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Storia delle relazioni internazionali - 25/26/27 Marzo

Processo di decolonizzazione in Asia

L’indipendenza dell’India segna che l’era della decolonizzazione è arrivata. Rimane il fatto che l’avvio della decolonizzazione asiatica è un segnale importante che comporta un mutamento radicale della carta politica del mondo. L’Asia del Sud Est è un territorio strategico molto importante per le risorse. L’India è differente rispetto agli altri territori per estensione e popolazione; questo spiega perché nonostante l’India sia una realtà complessa, dal punto di vista britannico, la fine del colonialismo britannico è una decisione difficile dal momento che sarebbe una perdita immane.

L’indipendenza indiana risulta impossibile per un ente politico come la GB che era indebolito dopo la guerra. La colonia inglese comprendeva India, Pakistan e Bangladesh. Una delle giustificazioni dell’imperialismo sono le potenze europee che entrano in gioco per portare pace in territori divisi da stragi e conflitti e devono essere civilizzate per poter imboccare la via dello sviluppo e della pacificazione. L’argomento del mantenimento della pace in questi territori e fra comunità islamiche ed indù rimane uno degli argomenti fondamentali che i britannici continuano ad usare anche dopo la IIWW.

Di fronte al crescere della conflittualità fra le etnie ed una situazione che profila degli investimenti economici per mantenere la pace, la GB decide di muovere per l’indipendenza; lo fa anche in modo celere, dal momento che il governo laburista adotta una visione più aperta alla prospettiva di un’evoluzione autonomistica ed accetta l’indipendenza, al contrario dei conservatori di Churchill. Nel 1947 si compone uno stato musulmano nel Pakistan occidentale (+ 60%); nel Pakistan orientale con forte prevalenza musulmana ma non così netta. Assieme formeranno uno stato indipendente.

Il processo è veramente sanguinoso, scoppiano delle violenze estese e durissime che si concludono con uno scambio di popolazione. Mentre dopo la IWW era prevalsa l’idea di alcune forme di tutela delle minoranze grazie al diritto internazionale per la salvaguardia degli stati multietnici, alla fine della IIWW l’idea di purificare gli stati, creare degli stati etnicamente omogenei, è un concetto accettato. Alla fine di questi scontri violenti che si protraggono anche dopo l’indipendenza, si assistette ad uno scambio di popolazioni. A rimanere in discussione tra India e Pakistan è la regione del cashmere.

Indipendenza del Sud-est asiatico

Una delle ragioni per cui l’indipendenza del Sud-est asiatico avviene prima dell’indipendenza africana, fu per la presenza giapponese. Nel 1942, uno dei motivi di contrasto fra Giappone e stati occidentali, fu l’attacco di una parte cinese e la creazione di uno stato fantoccio, il Manchukuo. Questo squilibrio associato ad un boom di sviluppo industriale, giustifica la richiesta giapponese di risorse. Prima di utilizzare questa giustificazione, il Giappone utilizzerà l’espressione di spazio vitale. Vi è un richiamo anti-coloniale: i popoli asiatici dovevano ribellarsi per unire le loro risorse e scacciare il giogo occidentale.

Dal 1936, i giapponesi cercano di controllare una parte sempre maggiore di Cina. Dopo il 1941, Pearl Harbor, il Giappone occupa tutta l’Indocina francese ed inglese, la Thailandia, la Birmania inglese, la Malesia, l’Indonesia e dei piccoli arcipelaghi. Dietro l’occupazione giapponese durissima, dove i giapponesi non ebbero la capacità di sfruttare l’opportunità di ribellione locale contro le autorità esistenti, vi era un’ideologia razzista che vedeva il Giappone come leader unico per tutta l’Asia. Rimane il fatto che nell’accensione di sentimenti nazionalisti si accelera il processo di decolonizzazione.

Nel 1945 la Thailandia diventa indipendente. Diventano indipendenti più tardi la Malesia. L’Indonesia vede crescere un forte movimento indipendentista nei confronti dell’Olanda: come tutti i paesi europei non voleva rinunciare al proprio impero fino al fatto di non poter sostentare la colonia. Si continua a pensare che le sorti delle colonie dovevano essere decise con le altre potenze coloniali per mettersi d’accordo sul da farsi di questi territori. Gli Stati Uniti nel 1949 impongono all’Olanda di non imporsi con la forza per la questione sull’indipendenza ma di raggiungere una stipula di accordo per l’avvio all’indipendenza. Gli USA intervengono perché sentimenti socialisti e nazionalisti indonesiani possono essere un pericolo per lo scaturirsi di rivolte comuniste.

Indocina e conflitti con la Francia

Un caso molto più complicato è quello dell’Indocina dove precedenti storici e potenze presenti sono molto importanti. L’Indocina non era un territorio strategico per gli USA ma volevano raggiungere un accordo con la Francia per non creare asti. L’Indocina era formata da attuale Vietnam, Cambogia, Laos. Questi ultimi due già ben definiti etnicamente. Nel Vietnam invece vi era un’amministrazione francese diretta, per l’assenza di autorità politiche locali. In quest’area grazie all’influenza diretta ed indiretta del comunismo cinese, in Indocina si comincia a formare un’opposizione comunista guidata da Ho Chi Minh. Egli divenne l’animatore di un partito comunista che al momento dell’invasione cinese in Indocina cercò di lavorare alla nascita di paesi indipendenti con le potenze occidentali.

Nell'Agosto 1945, il Vietnam viene proclamato indipendente. Nonostante gli inglesi siano subito favorevoli, cambiano poi idea favorendo il ritorno delle forze armate francesi che ripresero il controllo con il protettorato in Laos ed in Cambogia. Questi territori vengono inseriti all’interno del 1946, utilizzando la visione del Commonwealth britannico. L’Union Française crea gli stati associati, dei protettorati ma dal nome differente che riguardano Cambogia e Laos. In Vietnam invece si procede all’unificazione dei tre territori vista anche la forte opposizione presente nel territorio. Nel Settembre del 1946 vi è l’inizio della guerra d’indipendenza del Vietminh.

Guerra fra Vietcong e francesi

Comincia una guerra molto dura fra Vietcong e francesi che schierano tutta la forza armata tradizionale, militari, professionisti, stranieri; Una guerra che dal punto di vista francese viene vista molta da distante ma è una guerra chiave per il futuro francese. Sarà una guerriglia, una guerra asimmetrica: una guerra frammentata dove il nemico è nascosto ovunque. I francesi cercheranno di costruire degli avamposti per combattere la guerriglia vietnamita, delle fortificazioni per controllare il territorio e creare consenso.

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

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