Lezione di medicina legale: Danno biologico
Il concetto di danno indica un evento sfavorevole, quindi ha in sé i presupposti di qualcosa di negativo, dunque di pregiudizievole che può interessare un soggetto, meglio ancora l’integrità psicofisica di un soggetto. Danno, quindi, significa nocumento, pregiudizio. Da un punto di vista clinico, il nostro studio si ferma allo studio del danno e quindi al nocumento, al pregiudizio dell’integrità psicofisica del soggetto.
Dal punto di vista medico-legale, non ci interessa soltanto considerare questa componente del danno, ma dobbiamo anche andare a studiare quali sono gli effetti giuridici di questo danno. Per effetti giuridici di un danno, significa che ci sono quattro ambiti di studio:
- Ambito penale;
- Ambito civile;
- Assicurativo-sociale;
- Assicurativo-privato.
Studiare gli effetti giuridici del danno significa andare a vedere, nel caso specifico, qual è il bene tutelato dal punto di vista civile, penale, assicurativo-sociale, assicurativo-privato che andiamo a ledere. Quindi, il bene garantito di cui il danno determina un pregiudizio. Lo stesso danno può avere effetti giuridici diversi.
Componenti del danno in medicina legale
Nell’ambito medico-legale del danno in generale, andiamo a studiare la componente biologica e la componente giuridica. La componente biologica sono gli effetti che il danno provoca nell’individuo nella sua integrità fisica o psichica, anche se in medicina legale l’aspetto fisico e l’aspetto psichico hanno pari valenza. Poi, andiamo a studiare quali sono gli effetti giuridici che quel danno ha procurato, cioè qual è il bene che ha leso, quindi, in quest’ultimo caso, se lo proietto nell’ambito civile, in quello penale, assicurativo-privato o assicurativo-sociale.
Esempio di danno e ambiti giuridici
Se un soggetto alla guida di un motorino viene investito da un'autovettura, il cui conducente non si ferma allo stop e collide col conducente del ciclomotore, che cade e si procura una frattura del femore. Il danno è la frattura del femore, con tutte le sue conseguenze, psicofisiche del soggetto. L’interesse giuridico del caso specifico sicuramente sarà proiettato nell’ambito civile, cioè quello civilistico è il bene che è stato leso dal punto di vista giuridico, per cui il conducente del ciclomotore avrà un certo risarcimento.
Se il danno è molto grave, il conducente del ciclomotore avrà anche la facoltà di esporre una querela, quindi avremo anche l’ambito penalistico. Il bene, interesse tutelato sotto il profilo civilistico e penalistico. Se il conducente del ciclomotore è anche titolare di un contratto, di un’assicurazione privata in ambito infortunistico-privato, una sua polizza infortuni, altresì oltre ad un risarcimento in ambito civile, ad un eventuale denuncia penale che è a querela della persona offesa, farà anche la denuncia alla propria assicurazione che, indipendentemente dalla responsabilità, ma solo se ci sono lesioni, potrà indennizzare.
È il terzo ambito giuridico interessato, quello infortunistico-privato. Se il conducente del ciclomotore, ad esempio un operaio che sta andando a lavorare e quindi si sta recando sul posto di lavoro, avrà facoltà di denunciare quell’incidente anche come infortunio in itinere, che fa parte della denuncia in ambito INAIL, quindi assicurativo-sociale. L’INAIL gli pagherà l’infortunio in itinere, in quanto lui dimostrerà che l’incidente è occorso mentre andava al lavoro. Lo stesso danno, e quindi la stessa conseguenza biologica, potrà avere quattro ambiti giuridici di interesse, non necessariamente tutti e quattro contestualmente.
È chiaro che ci si deve comportare diversamente dal punto di vista medico-legale a seconda dell’ambito giuridico in cui, in quel caso specifico in cui si è chiamati a valutare, si deve proiettare il danno. Il medico di una compagnia assicurativa chiederà il risarcimento del danno (ambito civilistico), se si è medico dell’INAIL dovrà valutare il danno ai fini dell’INAIL (ambito assicurativo-sociale), se si è chiamati dal P.M. si compare nell’ambito penale, se si è un medico di una compagnia di assicurazione, dovrò valutare quel danno, nel soggetto che abbia un determinato contratto di polizza, in ambito assicurativo-privato.
Ambito penale e procedibilità
In ambito penale, qualsiasi illecito penale si chiama reato. La querela può essere d’ufficio, nei reati molto importanti che l’attività giudiziaria si mette in moto in maniera autonoma o dietro presentazione di un referto medico. In altri casi, in quelli che non sono procedibilità di ufficio, si dice che sono precedibili a querela, cioè la persona offesa decide se denunciare penalmente o meno l’altra persona. È a facoltà della parte, come in molti casi di violenza sessuale, incidenti stradali con lesioni personali importanti.
Il danno su soggetti sani e preesistenti
Il danno può incidere su un soggetto sano, creando un nocumento, un pregiudizio di un’integrità psicofisica. Questo danno può incidere su un soggetto che stava bene, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psichico. Il danno può interessare contestualmente l’ambito fisico e l’ambito psichico, può interessare solo l’ambito fisico o solo l’ambito psichico. L’ambito fisico si vede facilmente: ad esempio, fratture, contusioni, escoriazioni, contusioni. A volte interessa entrambi gli ambiti, basti pensare ai traumi cranici con fratture occipitali e temporali esposte, è chiaro che avremo l’ambito fisico interessato con sequele psichiche importanti.
L’ambito psichico sicuramente è meno evidente sotto il profilo dell’obiettività, cioè di quello che noi vediamo all’ispezione corporale, ma è altrettanto importante sotto il profilo delle sequele perché ci sono tanti traumi senza lesioni importanti, come nei bambini, che però possono lasciare delle sequele di tipo psicologico, ma non per questo non possiamo dire che non c’è il danno.
Nell’individuazione del danno e soprattutto delle sue sequele non sarà importante e sufficiente soltanto l’esame clinico, ma sarà importante anche la diagnostica strumentale come la radiografia per vedere fratture, l’ecografie per studiare le parti molli, TC e risonanze magnetiche con o senza mezzo di contrasto usate per vedere traumi cranici, elettroencefalogramma.
Diagnosi del danno psichico
Nel danno psichico in particolare, quando la nostra obiettività è molto poco evidente, oltre alla diagnostica strumentale è imprescindibile anche l’ausilio dei test mentali che vengono somministrati al soggetto e che ci aiutano a fare una diagnosi di una sequela psichiatrica o psicologica.
Le anamnesi si dividono in:
- Anamnesi patologica-prossima;
- Anamnesi patologica-remota;
- Anamnesi patologica-familiare.
Accertamento del danno
Il primo passo importante è l’accertamento del danno che presuppone, oltre ad un’anamnesi patologica-prossima (riguarda il fatto per cui si è chiamati a visitare il paziente e a valutare il danno), un’anamnesi patologica-remota e familiare (si possono scoprire patologie di quel soggetto che potrebbero avere importanza nella patologia che si sta studiando in quel momento). Si pensi all’importanza dell’anamnesi patologica-familiare di un soggetto diabetico o affetto da un’importante osteoporosi che presenta una frattura.
L’anamnesi patologica-remota è importante perché da essa scopriamo se il soggetto ha avuto dei precedenti traumi o precedenti malattie, patologie, chiamati come pregressi morbosi. Questo è importante perché il danno che stiamo studiando, oggetto del nostro studio, può incidere su un soggetto sano, quindi su un soggetto che ad una nostra indagine anamnestica risulta privo di precedenti traumatici e/o morbosi. Invece, il danno in altri casi può incidere su un soggetto che è affetto da una qualche patologia, da un pregresso trauma; in questo caso diremo che lo stato anteriore del soggetto (tutta la storia clinica del soggetto anteriore, antecedente al fatto oggetto di studio) non è muto. Lo stato anteriore del soggetto, infatti, può fungere da base di aggravamento.
Uno stesso danno può dare luogo ad una valutazione maggiore o minore, può evolvere in maniera diversa a seconda se incide su un soggetto sano, su un soggetto già predisposto, già affetto da una patologia. La stessa frattura di femore se incide su un ragazzo di 20 anni, avrà le sue sequele, ma evolverà abbastanza bene. Se quella stessa frattura di femore incide su una signora di 70 anni affetta da coxoartrosi, la stessa frattura può richiedere un tempo molto più lungo ma anche richiedere un intervento e ricorrere ad una plastica.
Ai fini dell’accertamento di un danno, in generale, importante è lo stato anteriore, che viene preso molto in considerazione per la responsabilità civile ai fini di un eventuale risarcimento. Il danno, in generale, è formato da tre componenti che si chiamano determinati del danno:
- L’azione lesiva;
- La lesione;
- La menomazione.
Determinanti del danno
L’azione lesiva si identifica sostanzialmente con la causa del danno. La causa del danno presuppone che si parli del rapporto di causalità. Causa del danno significa accertare se, in generale, tra un evento lesivo ed un effetto qualsiasi esiste un rapporto causa-effetto, quindi se tra un evento lesivo e un qualsiasi effetto esiste un rapporto causa-effetto, come dire se quell’effetto lesivo ha causato quell’effetto e quell’effetto è la conseguenza di quell’effetto lesivo. Se questo è vero, posso dire che tra quella causa e quell’effetto c’è un nesso di causalità o nesso eziologico. Studiare l’azione lesiva significa studiare la causa di questo danno, andare a vedere tutte le circostanze cui questo danno si è verificato: come, perché si è verificato, come è stata la causa di impatto nel caso di incidente stradale, come è stata la causa di impatto, è stato uno scontro frontale importante che ha causato un grosso danno all’auto, perché se c’è stato un forte impatto si presuppone che ci siano lesioni corporali più importanti. Quindi andare a studiare come si è verificata la dinamica di questo danno, tutto ciò che riguarda la tipologia dell’azione lesiva (indagine sul nesso causale).
La lesione è una conseguenza dell’azione lesiva. L’azione lesiva produrrà una lesione. La lesione è una conseguenza di un’azione lesiva. L’azione lesiva è un momento di impatto di una noxa con il corpo del soggetto. Il risultato di questo incontro deve essere una lesione. La lesione è ciò che noi possiamo obbiettivamente constatare, cioè quello che noi vediamo all’esame clinico. Il momento dello studio della lesione è molto importante, dal punto di vista medico in generale, secondo uno studio cranio-caudale, cominciando dall’ispezione con cui andrò a vedere l’ubicazione, la topografia delle lesioni (dove si trovano), mi dovrò rendere conto della sede delle lesioni, anche se le lesioni possono essere riconosciute facilmente come in caso di ustioni, o un po’ meno, come in caso di lesioni di organi interni.
Lesioni addominali o toraciche si possono sospettare per via dei sintomi, come nel caso di lesioni di milza, sterno, costole, che si manifestano con più segni (dolorabilità, tumefazioni). Versamenti, rotture della milza sono molto frequenti in incidenti stradali. Quindi, identificare la localizzazione delle lesioni in senso cranio-caudale, caratteri di superficialità o profondità e numero delle lesioni. Il numero delle lesioni è importante perché possiamo trovarci di fronte a lesioni multiple ma superficiali come quelle da caduta del motorino, che interessano spesso gli arti inferiori, che danno fastidio ma vanno incontro ad una discreta guarigione. Possiamo avere una sola lesione ma importante perché profonda, ad esempio una frattura esposta con interessamento tibiale, cutaneo, sottocutaneo, muscolare e addirittura...
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