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Cuore: Macroscopica, Microscopica Vasi

Appunti dettagliati su: Generalità sull'apparato cardiocircolatorio, Situazione e Macroscopica del cuore, Microscopica e apparato di tensione, Sistema di conduzione, anatomia valvola bicuspide e tricuspide, vasi del cuore, circolazione placentale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia umana docente Prof. P. Soldani

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arterioso internamente si presenta liscia ed è importante perchè non crea turbolenze al flusso di

sangue che al momento della sistole va dal ventricolo verso l'arteria. Il Cono arteriso termina al

livello dell'orifizio arterioso della arteria polmonare. L'orifizio arterioso polmonare è contornato da

un anello fibroso e presenta una valvola arteriosa detta semilunare. La valvola semilunare (orifizio

pomonare) è caratterizzato dalla presenza di tre lembi semilunari detti a nido di rondine, uno

anteriore uno destro e uno sinistro. In ogni lembo semilunare descriviamo due margini e due facce. I

margini sono: il margine aderente perchè si attacca all'anello fibroso che contorna l'orifizio fibroso,

l'altro margine si chiama margine libero che presenta al centro un ispessimento fibroso detto nodulo

di Morgagni. A lato del nodulo il margine libero si presenta incavato (di forma semilunare)

formando le così dette lunule che caratterizzano il margine libero. La faccia rivolta verso la parete

dell'arteria è la faccia parietale, essa risulta concava. L'altra faccia che è convessa guarda verso la

cavità del ventricolo ed è chiamata faccia ventricolare. Entrambe queste facce sono lisce perchè

non ci sono le corde tendinee. La parete dell'arteria in corrispondenza di ogni lembo semilunare si

presenta un po' slargata, presenta un evaginazione detta seno di Varsalva. Tre sono i lembi

semilunari e tre sono i seni di Varsalva che osserviamo all'origine dell'arteria, proprio dove si trova

il dispositivo valvolare. Si prende la sezione trasversa del cuore effettuata in corrispondenza del

solco coronario, cioè in corrispondenza del piano atrio-ventricolare, osservando la base del

ventricolo si distingue l'orif atrio-ventricolare dx, l'orif atrio-ventricolare sin, l'orifizio arterioso

aortico e su un piano posto più in alto più indietro e più verso sinistro l'orifizio arterioso polmonare.

Studio dei momenti funzionali. Nel momento della sistola atriale l'orifizio atrio ventricolare è aperto

mentre quello arterioso polmonare è chiusa. Lo stesso avviene a sinistra perchè la contrazione è

simultanea. Nel momento della sistole ventricolare l'orifizio atrio-ventricolare (valvola tricuspide) è

chiuso mentre quello arterioso polmonare è aperto. Notiamo un rigonfiamento verso l'alto, i lembi si

sollevano ma non si ribaltano. In questo momento il sangue entrato nel ventricolo, non potendo

tornare nell'atrio va dal ven all''arteria polmonare. Questa ha una parete fortemente elastica (come

anche l'aorta) e per la pressione si deforma, cioè immagazzina un energia elastica che nel momento

della diastole ventricolare utilizza per spingere il sangue nei tratti successivi (grazie al ritorno

elastico). Infatti il flusso sanguigno è discontinuo a livello del cuore, e a livello dell'arteria è

continuo ma pulsante. Nel momento della diastole (la pressione ven diventa inferiore risp a quella

nell'arteria sia per una differenza pressoria , sia per la forza di gravità il sangue dall'arteria

tenderebbe a tornare indietro. I primi filetti di sangue che tendono a tornare indietro riempono le

saccocce semilunari che si abbassano chiudendo l'orifizio. Al centro dove rimarrebbe un sottile

pertugio vanno a coincidere i tre noduli: i tre noduli garantiscono la perfetta chiusura del dispositivo

valvolare.

• Atrio sinistro: rappresenta la cavità situata più posteriormente (profondamente) ed è quella

parte del cuore che entra in rapporto con l'esofago retrostante. L'atrio sinistro costituisce

insieme all'atrio destro la base del cuore, quindi ha una forma globosa. Internamente

presenta una parte liscia di origine venosa, e una parte irregolare per la presenza dei muscoli

pettinati che si origina dalla parte primitiva. Nell'atrio sinistro non c'è un limite (come

invece nell'atrio destro) che segna il passaggio tra la parte liscia (postero mediale) e la parte

rugosa (laterale anteriore). Nell'auricola sinistra ci sono i muscoli pettinati intrecciati a

formare un reticolo. Anche l'atrio sinistro è un cubo con sei facce.

➢ La faccia antero superiore che corrisponde alla faccia sterno costale del cuore che

prende rapporto con l'arteria polmonare.

➢ La parete antero inferiore che presenta l'orifizio atrio ventricolare sinistro munito del

dispositivo valvolare detto bicuspide o mitrale.

➢ La parete postero superiore corrisponde alla base del cuore ed è compresa tra gli orifizi

di sbocco tra le due vene polm di dx e le due si sin. Questa parete è liscia e prende il

nome di tetto o vestibolo dell'atrio sinistro. Questa parete si sviluppa maggiormente in 11

senso trasversale, mentre quella di destra si sviluppa maggiormente in senso verticale.

➢ La parete postero inferiore è molto ridotta, è una sottile striscia di tessuto atriale che

appartiene alla faccia diaf del cuore. Essa è compresa tra il seno coronario e gli orifizi di

sbocco delle vene cave inferiori. Nell'atrio sinistro abbiamo solo questi 4 orifizi che non

presentano dispositivi valvolari.

➢ La parete mediale risulta liscia e presenta un'area depressa o infossata di parete

membranacea (che corrisponde della fossa ovale dell'atrio dx), circondata antero

inferiormente da una piega di endocardio che per la sua forma viene detta plica

semilunare. Questa plica semilunare è il residuo della valvola del forame ovale.

➢ La parete laterale presenta un orifizio di comunicazione con la cavità dell'auricola

sinistra.

Sviluppo del setto interatriale L'atrio primitivo è una sfera (5 settimana) che inizialmente è

un'unica cavità. Dopo il primo mese dal tetto della cavità atriale primitiva si origina un setto

membranoso falciforme che si sviluppa in basso e verso l'avanti. Questo setto membranaceo prende

il nome di septum primum. Esso si avvicina al piano atrio ventricolare, lasciando però in basso un

orifizio che si chiamerà ostium primum (primo orifizio di comunicazione tra i due atri). A mano

mano l'ostium primum si riduce fino a chiudersi (6 sett) ma contemporaneamente nella parte in alto

per un processo di morte cellulare (apoptosi) si vengono a formare tanti piccoli orifizi che

confluiscono in un unico orifizio chiamato ostium secundum. Successivamente si sviluppa dal tetto

dell'atrio destro si forma un secondo setto (septum secundum) che si sviluppa dal tetto in basso e

verso l'indietro cioè verso l'orifizio della vena cava inferiore. Il septum secundum è più spesso del

primo (membranaceo fibroso) perché è di origine muscolare. Il septum secundum si sviluppa tra la

7-8 sett, ma non è complesso lascia in prossimità della vena cava inferiore un orifizio chiamato foro

di Botallo. Questi due orifizi (foro di Botallo sul septum secundum e ostim secundum sul septum

primum) durante la circolazione fetale garantiscono il passaggio di sangue dall'atrio dx a quello sin,

esso è un sangue ossigenato che proviene dalla placenta dove sono avvenuti gli scambi con il

sangue materno. Al momento della nascita, la pressione si inverte e il septum primum, poiché la

pressione a sin è maggiore che a dx si accollerà sul septum secundum chiudendo il foro di Botallo

in corrispondenza della quale viene a formarsi la fossa ovale. La chiusura completa antaomica si ha

alla fine del primo anno. Nel periodo fetale il sangue passa dall'atrio dx a quello sin perchè nel dx

c'è maggiore pressione e passa attraverso i due setti, il secundum (verde) muscolare è fisso, mentre

il primum (giallo) membranaceo oscilla come una valvola (valvola del forame ovale).

• Ventricolo sinistro: (da esterno a interno) la sezione trasversa è circolare e quindi ha la

forma di un cono, a sinistra c'è il margine arrotondato mentre a destra si ha un margine

acuto. Quindi le pareti del ven sin sono arrotondate, proseguono l'una nell'altra senza un

vero e proprio spigolo. Si ha una parete antero laterale che si continua nella postero mediale.

La parte anteriore corrisponde alla parte sterno costale, la parte laterale al margine ottuso, la

parte posteriore alla faccia diaframmatica, e la parte mediale al setto interventricolare. Si

distingue un apice (corrisponde all'apice del cuore) e una base a livello della quale troviamo

due orifizi posti sullo stesso piano: l'orifizio atrio ventricolare sinistro (postero- laterale) su

cui è applicata la valvola bicuspide, e l'orifizio arterioso aortico (antero medialmente) su cui

si trova la valvola arteriosa aortica. Sono tutti e due sullo stesso piano. Consideriamo il ven

internamente, sia dal punto di vista morfologico sia emodinamico si possono distinguere 2

parti: una parte postero inferiore che riceve il sangue ossigenato dall'atrio sinistro e che

viene detta parte di afflusso e una parte antero superiore detta di efflusso dal punto di vista

funzionale o cono arteriosa perchè attraverso questa parte il sangue entrerà nel primo tratto

dell'aorta (aorta ascendente). La parte di afflusso si presenta trabecolata, soprattutto verso

l'apice, per la presenza di trabecole carnee che si possono distinguere in 3 tipi: primo

secondo e terzo ordine. I muscoli papillari nel ventricolo sinistro sono due e per posizione

sono anteriore e posteriore, verso l'alto i suddividono in più apici. Sono due i muscoli 12

papillari come due sono le cuspidi della valvola atrio-ventricolare sinistra detta per questo

valvola bicuspide o mitrale (mitra cappello vescovo). Bicuspide perchè costituita da due

cuspidi che non sono uguali tra di loro, una è antero mediale (più stretta 1/3 dell'anello ma

più lunga) e l'altra è la postero laterale (più larga 2/3 dell'anello ma più corta). Le cuspidi

presentano una faccia parietale detta anche ventricolare, una faccia assiale detta atriale, un

margine aderente attaccato all'anello fibroso e due margini liberi che ricevono l'attacco delle

corde tendinee. A sinistra c'è un eccezione: la cuspide postero laterale (più larga e corta) ha

la faccia parietale rugosa e quella assiale liscia (come a destra) invece la cuspide antero

mediale (più stretta e lunga) risulta liscia su ambedue le facce. Quando le corde tendinee

quando hanno raggiunto i margini liberi, non potendo risalire sulle due facce, penetrano

nello spessore interno della cuspide rappresentato da una lamina fibrosa (motivazione

morfologica). Essa è liscia perché viene lambita su ambedue le facce dalla corrente

sanguigna, sulla faccia assiale dalla corrente di afflusso, su quella parietale da la corr di

efflusso, quindi è importante che tutte e due le facce siano lisce perchè non crei turbolenza

alla corrente di afflusso e di efflusso. Le corde tendinee che si originano da un muscolo

papillare portandosi verso l'alto si irradiano e vanno a terminare su tutte e due le cuspidi. Il

funzionamento della bicuspide è lo stesso della tricuspide, l'apparato di tensione un

tempuscolo prima della sistole ventricolare entra in contrazione e impedisce il ribaltamento

dei lembi valvolari verso l'atrio e quindi il sangue compirà un gomito ed entrerà nel cono

arterioso, parte di efflusso del ven sin, che presenta parete lisce. La corrente di afflusso è la

parte postero-inferiore poi il sangue compie un gomito e va nella parte antero superiore

(cono arterioso). Consideriamo le pareti del cono arterioso: la parete laterale è data dalla

faccia parietale liscia della cuspide antero mediale mentre la parete mediale della parte di

efflusso è rappresentata dal setto interventricolare, che risulta trabecolata nella parte apicale

e liscia nella parte superiore.

Lezione 3

Il cono di efflusso termina a livello dell'orifizio aortico che è circondato da un anello fibroso al

livello del quale si attaccano i tre lembi semilunari che caratterizzano la valvola arteriosa aortica.

L'orifizio arterioso aortico si trova al confine tra il cono di efflusso e l'art aortica, esso è circondato

da un anello fibroso sui quali si applicano i tre lembi semilunari della valvola arteriosa aortica. I

lembi sono detti anche a nido di rondine. L'aorta è situata posteriormente rispetto all'arteria

polmonare, i lembi semilunari sono uno destro e uno sinistro e uno posteriore. Il lembo è una piega

di endocardio al cui interno è presente una lamina fibrosa, presenta 2 facce e 2 margini. Un margine

aderente al anello fibroso che contorna l'orifizio art aortico e un margine libero che presenta al

centro uno ispessimento fibroso che è il nodulo di Aranzio (studioso), ai lati il margine libero si

presenta più sottile e incavato, semilunare che prende il nume di lunula. Le facce sono una concava

parietale che prospetta verso l'origine dell'aorta, e una convessa che guarda verso la cavità del

ventricolo sinistro che è detta faccia ventricolare. La parete della aorta in corrispondenza di ogni

lembo si presenta dilatata, la dilatazione è chiamata seno di Varsalva (sono 3: destro posteriore e

sinistro). Osservando i seni di Varsalva notiamo che a differenza di quelli della polmonare,

presentano un orifizio nel seno di Varsalva dx e in quello di sin (nella parte più alta della

dilatazione), questi orifizi rappresentano gli orifizi della corrispondente arteria coronaria. Le arterie

coronarie sono quelle due arterie che rappresentano gli unici due rami collaterali del primo tratto

della aorta (aorta ascendente). Essi rappresentano il circolo nutrizio- trofico della parete cardiaca.

Questi si trovano nel 65% della popolazioni, c'è molta differenza nelle coronarie ( si può avere

sovrannumero, es due a dx o due a sin). Esse non si originano mai dal seno di Var posteriore, e

quindi viene detto non coronario. Fine della descrizione della macroscopica del cuore cioè la

descrizione delle 4 cavità del cuore.

Consideriamo l'anatomia microscopica del cuore cioè la struttura del cuore. Il cuore presenta una 13

cavità interna, quindi si osserva la sovrapposizione dei tre strati che caratterizzano la struttura del

cuore. I vasi sono orfani cavi e la parete dei vasi è costituita dalla sovrap di 3 tonache: l' endotelio o

tonaca interna, la tonaca media (più rappresent) e la tonaca avventizia. La descriz tonache si fa a

partire dalla cavità. La struttura del cuore è data dalla sovrapposizione di 3 tonache: endocardio,

miocardio (più rapp), e epicardio (più esterna). Il cuore infine è rivestito dal Pericardio che è il

rivestimento più esterno del cuore.

• Endocardio: è costituito endotelio che tappezza le cavità interne del cuore, l'endocardio si

continua con l'endotelio dei vasi che si originano dal cuore. L'endocardio è una lamiba

sottile e biancastra costituito che tappezza tutte le cavità interne del cuore (atri e ventricoli)

Nel ventricolo sinistro il l'endocardio risulta più spesso. Dove l'endocardio trova i muscoli

pettinati o le trabecole e le corde tendineele andrà a rivestite, l'endocardio a livello degli

orifizi va a formare i lembi valvolari. Endocardio è costituito da un endotelio (primo strato)

che è un sottile strato unico di cellule appiattite (endotelio è un epitelio pavimentoso

monostratificato) che caratterizza le superficie interna dei vasi e cavità cardiache. Cellule

dell'endotelio sono basse e a contorno poligonale. L' endotelio poggia su una tonaca propria

costituito da uno strato di fibre collagene al di sotto delle quali troviamo un sottile strato

fibroelastico (tutta questa è la tonaca propria). Ancora più in basso si ha lo strato

subendocardico costituito da un tessuto connettivo lasso dove ritroviamo vasi nervi e fibre

di Purkinje (fibre di miocardio specifico che sono responsabili della conduzione dell'impulso

nervoso del cuore). L'endocardio costituisce le valvole cardiache che sono pieghe di

endocardio a cui interno è presente lamina fibrosa di connettivo che in alto si attacca

all'anello fibroso che contorna orifizio. Considerando la sezione laterale di una cuspide sui

due versanti del lembo valvolare troviamo l'endocardio e all'interno troviamo la lamina

fibrosa, poi si ha tessuto muscolare (nel punto di attacco della cuspide alla parete del cuore).

Endotelio a livello della faccia parietale della cuspide viene interrotto nella parte parietale

cuspide all'attaccatura della corda tendinea e il tessuto collageno della corda si continua

nella lamina fibrosa. A livello della zona d'impianto della cuspide sull'anello fibroso (zona

basale della cuspide) sul versante assiale della cuspide si trova uno strato spongioso, al cui

interno si vedono dei fascetti di muscolatura proveniente dalla parete atriale

• Miocardio: è costituito da due 2 tipi di cellule muscolari il miocardio comune (90%) che è

miocardio contrattile, si trova su tutte le parete del cuore esso è responsab di contrazione,

per il 10% è rappresentato dal miocardio specifico, che si è specializzato nella generazione e

conduzione degli impulisi. Il cuore ha un'attivazione miogena (a diff altri organi che

vengono attivati dal sist nervoso che hanno quindi una attivazione neurogena) esso infatti è

attivato dal miocardio. Questo fu scoperto tramite da un esperimento fatto da i fisiologi: al

cuore venennero tagliati i nervi e venne messo dentro soluzione fisiologica, il cuore

continuava a contrarsi indipendentemente dai nervi quindi si resero conto che l'attivazione

avveniva all'interno del cuore. Il sistema nervoso ha la funzione di modulare la frequenza

cardiaca.Il sistema nervoso autonomi-vedetativo con le sue sue branche del sist nervoso

simpatico e parasimpatico che hanno una funzione antagonista e regolano la frequenza

cardiaca. Le fibre del sist ner simpatico sono tachicardiche (aumento freq car), fino a

situazioni non fisiologiche come tachicardie. Il sistema parasimpatico (funz opposta) tende

a rallentare freq caridaca e quindi funzione braticardica.

I Miocardociti comuni( o miocita o fibra cellule muscolari cardiache) e miocardiocita di Purkinje

hanno caratt strutturari diverse, quindi le loro funzioni sono completamente diverse.

Gli anelli fibrosi che contornano gli orifizi appartengono allo scheletro fibroso del cuore

(costituito da connettivo fibroso con scarse fibre elastiche) esso si sviluppa sul piano coronario o

atrio-ventricolare. Per poterlo apprezzare si seziona a livel del piano atrio-ventricolare e si toglie la

parte atriale, e si apprezza lo scheletro fibroso del cuore. Lo scheletro fibroso assicura un 14

isolamento morfologico e elettrico tra il miocardio atriale e il miocardio ventricolare sottostante, e

questo è import per la corretta sequenza ciclo cardiaco. Il cuore si contrae prima liv atriale poi a liv

ventricolare (riempimento e svuotam cavità caridache). Altra funzione dello scheletro fibroso è

quella di assicurare una base stabile internamente per l'inserzione della lamina fibrosa dei lembi

valvolari ( allo scheletro si applica la componente fibrosa dei lembi valvolari sia delle cuspidi e sia

dei lembi semilunari) e esternamente per l'attacco dei fasci muscolari atriali e ventricolari. Scheletro

fibroso è costituito da 4 anelli fibrosi: l' anello fibroso atrio-ventricolare dx e quello atrio-

ventricolare sin (più laterali), sempre sullo stesso piano coronario (atrio ventricolare) più avanti e

medialmente si trova anello fibroso arterioso aortico più in alto più indietro e più a sinistra si trova

l'anello fibroso arterioso polmonare. I primi 3 anelli ( due atrio-ventricolari e l'arterioso aortico)

sono tenuti insieme tramite un ispessimento di tess connettivo fibroso che prende il nome di trigono

fibroso dx (forma pressapoco triangolare) per la sua posizione centrale è stato chiamato anche corpo

fibroso centrale. I due anelli che caratterizzano la base del ventricolo sin (arterioso aortico e atrio

ven sinistro) sono uniti da un altro ispessimento fibroso di connettivo chiamato, essendo di forma

triangolare, trigono fibroso di sinistra (più piccolo). Esso verso destra si continua nel trigono

fibroso dx quindi è tutto in continuità. L'anello fibroso della polmonare (più in alto più sin più

indietro) si trova su un altro piano, ma viene collegato agli altri elementi dello scheletro fibroso del

cuore tramite un fascetto (cordoncino o ispessimento) fibroso chiamato tendine del cono (coni di

emergenza delle due arterie). Questo cordoncino tiene unito i due coni: aortico e polmonare. Esso si

origina dalla margine posteriore dell'anello fib della polmonare si porta indietro in basso e verso dx

e termina nella parte dx dell'anello fibroso aortico. All'altezza del seno di Varsalva di dx. Sul corpo

centrale del cuore notiamo un fascetto (che perfora il trigono) che si sviluppa dal trigono ad è

chiamato fascio atrioventricolare comune (non appartiene allo scheletro del cuore è un tratto del

sistema di conduzione del cuore ed è molto breve (1-2cm)) esso decorre verso il ventricolo con

l'ultima parte dello schelet fibroso che è il setto interventricolare membranoso (di natura

membranacea). La parte membranacea completa superiormente il setto interventricolare. Gli anelli

delle valvole bi e tri lateralmente sono un po' incompleti. Gli anelli delle arterie non sono circolare

ma sono trifestonati (forma 3 festoni) dove si attaccano i margini dei lembi semilunari. Sullo

scheletro fibros che è un impalcatura connettivale si applicano internamente la parte fibrosa dei

lembi valvolari del cuore e esternamente i lembi valvolari atriali e ventricolari (fasci muscolari).

Consideriamo la muscolatura dei ventricoli, la partete musc ventricoli è organizzata in 3 strati: più

superficialmente abbiamo la muscolatura

comune (comune cioè che va da un ventricolo

all'altro) sia sulla faccia anteriore (fasci

comuni anteriori) che su quella posteriore

(fasci comuni posteriori), subito più in

profondità abbiamo i fasci propri (proprio

cioè caratteristici di ogni ventricoli), ancora

più profondamente si trovano altri fasci che

sono la continuazione dei fasci comuni

(anteriori e posteriori) all'interno di ogni

ventricolo e che entrano nelle costituzione

delle trabecole carnee. Più superficialmente si

hanno i fasci comuni anteriori e posteriori. I

fasci comuni anteriori (azzurro) sono quelli

più superficiali si originano dalla parte

anteriore degli anelli fibrosi atrio-ventricolari

e arteriosi, si portano obliquamente in basso e

vs sinistra fino all'altezza del margine ottuso e 15

piegano bruscamente all'altezza dell'apice del cuore formando il così detto vortice e poi proseguono

all'interno della parete del ventricolo sinistro (costituendo uno strato subendocardico) dove entrano

nella costituzione dei rilievi muscolari (tutte le trabecole). I fasci comuni posteriore (viola) si

originano dal versante posteriore degli anelli atrio ventricolari di dx e di sin decorrono in posizione

subeepicardica e raggiungono il margine acuto del cuore e piegano (in maniera meno brusca)

risalento all'interno del ventricolo dx entrando nella costituzione dei muscoli papillari e delle

trabecole carnee. Più profondità dei fasci comuni nella parete muscolare dei ventricoli troviamo i

fasci propri (rosa) che costituiscono due sacche muscolari (di forma conica ad apice tronco) per

ogni ventricolo e sono caratteristici di ogni ventricolo. Essi si originano dal contorno dell'anello

atrio-ventricolare corrispondente e si portano obliquamente verso il basso fino a raggiungere il

margine del corrispondente ventricolo (a sin margine ottuso e dx margine acuto). In corrispondenza

dei margini piegano, formando un ansa e risalgono sempre con andamento obliquo per terminare

nell'anello fibroso atrio-ventricolare corrispondente. Più in profondità abbiamo i fasci suturali

(verde), suturali perché uniscono le due sacche muscolari proprie di ciascun ventricolo, essi si

originano dall'anello atrio ventricolare dx e si portano in posizione profonda in basso e

medialmente, attraversano il sacco interventricolari, del quale entrano nella costituzione (formano il

setto interventricolare) e quindi vanno a portarsi a livello del ventricolo sin, alcuni dei quali

terminano sull'anello fibroso atrio vent di sinistra. La parete del ven sin è più spessa. I muscoli dei

ventricoli sono organizzati in 3 strati. Sia lo scheletro fibroso del cuore che la muscolatura dei

ventricoli appartengono al miocardio comune.

Il miocardio specifico costituisce il sistema di conduzione del cuore, mentre il miocardio comune

(ricco di miofribille) determina la contrazione del cuore. Il miocardio specifico ha la funzione di

generare impulsi e condurli fino al miocardio comune. Esso dà l'inizio autonomamente (attivazione

miogena) agli impulsi che controllano la contrazione ritmica del cuore e li conduce dagli atri ai

ventricoli mantenendo ordinata la sequenza del ciclo cardiaco. Il miocardio specifico costituisce il

sistema di conduzione del cuore (anche se in realtà li genera e li conduce). L'impulso nasce a livello

delle cellule pacemaker del nodo seno atriale (primo elemento del sist di conduzione del cuore).

Tutti i miocardiociti hanno la possibilità di generale l'impulso, ma i pacemaker generano la

frequenza più alta (60/70 battiti al minuti) e quindi impongono la loro frequenza a tutte le altre. Le

cellule pacemaker (cellule P) che caratterizzano principalmente i due nodi cardiaci. Sistema di

conduzione è costituito da due sistemi: un sist seno atriale (costituito dal nodo seno atriale) e un sist

atrio ventricolare (costituito da nodo atrio ventriocolare, dal fascio atrio ventricolare comune o

fascio comune di His, dalla branca destra e dalla branca sinistra che si pongono a dx e a sin del

fascio interventricolare; queste branche si risolvono nella rete subendocardica delle fibre di

Purkinje). Tutte le parti elencate sono costituite da cellule di miocardio specifico. Il primo elemento

del sistema seno atriale è il nodo seno atriale, esso è un corpicciolo valare della lunghezza di 2 cm

e dello spessore di 2 mm, localizzato nella parte più alta dell'atrio destro a confine con il seno delle

vene cave che rimane posteriormente e l'atrio propriamente detto, prossimamente all'origine

dell'auricola destra cioè nella parte più alta del solco terminale. Il nodo seno atriale è localizzato sul

contorno latero anteriore dell'orifizio di sbocco della vena cava superiore. Avendo uno spessore di 2

mm che è lo spessore della parete atriale, esso si incunea nella parete atriale, va dall'epicardio

all'endocardio. Esso è coperto da un accumulo di tessuto adiposo (grasso). La forma più comune

del nodo seno atriale è quella di un corpicciolo valare, si può alcune volte trovare a forma di ferro di

cavallo, disposto orizzontalmente ad abbracciare l'orifizio di sbocco della vena cava superiore.

Consideriamo la struttura del nodo seno atriale. Il nodo seno atriale (chiamato anche noto di Keith-

Flack -inizio 900) presenta al centro un arteriola, che lo percorre assialmente detta arteria del nodo

seno-atriale (arteria nodale) essa è nel 55% della popolazione il primo ramo atriale della coronaria

destra, nel 45% dei casi essa si origina dalla coronaria di sinistra tramite il suo ramo circonflesso.

Questa arteria si porta verso l'atrio destro percorre assialmente il nodo seno atriale e al momento

che abbandona il nodo si ramifica sulla parete dell'atrio destro. Sull'avventizia di questa arteria si 16

forma l'impalcatura fibrosa (reticolo connettivale di fibre collagene), molto fitta del nodo seno

atriale. Questo reticolo alla periferia del nodo formerà una specie di capsula (involucro irregolare).

Nelle maglie dell'impalcatura fibrosa troviamo due tipi di cellule di miocardio specifico: le cellule P

(più interne e più rappresentate) e alla periferia del nodo si trovano le cellule di transizione. Cellule

P, P =pacemaker o segna passi, da un punto di vista morfologico P=pallide, esse hanno un

citoplasma molto chiaro perchè contengono tanto glicogeno e pochi organuli, e P=primitive, perchè

sono relativamente indifferenziate (ecco perché hanno tanto glicogeno) esse sono caratterizzate da

un instabilità di membrana, vanno incontro a polarizz e depolarizz spontanea, che genera il

potenziale di azione cioè generano quell'impulso che sarà trasmesso.

Lezione 4

Riassunto: La struttura della parete del cuore è rappresentata dallla sovrap di 3 tonache: endocardio

(esso è una lamina che riveste le cavità del cuore e riveste i muscoli pettinati, le trabecole, le corde

tendinee e entra nella costituzione dei lembi valvolari), miocardio e epicardio. Le fibre suturali si

trovano sul terzo trato, in profondità esse si originano dall'anello fibroso atrio ventricolare destro si

portano obliquamente verso il ventricolo sin attraversano il setto interventricolare e alcune

raggiungono l'anello fibroso atrioventricolare di sin. Miocardio è particolare tipo di muscolatura

striata involontaria. Miocardiociti di Purkinje è uno dei 3 citotipi che caratterizzano il miocardio

specifico. Il miocardio specifico costituisce il sistema di conduzione del cuore, che è rappresentato

dal sistema seno atriale (genera impulso) e da un sistema atrio-ventricolare (trasmette impulso dagli

atri verso i ventricoli). Il nodo seno atriale è localizzato al confine tra il seno delle vene cave e

l'atrio propriamente detto rappresentato dall'origine dell'auricola destra. Può avere anche la forma di

un ferro di cavallo. Studiando la struttura del nodo seno atriale capiremo perchè l'impulso è

generato a livello del citotipo delle cellule P.

Consideriamo la struttura del nodo esso presenta al centro arteriola, chiamata arteria del nodo seno

atriale che presenta, come tutti i vasi la tonaca avventizia, intorno ad essa si crea l'impalcatura fitta

stromosa, collagena del nodo seno atrialo che è un impalcatura molto stretta e nelle maglie si

trovano 2 citotipi dei 3 citotipi che caratterizzano il miocar specifico: a ridosso dell'arteria si hanno

le cellule P (più rappresentate) e all'esterno si ha sec citotipo cioè il miocita di transizione. I miociti

P sono cellule sottili fusiforme, P come pallide, hanno citoplasma scarsamente colorato perchè

presentano pochi organuli. Le cellule P presentano un ricco sarcoplasma (tessuto muscolare ha

sarcoplasma invece che citoplasma), poiché non hanno funzione contrattile esse presentano poche

miofibrille (quelle che ci sono sono poche, irregolari, e non ordinate). Le cellule P sono cellule

uninucleate e presentano mitocondri. Nell'interstizio tra le cellule c'è il reticolo costituito da fibre

collagene e a livello di questo interzio connettivale troviamo capillari e fibre del sistema nervoso

autonomo (hanno la funzione di modulare la freq cardiaca) queste cellule sono collegate tramite gap

junction (giunzioni con intervallo). P come primitive cioè presentano una instabilità di membrana

tale che vanno incontro a spontanee polarizz e depolarizz delle membrana questo genera un onda di

depolarizione che verrà poi condotta attraverso gli altri elementi del sistema di conduzione fino al

miocardio comune atriale, inizialmente e successivamente tramite il sistema atri-ventricolare, alle

cellule del miocardio comune ventricolare. P come pacemaker, segna passi, generano onda di

depolarizzazione alla frequenza più alta (60-70 battiti al minuto). Alla periferia del nodo seno-

atriale troviamo il miocardiocita di transizione, sono cellule più piccole, da un punto di vista

morfologico queste cellule cominciano a presentare un maggior numero di miofribille (si avvicin a

miocardicita comune), esse comunicano con mio comune perchè trasmettono l'onda di depolarizz ai

miocardiociti dell'atrio dx e a quelli del sin i quali mio com si contrarranno determinando la sistole

atriale. L'impulso generato a livello del nodo seno atriale viene trasmetto ai miocardiociti comuni

atriali e questo impulso si diffonde a livello del sistema atrio ventricolare rappresentato innanzi

tutto dal nodo atrio ventricolare.

Il nodo atrio-ventricolare o di (Aschoff-Tawara inizio 900) risulta più piccolo (diametro di 0.6 cm

e spessore 2 mm)ha una forma semi ovalare con la parte convessa che guarda verso la cavità 17

dell'atrio dx (parte + sporgente) mentre la parte concava (+ appiattita) sta appoggiata sulla parte

inferiore del setto interatriale. Infatti questo nodo è localizzato nell'atrio destro nella parte più

profonda, quindi al confine con il ven dx. Esso è appoggiato contro la parte inferiore della parete

mediale dell'atrio destro (setto interatriale), dove c'è il trigono fibroso dx. Il nodo atrio-ventricolare

si trova in corrispondenza dell'apice del triangolo di Koch. Il triangolo di Koch è un area (ideale) di

forma triangolare a livello della parete postero inferiore dell'atrio destro e ci serve per individuare la

posizione del nodo atrio-ventricolare. Esso presenta una base che corrisponde alla valvola di

Tebesio (orifizio del seno coronario); un lato corrisponde al margine aderente della cuspide mediale

della valvola tricuspide; l'altro lato corrisponde a un tendinetto (presente nel 70% degli individui)

che prende il nome di Tendine di Todaro. Il tendine di Todàro è un cordoncino fibroso che si origina

tra il punto di contatto tra il corno superiore della valvola di Tebesio e il corno sinistro della valvola

di Eustachio, cioè nel punto di contatto tra la valvola di Eustachio (più posteriormente) e la valvola

di Tebesio (più anteriormente e vs sinistra). Questo cordoncino fibroso decorre in posizione

subendocardica portandosi medialmente verso il setto interatriale dove termina a livello del margine

aderente della valvola tricuspide (parte membranacea del setto). All'apice del triangolo di Koch si

trova il nodo atrio-ventricolare. Esso è percorso assialmente da un arteria chiamata arteria del nodo

atrio-ventricolare (più piccola di quella prec) questa viene staccata dalla coronaria dx sulla faccia

diaframm a livello della crux coris (nel 90% della popolazione). Intorno all'avventizia dell'arteria si

forma l'impalcatura stromale del nodo che è un impalcatura meno fitta (+ lassa) in essa ritroviamo i

2 citotipi: le cellule P e le cellule di transizioni. Le cellule P in questo caso sono meno rappresentate

rispetto alle cellule di transizione che sono fittamente stipate nella parte dorsale chiamata parte

compatta (posteriore), la maggior rappresentanza delle cellule di transizione è responsabile del lieve

ritardo nella conduzione dell'impulso e quindi della contrazione ventricolare un tempuscolo dopo la

contrazione atriale (importante per il corretto svolgimento del ciclo cardiaco). Dalla parte antero

inferiore del noto atrio-ventricolare si origina un breve fascio di (1/1.5 cm) chiamato fascio atrio-

ventricolare comune o di His. Questo fascio deve raggiungere la regione dei ventricoli, esso

attraversa il trigono fibroso dx (corpo fibroso centrale) e quindi si porta nel ventricolo dx subito a

lato del setto membranoso interventricolare. Quindi il fascio fibroso circonda anteriormente

inferioremente il setto membranaceo interventricolare. Quando raggiunge la cresta interventricolare

(punto nel quali il setto da membranaceo diventa muscolare che è spesso 1 cm) il fascio termina

dividendosi in due branche che si pongono a cavallo del setto interventricolare muscolare che sono

la branca dx e la branca sin. La branca dx è la diretta continuazione del fascio comune di Hiss, essa

decorre in posizione subendocardica sul lato dx del setto interventricolare, si porta verso l'apice del

ven dx e si impegna nella trabecola setto marginale quella trabecola a ponte dal setto

interventricolare fino alla base del muscolo palpillare anteriore. Quando la branca si impegna

all'interno di questa trabecola la branca dx si ramifica nelle fibre di Purkinje (non sono nervose) che

sono cellule di miocardio specifiche. Il Miocardio specifico ha 3 citotipi: cellule P (o nodali), cellule

di transizione e le cellule giganti di Pur. Le cellule di Purkinje le troveremo a formare le due

branche, e poi verso l'apice del ventricolo queste branche si risolvono nelle singole fibre di

Purkinje. Qui le fibre di Purkinje formano un reticolo subendocardico di cellule.

La cellula di Purkinje (fibre o cellule giganti)

• hanno un calibro molto evidente, calibro è 2 volte la lunghezza,

• esse sono associate termino o terminalmente tramite giunzioni comunicanti.

• Esse sono cell di miocardio specifico quindi hanno poche miofibrille situate nella parte

periferica della cellula,

• pochi organuli (pochi mitocondri),

• le cellule di Purk sono cellule ricche di glicogeno.

Queste cellule, come le fibre nervose, avendo un calibro così ampio sono caratt da un elevato

velocità di conduzione. Miocardiocita comune 0.6m/sec, fibre di Purkinje (2-3 m/s). L'onda di 18

depolarizzazione si genera a livello del nodo seno atriale, viene trasmessa a livello della

muscolatura atriale, poi viene condotta velocemente verso il nodo atrio-ventricolare, poi viene

condotta ancora più velocemente tramite il fascio di His le branche e le fibre di Purkinje fino ai

miocardiociti comuni ventricolari che si contraggono. La branca destra ha la forma di un

cordoncino (struttura cilindrica) quando l'impulso passa nel fascio e nelle brache non viene

trasmesso al miocardio comune circostante, questo perchè il fascio di His e le branche sono rivestite

da tessuto connettivo che agisce come una guaina isolante, a livello delle fibre di Pur questa guaina

scompare e quindi è possibile la trasmissione dell'impulso. La trasmissione dell'impulso avviene

nella parte apicale del ventricolo dove c'è la rete subendocardica delle fibre di Purkinje. La branca

dx discende sul lato dx del setto interventricolare, si impegna nella trabecola setto marginale che

arriva al muscolo papillare anteriore, quindi le fibre di pur raggiungono innanzitutto il muscolo

papillare anteriore ma si irradiano anche a quelli posteriore e mediale. I muscoli papillari (che

costituiscono l'apparato di tensione) entrano in contrazione un tempuscolo prima della contrazione

del ventricolo. Questo è dovuto al fatto che le fibre di Pur raggiungono prima i muscoli papillari e

poi vanno all'apice del ventricolo dove assumono un andamento ricorrente (tornano indietro)

raggiungendo la base del ventricolo. Le fibre di purkinje raggingono prima il muscolo papillare

anteriore e poi arrivano a quello mediale e posteriore. E' per questo che i muscoli papillari entrano

in contrazione un tempuscolo prima della contrazione del ventricolo. Esse mettono in contrazione

l'apparato di tensione poi raggiungono l'apice del cuore e poi risalgono. Il ventricolo si contrae

prima a livello dell'apice e poi verso la base. La branca dx ha un aspetto cordoniforme mentre quella

sin più nastriforme. La branca sinistra (nastriforme) dal fascio comune di Hiss si porta a sinistra

perforando il setto membranaceo interventricolare decorrendo in posizione subendocardica si porta

verso l'apice del ven sinistro suddividendosi in due tronchi: il ramo anteriore e quello posteriore

(corrispondenti ai muscoli papillari anteriore e posteriore del ventricolo sin). Verso l'apice da questi

2 tronchi si ramificheranno dando origine ad un esteso reticolo subendocardico costituito dalle fibre

di Purkinje. Esse raggiungeranno, come nel ven destro, prima i muscoli papillari poi l'apice del

ventricolo sinistro e poi con un andamento ricorrente risalgono verso la base del ven sin. Questa è la

descrizione del miocario (comune e specfico)

L'epicardio è la tonaca più esterna del cuore esso rappresenta il foglietto viscerale (interno) del

pericardio sieroso. Esso è costituito da un primo strato che prende il nome di mesotelio (1), che è

un epitelio pavimentoso semplice costituito da cellule poligonali è appiattite è un epitelio plastico,

cioè si adatta alle variazioni di volume del cuore. Le cell del mesotelio hanno una funzione

secernente perchè producono il liquido pericardico (pochi cc) che è un liquido viscoso a reazione

alcalina contenente albumina, fibrina e sali minerali. Al di sotto del mesotelio troviamo una lamina

connettivale fibro-elastica (2) e ancora sotto si ha uno strato subepicardico (3) (+ ampio) costituito

da tessuto adiposo in cui decorrono le arterie coronariche e le vene cardiache (i vasi del cuore) e

anche i nervi del sistema nervoso autonomo (quelli che regolano freq cardiaca). Lungo i solchi,

coronario e interventricolare anteriore e posteriore troviamo tessuto adiposo subepicardico

(addensamento giallo) che risulta più evidente lungo i solchi dove decorrono i vasi vascolari

principali perchè funge da cuscinetto ammortizzante.

Il pericardio o sacco pericardico è un rivestimento che circonda il cuore, esso è di natura fibro-

sierosa. Il Sacco è biancastro perché la parte superficiale è di natura fibrosa. Il pericardio

rappresenta un mezzo di fissità per il cuore e ha anche la funzione di proteggere il cuore, che è

sospeso tramite il peduncolo cardiaco all'interno del sacco pericardico. Esso ripropone la forma del

cuore (cono appiattito in senso antero-posteriore), anche se il sacco è rovesciato rispetto al cuore: ha

la sua base rivolta inferiormente (attaccata al diaframma), mentre quella del cuore era postero

superiore,e l'apice tronco di questo cono corrisponde al peduncolo cardiaco. L'apice tronco risale

per qualche cm sul peduncolo cardiaco perdendosi nella tonaca aventizzia dei “grossi” vasi. I vasi

del peduncolo sono la vena cava superiore l'aorta e l'arteria polmonare. I rapporti del pericardio 19

corrispondono ai rapporti del cuore. Nel sacco distinguiamo una faccia anteriore più ampia espanda

e convessa che si porta all'indietro fino al peduncolo polmonare (vasi e nervi che vanno e vengono

dal polmone e il bronco principale) che raggiunge la faccia mediastilica del polmone. La faccia

anteriore entra in rapporto con lo sterno e cartill costali con l'interposizione della parte anteriore dei

polmoni compresi nel sacco pleurico, che in corrispondenza del margine anteriore del

corrispondente polmone forma una piega, un recesso a fondo ceco chiamato seno pleurale costo

mediastilico. Ancora più avanti a queste strutture pleuro-polmonari, prima dello sterno troviamo il

mediastino anteriore (o spazio prepericardico) nel quale troviamo tessuto adiposo con linfonodi,

vasi e nervi e nella parte superiore nel bambino troviamo i lobi un Tibici e nell'adulto il residuo dei

lobi T che è il corpo adiposo retro sternale (dietro al manubrio dello sterno) Si distingue una faccia

posteriore più ridotta. La faccia posteriore prende rapporto con la parte posteriore dei polmoni e le

strutture del mediastino posteriore: esofago, aorta toracica, condotto toracico, la vena Azzigos e

Emiazzigos. Subito dietro ci sono le vertebre caridache (da T5 a T8). La parte più esterna del

pericardio è il pericardio fibroso e rappresenta il mezzo di fissità per il cuore, tanto è vero che il

pericardio fibroso presenta dei legamenti che garantiscono ulteriormente la fissità del cuore alle

strutture circostanti.

I legamenti sono: 2 anteriori che collegano il sacco pericardico allo sterno situato anteriormente

chiamati legamenti sterno-pericardici e sono uno superiore e uno inferiore, essi decorrono nello

spazio prepericardico (connettivo che è mediastino anteriore). Il legamento sterno pericardico

superiore collega la faccia antero superiore del sacco pericardico al manubrio dello sterno. Il

legamento sterno-pericardico inferiore collega la parte antero inferiore del sacco pericardico al

processo xifoideo dello sterno (parte triangolare chiamata anche punta di lama) che costituisce il

tratto inferiore dello sterno. Ad ancorare il sacco pericardico alla colonna vertebrale posteriore

troviamo il legamento vertebro-pericardico esso si origina dalla colonna ver all'altezza di T4/T5 e

raggiunge sdoppiandosi la parte postero superiore del sacco pericardico. Questi due fasci

circondano la vena cava superiore. La base del pericardio è ancorata al diaframma. In basso

troviamo legamenti freno-pericardici (lamine fibrose molto brevi) sono 3: uno anteriore uno destro

e un sinistro. Essi garantiscono l'adesione della base del sacco pericardico alla parte più alta della

cupola del diaframma (il centro frenico del diaframma). Poichè il cuore è spostato verso sin

l'aderenza della base del sacco pericardico, oltre che sul centro frenico (tessuto fibroso) si spinge

anche sulla parte carnosa-muscolare del diaframma. Il pericardio è un rivestimento fibro-sieroso. La

parte più esterna è il pericardio fibroso e la parte più interna è il pericardio sieroso che è organizzata

in 2 foglietti. Un foglietto è quello viscerale che è addossato al cuore e ne costituisce la terza tonaca

(epicardio). Esso aderisce al miocardio con l'interposizione del tessuto adiposo subepicardico che si

fa più evidente lungo i solchi sulla superficie del cuore. Parallelamente al foglietto viscerale scorre

il foglietto parietale (più esterno) che aderisce per tutta la sua lunghezza alla superficie interna del

pericardio fibroso. Tra i tue foglietti (viscerale e parietali) si interpone un sottile spazio che è la

cavità pericardica. In condizioni fisiologiche questo è uno spazio virtuale (quasi una fessura).

All'interno della cavità pericardica troviamo il liquido pericardico (pochi cc) che viene prodotto

dalle cellule mesoteliali dei due foglietti viscerale e parietale, esso lubrifica la cavità perivardica e

quindi permette lo scivolamento di un foglietto rispetto all'altro. Il foglietto parietale è fisso perché

è addossato alla parete interna del sacco pericardico, quello che si muove è il sacco viscerale

(epicardio) che essendo ancorato al cuore subisce le sue variazioni di volume. Come avviene per

tutte le sierose ( es pleura e peritoneo) i due foglietti non sono distinti l'uno dall'altro, ma sono uno

la continuazione dell'altro: il foglietto viscerale (trasparente e sottile come pellicola) che tappezza

tutto il cuore a partire dall'apice fino alla base del cuore fino al peduncolo vascolare dove poi si

riflette nel foglietto parietale che discende addossato alla parete interna del pericardio fibroso. La

riflessione del foglietto viscerale nel foglietto parietale, a livello della base del cuore se

consideriamo il cuore, a livello del tronco del cono se consideriamo il pericardio, è resa irregolare

per la presenza a questo livello di vasi che emergono (vene) e che raggiungono (arterie) la base del

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cuore. La riflessione del foglietto viscerale nel foglietto parietale a livello delle arterie, situate

anteriormente, e delle arterie, situate a livello degli atri, costituisce due manicotti tubulari. Il

foglietto viscerale risale anteriormente sull'arteria polmonare per 4 cm fino al punto in cui questa si

divide nel ramo dx e sin. Il foglietto viscerale risale su tutta l'aorta ascendente (circa 5 cm) e

termina riflettendosi dal punto in cui sull'arco aortico (tratto successivo all'aorta ascendente) si

origina il primo dei 3 rami. Dalla Aorta ascendente si originano solo due rami che sono le due

coronarie, dall'arco aortico si orginano 3 rami. Il primo arco si chiama arteria anonima o

brachiocefalica. L'epicardio risale per tutta l'aorta ascendente e termina riflettendosi nel foglietto

parietale nel punto dove si origina l'arteria brachiocefalica (emergenza arteria). Questo appena

descritto è il manicotto anteriore. Consideriamo la faccia posteriore, il foglietto viscerale risale fino

al margine superiore degli atri e riveste quindi lo sbocco delle vene cave a dx e polmonarie a sin,

ma su queste vene risale per 1-2 mm (un po' di più a livello della vena cava sup). Questo epicardio

risalendo anteriormente sulle arterie, posteriormente sugli atri e pochissimo sulle vene costituisce

due guaine tubulari (anteriore e posteriore) tra le quali rimane una fessura ad andamento trasversale

che prende il nome di seno trasverso del pericardio. Il seno trasverso del pericardio è un'area di

forma triangolare.

Lezione 5

Il Pericardio è il rivestimento più esterno, è un sacco di naturafibro-sierosa. La parte fibrosa è +

esternamente e quella sierosa + + internamente. La parte sierosa è organizzata in due foglietti: si ha

il foglietto viscerale o interno (epicardio) che va a rivestire internamente l'organo con

l'interposizione di un tessuto adiposo sub epicardico che risulta più evidente sui solchi della

superficie esterna del cuore e poi si ha un foglietto parietale o esterno che si applica per tutta la su

estensione sulla superficie interna del pericardio. Tra i due foglietti c'è la cavità pericardica, i due

foglietti sono l'uno la continuaz dell'altro, il foglietto, i foglietto viscerale si continua nel foglietto

parietale a livello del peduncolo vascolare (base del cuore). La presenza dei vasi rende la modalità

di riflessione irregolare a livello della base del cuore tanto chè si vengono a formare due formazioni

che sono il seno trasverso del pericardio e il seno obliquo del pericardio.

Il seno trasverso del pericardio è una spessura ad andamento trasversale che si forma per la

particolare modalità di riflessione a livello dei vasi che costituiscono la base del cuore. Il foglietto

viscerale forma due guaine tubulari una anteriore che comprende le due arterie e una posteriore che

comprende gli atri e le vene. Sulle arterie risale per qualche cm fino a che la polmonare si divide nel

ramo dx e sin, comprende anche tutta l'aorta ascendente e si rilette dal punto in cui sull'arco aortico

si origina il primo dei tre rami collaterali. La parte posteriore il foglietto viscerale risale sulle vene

solo per alcuni mm (1-2 mm)e quindi si riflette. La riflessione avviene tra i vasi di dx e quelle di

sin. La riflessione del foglietto viscerale avviene tra il tetto o vestibolo del atrio sin (margine

superiore atrio sin) formando un recesso a fondo ceco, che prende il nome di diverticolo di Haller o

seno obliquo del pericardio. Il seno trasverso è una fessura laterale che comunica lateralemtne nella

cavità pericardica, a suo interno si può addirittura inserire un dito. Consideriamo la foto della

professoressa: la parete dell'atrio a livello dell'auricola destra è molto sottile (trasparente) si vedono

i muscoli pettinati. Il seno obliquo del pericardio (diverticolo di Haller) è un diverticolo a fondo

ceco esso media il rapporto con il tetto o vestibolo del atrio sin e il retrostante esofago (prominenza

esofagea).

I vasi del cuore.

La vascolarizzazione trofica (nutrizia) del cuore è molto ricca. Le coronarie si chiamano coronarie

perchè l'insieme della rete costituisce una corona capovolta che presenta la base cioè il circolo

anastomeatico a livello del solco coronario, da essa dipartono anse marginali e le anse

interventricolari (che attraversano il solco interv anteriore e posteriore), le anse si intersecano a

livello dell'apice del cuore. Le art coronarie sono i vasi che portano ossigeno e nutrienti alla parete

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Spix

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3 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Spix di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Soldani Paola.

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