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Il Cinquecento

1545-1690: Controriforma

1545-1610: Manierismo. 1610-1690: Il Barocco.

Il manierismo

La Chiesa cattolica è minacciata dalla riforma luterana, al che Paolo III convoca nel 1545 il Concilio di Trento. Il Tribunale dell’Inquisizione, caccia alle streghe, esclusione del diverso, scomparsa delle scuole pubbliche e laiche, l’intellettuale perde la sua immagine di maestro della civiltà per ridursi a essere il segretario del principe o del sovrano. Niccolò Copernico, con la sua teoria eliocentrica, cambia il modo di concepire l’uomo nell’universo. Nasce il melodramma. Periodo di stabilità economica ed egemonia spagnola.

Torquato Tasso (1544-1595)

La vita

L’infanzia e l’adolescenza di Tasso sono segnate da privazioni. Il padre è al servizio del principe di Salerno e per questo motivo è costretto a viaggiare sempre. Il piccolo Tasso vive con la madre e la sorella. All’età di 10 anni, finalmente incontra nuovamente il padre, ma la madre muore. Tasso rimane affascinato dal lavoro del padre, cioè quello di poeta e intellettuale, e decide di seguirne le orme. Il suo sogno di diventare intellettuale di corte si avvera quando passa al servizio della casata d’Este. Questo è il periodo di massima serenità e benessere in cui realizza le sue opere più importanti: la commedia pastorale Aminta e il poema Gerusalemme Liberata. La situazione precipita quando Tasso incomincia a manifestare i primi sintomi di pazzia: prima accoltellando un servo di cui pensava di essere spiato, poi fuggendo da Ferrara e poi alle terze nozze del duca d’Este. Fu rinchiuso nell’ospedale di Sant’Anna per 7 anni. Nasce l’immagine di Tasso: genio e folle, incompreso dalla società dell’epoca. La sua vita è sempre volta alla ricerca di un equilibrio e di una serenità che non riesce mai a raggiungere: si vede anche dal continuo rifacimento e insoddisfazione del poema a cui cambierà il titolo in: Gerusalemme Conquistata.

Poetica

In Tasso poetica del Rinascimento e Controriforma pare che convergano nelle sue opere. Spensieratezza e piacere del Rinascimento si uniscono con le esigenze della Controriforma.

Le rime

La sua composizione di testi lirici fu molto vasta ed è per questo che non vi è un centro. Le possiamo suddividere in: amorose, encomiastiche e religiose. Fondamentale è la musica che è quasi l’anima della poesia, ne comunica piacevolezza. Varietà di generi e di stili. Anche il coinvolgimento del soggetto varia: a volte è partecipe, altre distaccato. I testi encomiastici sono scritti per lo più per la necessità di essere protetto e apprezzato, ringraziando e lodando l’accoglienza e la generosità dei signori.

Aminta

È una commedia pastorale che si rifà alla tragedia greca: suddivisa in 5 atti preceduti da un prologo con l’aggiunta di un coro secondo i canoni di Aristotele. Il giovane pastore Aminta è innamorato della ninfa Silvia, ma lei sembra essere interessata solo alla caccia. Inutilmente Dafne esorta Silvia a ricambiare l’amore per il giovane, mentre Aminta racconta a Tirsi il proprio affanno e gli comunica l’intenzione di uccidersi. Giunto presso il fiume, Aminta salva Silvia da un satiro che l’aveva legata ad un albero per violentarla, ma Silvia sfugge senza ringraziare il giovane. Mentre Dafne impedisce ad Aminta di uccidersi, giunge una ninfa ad annunciare la morte di Silvia, sbranata dai lupi durante una battuta di caccia. Aminta scappa per uccidersi. Giunge Silvia viva e vegeta, ma appena saputo le intenzioni del giovane, confessa il suo amore. Nella scena conclusiva un pastore racconta di come Aminta si sia salvato cadendo su un fascio d’erba quando si era gettato giù dal burrone e del lieto fine dei due giovani innamorati. Scritta nel periodo di più intensa creatività e di sereno equilibrio nella vita del poeta. Tisi è un’esplicita immagine dell’autore: sazio delle gioie, dei piaceri, è turbato da un’implicita insoddisfazione, da desideri che non possono realizzarsi. Quasi tutte le azioni vengono narrate in dialoghi.

I dialoghi

Composti durante gli anni di Sant’Anna, questo genere era molto diffuso nel 500 e prevede la rappresentazione di un incontro tra punti di vista diversi affidati ciascuno ad un personaggio. I temi sono vari (dal filosofico a quello morale).

Epistolario

Composto da circa 2000 lettere simile al modello petrarchesco per la sua organizzazione. Tasso vi aggiunge un insieme caotico di lettere. Spesso insiste sulle proprie sventure, bisogni, sulla sua povertà.

Gerusalemme Liberata

Poema suddiviso in 20 canti. Narra le vicende della prima crociata del 1099 nel suo momento cruciale: l’esercito cristiano si trova alle porte di Gerusalemme (poema epico-cristiano). Gerusalemme è il centro drammatico dell’azione da cui, attorno ad essa, agiscono forze centrifughe (i pagani distolgono con incantesimi i cristiani dal realizzare l’impresa di conquista) e forze centripete (gli sforzi degli eroi sostenuti dall’aiuto celeste). Protagonista è il condottiero dell’esercito cristiano Goffredo di Buglione che conquisterà la Città Santa; temi principali: trionfo della fede cristiana, eroismo dei cavalieri, lotta per la liberazione del Sacro Sepolcro. Tema importante della poetica di Tasso è il vero: la verità poetica deve nascere da fatti storici, ma raccontati in modo verosimile, lasciando al poeta la libertà di creare e inventare. Il nobile condottiero Rinaldo rappresenta il duca Alfonso d’Este. I modelli letterali sono quelli dell’Iliade e dell’Odissea: l’assedio della città richiama a quello di Troia e il fatto che i cristiani sono 6 anni che non riescono a conquistare la città. In Tasso vi è, rispetto ai poemi cavallereschi precedenti, una maggiore attenzione all’interiorità, alla psicologia dei personaggi, ai sentimenti, alla coscienza dei singoli personaggi la quale è vista come un terreno di scontro tra dovere e desiderio. Le passioni sono strumenti delle forze malefiche per distogliere gli eroi dal proprio compito. L’Amore ha una duplice valenza: mezzo delle forze del male e motore dell’azione e occasione d’incontro tra i diversi personaggi. La guerra viene vista nella sua totale violenza con i suoi aspetti più terribili e brutali. Tasso vive di volta in volta in ognuno dei suoi personaggi: Tancredi, eroe destinato alla sconfitta, dalla personalità malinconica e divisa, trova punti di contatto con il carattere di Tasso che ne incarna l’incapacità di raggiungere un proprio obiettivo. Clorinda, simbolo della rinuncia, rappresenta ciò che Tasso fu costretto a scegliere: una vita devota non soltanto alla letteratura. La bellissima maga Armida si innamora di Rinaldo e lo tiene prigioniero con un incantesimo nel suo giardino. Erminia è una maga bianca che si innamora di Tancredi. Nel poema il male sembra esercitare sui lettori e sul poeta un certo fascino. Da una parte vi sono descrizioni angosciose di mostri e demoni, provocando orrore e terrore, come i diavoli chiamati da Lucifero per difendere Gerusalemme; dall’altro lato il male è incarnato da figure sensuali, affascinanti.

Gerusalemme Conquistata

Gli ultimi anni della vita di Tasso sono stati occupati dalla riscrittura del poema. Aumentato da 20 canti a 24 libri comporta una svalutazione degli elementi amorosi e passionali, ritenuti dal poeta estranei al nucleo centrale del poema.

Giordano Bruno (1548-1600)

Filosofo, scrittore e frate domenicano. Il suo pensiero ruota attorno all’idea di infinito: l’Universo, Dio e i mondi sono infiniti. Dio è da un lato trascendente (va al di là della natura, dei dati sensibili) e dall’altro è immanente (è anima nel mondo). Per le sue concezioni fu condannato al rogo.

Tommaso Campanella (1568-1639)

Filosofo, teologo, frate domenicano. Nel corso della sua vita fu più volte arrestato: per la sua opera in latino in cui vi era una forte posizione naturalistica e antiaristotelica; fu scoperta la sua congiura contro l’oppressione spagnola e si finse pazzo. In carcere scrisse la sua opera utopica ‘’La città del sole’’ in cui la proprietà privata e la famiglia sono abolite, i beni e le donne sono in comune, l’educazione e il lavoro sono assicurati a tutti.

Generi del secolo

Dal 500 al 700 ci fu in Europa il trionfo del teatro. La tragedia rimane al centro d’interesse dei letterati. Gesto e musica non si possono fissare in significati definiti e perciò sfuggono più facilmente alla censura. Nascono i primi teatri pubblici e l’attore diventa un lavoro riconosciuto e retribuito. Il pubblico non è più solo aristocratico, ma anche borghese.

Il Seicento o Barocco

Il barocco (1610-1690)

Il termine deriva dal portoghese e significa perla irregolare, non sferica, perciò strana e anormale. Sul piano politico si assiste alla decadenza dell’impero spagnolo e all’egemonia di Inghilterra, Francia e Olanda, spostando il baricentro politico dal Mediterraneo all’Atlantico. Grave crisi economica alimentata dalle pestilenze a causa delle guerre e dalla privatizzazioni dei terreni. In Inghilterra invece si rinnova l’agricoltura con il capitalismo. Rivoluzione scientifica sui moti dei pianeti attorno al sole del tedesco Keplero e dell’italiano Galileo; l’inglese Isaak Newton espone le sue leggi sulla gravità. Con Cartesio il metodo da deduttivo diventa induttivo, cioè non deve partire da principi astratti. Il 600 è il secolo del dubbio: l’intero sistema conoscitivo entra in crisi.

Giovan Battista Marino (1569-1623)

La vita

Sotto l’influenza del padre che era notaio intraprese gli studi di giurisprudenza ma ben presto gli abbandonò per seguire la sua vocazione letteraria. Fu arrestato più volte ma riuscì ad essere scagionato grazie ad amici influenti. È considerato il massimo rappresentante della poesia barocca in Italia.

L'Adone

Più volte ripreso ed abbandonato, è un immenso poema di argomento mitologico (oltre 40mila versi) ha in realtà una trama molto semplice: Venere si innamora di Adone, provocando l’ira di Marte il quale, per vendicarsi del giovane, lo fa assalire da un cinghiale che lo uccide. Alla trama si aggiungono troppe metafore, descrizioni, narrazioni di secondo grado che suscitano un allontanamento e una dispersione dal baricentro.

Galileo Galilei (1564-1642)

La vita

Sotto l’influenza del padre intraprende controvoglia gli studi di Medicina fino ad abbandonare gli studi perché era affascinato dalla matematica e dalle scienze esatte. Incomincia a fare ricerche sulla gravità e la caduta dei corpi gravi. Successivamente apporta delle modifiche al telescopio per poterlo utilizzare per osservare la volta celeste. Scopre così i 4 satelliti di Giove e le irregolarità della superficie della luna. Tutto ciò viene messo nel Sidereus nuncius, trattatello in latino dove Galileo prova e dimostra la fondatezza del sistema copernicano a base eliocentrica. Col passare degli anni Galileo si espone sempre più alle attenzioni del Sant’Uffizio fino alla condanna per eresia nel 1633 in seguito al suo trattato scientifico in forma di dialogo: ‘’Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo’’ in cui si confronta il modello geocentrico tolemaico con la teoria eliocentrica copernicana. Galileo abiurò, cioè rinnegò le tesi sostenute nelle sue opere, e fu costretto agli arresti domiciliari. Colpito da una cecità progressiva, trascorre gli ultimi suoi anni di vita lavorando all’ultimo suo saggio aiutato da 2 suoi discepoli.

Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

Partendo con il suo metodo sperimentale e basandosi sull’osservazione con il cannocchiale, Galileo focalizza la sua attenzione sulle maree sostenendo che fossero il risultato della rotazione della terra (errato). Per allontanare le polemiche religiose modifica sia il titolo originario in ‘’Dialogo sopra il flusso e il reflusso delle maree’’ sia alla struttura dialogica in cui, apparentemente in modo neutrale, i personaggi presentano le due tesi e le prove a supporto.

Il Settecento: L'età dell'Arcadia e del Rococo' vs Illuminismo e Neoclassicismo

L'età dell'Arcadia e del Rococo' e la crisi della coscienza europea (1690-1748)

Quest’età segna la fine della supremazia culturale e organizzativa della Chiesa e del gusto del barocco. L’accademia dell’Arcadia fu fondata a Roma nel 1690 per combattere il mal gusto barocco. Poesia semplice, razionale, fedele alla tradizione petrarchista, linguaggio sobrio e misurato; è una poesia musicale e poco impegnativa. I due più grandi poeti dell’Arcadia furono Pietro Metastasio (autore soprattutto teatrale; il primo melodramma è ‘’Didone abbandonata’’) e Giovanni Meli (scrive in un siciliano raffinato e letterario. Nel melodramma e nella lirica, Metastasio è uno dei maggiori poeti arcadi con Paolo Rolli. Con Vico la storia non è solo ricostruzione di eventi ma diventa oggetto di riflessione.

Illuminismo e neoclassicismo, riforme e rivoluzioni (1748-1815)

Il 700 è passato alla storia come l’epoca della ragione. Diderot e D’Alembert scrivono l’enciclopedia per divulgare le conoscenze. Temi dell’illuminismo: concezione laica della morale, centrata sulla concezione terrena dell’uomo e finalizzata alla realizzazione della sua felicità. Principale impegno dell’intellettuale: diffondere la cultura. Il Medioevo, visto come un agglomerato di fanatismo e di superstizione, è giudicato il momento di massima oscurità e arretratezza. Scuola pubblica. Rousseau: idea di Stato democratico; Montesquieu: divisione dei poteri. Con l’ascesa al potere di Napoleone, l’illuminismo entra in crisi. Il Neoclassicismo nelle arti: è legato al pensiero illuminista di recuperare l’originaria semplicità e razionalità della natura umana; nasce l’archeologia e si diffonde una maggior consapevolezza della distanza storica con il mondo classico. Anche la letteratura ne viene influenzata: riferimenti al mondo ellenico e mitologico, descrizioni nitide e lineari, lessico aulico, scrittura elegante e controllata.

Carlo Goldoni (1707-1793)

La vita

Nasce a Venezia. Sin dalla tenera età egli si appassiona al teatro non sopportando più gli insegnamenti tradizionali imposti da Gesuiti e Domenicani, tanto che si aggrega ad una compagnia comica e fugge a Rimini. Intraprende gli studi di giurisprudenza a Pavia ma viene espulso per aver scritto una pepata satira sui costumi delle ragazze della città. Successivamente a Genova conosce una ragazza e si sposa. Incomincia a scrivere le sue prime opere teatrali dove la parte della protagonista è scritta per intero. Ma le difficoltà economiche lo spingono a continue fughe fino a quando diventa uno scrittore professionista a Venezia. Morì in miseria. La sua principale fonte di ispirazione sta in 2 libri legati alle concrete esperienze della sua vita: ‘’il Mondo’’ e il ‘’Teatro’’. Il mondo gli ha offerto infiniti argomenti pronti per essere messi in scena (personaggi, costumi, mode, vizi); il teatro gli ha insegnato i trucchi e le tecniche che gli hanno permesso di suscitare nel pubblico meraviglia e riso. Goldoni si ispira osservando gli aspetti della vita quotidiana, modellandone i testi in base alle capacità degli attori, sulle attese del pubblico di quel momento e di quel luogo, dà nuova importanza al testo letterario scrivendo per intero i testi delle commedie. Nella commedia dell’arte le maschere, ad esempio Pulcinella, erano fissi, sempre uguali, ad essi Goldoni sostituisce nuovi vizi, virtù, tic ricorrenti. Il linguaggio è semplice, naturale, alla portata di tutti.

La locandiera

La trama verte attorno al personaggio della locandiera Mirandolina, che, aiutata dal cameriere Fabrizio, si trova a doversi difendere dalle proposte amorose dei clienti dell’albergo da loro gestito nei pressi di Firenze. Al centro delle vicende c’è sempre la vigile e smaliziata intelligenza di Mirandolina, che sa far prosperare la sua attività commerciale e mettere in scacco l’altezzoso cavaliere di Ripafratta, uno dei suoi pretendenti. Nel primo atto Mirandolina, una giovane ed affascinante locandiera abituata a ricevere attenzioni e lusinghe dai clienti, viene corteggiata da due ospiti: il Marchese di Forlipopoli, un nobile decaduto, e il Conte di Albafiorita, un mercante arricchito che ha comprato il titolo nobiliare grazie ai suoi commerci. Anche nel corteggiamento i due si comportano in modo conforme al proprio ruolo sociale: il Marchese è convinto che basti il prestigio del suo titolo per conquistare l’amore di Mirandolina, mentre il Conte crede di poterla comprare per mezzo di regali e doni. Arriva però alla locanda un terzo ospite, il Cavaliere di Ripafratta, burbero e misogino, che si prende gioco perché insistono a dimostrare interesse per una donna (per giunta popolana), mentre egli, preferendo di gran lunga la libertà del celibato, non si abbasserebbe mai tale condizione. Mirandolina, offesa e stimolata dal comportamento del Cavaliere, spiega in un monologo voler di minare le sue convinzioni, facendolo innamorare di lei. Segue quindi uno screzio tra lei e il conte sulla biancheria dell’albergo: entrambi ribadiscono di preferire la libertà piuttosto che il matrimonio. Alla fine il Cavaliere finisce con l’innamorarsi di Mirandolina arrivando perfino a regalarle una boccettina d’oro che ella rifiuta, ignorando pure la successiva dichiarazione d’amore dell’uomo. Il Marchese smaschera la passione del Cavaliere che, in un ultimo disperato assalto, provoca la reazione di gelosia di Fabrizio, che, innamorato di Mirandolina, la difende. Il Cavaliere, ormai preda di quella passione amorosa che av.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher de.laviola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Imbriani Maria Teresa.
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