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Letteratura russa contemporanea e periodo sovietico

Con il termine “letteratura russa contemporanea” si identifica la letteratura russa del ‘900; e con “epoca sovietica” si intende il periodo che va dall’ottobre del ’17, anno in cui scoppia la Grande Rivoluzione d’Ottobre. Si arriva alla rivoluzione per un disfacimento interno della politica e dell’economia della società russa, che purtroppo si trova ad affrontare grandi disparità sociali. È infatti costituita per l’80% da contadini analfabeti e per il restante 20% da industriali, burocrati e aristocratici acculturati che governano, finanziati dai tedeschi, e quindi dipendenti dall’esterno. Si ha una forte disgregazione aristocratica e della famiglia imperiale, infatti lo Zar Nicola II, l’ultimo zar, è molto debole e non può sostenere il paese, pensa di sopperire alle proprie carenze usando la severità, ritornando all’assolutismo, in contrasto con la linea democratica sostenuta da suo nonno Alessandro II con la riforma del ’61 con cui abolisce la servitù della gleba, cambiando la struttura politica del paese.

La rivoluzione del 1905 e le tensioni sociali

Le tensioni sociali scatenate non vengono risolte. Nel 1905 scoppia la cosiddetta Rivoluzione del 1905, ma non è una vera e propria rivoluzione, infatti sono moti di protesta sedati nel sangue dietro volontà dello Zar che ordina di sparare sulla folla innocente che richiede una costituzione più democratica. Gli effetti si protraggono fino al 1917, lo scontento sociale viene colto come leva per la rivoluzione.

Il popolo russo e la figura dello Zar

Il popolo russo non possiede la consapevolezza di appartenere ad uno stato, bensì ad una patria, con a capo un padre. Non è uno stato perché lo stato ha sempre dato leggi ingiuste ed è qualcosa di astratto, mentre il popolo vuole qualcosa di solido, una persona a cui rivolgersi, che viene vista non come capo dello stato, ma come un padre. Il popolo chiama lo Zar “Batiuska”, che significa “piccolo padre”, per questo quando ordina di sparare sulla folla che chiede una supplica, rovina questo rapporto.

La famiglia zarista e Rasputin

Era un periodo difficile per la famiglia dello Zar, infatti il primo figlio maschio, l’erede è malato di emofilia, ma arriva un monaco, Gregory Rasputin, che acquisisce una forza ascendente sulla famiglia reale, soprattutto sulla zarina, persona molto devota, perché guarisce l’erede. Per questo si può dire che in un certo senso la famiglia reale fosse alle “dipendenze” del monaco e nel momento in cui il popolo capisce che non c’è più una vera famiglia reale perde la fiducia nei confronti dell’autorità.

La Russia nella Prima Guerra Mondiale

La Russia entra nella Prima Guerra Mondiale, era un paese povero che non sarebbe riuscito a sopportare il peso economico della guerra, infatti vince alcuni conflitti, ma poi tracolla, con un enorme costo economico e umano. Il Partito Social Democratico prende il potere e scoppia la rivoluzione.

Intelligencija e rivoluzione

Prima della rivoluzione l’“Intelligencija” richiedeva la rivoluzione perché aveva capito che lo stato era in putrefazione, che aveva risorse, come potenzialità artistiche di massimi livelli che a causa della corruzione, non venivano sfruttate. Artisticamente la Russia era un paese molto avanzato, ma bloccato della struttura socio-politica obsoleta, ma molti intellettuali non si aspettavano una tale rivoluzione, cercavano solo un incremento, “una ventata d’aria fresca dal nord”, che ringiovanisse il paese.

Bolscevichi e la nascita dell'Unione Sovietica

I Bolscevichi invece vogliono la rivoluzione e i tagli netti per far rinascere il paese, per questo molti intellettuali tolgono il loro appoggio alla rivoluzione ma è tardi perché il potere è ormai dei Bolscevichi (bolsce = maggiore; mensce = minore) e la Russia diventa l’Unione Sovietica.

Letteratura dopo la rivoluzione

La letteratura dopo la rivoluzione si dirama perché c’era chi sperava nella rivoluzione per poi tirarsi indietro quando si rendevano conto che non c’era libertà di espressione, sostituita da morte e dal partito assolutistico; per questo alcuni restano e altri decidono di emigrare. Restano i proletari perché il regime non li pone al margine della società in quanto hanno la stessa origine e le stesse idee; restano coloro che sanno di non poter produrre niente al di fuori di quel particolare contesto. Gli altri emigrano e si dividono in due filoni:

  • Letteratura dell’emigrazione: Il punto di raccolta è a Berlino (1910 – 1920), dopo il regime nazista non sono ben visti e così vanno a Parigi dove si crea il polo di raccolta dell’emigrazione russa, ma è una letteratura destinata all’estinzione con la morte degli emigranti.
  • Letteratura russa dell’Unione Sovietica: Tra i poeti della letteratura sovietica ci sono i nuovi poeti proletari che sono i portavoce degli ideali della rivoluzione, sono i cosiddetti poeti rivoluzionari e ci sono coloro che non accettano, si considerano i continuatori della letteratura russa classica dell’800, i continuatori di Tolstoij e gli eredi del simbolismo. Questi ultimi subiscono la vendetta del potere perché non sono portavoce del potere totalitario, anzi sono contrari.

Ideologia russa e il ruolo della letteratura

L’ideologia russa si basa su una forte fede religiosa, il partito comunista sostituisce in Russia il concetto di divinità, la chiesa viene abolita e messa a tacere. I poeti non possono pubblicare se non accettano, non possono quindi mantenersi, sono costretti a svolgere mansioni umilianti, mentre chi accetta viene favorito e può godere di privilegi economici, come la garanzia di essere pubblicati e vacanze gratuite.

Potenza dell'Unione Sovietica e guerra civile

La potenza dell’Unione Sovietica viene presa a modello per le strategie di tutto l’Occidente. Nel ’17 scoppia la rivoluzione, la popolazione è pervasa da euforia, ma sono anni difficili perché lo zarismo resta vivo nell’esercito dell’Armata Bianca, fedele allo zar anche nei tempi più bui e contrapposto all’Armata Rossa, con la quale si scatena un grave conflitto che contribuisce allo scoppio della guerra civile tra i sostenitori della rivoluzione e quelli dello zar. La guerra civile si protrae per qualche anno, quindi oltre ai danni dell’entrata in guerra, che ha portato impoverimento e semidistruzione dell’esercito, ci sono i danni della guerra civile, che è una guerra fratricida e porta con sé la disgregazione della compattezza sociale preesistente e dell’idea di popolo. Ne risente anche l’economia, i Russi vivono anni di carestia e il colosso russo è in ginocchio.

Effetti culturali della rivoluzione

Sono anni difficili che segnano la vita culturale, si instaurano e diffondono due “modi di essere”, da una parte c’è chi appoggia la nuova Russia, mentre dall’altra parte ci sono coloro che guardano con nostalgia al passato.

Anni '20 e l'epopea della rivoluzione

La rivoluzione è un cataclisma generale che influenza la letteratura. Nonostante gli slogan politici nella storia dell’Unione Sovietica l’attenzione per la rivoluzione non viene dimenticata, ma subisce modifiche nelle idee del popolo, che comunque la esalta sempre e comunque. Questa esaltazione ha come conseguenza una mitologizzazione della rivoluzione e come ogni mito anche la rivoluzione col tempo viene iconizzata e viene allontanata dalla realtà del paese, come un “santino da venerare”, come un passato glorioso mai da dimenticare, ma che resta pur sempre passato.

Era di Stalin e il disgelo

Soprattutto nell’era di Stalin perché il paese negli anni ’30 cambia e diventa una grande forza economica, quindi la Russia della rivoluzione viene vista come qualcosa di superato dalla vita contingente. Se ne riparla dopo Stalin, durante il disgelo che segue l’inverno staliniano, e se ne parla in modo più consapevole, dopo il crollo dell’Unione Sovietica. La rivoluzione viene ripresa in considerazione non come un inizio, bensì come un punto d’arrivo, perché pur essendo l’inizio di una nuova era, rimane comunque un punto d’arrivo delle tensioni e delle controversie che hanno caratterizzato l’epoca prerivoluzionaria; si ha quindi un ribaltamento della prospettiva, che porta con sé rivalutazioni di carattere estetico.

Letteratura in epoca sovietica e post sovietica

In epoca sovietica la letteratura era vista come una fiorente complessità, mentre in epoca post sovietica invece viene vista come una monotona semplicità, perché politica e censura hanno normalizzato la complessità che aveva caratterizzato l’epoca precedente. Tra questi due estremi, che non rendono giustizia alla realtà dei fatti, c’è un’altra verità: la semplicità infatti non può essere monotona a causa dei tormentati avvenimenti come la rivoluzione, la guerra civile e la povertà dilagante, da risolvere con i soldi, che però nessuno è disposto a dare alla Russia, per questo Lenin abdica in favore di un regime di semilibertà d’impresa, una nuova politica economica, la NEP. La NEP porta maggiore libertà economica, maggiore disponibilità da parte dell’organo censorio, quindi si ha una piccola rivoluzione culturale e un periodo di fioritura.

Controllo censorio e morte di Lenin

Il controllo censorio aumenta a metà degli anni ’20, nel 1924 muore Lenin.

Rivoluzione d'ottobre e la NEP

Rivoluzione d’ottobre = 1917

La situazione della letteratura nel periodo della NEP:

  • Attività economica disponibilità delle autorità nei confronti degli altri ambiti della società; il governo non insiste con la durezza ideologica, lasciando più spazio alla libertà di pensiero. In letteratura abbiamo sia poeti proletari, che appoggiano il proletariato come nuovo agente di cultura; sia altri componenti, ПО–ПУЧКИ, по-пучки, che affiancano i bolscevichi nella formazione della nuova società. Non era però proletari, né di origine, né di pensiero.
  • I по-пучки erano già preparati a produrre arti non sostenitrici della guerra, mentre i proletari non avevano i mezzi; le autorità dovevano mediare. I letterati tradizionalisti non erano tenuti in considerazione dalla autorità.

Decreto del 1925 e il controllo letterario

1925 = decreto del comitato centrale del partito comunista dal titolo: “о политике партии вобласте художественной литературы”. Con questo riprendere in mano le redini della gestione della vita artistica perché il potere comprende che agendo sulla letteratura si può controllare il pensiero delle masse.

Lenin e lo sviluppo culturale

Negli scritti di Lenin non si ritrova un progetto per lo sviluppo della cultura artistica del Paese proprio perché la considera non confacente al popolo. Gli interessa però l’alfabetizzazione del popolo proprio per dare alle masse i mezzi per capire e comprendere gli ordini del partito. Questo decreto porta con sé la necessità del controllo in ambito letterario -> RAP = organo a cui viene affidato il compito del controllo. Рапп руссийкая ассочиация пралетарския писателей = tutto ciò che rientra nel campo etnico rientra nell’ambito del territorio sovietico. Traduzione = Associazione Russa degli Scrittori Proletari. Рапп = è la quinta colonna del potere all’interno del mondo artistico letterario.

Direttive del partito e controllo ideologico

In questo decreto il partito mostrava le proprie direttive, si sente l’influsso della costruzione del nuovo regime, che cerca di unificare le tendenze letterarie. Primi anni post rivoluzionari, il governo non pensa alla letteratura. Gli anni delle NEP sono anni di stabilizzazione, vissuti con maggiore tensione, il controllo ideologico è debole quindi il partito nel ’25 con il decreto cerca di “fare lo slalom” tra i letterati proletari del Пролеткульт e delle loro esigenze, e coloro che, pur non sostenendo la cultura proletaria, sostengono il regime, i Попутчик. Si cominciano a delineare gli avvenimenti futuri: avvento di Stalin, contrario al possibilismo del regime verso le arti.

Congresso di scrittori sovietici e piani quinquennali

1928 - ’32 = preparazione del 1 congresso di scrittori sovietici = inizio di una nuova era. Nuova rivoluzione sociale, dove la lotta di classe è in primo piano, lo spirito di partito è alla base della letteratura. Preparazione piani staliniani, i piani quinquennali = per far risorgere l’Unione Sovietica e per renderla capace di combattere con le altre potenze mondiali; questo porta a una grande fioritura economica. In questa rivoluzione culturale, l’attività letteraria e di censura è controllata dalla рапn, che vuole bolscevizzare la letteratura. I bolscevichi con la loro idea devono influenzare la letteratura = fino al ’32. Nel ’32 il comitato centrale supera il decreto del ’25 e porta una nuova istruttoria da seguire, intitolata: “О переетройке литературно – худьннественныхорганизаций” = “della ristrutturazione delle organizzazioni letterarie e artistiche”. Si vuole rifondare il mondo delle arti con maggiore libertà del marxismo; si rivolge soprattutto alla critica letteraria, che diventa censore del mondo letterario.

Ruolo della critica letteraria

La critica letteraria deve svolgere un ruolo non solo critico, “spirituale”, ma anche per lo sviluppo politico e sociale, viene quindi coinvolta nella lotta politica. I critici letterari non sono solo chiamati a giudicare le opere per vedere se sono valide oppure no, ma anche, e soprattutto per vedere se rispondono all’ideologia. La critica letteraria è molto variegata, si rivolge a tutti gli aspetti di quella cultura che deve essere ricreata; i vari aspetti a cui si rivolge sono:

  • Le avanguardie: legate al futurismo, nato in alternativa alla cultura classico-borghese e che proprio per questo è confluita nelle istanze della sinistra e quindi del nuovo regime, che disprezzava la vecchia cultura borghese e vedeva nel futurismo un avamposto contro il tradizionalismo.
  • Прает култ: si fonda sul principio del “massimalismo”, una corrente letteraria che si riconosce nelle masse. Vengono giudicati e criticati per i contenuti troppo orientati a sinistra, con il rischio di cadere in un bolscevismo fanatico, o perché sono troppo indipendenti.
  • По-пучки: sono contrari al progresso e sentono la necessità di riempire la letteratura con idee umanistiche.

Tensioni e controllo politico

È un periodo di forti tensioni indotte dalla critica che, nonostante venga posta in disparte, si fa sempre più aggressiva e influente; dietro le battaglie letterarie ci sono quelle politiche, le lotte di potere. Lenin è un intellettuale molto colto, ma considera la letteratura solo come veicolo politico, un mezzo di penetrazione delle masse; a differenza di Stalin, che, pur essendo meno colto, capisce di dover intervenire nella letteratura personalmente, in modo da poter controllare le arti, per poter controllare di conseguenza le masse.

Primo congresso e cultura proletaria

ПРАЕТ КУЛТ = fondato nel 1917 come organizzazione culturale e formativa di istruzione del proletariato. Il 1 congresso viene convocato da Луначански, uno dei fondatori, e che diverrà in seguito ministro dell’istruzione; i fondatori partono dalla definizione di cultura di classe per poter dare una definizione di cultura proletaria come nuova cultura e non come aggregazione a quella precedente. Questa nuova cultura deve essere realizzata sotto forma di sovrastruttura dalla base industriale, cioè con alla base i proletari che avevano sostenuto l’idea bolscevica; una nuova cultura sorretta dalla classe operaia e comandata dal proletariato industriale.

Autonomia culturale e organizzazioni culturali

Questa nuova cultura deve essere autonoma, a differenza della precedente, elitaria, cioè dell’ Интеллигенция, e dalla cultura contadina, arretrata, legata all’atavismo medievale e superstiziosa. Vengono quindi fondati molti circoli culturali, organizzazione, studi, laboratori, nel ’20 ci sono già 80000 iscritti, 20 riviste portavoce dell’istanza, e proprie case editrici, che pubblicano opere in cui vengono decantati il lavoro collettivo e la rivoluzione in modo quasi patetico, per l’enfasi quasi eroica, perché si rendono interpreti dello spirito del popolo per una società giusta, prospera e vera, simbolo di un’ingenuità ideale, della semplificazione di idee che colpiscono la popolazione.

Critiche di Lenin e Trozkij

Il ПРАЕТ КУЛТ a causa dell’autonomia viene osservato dal governo: Lenin critica i principi, Trozkij nega l’esistenza di una cultura autonoma, perché crede che non esista una cultura russa vera, in quanto questa non è nata in Russia, ma all’estero. Nel ’20 il ПРАЕТ КУЛТ è sul punto di diventare troppo indipendente e con un decreto viene assoggettato al ministero dell’istruzione, perché l’autonomia era sensata prima della rivoluzione, ma ora non ha più senso e quindi il partito deve sottostare alle direttive del partito. Alcuni scrittori e poeti escono dal ПРАЕТ КУЛТ e fondano organizzazioni a sé, ad esempio la “Космист”, con sede a San Pietroburgo; quindi il partito si scioglie e solo alcuni studi restano aperti fino al 1932.

Cultura russa e l'influenza delle lingue

Già prima della rivoluzione si sa che la cultura russa è sdoppiata e che ci sono persino due lingue distinte, la lingua della letteratura e la lingua del popolo; le due culture presenti però sono ben distinte l’una dall’altra.

  • La cultura contadina trova espressione già nell’800, va alla ribalta con i poeti del popolo, come sono ad esempio Сергей Есенин e Николай Клюел, nell’epoca del simbolismo.
  • La cultura elitaria, è rappresentata dai grandi nomi della letteratura dell’800, come Александер Блок, Андрей Белый, Вячеслов Иванов, Анна Ахиятова, Марина Цветаева, Михаел Булгаков. Questi artisti sanno che in Russia non possono cantare le virtù del popolo e le sue tradizioni, ma sanno anche di non avere niente a che fare con il popolo, con il quale non entrano mai in contatto, quindi c’è una grande mancanza di sintonia.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Denise589 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Persi Ugo.
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