Modello di Dan Sperber e Deirdre Wilson
Principi della comunicazione
Nella comunicazione occorre “s’en tenir à la pertinence”. Questo si basa su ipotesi:
- Ogni enunciato ha una varietà di interpretazioni possibili; non tutte queste interpretazioni sono ugualmente accessibili all'ascoltatore in qualsiasi occasione data;
- Gli ascoltatori sono provvisti di un solo criterio, molto generico, per valutare le interpretazioni; questo criterio è potente abbastanza da escludere tutte eccetto una singola interpretazione possibile. Così l'ascoltatore può assumere che la prima interpretazione che soddisfa il criterio è la sola interpretazione che lo soddisfi.
Il criterio si sviluppa da un'ipotesi di base sulla conoscenza umana. L'ipotesi dice che la conoscenza umana è relevance-oriented. Prestiamo attenzione solo all'informazione che ci sembra pertinente. Qualsiasi atto di comunicazione inizia come richiesta di attenzione. Come risultato esso crea un'attesa di pertinenza, definita in termini di effetti contestuali e di sforzo nell’elaborazione dell’informazione. Gli effetti sono raggiunti quando l'informazione nuova interagisce con un contesto di ipotesi o assunzioni esistenti, in uno di questi tre modi:
- Rafforza un'ipotesi esistente,
- Contraddice ed elimina un'ipotesi già data,
- Si combina con un'ipotesi già data e dà luogo a un'implicazione contestuale.
L'informazione esplicita è pertinente in un “contesto” se e solo se raggiunge effetti contestuali in quel contesto, e quanto maggiori sono gli effetti contestuali, tanto maggiore è la pertinenza. Però gli effetti contestuali non sono prodotti arbitrariamente: per essere derivati essi richiedono una elaborazione mentale. I procedimenti utilizzati per “calcolare” gli effetti contestuali di un enunciato dipendono da tre fattori principali:
- La complessità linguistica dell'enunciato;
- L'accessibilità del contesto;
- Le inferenze necessarie per calcolare gli effetti contestuali dell'enunciato nel contesto scelto.
All’aumento di sforzo per elaborare l’informazione (processing effort) corrisponde la diminuzione della pertinenza. Dunque, quanto minore è il carico di lavoro compiuto per elaborare l’informazione, tanto maggiore è la pertinenza. L'effetto e lo sforzo mirano alla pertinenza ottimale, che si può definire nel modo seguente:
Pertinenza ottimale
Un enunciato in un’interpretazione data è pertinente in misura ottimale se e solo se:
- Raggiunge effetti in quantità sufficiente a meritare l'attenzione dell'ascoltatore;
- Non espone l'ascoltatore a sforzi inutili (gratuiti) per raggiungere questi effetti.
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