LEZIONE 0:
INTRODUZIONE ALLA
TERMINOLOGIA E ALLA
MATEMATICA ESEMPIO:
UN SISTEMA È DEFINITO DA UNA
SUPERFICIE DI CONTROLLO, CHE Sul tavolo della cucina c'è una scodella
NE DELIMITA I CONFINI. TALI con del brodo all'interno.
CONFINI POSSONO ESSERE
DEFINITI IN MANIERA Se la scodella è la superficie di controllo,
"PRAGMATICA" DA PARETI CHE
POSSONO ESSERE MOBILI O il brodo è la materia e tutto ciò che
RIGIDE, PERMEABILI (SE SI
LASCIANO ATTRAVERSARE) O circonda la scodella (tavolo, cucina) è
IMPERMEABILI. LA MATERIA CHE
SI TROVA ALL’INTERNO DELLA l'ambiente.
SUPERFICIE DI CONTROLLO
RAPPRESENTA IL SISTEMA,
QUELLA ESTERNA L’AMBIENTE.
SWOT ANALYSIS Rispetto agli SCAMBI DI MATERIA:
APERTO CHIUSO
Il sistema scambia materia Non scambia materia
con l'ambiente. con l'ambiente.
I SISTEMI Un sistema aperto è, per Un sistema chiuso è, per
POSSONO esempio, un bicchiere pieno esempio, una bottiglia di
d'acqua: l'acqua può entrare e acqua chiusa: pur sollecitando
ESSERE DI uscire se il "sistema" e la sistema e materia l'acqua non
DIVERSI TIPI materia sono messi in esce dalla bottiglia.
movimento, cioè sono
IN RELAZIONE sollecitati.
Rispetto agli SCAMBI DI CALORE:
A "COME SI
COMPORTANO" ADIABATICO ISOLATO
RISPETTO Non scambia calore con l'ambiente. Un sistema Adiabatico e
AGLI SCAMBI Chiuso è definito Isolato. Un
esempio di sistema isolato è
DI MATERIA E una bottiglia termica chiusa:
DI CALORE: al suo interno non esce e non
entra liquido seppur
sollecitata e tale liquido
mantiene costante la sua
temperatura perchè non
"disperde" nell'ambiente il
suo calore.
Variabili di stato &
Funzioni di stato
Si definisce VARIABILE DI STATO una proprietà macroscopica
(di cui ad occhio "nudo" posso constatarne gli effetti)
misurabile (ad esempio la Pressione, la Temperatura o il
Volume).
Si definisce FUNZIONE DI STATO una funzione di
variabili che serve a descrivere lo stato del sistema.
ESEMPIO:
L'equazione dei gas ideali (P*V=N*R*T) è una funzione di stato che
"descrive" attraverso le variabili di stato Pressione, Volume e
Temperatura lo "stato di un gas".
Supponiamo di schiacciare un palloncino pieno di aria con un piede. Per
comprendere se dopo tale azione l'aria all'interno del palloncino sarà piu'
calda (variabile di stato TEMPERATURA) o più pressata (VARIABILE DI
STATO PRESSIONE), o più "estesa" (VARIABILE DI STATO VOLUME),
supponendo di conoscere due delle tre variabili, posso utilizzare la
funzione di stato PV=NRT per conoscere la variabile non nota.
Variabili Intensive &
Variabili estensive
Le variabili INTENSIVE sono quelle che non dipendono dalla
quantità di materia contenuta nel sistema. ESEMPIO: La
temperatura, la pressione.
Se da una pentola contenente 3 litri di brodo a 80°C
tolgo con un mestolo 0.30 litri, il brodo nel mestolo sarà
sempre a 80°C, anche se sto valutando un volume di
brodo molto piu' piccolo rispetto alla pentola intera.
Le variabili estensive sono quelle che risentono della quantità
di materia (come ad es. la massa, il volume e l’energia):
Se per esempio verso 0.05 litri di rum bianco e 0,20 litri di
Coca Cola all'interno di un bicchiere piu' grande, il volume
totale della miscela (Cuba libre) sarà pari a 0.05+0.20=0.25
litri
Il volume è dunque una
variabile estensiva
DOMANDA:
Supponiamo di avere a disposizione 0.15 litri di caffè ad una
temperatura di 30°C e 0.15 litri di latte ad una temperatura
di 10°C. Versiamo entrambi i liquidi all'interno di un bicchiere
per fare un cappuccino.
Orientativamente, quale sarà la temperatura del cappuccino?
e quale sarà il volume del cappuccino?
La temperatura del cappuccino sarà circa la temperatura
media dei due liquidi.
Il volume del cappuccino sarà la somma dei due volumi (0.30).
Questo perché la temperatura è una variabile INTENSIVA
mentre il volume è ESTENSIVA e gode, dunque, della proprietà
dell'additività.
COMPRENDERE LA DIFFERENZA MATEMATICA TRA
"DELTA" E "DE"
Supponiamo di avere come volume di controllo una sigaretta.
Cosa accade se la fumo?
Tiro dopo tiro, quei ''pezzettini'' di sigaretta separati attraverso
le linee nere si consumeranno. Nel momento in cui tutti i
pezzettini della sigaretta saranno consumati, la sigaretta sarà
stata interamente fumata.
z
La sigaretta, dunque, può essere vista come una successione
di pezzettini, teoricamente uguali, che la compongono.
Dal punto di vista matematico, se vedessimo la sigaretta come
un volume DELTA V, i pezzettini che succedendosi la
compongono, verranno indicati con dV (si legge "de V").
Sommando i vari dV avremo il valore DELTA V.
Supponiamo che la sigaretta abbia una forma perfettamente cilindrica.
Sigaretta vista "di lato" Sigaretta vista dal "filtro"
Cosi come accade nel gioco " battaglia navale ", per "definire" una posizione all'interno del volume di controllo
occorre fissare un SISTEMA DI RIFERIMENTO.
Nel gioco, il volume di controllo, cioè il tabellone, è un foglio quadrato (dunque una figura piana, cioè
BIDIMENSIONALE). Ciò significa che, per individuare in maniera chiara una posizione in cui è presente una
nave o un pezzo di nave, basta utilizzare un sistema di riferimento a due assi, cioè l'asse delle lettere (che è
posizionato lungo un lato del tabellone, cioè la "lunghezza") e l'asse dei numeri (posizionato lungo l'altro lato
del tabellone, cioè l'altezza, in modo da formare un angolo di 90° con l'altro asse). Di fatti, le posizioni sono
individuate da sigle formate da due caratteri, i quali indicano la distanza rispetto all' "origine" sugli assi di
riferimento.
asse dei numeri ESEMPIO "A3, B2, C1"
asse delle lettere
origine
Se volessimo valutare, invece, delle diverse posizioni lungo
una forma tridimensionale, come per esempio un cilindro, il
discorso si complica.
A differenza del tabellone del gioco BATTAGLIA NAVALE che
presenta soltanto due dimensioni (i due lati), un cilindro
presenta tre dimensioni (lunghezza, larghezza e profondità).
Se voglio definire in modo chiaro una posizione lungo il
cilindro, devo "indicare" la sua posizione non solo rispetto agli
assi posti in coincidenza con la larghezza e la lunghezza ma
anche rispetto alla profondità. Dunque, saranno necessari non
due assi ma TRE.
ESSENDO TRE ASSI DI
RIFERIMENTO, LE
POSIZIONI NON SARANNO
PIU' INDICATE DA COPPIE DI
CARATTERI (A2, B1) MA DA
TRIPLETTE DI CARATTERI.
Posizioniamo l'origine del sistema di riferimento
composto dai tre assi nel centro della base
circolare del cilindro
Asse z, Asse y, Asse x.
Asse z, Asse y, Asse x.
Ritorniamo all'esempio della sigaretta. I volumetti dv che
definiscono la variazione di lunghezza della sigaretta tiro dopo
tiro sono posizionati lungo una direzione, definita DIREZIONE
DIFFERENZIALE.
QUALE ASSE DEFINISCE LA DIREZIONE DIFFERENZIALE? X,Y o
Z?
Asse z, Asse y, Asse x.
In questo caso, la direzione differenziale è definita dall'ASSE
Z.
Per comprendere l'importanza della scelta opportuna della
direzione differenziale cambiamo esempio.
All'interno di un tubo scorre una certa quantità di acqua. Tale
tubo è lungo 5 metri ed è per metà immerso in una vasca
piena di ghiaccio e per metà appoggiato sui carboni roventi.
Il tubo è collegato al rubinetto della tua doccia: a quanto
ammonterà la temperatura dell'acqua con cui sarai costretto
a lavarti?
1° Step : Definizione del sistema.
La materia è l'acqua.
Il volume di controllo è il tubo.
L'ambiente sono la vasca ghiacciata e
i carboni ardenti.
Il sistema è aperto (alle estremità entra ed esce materia, cioè
acqua) e non è adiabatico (la vasca ghiacciata e i carboni
ardenti scambiano energia termica con l'acqua, cambiandone
la T)
Il tubo è assimilabile ad un cilindro. Riutilizzo il sistema di
riferimento già esposto in precedenza.
Asse z, Asse y, Asse x. T0 T10
L'acqua entrerà all'interno del tubo ad una certa temperatura
(variabile di stato) T0 ed uscirà ad una certa T10. Il passaggio
non sarà però netto: ci saranno, lungo la lunghezza del tubo,
temperature diverse a causa dell'effetto del ghiaccio e dei
carboni roventi sull'acqua.
Mi aspetto infatti che la temperatura dell'acqua dapprima si
abbassi raffreddata dal ghiaccio, e poi si alzi riscaldata dai
carboni.
Posso valutare la differenza di temperatura DELTA T=T10-T0
come somma di differenze dT valutate alle estremità di
"pezzettini" di tubo.
COME POSSO OTTENERLI QUESTI PEZZETTINI?
(Trascuro ogni contributo sull'asse x)
Asse z, Asse y, Asse x. 1) SCELGO COME DIREZIONE DIFFERENZIALE L ASSE Z.
Vedo il tubo come un'insieme di volumetti dV aggiunti l'uno
accanto all'altro lungo la direzione Z.
2) SCELGO COME DIREZIONE DIFFERENZIALE L ASSE Y.
Vedo il tubo come un'insieme di volumetti dV aggiunti l'uno
accanto all'altro lungo la direzione Y.
Asse z, Asse y, Asse x. Caso 1) Direzione differenziale Z
t1 t2 t3 t4 t5 t6 t7 t8 t9 DELTA T=T10-T0=dt1+dt2+dt3+dt4+
dt5+dt6+dt7+dt8+dt9=
=(t1-t0)+(t2-t1)+(t3-t2)+
T0 T10 (t4-t3)+(t5-t4)+(t6-t5)+(t7-t6)
+(t8-t7)+(t9-t8)+(t10-t9)
Caso 2) Direzione differenziale Y
T0 t1 DELTA T=T10-T0=dt1+dt2+dt3+dt4+
t2
t3 dt5+dt6+dt7+dt8+dt9=
t4
t5 =(t1-t0)+(t2-t1)+(t3-t2)+
t6
t7 (t4-t3)+(t5-t4)+(t6-t5)+(t7-t6)
t8
t9 +(t8-t7)+(t9-t8)+(t10-t9)
T10
Asse z, Asse y, Asse x. Caso 1) Direzione differenziale Z
t1 t2 t3 t4 t5 t6 t7 t8 t9 Valuto la variazione della
variabile di stato Temperatura lungo la direzione Z
dT/(dz)
T0 T10
Caso 2) Direzione differenziale Y
T0 Valuto la variazione della
t1
t2 variabile di stato Temperatura lungo la direzione Y
t3
t4
t5 dT/(dy)
t6
t7
t8
t9
T10
Qual è la direzione differenziale
opportuna da scegliere per valutare la
T10, supponendo trascurabili le
variazioni della Temperatura lungo le
altre direzioni?
Asse z, Asse y, Asse x. T0 T10
QUESTA E' LA SCELTA GIUSTA:
Caso 1) Direzione differenziale Z
Asse z, Asse y, Asse x. Valuto la variazione della
variabile di stato Temperatura lungo la direzione Z
dT/(dz)
DELTA T=T10-T0=dt1+dt2+dt3+dt4+
t1 t2 t3 t4 t5 t6 t7 t8 t9 dt5+dt6+dt7+dt8+dt9=
=(t1-t0)+(t2-t1)+(t3-t2)+
(t4-t3)+(t5-t4)+(t6-t5)+(t7-t6)
T0 T10 +(t8-t7)+(t9-t8)+(t10-t9)
PERCHE'?
T0 T10
Semplicemente perchè la differenza di
Asse z, Asse y, Asse x. temperatura di nostro interesse è quella che si
ha lungo la direzione z del tubo. Scegliere la
direzione dell'asse y come direzione differenziale
significherebbe valutare una differenza di
t1 t2 t3 t4 t5 t6 t7 t8 t9 temperatura diversa da quella richiesta
T0 T10
T0 t1
t2
t3
t4
t5
t6
t7
t8
t9
T10
LEZIONE 1
Punti chiave da trattare
- Definizione di Termodinamica e Chimica fisica
- Equilibri Termodinamici
- Principio 0 della Termodinamica
- Teoria Cinetica dei gas
- Legge di Boyle
-Legge di Charles
- Scala di Temperatura Assoluta dei Gas Ideali
- Pressione parziale
-Equazioni di stato
-Volume molare
Chimica - Fisica: La chimica fisica è la branca della chimica
che studia le leggi fisiche che sottostanno ai processi chimici,
ovvero studia il dettaglio dei processi chimici considerando
molecole e atomi come sistemi fisici. Classiche aree di lavoro
della chimica fisica sono la termodinamica, la cinetica
chimica, la meccanica quantistica e la spettroscopia.
Termodinamica: La termodinamica è la branca della fisica classica
e della chimica che studia e descrive le
trasformazioni termodinamiche indotte
da calore a lavoro e viceversa in un sistema termodinamico,
in seguito a processi che coinvolgono
cambiamenti delle variabili di stato temperatura ed energia.
La termodinamica classica si basa sul concetto di sistema
macroscopico: lo stato di un sistema macroscopico che si
trova in condizione di equilibrio è specificato da grandezze
dette variabili termodinamiche o funzioni di stato come
temperatura, pressione, volume e composizione chimica.
Supponiamo di avere un pendolo.
Se diamo un colpo al pendolo (lo "perturbiamo" con una
sollecitazione), esso inizierà ad oscillare fino a fermarsi
nuovamente al centro della sua traiettoria, dopo un certo
tempo.
Il pendolo non si metterà più in movimento, a meno che non
venga perturbato nuovamente.
Un sistema all'equilibrio è un pendolo fermo.
Equilibri termodinamici
Un sistema isolato si dice in ''equilibrio'' quando le sue proprietà
macroscopiche restano costanti nel tempo.
Un sistema non isolato si dice in "equilibrio" quando:
- le sue proprietà macroscopiche non cambiano nel tempo
- il contatto con l'ambiente circostante non altera il sistema
RICORDA: SE LA SECONDA CONDIZIONE VIENE MENO IL
SISTEMA NON E' ALL'EQUILIBRIO MA ALLO STATO
STAZIONARIO.
PER ESSERE IN EQUILIBRIO, IL SISTEMA DEVE ESSERE
IN :
EQUILIBRIO MECCANICO:
La somma di tutte le forze agenti sul sistema è nulla. Ciò
significa che se F=m*a e la massa è sicuramente una
grandezza non nulla, il sistema non presenta accelerazione. Il
sistema presenta la st
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Termodinamica - Secondo principio della termodinamica
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Fisica 1 da 14 crediti teoria completa + esercizi (Materiale completo per l'esame)
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Termodinamica, secondo principio, problemi svolti
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Macchine Termiche e il Secondo Principio della Termodinamica