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Indice dei contenuti – Dante

  • Breve biografia
  • Rime della giovinezza
  • Vita nuova
  • Rime della maturità
  • Opere Latine
    • De vulgari eloquentia
    • Convivio
    • Monarchia
    • Quaestio de aqua et terra
  • Commedia

Breve biografia

Nasce nel 1265 a Firenze. Appartiene alla piccola nobiltà cittadina ma non è benestante. Da giovane sposa Gemma Donati, da cui avrà 3 o 4 figli. L’incontro più importante, però, Dante lo avrà nel 1283, con Beatrice di Folco Portinari, già sposa di Simone de’ Bardi. Nascerà, da parte di Dante, un amore intenso ma vissuto interiormente, raccontato soprattutto nell’opera “Vita nuova”, dopo la morte di Beatrice.

Dante studia negli anni Novanta del Duecento i classici e la filosofia, ma si impegna anche sul fronte politico, arrivando a diventare priore nel periodo 15 giugno – 15 agosto 1300. In questo periodo cerca una politica di equilibrio e di mediazione tra guelfi Bianchi e Neri (fazioni politiche). Tuttavia, di fronte a episodi molto violenti, non esita a firmare decreti di esilio nei confronti dei cittadini più faziosi.

Il Papa Bonifacio VIII parteggia apertamente per i Neri e invia l’emissario Carlo di Valois a Firenze, che favorisce la loro vittoria. A questo punto, Dante, che si era scagliato apertamente contro le ingerenze del Papa, viene condannato all’esilio per “baratteria”, cioè corruzione nei pubblici uffici; successivamente, gli vengono confiscati tutti i beni e viene condannato a morte. Dante e la sua famiglia sono costretti a vagabondare per l’Italia: si ricordano i soggiorni presso grandi signori ghibellini del Nord Italia, a Forlì, a Verona e, infine, a Ravenna, dove morì nel 1321.

Rime della giovinezza

Da giovane Dante inizia a scrivere poesie, influenzato da altri poeti quali Guittone e, in particolare, Cavalcanti. Uno dei suoi primi testi è “A ciascun’alma presa e gentil core” (1283), scritto in seguito all’incontro con Beatrice e inviato agli amici fiorentini come autopresentazione al gruppo di poeti di Firenze cui appartiene Cavalcanti. Il suo stile è gentile e manierista: nel sonetto “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io” sogna di trovarsi magicamente in un’atmosfera su una barca insieme agli amici e le loro donne, cortese e di isolamento dalla realtà.

L’adesione a questa “brigata” di poeti comporta per Dante l’avvicinamento alla poesia “nuova”. Si avrà poi un’evoluzione dello stile della “loda” → poesie dedicate a Beatrice: Dante integra la lode che da sola appaga il poeta, anche in assenza della donna o di un suo rifiuto del saluto. Questa svolta definitiva è da identificare in “Donne ch’avete intelletto d’amore”. Lo stesso Dante ravvisa in questa canzone una nuova interpretazione della lirica cortese, un superamento della tradizione precedente. L’amore non è potenzialmente negativo, al contrario è nobilitante, come da tradizione cortese, addirittura si può dire “beatificante”, in quanto via di ascesa spirituale, di purificazione.

Stile” ricco di immagini e figure basato sulla Dolce stil novo → ricerca di musicalità, equilibrio ritmico e fonico (“dolce”) ma assolutamente rinnovato nell’ispirazione e nei contenuti, in quanto Beatrice è salvifica e spirituale (“nuovo”). Il dolce stil novo è la fase della poesia dantesca che inizia dalla composizione della canzone-manifesto “Donne ch’avete intelletto d’amore” all’opera “Vita nuova”.

Vita nuova (1293)

Raccolta, in una struttura unitaria, della “vita della giovinezza”. Si tratta di un prosimetro, 31 testi poetici disposti in una cornice di testi in prosa. È fortemente autobiografico e ispirato ai manoscritti provenzali, in cui le poesie erano accompagnate da parti in prosa che descrivevano la vita del poeta (trovatore) e fornivano un commento alla lirica. Tuttavia “Vita nuova” non è un libro puramente autobiografico, né un romanzo d’amore, ma un’opera complessa in cui si trovano anche riferimenti alle scritture profetiche e apocalittiche e ai Vangeli (Dante insiste sull’equivalenza Beatrice-Cristo). Evidente è il ricorso alla numerologia: Beatrice è sempre associata al numero 9, segno di perfezione perché prodotto del 3 moltiplicato pe...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher puffolola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Palmieri Annamaria.
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