Estratto del documento

Verbo volo: analisi e caratteristiche

Il verbo volo è un verbo anomalo la cui radice è apofonica, ciò significa che presenta un mutamento: vol, vella. La vocale O interna è breve e in alcuni casi subisce mutamento in U.

Mutamenti della vocale

  • O normalmente si trova quando è davanti a vocale, ad esempio in volovolumus.
  • U si trova quando il tema è davanti a consonante, come in vult vultis.
  • E si trova quando il tema è seguito da una consonante L o una vocale I, ad esempio in velle, velim.

Vis è una forma anomala, anche se aveva a che fare con la stessa radice di volo: ad esempio, in invitus (vi) → chi non vuole fare qualcosa, fa qualcosa involontariamente.

Caratteristiche anomale del verbo volo

È un verbo anomalo perché presenta forme atematiche: vult (solo relative al tema del presente); è anomalo anche perché non presenta il tema del supino. Volo è un verbum voluntatis e presenta due composti:

  • Magis + volo > malo (= voglio di più)
  • Ne + volo > nolo (= non voglio)

Come verbi di volontà, sono verbi servili e sono accompagnati dall'infinito. La volontà che il soggetto esprime è legata all'azione che deve essere svolta; quando la volontà si riversa su un'azione che altri devono fare, è accompagnata da una volitiva (“voglio che tu faccia”, un'espressione che indica la volontà del soggetto relativamente a un'azione che dev'essere svolta da altri).

I verba voluntatis possono in alcuni casi essere accompagnati dal semplice congiuntivo privo della congiunzione ut.

Traduzione

“E nuovamente, quando l'animo si è elevato in virtù della grandezza dei suoi pensieri (magnitudine cogitationum), è ambizioso anche nelle parole, e cerca (gestit) come di respirare così anche di parlare con maggior profondità e il discorso fuoriesce conforme alla dignità dei contenuti. Allora, dimentico della norma e del criterio di maggior moderazione (iudicii presioris), sono trasportato più in alto e parlo con una bocca che ormai non è più la mia.”

Analisi retorica

  • “Con una bocca che non è più mia” → metonimia.
  • Altius e sublimius → comparativi.
  • “Oblitus.. pretioris.. iudicis” → aggettivo che indica memoria, oblio, ricordo, dimenticanza: 5 categorie che hanno reggenza al genitivo (anche una serie di participi che hanno anche un uso verbale che hanno la reggenza al genitivo).
Anteprima
Vedrai una selezione di 1 pagina su 3
"De Tranquillitate Animi", Seneca (Appunti, Traduzioni) Pag. 1
1 su 3
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pietro.95.poretta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Riboldi Chiara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community