Istituto Scolastico Europeo - Classe Quinta - Dispense di letteratura italiana
Le principali correnti letterarie tra XIX e XX secolo: simbolismo e decadentismo
Introduzione
Il Decadentismo è un movimento culturale e letterario europeo nato in Francia alla fine del XIX secolo. Dalla Francia, il Decadentismo, verso il 1880, si diffuse rapidamente in tutta Europa. Anche se in questa corrente vengono inseriti scrittori e artisti molto diversi tra di loro, si può dire che la caratteristica di fondo del movimento sia la consapevolezza del fallimento della cultura positivistica, che si stava sviluppando nello stesso momento.
Il Positivismo era caratterizzato dall’ottimismo nei confronti della scienza e del progresso tecnologico. Il termine Decadentismo (nato dal giornale francese Le Decadent) ebbe in origine un valore negativo per indicare tutti gli artisti anticonformisti, cioè che non seguivano la tradizione, e che riconoscevano come modello un poeta come il francese Charles Baudelaire. Le opere dei decadenti erano considerate uno scandalo per la società dell’epoca.
Per i decadenti tutti gli elementi della realtà vanno considerati come simboli di un significato più profondo. Caratteristica comune dei decadenti è l’irrazionalismo, il rifiuto di ogni concezione che spieghi la realtà in modo razionale. Per loro, l’arte deve ispirare la vita, che va quindi costruita come un’opera d’arte, arricchendola di esperienze personali eccezionali nel bene e nel male, nella ricerca di un vivere inimitabile, seguendo più gli impulsi e le passioni interiori che la razionalità. Questo porta a una "sotto-corrente" del Decadentismo, l’Estetismo.
Il Decadentismo in Italia
In Italia il Decadentismo non si sviluppò come in Francia, però in questa corrente letteraria si possono far rientrare diversi autori, come Antonio Fogazzaro, nei cui romanzi (come Piccolo Mondo Antico) sono trattate soprattutto le tematiche dell’indagine psicologica, del senso del mistero e della spiritualità; Giovanni Pascoli, nelle cui poesie si ritrova una forte componente simbolista; ma anche scrittori come Italo Svevo e Luigi Pirandello, perché essi si opposero al Naturalismo, preferendo interessarsi alla rappresentazione e la denuncia della condizione esistenziale dell’uomo moderno, dominato dall’angoscia, dall’alienazione e da una irrimediabile solitudine. Altro autore decadente importantissimo in Italia è Gabriele D'Annunzio.
Caratteristiche principali
- Esaltazione dell’individuo eccezionale, l’esasperazione dell’individualismo si manifesta sotto due aspetti: come sofferenza per l’incapacità dell’uomo a comunicare, o come superuomo, che si sente diverso dalla massa dei propri simili.
- Mancanza di fiducia nella ragione; la ragione è ripudiata e viene rivalutata la dimensione irrazionale dell’uomo, in grado di penetrare i misteri della vita.
- Isolamento dalla società; i grandi ideali del passato, l’impegno sociale e politico dello scrittore, la fiducia nelle grandi trasformazioni della società, sembrano essere definitivamente tramontati.
- Evasione dalla realtà; i decadenti perseguono il ritorno all’infanzia vista come età magica, esaltano la bellezza in contrapposizione con la volgarità del mondo circostante e sono alla ricerca di esperienze esclusive e privilegiate.
- Il senso di angoscia e di solitudine; lo stato d’animo del poeta decadente è caratterizzato dalla noia, dal senso di vuoto e dal nulla.
Verificata l’impossibilità di conoscere la realtà, mediante l’esperienza e la ragione, i decadentisti, soprattutto attraverso i testi poetici, si rendono conto che proprio quando la poesia si basa sull’intuizione irrazionale e immediata, può far cogliere il significato profondo delle cose. Essa diventa, così, la più alta forma di conoscenza, capace di spiegare le sensazioni che affiorano dal profondo dell’animo. Chi scrive si serve di simboli e parole di musicalità.