'attività
  • Un carattere economico dell'attività
  • Un carattere professionale dell'attività
  • Organizzazione
  • Fine di produzione e di scambio di beni o servizi

Cosa vuol dire carattere economico? Cosa vuol dire professionale? Organizzazione. Attività è composta dalla parola di atti. Attività è un complesso di atti. Fatto, atto, negozio giuridico – che differenza c'è?

Fatto, atto, e negozio giuridico

Fatto giuridico è un fatto generale, è qualsiasi fatto umano, fatto naturale, che produce effetti giuridici nell'ordinamento (giuridico) – ad esempio, il crollo di un ponte è un fatto giuridico, perché i parenti delle vittime andranno contro il comune, l'ingegnere, l'ANAS che hanno costruito il ponte, per il risarcimento del danno.

Atto giuridico è un atto volontario che produce effetti giuridici, indipendentemente dal fatto che... Atto giuridico è un atto volontario - atto è umano, in cui il soggetto agente ha consapevolezza soltanto dell'azione che pone in essere – per esempio, ti do uno schiaffo ma io non devo avere una volontà diretta alla produzione dell'effetto, che sarebbe la mia responsabilità penale e civile per il danno che ti ho arrecato.

Negozio giuridico è un atto umano volontario che richiede per la produzione dell'effetto giuridico anche la volontà dell'effetto. Ad esempio, la costituzione di una donazione, io non devo volere solo la firma del contratto, devo volere che con la firma di questo atto unilaterale di donazione, io sto disponendo con una liberalità sul patrimonio.

Attività e interpretazione giuridica

Attività è un complesso di atti, dove lo collochiamo? Attività è un complesso di atti o è un negozio giuridico? Bisogna stare attenti all’interpretazione. Anche la cassazione può avere interpretato in modo diverso dei casi, quindi interviene la cassazione a sezioni unite. Atti giuridici o negozi giuridici Nel 1° caso non ho la volontarietà degli effetti giuridici che provoca l’atto; nel 2° caso invece ho una volontarietà degli effetti generali dell’atto. Si individua un imprenditore dove c’è una sequenza di atti, e questi atti devono essere finalizzati all’esercizio di impresa. Una sequenza di atti funzionali all’attività d’impresa, l’imprenditore di una squadra di calcio professionale: raccoglie l’autorizzazione, affitterà il campo, acquista i giocatori, acquista i palloni ecc. Una sequenza di atti che devono avere una linea che li lega.

Se uno si compra una macchina è un atto giuridico funzionale? No. Però se compro un pulmino per fare le trasferte con un logo della società calcistica allora è diverso. Serve quindi che questi atti non siano sciolti, separati, ma abbiano una linea rossa di collegamento che vuol dire che devono essere funzionalmente destinati all’esercizio di quell’impresa. Gli atti sono finalizzati, devono avere uno scopo e tutti questi atti messi insieme costituiscono l’attività. Se faccio qualcosa che non c’entra nulla, si dice che non è inerente all’attività. Assumono personale che lavorano anche a casa loro, non va bene. Poi più è grande l’attività d’impresa, più è importante, più è rilevante dal punto di vista economico, i singoli atti che vanno a comporre l’attività. Carattere economico da un punto di vista aziendalistico vuol dire che questa attività deve essere tendenzialmente diretta a coprire i costi con i ricavi.

Attività economica e non economica

Cosa è allora l’attività antieconomica? Che non è economica, ad esempio l’erogazione di servizi a prezzi politici – la mensa per il povero – un pasto costa 50 centesimi, destinata a perdere, i costi sono superiori ai ricavi. Se i costi sono superiori ai ricavi non ci sono utili. Tendenzialmente = superare i costi con i ricavi. Quando parlo di ricavi che superano i costi, parlo di attività lucrativa. Ci sono imprese che non hanno come obiettivo il lucro. Ci sono tipologie di imprese, ad esempio i consorzi in cui si lavora per il pareggio dei costi con i ricavi, anzi i consorzi non chiudono mai i loro bilanci con un utile o con una perdita, ma mirano ad un pareggio.

Tipi di impresa

  • Lucrativa
  • Non lucrativa

L’importante è che sia un’impresa con un’attività economica – ad esempio l’impresa pubblica (lo Stato il comune) sono caratterizzate dall’assenza di lucratività, ma comunque essendo impresa rappresenta l’economicità. Aggiungiamo un’altra cosa: la lucratività che però non ha valenza nella definizione di imprenditore ma che la troveremo più in là. Lucro o lucratività possiamo intendere in due sensi:

  • Lucro soggettivo
  • Lucro oggettivo

Lucro oggettivo viene prodotto un utile da un’attività economica e quindi che i ricavi coprono i costi ma non è prevista nessuna ripartizione dell’utile per l’imprenditore o per i soci della società. Lucro soggettivo quando l’utile è destinato ad essere ripartito nelle tasche dell’imprenditore o nelle mani dei soci. La lucratività non ha carattere negativo. L’imprenditore ha la finalità di guadagno. Anche in una società, l’obiettivo dei soci di ripartirsi l’utile, è un elemento della fattispecie societaria.

Attività professionale

Attività professionale – l’avverbio professionalmente cosa vuol dire? Professionalmente vuol dire abitualmente, è il contrario di occasionale. Se non sono professionale, sono occasionale, non sono dilettante. Anche l’occasionale è molto bravo. Occasionale vuol dire che compie una singola azione. È il caso di un avvocato che avendo un po’ di soldi da parte, acquista un terreno e costruisce una palazzina e la vende. Diverso se il professionista acquista dei terreni e inizia a costruire e lo fa stabilmente. Quindi un’attività non saltuaria. L’attività turistica è un’attività stagionale. Professionale vuol dire non saltuaria, vuol dire stabilmente e anche le attività stagionali sono professionali.

Organizzazione dell'attività economica

Organizzazione … un’attività economica organizzata … L’imprenditore è a capo di questa iniziativa che egli può organizzare come vuole; è insieme di lavoro, di capitali. Il lavoro è fondamentalmente lavoro altrui, non è incentrato sul lavoro dell’imprenditore; l’imprenditore è un regista, un coordinatore, anche di capitale altrui (banca, terzi). Il capitale le serve per comprare gli impianti, la merce. Ci sono imprese che hanno necessità di grande lavoro di terzi e altre invece che ne richiedono una quantità molto modesta. Esempio un grossista di brillanti non ha bisogno di grandi impianti o di lavoro altrui, ma di capitali. C’è una grande separazione tra attività intellettuale e attività di impresa.

Differenza tra attività intellettuale e impresa

Che differenza c’è tra un notaio che ha dieci segretarie, 10 collaboratori, 3 uffici, ha investito molti soldi, ha una 10 di computer, macchine, commessi e quant’altro e un imprenditore con due baristi? Perché anche nelle professioni intellettuali vi è un’organizzazione e tra l’altro sempre maggiore però nessuno dubita che non sia un imprenditore, e non si applica la disciplina dell’imprenditore. L’organizzazione di mezzi deve essere funzionale al lavoro intellettuale del professionista. La differenza è: l’organizzazione del professionista, l’opera intellettuale è finalizzata a favorire il servizio reso dal professionista cioè l’organizzazione è di supporto alla sua attività personale (avvocato, commercialista, ingegnere), mentre l’imprenditore ha un’organizzazione che non è finalizzata a se stesso, è finalizzata al funzionamento dell’organizzazione stessa.

Si parla poi di auto o eterorganizzazione (l’attività deve essere rivolta al mercato). L’organizzazione di lavoro altrui e non di lavoro proprio e l’organizzazione è finalizzata di soddisfare i bisogni di terzi.

Esempio di eterorganizzazione

Esempio: io ho una stalla con delle mucche, che vengono munte con un sistema di mungitura meccanico. Il latte munto viene poi trasformato in formaggio, yogurt, latte di diversi tipi, ecc. Il latte lo produco solo per l’autoconsumo. Organizzo dei banchetti per consumare il latte. Però potrei decidere di vendere il latte e i suoi prodotti nel mercato; questa è l’eterorganizzazione.

L'impresa come comunità di lavoro

Paragrafo del libro: "L’impresa come comunità di lavoro" è da leggere. C’è la subordinazione gerarchica tra coloro che lavorano nell’impresa. L’imprenditore è all’apice di un triangolo e sotto di lui dipendono tutti i lavoratori a vari di livelli. L’imprenditori ha tre tipi di ausiliari che sono:

  • Institori
  • Procuratori direttori di varie arie – direttore amm.vo, commerciale, del personale
  • Commessi

Il legislatore si preoccupa degli ausiliari nel limitato fine di stabilire quali siano normativamente i poteri di rappresentanza che hanno in nome dell’imprenditore. In questa prima fase ci piace sottolineare soltanto che l’impresa è anche la comunità di lavoro, al cui vertice massimo sta l’imprenditore, che decide tutto. Il diritto costituzionale viene determinato dallo stesso imprenditore che decide quando iniziare e quando smettere.

Da noi a differenza di altri ordinamenti, ad esempio la Germania, c’è un fortissimo potere dei lavoratori all’interno delle imprese, i rappresentanti sindacali sono all’interno degli organi decisori delle imprese collettive; i lavoratori per legge hanno un fortissimo rilievo all’interno del CdA. In Italia i lavoratori hanno delle tutele all’interno dell’azienda, hanno un potere di consultazione ma non di decisione.

Imputazione dell’attività d’impresa

Consiste nello stabilire a chi si riferiscono gli effetti giuridici dell’attività esercitata e quindi la responsabilità per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività d’impresa. In altri termini:

  • Significa stabilire qual è il centro giuridico a cui vanno riportati gli effetti giuridici degli atti compiuti nell’esercizio dell’impresa.

Consideriamo criteri utilizzati per la soluzione di tale problema sulla base dei riferimenti normativi. Partiamo dall’art. 2086 l’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori significa che l’imprenditore è il capo dell’impresa ossia di una collettività.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher imported_francy-1-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Dionigi Scano.
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