Introduzione
La Costituzione americana nel primo emendamento include il diritto alle petizioni. Oggi questo strumento appare superato in un contesto di potere centralizzato, ma ha rappresentato l’origine della democrazia all’interno della sfera pubblica. Nel XVII secolo l’utilizzo innovativo delle petizioni ha rappresentato un’innovazione pratica (e non solo teorica) facilitando l’emergere dell’opinione pubblica.
Nel contesto della rivoluzione inglese, la stampa ha favorito l’utilizzo delle petizioni. Le petizioni hanno fornito indizi fondamentali per determinare l’avvento di una sfera pubblica. In Inghilterra la sfera pubblica si sviluppa nel XVII e XVIII secolo e s’ipotizzava il capitalismo e il protestantesimo tra le principali cause. La stampa ha favorito le istanze comunicative e il dilagare di nuove idee. La svolta da pratiche filosofiche o teologiche a pratiche comunicative rappresenta il punto di partenza per una analisi empirica dell’origine dell’opinione pubblica.
All’origine della sfera pubblica, le petizioni sono sia causa che indicatori di altre cause in quanto le petizioni non sono l’unico veicolo di messaggi politici in quell’epoca, in quanto già venivano distribuiti giornali, opuscoli (politici) e avvenivano dichiarazioni politiche. Le petizioni hanno però rappresentato il principale sistema per dirigere opinioni dalla periferia al centro della politica.
Le petizioni hanno origini medievali ma rappresentavano un’eccezione in quanto normalmente le discussioni politiche all’interno della popolazione erano vietate. Le regole per le petizioni coesistevano insieme a norme più generali sulla segretezza e sui privilegi di una comunicazione politica. Per esempio solo i parlamentari potevano dibattere liberamente e la partecipazione popolare nei discorsi politici era molto limitata. L’utilizzo politico di petizioni scritte nella rivoluzione inglese ha violato la precedente trasmissione.
Le petizioni divennero così uno strumento in grado di costruire l’autorità di un’opinione pubblica. Questo sviluppo pratico portò a nuove idee in politica aggiungendo il consenso, le motivazioni e la rappresentazione come criteri di validità dell’opinione in un contesto di dibattito pubblico. Alcune petizioni hanno però bisogno di una formale impostazione costituzionale per rafforzare l’autorità dell’opinione pubblica.
Parecchie petizioni di metà Seicento non provenivano da entità corporative (come da tradizione) ma da associazioni di persone private e precursori dei moderni partiti politici. La tradizione retorica dei contenuti delle petizioni rappresentava però un limite all’innovazione. Per tracciare la sfera pubblica nell’emergere delle petizioni secondo una concezione moderna occorre utilizzare un approccio sociologico. In questi studi si è dimostrato che l’invenzione di un’opinione pubblica ha origine dall’introduzione della stampa e dalla sua capacità di riprodurre testi comunicativi in ambito politico.
Le questioni teoriche
All’interno di una sfera pubblica i rivali politici competono in dibattiti aperti e che simultaneamente costituiscono e invocano l’opinione pubblica. In una democrazia liberale l’opinione pubblica è la fonte definitiva di autorità per imporre a grandi linee un’agenda legislativa. L’autorità dell’opinione pubblica non è semplicemente una caratteristica della democrazia liberale ma piuttosto una di tante tra cui il diritto di voto e l’esistenza di un elettorato. Studi recenti sulla società civile si basano sulla centralità dell’opinione pubblica in riferimento ad una comunità sociale governata da principi di solidarietà ma anche di economia e politica.
L’opinione pubblica rappresenta il collegamento tra stato democratico e società civile. L’Inghilterra rappresenta un caso paradigmatico in quanto per lo sviluppo del capitalismo e di una prima sfera pubblica ha avuto centralità il protestantesimo. I sociologi hanno osservato ogni aspetto concepibile del protestantesimo per spiegare l’origine dell’universalità del discorso nella sfera pubblica. Una prima critica a questa ricerca è stata indirizzata all’inconsistenza e all’infondato riferimento al protestantesimo e al capitalismo. Le cause dell’emergere di un’opinione pubblica andrebbero pertanto esplorate sul piano delle pratiche comunicative.
La stampa rappresenterebbe l’istanza preminente di un primo capitalismo d’impresa. L’impatto della stampa sulla cultura moderna va oltre alle possibilità di accesso e distribuzione. La stampa ha permesso di attribuire alle petizioni una funzione più propagandistica e di costruire un’autorità di opinione pubblica nei discorsi politici. L’assenza di un fondamento logico per il cambiamento comunicativo nella rivoluzione inglese insieme ad una persistenza di vecchie tradizioni in campo politico spiega la reazione ambivalente dei contemporanei alla direzione intrapresa dall’opinione pubblica verso la sfera politica.
Questo sviluppo è stato involontario e si è attivato inizialmente a livello pratico dove non era né sanzionato né ancora anticipato da basi teoriche. Questo sviluppo non è stato però il risultato di una credenza democratica ma il punto di partenza per una riflessione sulla politica e sulla religione così come osservata da Sir John Coke, un ufficiale a vita nella prima fase di governo degli Stuart (nel XVII secolo). Successivamente i puritani predicarono e alimentarono l’ondata della rivoluzione con pericoli seri per l’innovazione.
Sebbene il XVII secolo in Inghilterra possa essere un periodo chiave per esplorare il paradosso dell’innovazione è difficilmente attribuibile in maniera unica a questa epoca. Sappiamo che l’innovazione può essere stimolata dalle tradizioni che la giudicano e per questo è necessaria una tensione tra successi scientifici e tradizionalismo. Questa tensione può dare vita ad una “tradizione inventata” cioè ad una tradizione senza radicalità.
Questi punti di vista espressi dai sociologi danno supporto alle ipotesi che i contenuti paradossali dell’innovazione accentuando due aspetti generali dei processi interpretativi:
- Predisposizione ad imporre continuità interpretativa sull’esperienza
- La tacita natura dell’attività interpretativa che sostiene impressioni continuità (o normalità)
Nel caso osservato il paradosso dell’innovazione emerge dalla riluttanza di riconoscere innovazioni comunicative che violano:
- Le norme comunicative di segretezza e privilegio nella politica
- Norme sociali più generali che predicavano la politica nella deferenza e nel mecenatismo
Le questioni storiografiche
Le petizioni occupano un posto prominente nelle prime rivoluzioni ma...
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