Teseida: introduzione e riferimenti
Teseida: il titolo deriva dal nome del protagonista. Su questo Boccaccio fa riferimento a Virgilio e alla sua opera epica Eneide (imprese di Enea). Poema diviso in 12 libri (altro riferimento a Virgilio). Progetto boccacciano: scrivere un poema epico in volgare italiano. Tema della guerra nei primi due libri, tema dell’amore a seguire.
Boccaccio si presenta come innovatore di generi letterari in volgare italiano, partendo da un'affermazione di Dante nel de vulgari eloquentia: nessun poeta ha cantato le armi. L’opera di Boccaccio sarà poi presa come modello dal romanzo cavalleresco del '500 e da Ariosto soprattutto. Anche Petrarca scrive a Firenze, però a differenza di Boccaccio si mantiene sulla tradizione classica scrivendo il suo poema (Africa) in latino.
Origine e contenuti del poema
Opera iniziata a Napoli e terminata a Firenze insieme alle Chiose: note, memorie mitologiche legate al Teseida; grandi informazioni presenti nelle opere di Boccaccio, (animali nella caccia di Diana) uomo di cultura e affamato di informazioni. Tema delle armi, ma soprattutto dell’amore: gli uomini combattono per conquistare la donna amata. Tema della fortuna: forza nemica e gelosa degli innamorati felici.
Tema della bellezza: dalla bellezza della donna, extraterrena, celestiale, divina (considerata così dallo stilnovo) nasce l’amore, anche per coloro che vogliono sottrarsi a questo. Ma per bellezza si intende anche quella dell’amicizia, dell’animo, della letteratura e della poesia che riescono ad esaltare tutto ciò.
Principali temi e stile
Tema dell’amore: forza a cui l’uomo non può sottrarsi, e che nasce dalla visione della bellezza della donna. Tema dell’amicizia: uno dei temi principali dell’umanesimo (Boccaccio e Dante fondatori), presente non solo nelle opere giovanili ma anche in quelle mature (Decameron), molto caro a Boccaccio. 3 cantiche: ognuna inizia con una prefazione. Abbiamo poi un sonetto proemio (come nella divina commedia canto di introduzione). E ogni libro ha poi un sonetto che introduce il tema principale, che riassume ciò che si andrà a leggere.
Boccaccio parte da un poema bizantino, e lo rinnova seguendo la metrica (l’ottava), il linguaggio e la cultura italiana. Boccaccio è quindi un emulatore, legge le opere classiche e le adatta, secondo il suo stile al contemporaneo, aggiungendo sempre novità, non è mai banale, ripetitivo, riesce sempre ad essere originale. Il poema ha un doppio titolo che racchiude entrambi i temi principali: teseida delle nozze di Emilia.
Personaggi e struttura
Teseo è un eroe civilizzatore, non combatte per conquistare o possedere ma solo per civilizzare i popoli. Ha un atteggiamento magnanime e gentile verso i suoi prigionieri. Tutto può trasformarsi nelle mani di Boccaccio. L’opera si apre con una lettera dedicata a Fiammetta, personaggio inventato dietro la quale si nasconde il vero amore di Boccaccio, Maria d’Acquino. Fiammetta la ritroviamo spesso all’interno delle opere boccacciane come protagonista, ma anche come destinataria e musa ispiratrice dell’opera.
Fiammetta è presentata come donna colta, intelligente, saggia a differenza delle altre donne, che si nutre di opere classiche francesi e che è l’unica capace di comprendere un’opera così complessa (la cultura di Fiammetta la ritroviamo nell’elegia di Maddonna Fiammetta).
Lettera dedicatoria e temi centrali
Inoltre Boccaccio dedica l’opera a Fiammetta perché rispecchia il loro amore: questo gioco di specchi, questo elemento autobiografico è uno delle caratteristiche di Boccaccio. Boccaccio nella sua lettera spiega perché vuole dedicare la sua opera a Fiammetta, inoltre le dice che lei è presente dietro il personaggio di Emilia, e che invece toccherà alla stessa destinataria, capire dietro quale personaggio maschile si nasconde lo stesso Boccaccio, poiché solo lei è capace di farlo.
Fiammetta viene definita crudel donna, poiché non ama più il nostro autore, il quale si presenta ancora una volta come uomo abbandonato e sofferente. Fa riferimento più volte alla felicità passata e alla miseria presente, con la quale espressione vuole ricordare la felicità legata al periodo, al tempo in cui Fiammetta ricambiava il suo amore, rispetto al dolore e alla sofferenza del presente.
Tratti distintivi dell'opera
Ricordare la bellezza completa di Fiammetta, sebbene si trovi in questa situazione di miseria, di dolore, non gli è discaro come dice lo stesso Boccaccio, anzi pensare, contemplare la bellezza della sua donna amata (dai capelli biondi al piede piccolo, canoni della bellezza della donne nello stilnovo) gli provoca un momento di piacere, e si contenterebbe anche di morire, pensando e ricordando la sua Fiammetta.
Anzi Boccaccio dice che è più piacevole ricordare, contemplare e pensare alla donna amata piuttosto che viverla di persona, questo è un tema che toccherà anche Petrarca ed arriverà fino a Leopardi. Il suo grande amore per Fiammetta lo induce ad una grande umiltà, infatti nella lettera ritroviamo un Boccaccio che vuole solo essere il servitore della donna, il suo unico desiderio è quello di renderla felice, di farle piacere con l’opera che sta per scrivere in quanto lei ama le storie d’amore.
Invocazioni e elementi classici
Prega poi il dio amore affinché possa riaccendere la fiamma della passione, dell’amore della donna per l’autore, e anche se questo non dovesse succedere, spera che almeno Fiammetta possa accettare la sua opera, perché leggendo il suo testo è come se si trovasse a dialogare con lo stesso Boccaccio. Questo è un elemento dell’umanesimo boccacciano, infatti lui leggeva le opere classiche, perché così gli sembrava di avere un dialogo, un rapporto con gli uomini illustri. In seguito, nella lettera dedicatoria, Boccaccio dice che Fiammetta è ingiustamente sdegnosa, in quanto l’uomo rappresenta per lei un peso piuttosto che un piacere.
Abbiamo quindi un contrasto di definizioni: mentre nella felicità passata Fiammetta è definita piacevole, ora la ritroviamo come ingiustamente sdegnosa, ma niente può distogliere Boccaccio dal suo amore per quella donna, né l’avversa fortuna né la freddezza della donna. Dopo la lettera dedicatoria abbiamo un proemio che richiama l’introduzione della divina commedia: viene descritto in un sonetto tutto ciò che racchiude il testo.
Struttura poetica e simbolismo
Dopodiché abbiamo il sonetto introduttivo del primo libro, che anticipa il tema principale di questo, e viene definito rubrica. Le rubriche le ritroviamo anche nel Decameron, come anticipazione di ogni giornata, la differenza sta nel fatto che nel Teseida abbiamo sonetti o rubriche in versi come del resto tutta l’opera e nello specifico in ottave, mentre nel Decameron sono in prosa.
Abbiamo l’invocazione alle muse ispiratrici, affinché possano aiutare Boccaccio nella scrittura del testo, l’invocazione del marte e di venere, dio della guerra e dea dell’amore, che richiamano i temi principali del testo, e l’invocazione a Fiammetta destinataria dell’opera. In conclusione troviamo invece due sonetti caudati: sonetti cioè composti da 16 versi, nei quali Boccaccio invoca nuovamente le muse, chiedendogli di portare il poema a Fiammetta affinché possa assegnare un titolo, e nel secondo immagina invece la risposta delle ninfe e il titolo assegnato da Fiammetta.
Elementi autobiografici e innovazioni
Boccaccio quindi cerca sempre l’originalità, anche se per quanto riguarda i sonetti caudati, li ritroviamo già in Dante, il quale scrive a differenza di Boccaccio sonetti caudati di 6 versi. Boccaccio quindi si ispira al genere classico e alla letteratura francese, da cui prende il tema della guerra, delle armi, ed alcuni elementi tra cui: la celebrazione delle onoranze funebri (come avviene per Arcita prima del matrimonio di Emilia con Palemone), la descrizione degli eroi prima delle loro battaglie, l’intervento delle divinità all’interno degli scontri (marte e venere intervengono nello scontro tra Arcita e Palemone), le invocazioni delle divinità (Emilia durante lo scontro prega e invoca gli dei perché aiutino i due combattenti e la sua anima in pena), la presenza di elementi e luoghi allegorici (bosco, selva), ricche descrizioni non solo dei luoghi ma soprattutto dei personaggi femminili (descrizione dettagliata del ritratto di Emilia, di Venere, di Ipolita regina delle Amazzoni).
Ma oltre a questo tipo di descrizioni, troviamo anche un elemento innovativo e cioè le descrizioni psicologiche dei personaggi: Boccaccio quindi unisce classico e contemporaneo. Aspetti autobiografici: provenienza reale e nobile dei due giovani protagonisti della storia, che rispecchia la provenienza reale di Boccaccio e di Fiammetta. Storia d’amore tra i due giovani protagonisti, rispecchia la loro storia, ma ciò solo Fiammetta può comprenderlo, in quanto è donna saggia e intelligente e capace di capire dietro quale personaggio si nasconde il Boccaccio.
Conclusioni e riflessioni finali
La fortuna come abbiamo detto è considerata nemica, ma anche una forza volubile, e Boccaccio spera per questo che da nemica le possa essere favorevole, facendo ritornare Fiammetta da lui. Alla fine del 12 libro, si rivolge al suo poema, affermando la sua originalità, essendo scritto nel volgar Lazio, in italiano cioè e in rime o versi. Ma il suo poema, seppur piccolo e di minor importanza verrà inserito tra i poemi classici che sarà così umile da onorare, fornendo inoltre materia e ispirazione a coloro che vorranno scrivere opere epiche dopo la sua.
Sonetto introduttivo dell’intera opera: 5 libro= Panteo cioè Arcita che cambia nome tornato in città dopo la prigione, combatte con Palemone, il suo compagnone. Il bosco, luogo allegorico, indica uno scontro segreto, in quanto il bosco è un luogo escluso, contorto. Ritratto di Emilia: segue i canoni della bellezza perfetta, richiamo alle arti figurative. Rubrica del 1 libro: Teseo arriva con la sua nave sul luogo dominato dalle Amazzoni con estrema difficoltà. Combatte contro di loro, le vince e assedia la città. Ipolita, regina delle Amazzoni per mettere fine alla guerra e dichiarare la pace tra i due popoli sposa Teseo, spostandosi ad Atene insieme a sua sorella Emilia.
Invocazioni e descrizioni
Invocazione delle muse: sorelle castalie, a causa della fonte Castalia a loro consacrata in Boezia. Le prega affinché possano aiutarlo nella sua opera e che questa possa essere apprezzata dalla donna a cui è dedicata. Invoca poi il dio Marte e la dea Venere affinché lo sostengano, ed infine, ancora una volta troviamo l’invocazione a Fiammetta, la quale leggendo l’opera potrà vedere come la forza dell’amore impallidisce i volti (in questo richiama un’affermazione di Dante, il quale si descriveva pallido quando era innamorato), e di come Arcita e Palemone (di sangue reale) presi dall’amore per Emilia combattano tra di loro. L’amore che provano spinge uno di loro alla morte.
Le amazzoni vengono descritte come un popolo di donne crudeli e spietate, che vogliono conquistare e mantenere il potere del loro luogo, vengono paragonate alle nipoti di Belo, le quali uccisero ognuna il rispettivo marito per evitare che uno di questi potesse togliere il potere a Belo. Elessero una donna che potesse guidare e correggere negli errori tutte le altre, e la scelta cadde sulla gentile e nobile Ipolita.
Descrizioni e azioni
Viene poi descritta questa donna, regina delle Amazzoni, non solo bella ma anche coraggiosa e senza alcuna paura, con forza fisica e degna del potere. Le amazzoni avevano l’ordine di non lasciar entrare nessuno sul loro territorio se volevano avere la grazia di Ipolita, e grazie a questa legge, il loro popolo durò per molti anni. Infatti non ci fu alcuna nave, arrivata in quei luoghi per un temporale o per qualunque altra ragione, che dopo essere stata malmenata e minacciata non scappò per sfuggire alla morte.
La nomea della crudeltà delle Amazzoni arrivò alle orecchie di Teseo, duca d’Atene, il quale decise di punire le minacce e la cattiveria di quel popolo. Così chiese ai baroni greci se erano d’accordo in questa impresa e tutti gli risposero di sì. Si riunirono tutti in un giorno stabilito e ognuno portava ciò che poteva, armi e cavalli furono caricati sulla nave, insieme a tutto ciò che poteva occorrere per affrontare una guerra.
Descrizione del conflitto
La fama di Teseo, insieme alla sua volontà di dichiarare guerra alle Amazzoni, arrivò ad Ipolita, la quale si mobilitò per la difesa, convocando ciascuna donna del suo regno che si riunirono intorno a lei con elmi e spade. Ipolita esalta la forza e il coraggio delle amazzoni con un’espressione: dice che un monte, che in questo caso rappresenta la durezza e la forza del popolo amazzone non può essere spostato con un po' di vento.
In seguito vengono descritti tutti gli uomini coraggiosi e validi che fanno parte dell’esercito di Teseo, con le loro rispettive azioni contro il popolo amazzone. Ad un certo punto della battaglia alcuni uomini sentono il desiderio di riposarsi, tra questi c’è anche Arcita, che si asciuga il sudore sul suo viso sanguinante. E mentre cerca di prendere aria come può, alzò la testa e vide il viso di Emilia.
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