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La prima guerra mondiale

Il 28 giugno 1914, l'Austria Ungheria pone alla Serbia un ultimatum perché Gabrilo Princip (ragazzo serbo) aveva assassinato Ferdinando. La Serbia non accetta l'ultimatum e chiede aiuto alla Russia in caso di attacco da parte dell'Austria. L'Austria infatti dichiara guerra alla Serbia un mese dopo. La Germania, alleata con l'Austria Ungheria, attacca la Russia (alleata con Francia e Inghilterra).

L'Italia sarebbe dovuta scendere in guerra alleata con la Germania e l'Austria Ungheria, ma si astiene e si definisce neutrale con la scusa che l'alleanza era difensiva (l'Austria Ungheria infatti aveva attaccato la Serbia, non era stata attaccata). La Germania si trova in pericolo perché circondata da Russia e Francia, quindi decide di attaccare la Francia passando per il Belgio (stato neutro). Il Belgio oppone più resistenza di quanto la Germania si aspettasse, quindi l'esercito tedesco decide di mettere a ferro e fuoco le città belghe e i cittadini.

Intanto l'Inghilterra giunge in aiuto alla Francia e riescono a fermare la Germania sul fronte dove entrambi gli schieramenti formano trincee e inizia così la guerra di posizione (guerra formata da attacchi intensi di artiglieria pesante per sfondare le trincee e demoralizzare l'esercito nemico, seguiti da attacchi veloci da parte dei soldati). Il Regno Unito, in aiuto alla Francia, cerca di bloccare le navi mercantili della Germania per farli morire di fame, ma i tedeschi utilizzano sottomarini capaci di distruggere le navi inglesi senza farsi notare.

Intanto la Germania si schiera anche sul fronte russo e mette in ritirata la Russia. L'Impero Ottomano intanto entra in guerra al fianco della Germania e attacca i porti russi nel Mar Nero. Il 23 agosto, il Giappone insieme all'Australia e alla Nuova Zelanda attacca tutte le colonie tedesche nell'Oceano Pacifico.

Il genocidio armeno

(Genocidio armeno da parte dei turchi ottomani)

Il patto di Londra

Il 26 aprile 1915 viene firmato da Sonnino il patto di Londra, dove l'Italia entra in guerra con gli alleati, ma ogni attacco fatto alla Germania risulta fallimentare. La Germania riesce a bombardare la città di Verdun e sconfigge la Russia. Lo zar Nicola II viene dimesso e al suo posto viene posto un governo provvisorio che decide di continuare la guerra (nonostante il malcontento che la guerra aveva creato nella popolazione), ma viene presto rovesciato e Lenin prenderà il governo della Russia firmando l'uscita dalla guerra.

I tedeschi spostano tutte le truppe sul fronte italiano e sconfiggono l'Italia a Caporetto. La Germania tenta il tutto per tutto, ma arrivano gli alleati americani in aiuto alla Francia, all'Inghilterra e all'Italia, e la Germania viene sconfitta.

La prima guerra mondiale (punto di vista umanistico)

Come viene immaginata la guerra

Forse un po' sanguinosa, ma breve quindi non terribile, simile ad uno scontro cavalleresco con tecniche e strategie simili a quelle impiegate da Napoleone I, i soldati venivano pensati come dei paladini avvolti in lucenti armature, immagine dell'uomo che combatte e difende la donna.

Com'è realmente

Tragicamente lunga e sanguinosa, arruola 70 mila soldati dei quali 10 mila moriranno, i morti sono quasi tutti di età compresa fra i 18 e i 30 anni, molti superstiti rimangono sotto shock per l'accaduto e per le numerose vittime cadute per mano loro o ai loro piedi. La povertà, la fame e la depressione si fanno sentire tra le truppe.

I combattenti si fronteggiano dalle proprie trincee, distanti pochi metri le une dalle altre, attraverso gas asfissianti, baionette, cannoni e altre armi da distanza. Ogni fossato era circondato da filo spinato, un'altra invenzione, a causa del quale tutti coloro che provavano l'attacco di massa verso la trincea nemica venivano catturati. Si utilizzarono anche i primi aerei da combattimento che causarono ancora più morti.

Con l'aumentare dei caduti aumentava anche la pubblicità e l'incitamento da parte dei giornali e della radio: grazie a ciò 2.500.000 volontari si arruolarono negli Stati Uniti. L'idea di combattere per la propria patria e di morire da eroe cercando di salvare le proprie famiglie e i propri concittadini mandava avanti i combattenti.

Gli unici avversi alla guerra erano alcuni partiti socialisti, che fecero due riunioni per decidere il da farsi, ma né il loro incitamento alla ribellione, né gli appelli di pace da parte del Papa Benedetto XV ebbero effetto. La donna è invitata a non lamentarsi, non chiacchierare, incoraggiare l'industria nazionale, non considerare la lontananza dei cari, moltiplicare la sua attività, aspettare con passione la vittoria e di soffrire nobilmente, qualora venga sottoposta a sofferenze.

Pubblicità nella nazione: bambini in lacrime che chiedono agli italiani di sottoscriversi e donne con bambini piccoli catturate dai soldati nemici. Con l'entrata in guerra da parte dell'Italia, il Trentino diventa zona di guerra e tutti gli abitanti, anche dei comuni vicini, vengono allontanati: alcuni dall'Italia e mandati in Austria e Boemia, altri invece sistemati in altre regioni italiane in baraccopoli, scuole, conventi, ospizi e trovavano lavoro nell'agricoltura o nell'industria se fortunati, se no dovevano accontentarsi del sussidio statale.

Negli anni 1918-19 si diffuse la spagnola, un'influenza che provocò circa 400.000 morti. Problemi nell'immediato dopoguerra: per i reduci non vi era più lavoro, il costo della vita era in continuo aumento, i contadini reclamavano le terre che gli erano state promesse dal governo, le terre al sud erano rimaste incolte, la moneta perdeva valore (inflazione), bisogna riconvertire l'industria da bellica a pacifica. Le donne iniziano a chiedere più diritti (nella dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino vennero citati solo gli uomini nonostante le donne avessero partecipato alla guerra prendendo il posto dei loro mariti).

Olympe de Gouges

Olympe de Gouges decise di scrivere la dichiarazione del diritto della donna e della cittadina dove però non tralasciò gli uomini. La donna veniva dichiarata inattendibile perché soggetta a sbalzo ormonale perché isterica (→ utero in greco, donne ragionano con l'utero → inattendibili).

Primo dopoguerra

La guerra aveva causato ingenti danni e debiti alle potenze nei confronti degli Stati Uniti che furono la potenza che ne uscì più beneficiaria dalla guerra. La manodopera sudamericana e asiatica passò nelle mani del monopolio statunitense. Uno dei punti più cruciali alla fine della guerra è quello di convertire le industrie belliche in industrie per la pace. Inoltre, per 5 anni le donne avevano sostituito gli uomini nelle industrie e ora la decisione da prendere era se lasciare le donne a lavorare e mandare a casa gli ex soldati oppure far ritornare a lavorare i combattenti al posto delle loro mogli. Si decise per la seconda e questo causò malcontento nel mondo femminile che iniziò a chiedere più diritti.

Le potenze vincitrici (Italia, Stati Uniti, Giappone, Francia e Inghilterra) costituiscono la Società delle Nazioni dove gli stati aderenti si impegnano a rispettare l'integrità territoriale e l'indipendenza degli altri stati.

In Italia

  • Inflazione
  • Conversione industria di guerra
  • Disoccupazione
  • Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina nel 1791

Le donne hanno preso il posto dei mariti nelle industrie a scopo bellico, hanno cresciuto i soldati, insegnato loro disciplina e il sentimento di abnegazione → pretendono il voto e l'uguaglianza.

Biennio rosso

Le masse iniziano ad affacciarsi alla vita politica e con questo i partiti cambiano e diventano partiti di integrazione sociale formati anche da lavoratori, artigiani. 1892 nasce il partito socialista, 1919 nasce il partito cattolico.

In Germania

Grande crollo perché deve pagare alle potenze vincitrici per riparare i danni di guerra. La Germania non ha i soldi sufficienti per pagare Francia, Inghilterra e Italia che a loro volta devono pagare i debiti con l'USA.

La Repubblica di Weimar

La Repubblica di Weimar: è il regime politico instaurato in Germania nel 1919 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale: prende il nome dalla città di Weimar in cui, dopo la sconfitta dello stato tedesco durante il primo conflitto mondiale, si tenne un'assemblea nazionale per creare una nuova Costituzione.

Weimar Republic fu il primo tentativo di instaurare un regime democratico in Germania: nonostante le grandi tensioni interne, la Repubblica può essere considerata come uno dei primi modelli democratici d'ispirazione europea; la Costituzione infatti prevedeva il suffragio universale sia maschile che femminile, l'elezione diretta del Presidente e ribadiva la responsabilità del governo di fronte al Parlamento. Il 1933 è indicato come l'anno in cui ha fine il regime politico della Repubblica di Weimar, che crolla a favore della dittatura nazista; i problemi a livello economico e politico, combinati all'ascesa di Adolf Hitler e del suo partito nazionalsocialista, hanno contribuito al fallimento della Repubblica, creando così le basi per quello che sarebbe stato il periodo più buio in assoluto della Germania (che avrebbe portato poi alla seconda Guerra Mondiale).

(art.48 → il presidente può prendere, quando ritiene necessario, misure al ristabilimento dell'ordine e della sicurezza pubblica e se necessario agire con la forza armata)

Negli Stati Uniti

Si cerca di dimenticarsi la guerra attuando dei cambiamenti e delle innovazioni e cercando di rendere la vita più agiata: nuovi macchinari, elettrodomestici, automobili, nasce il make-up per tutte le donne e le donne ricevono il diritto di voto sul piano federale. Questi agi sono riservati però ai bianchi, infatti ragazzi di colore, immigrati ed ebrei vengono emarginati e discriminati da alcuni gruppi razzisti come il Ku Klux Klan. Dopo lo spicco degli anni venti detti anche ruggenti, si passa ad un periodo di crisi e tracollo.

Crisi economica

I dipendenti, i profughi vennero ridotti alla fame e si trovarono ad essere barboni per strada. Dopo la Grande Guerra, gli Stati Uniti conobbero un periodo di prosperità e progresso socio-economico trainato soprattutto dal settore automobilistico, che a sua volta fece da volano alla crescita trascinando con sé altri settori come l'industria metallurgica, l'industria della gomma, il settore petrolifero, quello dei trasporti e quello edile. Sembrava quindi essersi innescato un circolo virtuoso: l'alta produttività permetteva di mantenere inalterati i salari e i prezzi dei prodotti sul mercato. Questo favoriva quindi gli investimenti, che permettevano a loro volta di aumentare la produttività.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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