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Urbino: casata dei Montefeltro

Piero della Francesca ad Arezzo

Pittura sotto l'influsso di Leon Battista Alberti. Ad Urbino fa ritratti per i Duchi di Montefeltro: rappresenta sfondo unico (Appennini) e li rappresenta di profilo (naso rovinato di lui e pelle bianca + gioielli caratteristici di lei). Caratteristiche che troviamo nella coperta dietro: carro trascinato da cavalli bianchi (leocorni). Lui: Federico Montefeltro; lei: Battista Sforza.

Opere principali di Piero della Francesca

  • Battesimo di Cristo: scrive testi cui si riferisce per il disegno.
  • Flagellazione di Cristo: tempera su tavola; prospettiva razionale (parto dalla prospettiva e arrivo alla proiezione ortogonale – come se la prospettiva fosse bidimensionale). Non si ha idea di chi siano i 3 personaggi. In un tempio: soffitto cassettonato (da rettangoli a quadrati) sempre più chiaro. Colonna finisce con una statuetta; sul fondo c'è una porta con borchie. C'è Pilato con i vestiti di quel tempo; colonne corinzie; attenzione alla realtà. Pavimento: cotto + marmo bianco.
  • Storie della vera croce: a San Francesco ad Arezzo. Quelle centrali non sono di P.D.F. Parla del legno della croce di Gesù che viene ritrovato (ne parla Jacopo da Varagine). Collegamento (albero + paesaggio/tempio/battaglia/…) fra destra e sinistra della cappella. Quella che stacca è l'annunciazione (centro in basso a sx), nascita di Gesù.
  • Pala di Brera di Federico da Montefeltro: Madonna con addosso corallo come portafortuna e con il bambino sulle ginocchia. Realizzato per la morte della moglie; c'è San Francesco e altri santi + angeli; mette nelle sue opere: prospettiva, bianco e dettagli. Tiene conto della luce (proveniente da sx): nell'armatura si riflette la finestra che era a sx; c'è un uovo di struzzo al centro; ogni personaggio è in perfetta armonia con l'architettura; è presente Federico da Montefeltro; c'è un tappeto con decorazione: cura dei particolari (influenza fiamminga).

Padova: Bottega dello Squarcione

Attenzione ai particolari.

Jan Van Eyck

  • Coniugi Arnolfini: sono fiorentini; primo quadro OLIO su TAVOLA (novità). Figure nello spazio (tipiche fiamminghe); ritratto per il loro matrimonio. Cura dello spazio: nell'ambiente della stanza ricostruendone il volume attraverso lo specchio posto infondo (idea 3D). Zoccoli fanno ombra; cagnolino = fedeltà. Pelliccia/abito = ricchezza; sopraspecchio: firma e anno con una specie di "via crucis" sulla cornice dello specchio stesso. Origine italiana: arance vicino alla finestra.

Questa pittura viene portata in Italia da Antonello da Messina.

Antonello da Messina

  • San Girolamo nello studio: (ne fa uno anche Colantonio) circondato da libri e cappello cardinalizio + ombra di un leone (perché si pensava che avesse tolto una spina dalla sua zampa). Finestre aperte dove si vedono passare degli uccelli + animali attorno + arcate.
  • Pala di San Cassiano: a Venezia. È stata smembrata. Ha una struttura architettonica dove venivano ubicati tutti i personaggi.

Andrea Mantegna

A Padova, recepisce le caratteristiche (idea aristotelica) di Donatello e gli farà un omaggio in due momenti.

Opere principali di Andrea Mantegna

  • Chiesa degli Eremitani, Cappella Ovetari: storie di San Giacomo e San Cristoforo (rovinate dalla guerra).
    • Storie di San Giacomo: recupero dell'antico con monumentalità architettonico – figurativa; nella stessa cappella sulla stessa parete c'è "San Giacomo condotto al supplizio". Questo riprende l'antico con decorazioni; figura che prende spunto da Donatello: San Giorgio (scudo davanti); le altre figure sono monumentali (statiche, ma in movimento).
    • San Cristoforo martirio e trasporto: questo gigante portava le persone al di là di un fiume; una volta gli capita un bambino (Gesù Bambino –> il peso era quello del mondo) che diventa man mano sempre più pesante. San Cristoforo (= portatore di Cristo) viene martirizzato con le frecce: una devia e va ad uccidere colui che aveva dato l'ordine. Fregi, colonne, capitelli: particolari fiamminghi. Poi c'è anche la figura di San Cristoforo trascinato e decapitato.
  • Pala di San Zeno: a Verona. Arte fiamminga; divisa in 3 parti -> struttura architettonica dietro è unica (spazio); Madonna + Bambino + Santi; legno -> cornice e struttura -> relazione fra pilastri struttura dietro e le semicolonne; il tappeto è curato -> dalle Fiandre; ghirlande passano fra struttura di legno e dipinto; il rosone si rifà al rosone della vera chiesa.
  • Camera Picta (o degli sposi): Mantova. Tutta dipinta -> su parete ci sono le coppie dei Gonzaga; volta: ci sono le effigi degli imperatori romani + è come se fossi in un pozzo perché le figure guardano in giù e c'è un angioletto che sembra stia facendo cadere una mela (effetto ottico). Su ogni parete c'è un sipario (tirato oppure no – dipende dalla parete).
    • Famiglia Gonzaga riceve un messaggio e stanno capendo il da farsi con l'aiuto del proprio consigliere.
    • Ludovico Gonzaga incontra il figlio diventato cardinale. Il cane ricompare: particolare come quello dei cavalli.
  • La morte della Vergine: dipinto alla corte dei Gonzaga -> per paesaggio di Mantova: circondata da quattro lati. Morte di Maria: circondata da gente (Santi).
  • Cristo morto: a Brera (Milano). Effetto ottico del "sotto in su". Cristo in tutto il suo dolore -> primo piano: mani e piedi con i segni dei chiodi -> monumentalismo e realismo. Si sofferma sulle figure vicine che lo stanno piangendo.

A Venezia sposa la figlia di Jacopo Bellini, pittore (dà vita pittura veneta), padre del pittore Giovanni Bellini.

Giovanni Bellini e Andrea Mantegna

Dipingono lo stesso soggetto con 2 risultati diversi: presentazione al tempio. Differenze: occhi (sguardi), colori, realismo, luce, più figure (la figura si è dilatata), è presente Jacopo Bellini, dolcezza di Maria. Mantegna dipinge un davanzale, mentre G. Bellini una lastra di marmo.

Orazione dell'orto:

  • Bellini: visuale aperta sullo spazio; sullo sfondo c'è la scena dell'arrivo di Giuda (per il tradimento); paesaggio naturale.
  • Mantegna: spazio ristretto; elementi curiosi (conigli); Gesù ha davanti tutti gli elementi della passione (angeli); monumentalità; paesaggio: città celeste (Roma); arrivo di Giuda. In entrambi: albero spoglio con uccello che sta a "preannunciare" morte.

Firenze

Antonio del Pollaiolo

Oreficeria -> cura dei particolari.

  • Battaglia degli ignudi: idea di movimento (figure dinamiche) e cura dei corpi (tendini, muscoli, costato,...).

Piero del Pollaiolo

  • Ritratto con cura dei gioielli,...

Andrea del Verrocchio

  • Battesimo di Cristo: (e di Leonardo Da Vinci) piedi nell'acqua; parti nude: forme rigide, ma realistiche. Capelli e volti: quelli dell'angelo fanno vedere dolcezza e leggerezza (rispetto a quelli di Gesù e del Battista) e contrasta con palme e rigidità. Prospettiva aerea -> sfondo particolare: + distante (montagna), c'è in mezzo l'atmosfera e il cielo è più chiaro e leggero.
  • Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni: (originario di Bergamo) a Venezia. Davanti all'ospedale di San Marco; è nell'atto di muoversi; si ispira a Donatello.
  • Dama del mazzolino: scultura -> busto di marmo rappresentata ¾. Caratteristiche: si sofferma sulla cura di capelli e vestito (il velo è fermato da un bottone).
  • Vedi: Leonardo Da Vinci "Ginevra de' Benci".
  • Tomba De' Medici: in San Lorenzo (Roma). Sopra c'è una grata in bronzo che sembra una corda: effetto della luce che scivola dà idea di movimento; marmi diversi: rosso, verde, rosa; appoggia su zampa di leone e, la parte sotto, appoggia su delle tartarughe.

Botticelli

(idea neo-platonica) a Firenze –> condizionato da Filippo Lippi

  • La fortezza: si ispira al banchetto di Erode; è una delle virtù che lui rappresenta; su trono: si rifà alle caratteristiche di Filippo Lippi.
  • Adorazione dei Magi: per famiglia Medici. Colonne sul fondo/ruderi: fine classicità/paganesimo (avvenuta con la nascita di Cristo).
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sofia.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Contessi Gianni.
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