David Hume
Autore inglese del 700 (Epoca dell’illuminismo)
Da un lato condivide l’empirismo inglese e la logica della filosofia introdotta da Locke
(conosciamo il mondo e si formano i contenuti mentali solo attraverso l’esperienza).
D’altra parte mette in crisi la logica dell’empirismo come fonte della giustificazione
della fiducia nell’esperienza.
Concezione scettica dell’empirismo: è evidente che le cose si conoscono con
l’esperienza, ma d’altra parte l’esperienza come tale (come modello epistemologico)
non è in grado di far capire come si conosce attraverso l’esperienza.
Hume indaga la logica che sta dietro alla conoscenza del mondo, fondata
sull’esperienza, e mette in crisi il fatto che un’epistemologia (=teoria della
conoscenza) che si fonda sull’esperienza, tramite essa non riesca a dare conto al fatto
che questa teoria possa essere davvero funzionante.
Vita (Edimburgo 1711, Edimburgo 1776)
Studia giurisprudenza ma è interessato anche alla filosofia e alla letteratura. Non si
occupa di politica. Ha molta importanza la storia perché interpreta e comprende il
modo con cui si conosce. Si conosce attraverso l’esperienza perché essa si struttura
all’interno di una storia vissuta di individui, paesi, popoli e nazioni. La dimensione
storica della conoscenza e l’importanza della storia per la conoscenza è caratteristica
del pensiero di Hume. La storia è importante anche perché si manifesta il principio di
causa-effetto. (Hume lo mette in crisi e lo sostituisce il concetto di credenza,
abitudine, fiducia)
1738 “Trattato sulla natura umana”
1742 “Saggi morali e politici”
1748 “Ricerche sull’intelletto umano” (rielaborazione del Trattato in forma
sintetica e semplificata)
1752 “Storia dell’Inghilterra” e “Ricerche sui principi della morale”
1757 pubblica la “Storia naturale della religione”.
Inizia a frequentare la società intellettuale francese e poi conduce una vita tranquilla e
ritirata.
Muore. Pubblicati postumi furono i “Dialoghi sula religione naturale”.
Pensiero
- Hume è il filosofo della natura umana fatta di sentimento e istinto più che di
ragione in senso stretto.
- Considera che la ragione non è antagonista dell’istinto ma una forma umana
dell’istinto: la ragione che dubita e che cerca è una manifestazione della natura
istintiva dell’uomo (rientra: mettere in crisi e dubitare le nostre conoscenze,
cercare di rifondarle attraverso il ragionamento e la ricerca orientata alla luce della
ragione e lume naturale) La filosofia è un suo prodotto.
- Concezione empiristica e antimetafisica (di fatto il problema di Hume è quello di
eliminare la credibilità della metafisica nel suo complesso)
Per esemplificare la sua posizione si cita: “Quando scorriamo i libri di una biblioteca
che cosa dobbiamo distruggere? (o conservare. Cos’ha di significativo e in cosa
troviamo insegnamenti reali?) Se ci viene alle mani qualche volume, per esempio di
teologia o di metafisica scolastica (erano buona parte dei libri delle biblioteche
dell’epoca), dobbiamo domandarci: contiene qualche ragionamento astratto sulla
quantità e sui numeri? (è qualcosa che tratta di matematica e geometria?) No.
Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esistenza?
(nei libri di teologia e di scolastica non si tratta di niente di ciò che descriviamo delle
caratteristiche del divino e dei trattati di scolastica medievale ha a che vedere con
l’empiria) No. E allora gettiamolo nel fuoco perché non contiene che sofisticherie e
inganni”. (la posizione nei confronti della tradizione filosofica occidentale che era di
fatto stata fino a 200 anni prima, di tipo scolastica metafisica viene liquidata, non è il
prodotto del sapere ma un prodotto di una conoscenza sbagliata e ingannevole. Nel
suo retro pensiero politico l’inganno della teologia e della metafisica serve a
mantenere le superstizioni legate alla costruzione del mondo e al suo corrispettivo
politico su fondo teologico e a mantenere una posizione come se fosse immutabile
mentre in realtà le cose cambiano)
Ricerche sull’intelletto umano
Il percorso della conoscenza
Le percezioni (tutto ciò che è nella mente) dello spirito umano si distinguono in due
tipi differenti per grado di vivacità:
1. Impressioni= sono la percezione in atto (quando fanno la loro prima apparizione
nell’anima), si presentano con maggior forza e comprendono tutte le sensazioni,
passioni ed emozioni.
2. Idee o pensieri= sono la copia sbiadita nella nostra memoria.
Il pensiero dell’uomo ha questo limite insuperabile (che quando tratta con le idee,
contenuto nella memoria di un’impressione in atto, si tratta sempre una copia delle
cose. Le impressioni non si hanno quando si pensa. Non si sbaglia la percezione
(=sensi) ma il pensiero (=memoria))
Differenza: grado diverso di forza e vivacità con cui colpiscono la mente ed entrano
nella coscienza. L’idea non potrà mai raggiungere l’impressione poiché non esistono
se non c’è stata una precedente impressione.
Hume circoscrive la realtà del mondo e dell’io nelle idee attuali (impressioni, le idee e i
loro rapporti) e oltre queste non può esserci nulla.
Negazione delle idee astratte (idee che non hanno caratteri particolari), non nega la
loro corrispondenza alla cosa, ma la loro stessa realtà. (nominalismo estremo) le
idee particolari sono congiunte con un solo nome generale che richiama le altre idee
particolari usate per abitudine come segno di gruppi di idee somiglianti.
LA FUNZIONE DELL’ABITUDINE:
è la disposizione, prodotta dalla ripetizione di un atto, a rinnovare l’atto stesso, senza
l’intervento della ragione. Hume ritiene che sull’abitudine si fondi tutta la vita psichica
perché si ricorre ad essa per spiegare le idee astratte: possibilità da parte delle idee
particolari di richiamare altre idee particolari simili, sia il rapporto di causa-effetto.
Grazie all’immaginazione si possono creare relazioni tra idee. L’immaginazione è
libera, ma non casuale (perché anche nei sogni le idee mantengono una data
connessione). La connessione tra idee è data dal principio di associazione delle idee.
Il principio di associazione delle idee: costituisce la struttura della
conoscenza e della ragione ed è il principio su cui egli fonda il sapere scientifico. Esso
è descritto come una “dolce forza” tra le idee che opera attraverso i criteri di:
somiglianza, contiguità spazio-temporale e della casualità. Questi criteri sono
“i legami che tengono insieme i pensieri”
definiti . Infatti Hume sostiene che le idee
fossero slegate e sconnesse potrebbe congiungerle solo il caso ma è comunque
impossibile pensare che le idee semplici si
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David Hume - Causalità
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David Hume e Ricerca sull'Intelletto Umano
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Riassunto esame Storia della Filosofia Moderna, Mod II David Hume