Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La colonizzazione americana iniziò nel 1620 con lo sbarco del Mayflower nell’odierno Massachusetts di un

gruppo di dissidenti protestanti inglesi, i “Piligrim Fathers”; perseguitati per la loro religione essi aspiravano

ad una chiesa totalmente “pura” in cui instaurare un rapporto diretto con Dio la cui fonte normativa fosse la

Bibbia.

Essendo nonconformisti furono duramente perseguitati quindi lasciarono la madrepatria alla ricerca della

libertà religiosa.

Essendo sbarcati in una zona diversa da quella per cui avevano ottenuto l’autorizzazione decisero di

stipulare un patto fra loro per il governo della colonia, il Covenant, accordo per il quale ciascun colono si

impegnava a dar vita ad un Civil Body Politics, organismo civile e politico per l’emanazione delle leggi =

Mayflower Compact = tappa fondamentale nello sviluppo della democrazia statunitense.

Al ricordo dei padri pellegrini si lega anche il Thanksgiving Day, (1621) vera e propria celebrazione dei “valori

americani” a cui parteciparono anche i nativi, senza i quali i pellegrini non sarebbero stati in grado di

sopravvivere.

Dal 1629 un gruppo di puritani seguì le orme de PP e fondò diverse colonie; motivi del viaggio furono di

carattere religioso: essi credevano che spettasse a loro trasformare il deserto biblico in Paradiso

Terrestre..inoltre si sentivano investiti del compito di salvare il cristianesimo e di fondare la <<Nuova

Gerusalemme>>.

Identificavano nella scoperta dell’America un segno del destino: ruolo dei puritani profondamente religioso.

I puritani si consideravano infatti il nuovo popolo eletto e sostenevano che la loro missione fosse di fondare

la comunità perfetta, affidatagli da Dio attraverso un patto, il Covenant.

Nel 1630 John Winthrop a bordo della nave Arbella proclamò un sermone intitolato <<A model of Christian

Charity>> che illustrava la visione del mondo puritana e doveva preparare i coloni alla creazione di una

società, la “città sulla collina”, con riferimento al modello sociale della chiesa-stato, comunità fondata per

compiere il volere divino; essa richiama idealmente Gerusalemme.

La missione ha colpito profondamente la coscienza collettiva al punto da essere ancora oggi utilizzata da

molti presidenti : America come modello di democrazia e libertà per tutto il mondo.

-> Bill Clinton (1992), George Bush (9/11 2001), John Fitzgerald Kennedy e Ronald Reagan.

Immagine del faro splendente che illumina il mondo con il suo esempio di libertà e opportunità.

LA “LUCE GUIDA”

La missione sacra affidata da Dio all’America è codificata dalla metafora biblica della città sulla collina, che si

ritrova nello stemma della città di Boston fondata nel 1630 da Winthrop.

Immagine affiancata da quella della luce, il beacon = luce guida o faro che accoglie ed indica il cammino.

Nelle parole di W. sia la città sulla collina che il faro devono testimoniare come il progetto divino si incarni in

un progetto politico-sociale.

Idea di accoglienza incarnata anche visivamente dalla Statua della Libertà, faro all’ingresso del porto di NY;

la metafora del Beacon si fonderà poi con il simbolo dei grattacieli celebrando il progresso scientifico e

tecnologico, morale e politico.

3.

LA NASCITA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA

Il carattere nazionale americano nasce dalla fusione di due elementi distinti: lo spirito religioso e la

celebrazione dei diritti umani, in particolar modo della libertà.

Le caratteristiche sociali e culturali delle 13 colonie inglesi del Nordamerica si possono dividere in 3 macro-

aree: colonie del NE, colonie centrali e colonie del sud. La colonizzazione inglese del Nordamerica si

sviluppò durante tutto l’arco del XVII secolo, e portò in America persone appartenenti a etnie e gruppi sociali

differenti.

Nel sud sorsero il Maryland e la Carolina + Georgia; si venne a creare così un gruppo di colonie con

un’economia basata sulle piantagioni di tabacco, indaco e riso. Le colonie meridionali erano governate da

un’oligarchia formata da persone di origine inglese.

Nel nord furono create le colonie del Massachusetts, New Hampshire, Rhode Island, Providence e

Connecticut, nelle quali si sviluppò un’agricoltura basata sulla piccola proprietà con attività manifatturiere e

mercantili. Nel centro la situazione era più variegata: gli olandesi fondarono Il New Jersey, NY (N

Netherlands e N Amsterdam) Delaware e Pennsylvania, qui abbiamo infatti maggiore varietà dei nuclei etnici

e di confessione religiosa.

Dal 1688 in poi scoppiarono una serie di guerre fra Inghilterra e Francia; nel territorio del Nuovo Mondo le

colonie inglesi furono coinvolte nelle guerre contro le colonie francesi in Canada e nei territori dei Monti

Appalachi.

La sconfitta della Francia nella guerra dei 7 anni (1756 – 1763) segnò il passaggio del Canada e della

Florida sotto il dominio britannico (Trattato di Parigi) ed aprì la strada all’insurrezione delle 13 colonie inglesi

nei confronti del governo della madrepatria, che voleva inasprire il regime fiscale =/ i coloni invece si

volevano espandere.

Essi si rifiutarono di pagare le tasse in nome dei principi costituzionali inglesi e in nome del <<niente tasse

senza rappresentanza>>, quindi iniziarono a boicottare le importazioni dall’Inghilterra e produssero danni tali

da costringere il governo inglese a revocare lo Stamp Act, sostituito poi da altre imposizioni.

Nel 1770 furono revocate tutte le tasse ad eccezione di quella sulle importazioni del tè, che provocò l’assalto

della prima nave giunta nel porto di Boston = Boston Tea Party, primo atto delle lotte per l’indipendenza.

Ci furono poi 2 congressi continentali, nel secondo dei quali fu designato il virginiano George Washington a

organizzare un esercito e il 4 luglio 1776 votò la Dichiarazione d’Indipendenza, che trasformava le 13 colonie

in S.U.

Con il Trattato di Parigi (1783) l’Inghilterra riconobbe l’indipendenza degli Stati Uniti.

La nascita della nuova società fu accelerata dagli influssi culturali provenienti dall’Europa, tra cui il

giusnaturalismo e il razionalismo illuminista, che influì sulla concezione dell’uomo e sull’idea di progresso.

La promessa di realizzazione personale e di felicità si trasformò in promessa di uno sviluppo potenzialmente

senza limiti, per la metafora del <<progresso infinito>>.

La diffusione delle nuove idee fu favorita anche dallo sviluppo dei commerci.

Il giusnaturalismo pone al centro l’individuo e i suoi diritti naturali, che lo stato non può negare, e se questo

succede i coloni hanno il diritto/dovere di creare rivoluzioni per ristabilire la giustizia.

I maggiori esponenti di questa filosofia fu John Locke, ispiratore di Thomas Jefferson nello scrivere la DDI.

IL “GRANDE RISVEGLIO” DELLA RELIGIONE EVANGELICA

La rivoluzione Americana fu largamente influenzata dalle opere di J.Locke e dalla teologia puritana.

Il “grande risveglio” favorì lo sviluppo democratico del pensiero sociale cristiano tra le masse; il movimento

evangelico si batteva per la difesa dei diritti delle minoranze.

La R.A. fu il frutto della nascita e dello sviluppo nelle colonie di una società che condivideva un’insieme

comune di ideali. Queste nuove ideologie favorirono il processo di “americanizzazione”, consapevolezza di

una propria identità.

La lotta per l’indipendenza quindi sancì la sanzione formale di un distacco profondo e compiuto dalla vecchia

Europa.

Valori che affondavano le proprie radici nella cultura europea, quali democrazia, libertà, diritti umani furono

fatti propri dai coloni inglesi e finirono per essere definiti come tipicamente Americani; diritto alla felicità e

diritto alla libertà saranno le basi per la creazione del mito dell’America.

UN DOVERE MORALE

La separazione formale fra Inghilterra e le 13 colonie fu sancita dalla DDI documento che segnò

ufficialmente anche la nascita degli Stati Uniti d’America.

Thomas Jefferson era stato incaricato di redigere un documento che dichiarasse al mondo le ragioni della

separazione, approvato dal Congresso il 4 Luglio 1776, anniversario di nascita della nazione.

Questo documento rappresenta anche le basi del mito della nazione americana, infatti da qui prende corpo il

nucleo simbolico del Sogno Americano nel quale il governo diventa garante dei diritti inalienabili dell’uomo; la

proiezione edenica si concretizza nella creazione di un diritto universale alla ricerca della felicità.

Nella DDI Jefferson si rivolge al mondo e spiega le motivazioni di questo atto di “rivolta” rappresentando il re

d’Inghilterra come “sovversivo” e i coloni come garanti dell’ordine universale (ispirato a J.Locke); qualora un

governo limitasse o distruggesse con il suo operato i diritti fondamentali dei cittadini, sarebbe compito del

popolo destituire l’autorità e sostituirla con una nuova. Lo scopo di J. è di provare la “colpevolezza” del re

Giorgio III, accusato di una lunga serie di abusi ed arbitrii volti ad istituire un regime tirannico nelle colonie.

La creazione del nuovo ordine viene rappresentato come atto di restaurazione dell’ordine divino, quindi la

violazione di cui si macchia il re viene considerato come un peccato originale.

Ribellarsi è per i coloni un vero e proprio dovere morale a cui non possono sottrarsi.

DALL’UNIVERSALE AL PARTICOLARE

La prospettiva risulta qui universale: è Dio stesso il garante del patto che lega fra loro i coloni, è di fronte a

Lui che i rappresentanti degli USA danno vita ad un “Civil Body Politics”, quindi Dio suggella un patto sociale

con la comunità stessa dando origine ad un nuovo soggetto politico e ad un nuovo popolo.

Il nuovo governo ha la finalità di tutelare i valori umani fondamentali, diritti naturali garantiti da Dio ad ogni

individuo tramite il Covenant , nucleo di valori nato dalla fusione fra Illuminismo e sentimento religioso.

Stati Uniti primo stato al mondo a sancire la separazione fra stato e chiesa, nazione nella quale il nucleo

ideale trova legittimazione nel patto con Dio.

Tra i diritti naturali spicca il celeberrimo “diritto al perseguimento della felicità” o “pursuit of happiness”,

ripreso dalle proiezioni edeniche intrecciate con le aspettative di una felicità terrena.

Essa rappresenta la pietra miliare attorno a cui si fonda l’American Dream, oscillazione fra storia e mito,

poiché la felicità si trasforma in un diritto naturale tutelato dal governo e nuovamente mito poiché

rappresenta un’utopia.

I coloni che si ribellano sono i custodi dei valori divini, i “veri” cristiani e la nazione che fondano incarna le

proiezioni della Nuova Gerusalemme: non solo felicità spirituale ma anche abbondanza di cibo e creazione

di una comunità terrena. Il termine “happiness” rappresenta un FINE a cui deve tendere il popolo.

La novità operata nella DDI è rappresentata dal carattere individualistico conferito da Jefferson alla ricerca

della felicità, questo diritto si lega direttamente al concetto di responsabilità personale e diventa una

questione politica oltre che la base del patto sociale.

I Founding Fathers si ispirarono ai Padri Pellegrini per definire l’identità della crescente nazione e si

considerarono i “veri” inglesi, custodi delle tradizioni della madrepatria.

Il popolo americano nasce proprio da questa rottura, da questa presa di distanza con gli inglesi e

dall’Europa.

Gli abitanti delle colonie vennero rappresentati come uomini che rischiano la propria vita e la propria

reputazione per tutelare l’ordine naturale del mondo.

5.

<<WHAT IS AN AMERICAN?>>

Ben presto emerge negli ex coloni la necessità di definire la propria identità e distaccarsi dai legami con il

vecchio mondo, e da qui ha inizio in America un’autoanalisi letteraria che aiuta gli Stati Uniti nel processo di

definizione dell’”identità americana”. Questa tradizione fu inaugurata dallo scrittore Hector St. John de

Crevecoeur che si interrogò sulla natura dell’uomo americano; la sua narrazione descrive lo sviluppo di una

nuova società caratterizzata da principi di eguaglianza e autodeterminazione e dalla nascita di una “nuova

razza umana” (americani).

Letters from an American Farmer ebbe una risonanza così ampia all’interno della cultura statunitense che

ancora oggi riecheggia all’interno delle numerose pubblicazioni fiorite dopo la caduta del muro di Berlino e

l’attacco al WTC.

Il testo in cui C. affronta il tema della natura dell’uomo americano è la lettera terza dal titolo: <<What is an

American?>> nella quale parte dalla considerazione degli europei che giunti nel nuovo mondo subiscono un

processo di trasformazione, sotto il punto di vista di un gentiluomo inglese, il quale contempla il lavoro dei

suoi connazionali e si compiace delle loro capacità. C. intende rivolgersi proprio al pubblico britannico al

quale cerca di spiegare come una terra selvaggia sia stata trasformata in una versione “ottimizzata” della

madrepatria.

La metafora utilizzata “trasplantation” descrive l’incontro tra un seme (=patrimonio culturale, arti, scienze,

abilità) ed una natura incontaminata (terra americana).

Qui viene ripresa anche la tematica religiosa, l’idea di battesimo e rinascita, il ritorno ad uno stadio di

<<purezza assoluta>> il cui prodotto finale è un’umanità purificata, pronta a portare avanti il progetto di Dio

in terra.

-> “New race of men” = mescolanza di razze, melting pot, fusione di individui di diverse nazioni in un’unica e

nuova razza umana: gli americani, uomini nuovi non più europei che si sono lasciati dietro le spalle tutti i

pregiudizi, usi e costumi.

L’immersione battesimale e la seguente conversione sembra però essere un processo non destinato a tutti,

si basa su una sorta di “elezione” che richiama il testo della prima pubblicità della Virginia, in cui partivano

idealmente solo gli individui dotati del necessario coraggio per fronteggiare l’ignoto.

La nuova progenie umana è destinata a portare grandi cambiamenti nel mondo: i <<pellegrini dell’ovest>>

portando nel mondo le arti, la scienza, il vigore e l’operosità che nacquero ad est completeranno il “grande

cerchio” = descrizione che richiama l’idea di missione evocata dai puritani.

L’orientamento geografico subisce un ribaltamento semantico: non più verso oriente bensì verso occidente

(terra dove può finalmente compiersi il progetto divino. Grazie alla metafora del “grande cerchio” C. esprime

la missione del popolo americano di portare a compimento questo segno divino che ha avuto origine in


ACQUISTATO

3 volte

PAGINE

8

PESO

87.74 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture straniere
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Starsnstriped di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura angioamericana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Calanchi Alessandra.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lingue e culture straniere

Riassunto esame Comunicazione interculturale, prof Sisti, libri consigliati: La comunicazione interculturale; Usare un'altra lingua. Guida alla pragmatica interculturale, Bettoni; La comunicazione interculturale nell'era digitale, Giaccardi
Appunto