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che approfittano della loro posizione di potere sulle schiave e indica i loro crimini contro la famiglia come

sintomatici orrori della schiavitù.

1.3.3 Il romanzo

- Citando le parole del critico Robert B. Stepto, la sfiducia nei lettori bianchi, condizionati dagli stereotipi

sull’inferiorità dei neri e sulla cui apertura mentale non si poteva fare affidamento, portò scrittori e scrittrici

afroamericani a fare uso di quelle strategie di signifying, ovvero di protesta indiretta e comunicazione in

codice, che rendono le produzioni culturali afroamericane, sia scritte che orali, stratificate e fruibili a più

livelli, a seconda della conoscenza della cultura nera che i lettori possiedono.

- Questa sfiducia nei lettori bianchi è molto evidente nel primo romanzo afroamericano a noi attualmente

noto, Clotel, or the President’s Daughter di William Wells Brown, pubblicato a Londra nel 1853. Brown

nacque schiavo in una piantagione del Kentucky. Dopo un primo infelice tentativo di fuga, conquistò la

libertà nel 1834 e, dopo aver lavorato per se stesso su un battello e per la ferrovia sotterranea come

oratore, pubblicò la sua autobiografia nel 1847, ottenendo un successo secondo solo a quello di Douglass.

- Brown inaugurò vari generi letterari: il primo libro di viaggio nel 1852 (Three years in Europe), il primo

dramma nel 1858 (The Escape), la prima storia militare degli afroamericani negli USA (The Negro in the

American rebellion).

- Clotel si basava su indiscrezioni secondo le quali Thomas Jefferson avrebbe avuto una relazione durata 38

anni e svariati figli da una sua schiava, Sally Hemings, sorellastra mulatta della moglie (indiscrezioni

confermate nel 1998). Brown sottolinea il contrasto tra gli ideali libertari alla base della nazione americana,

di cui Jefferson era un emblema, e un’istituzione feudale come la schiavitù.

- Brown non aggiunge documenti scritti da personaggi bianchi per dimostrare la paternità dell’opera ma si

autocertifica inserendo una versione ridotta e rivista della propria autobiografia all’inizio del libro. In

quest’ultima, Brown parla della propria esperienza in terza persona, citando però brani in prima persona

tratti dalla sua autobiografia del 1847 come fonti primarie e presentandosi quindi al lettore nel nuovo ruolo

di curatore.

- Nel romanzo, racconta le avventure di personaggi fittizi, inventati ma basati sulla realtà, e per far ciò

arricchisce la narrazione di brani tratti da articoli di giornale, racconti di schiavi fuggiaschi da lui incontrati

lavorando per la “ferrovia sotterranea”. Brown vuole far sperimentare la schiavitù attraverso la forza della

sua scrittura.

- Viene inserito nel romanzo un nuovo protagonista, la comunità afroamericana, con una complessità ben

maggiore delle figure stereotipate. Brown opera così nuove sperimentazioni nella forma del romanzo e le

nasconde scegliendo come principali protagoniste delle eroine apparentemente tradizionali, ovvero

mulatte ma così chiare da poter passare per bianche. Questo non implica una capitolazione dell’autore agli

standard estetici e culturali della maggioranza americana bianca. Al contrario, queste passers mettono in

crisi le convinzioni che le differenze razziali fossero chiaramente leggibili e identificabili e che una sola

goccia di sangue nero rendesse irrimediabilmente diversi e inferiori ai bianchi. Brown ridefinisce la

comunità afroamericana come unita non solo dalla condizione di schiavitù ma anche da una storia, una

cultura, una religiosità condivise.

1.3.4 Il romanzo della segregazione

- In The Garies and their friends (1857), Frank J. Webb, nero libero di Philadelphia, narra di un ricco

piantatore bianco del Sud che ha due bambini da una schiava e decide di trasferirsi con lei al Nord per

assicurar loro la libertà. Ma al Nord marito e moglie trovano la morte durante una sommossa razziale.

Anche qui la comunità afroamericana è la protagonista del romanzo, una comunità che crea reti di

supporto, famiglie solide, composta di neri che sono i reali eroi self-made.

- Tematiche e personaggi femminili sono invece trattati in Our Nig; or sketches from the life of a free black

del 1859 di Harriet Wilson, considerato il primo romanzo scritto da una donna nera negli Stati Uniti (anche

se questo è messo in discussione dal ritrovamento di un altro romanzo scritto da una schiava fuggiasca nel

1857). In Our Nig, la Wilson sottolinea come l’oppressione e la marginalità dei neri in schiavitù vengono

riprodotte con modalità diverse nella dipendenza economica e discriminazione sociale contro i neri liberi

negli stati non schiavisti.

- I romanzi di Webb e della Wilson riscossero meno successo di quello di Brown a causa dello scoppio della

guerra civile.

2. DALLA GUERRA CIVILE AL RINASCIMENTO DI HARLEM (1860-1919)

2.1 La guerra civile (1861-65)

- Negli anni 50 dell’Ottocento i rapporti tra gli stati del Nord e quelli del Sud si fecero ancora più tesi e gli

abolizionisti reagirono con forza all’approvazione nel 1850 della Fugitive Slave Law, che sanciva pene gravi

anche negli stati liberi per coloro che aiutavano gli schiavi a fuggire. Non era nemmeno necessario condurre

il presunto fuggitivo in tribunale. Neri liberi vennero arbitrariamente fatti passare per schiavi e venduti.

- Un episodio emblematico, recentemente immortalato da Toni Morrison in Amatissima, fu quello di

Margaret Garner, la quale uccise la figlia di 3 anni pur di evitarle la schiavitù, dopo essere stata raggiunta in

Ohio da cacciatori di schiavi.

- La situazione peggiorò con la sentenza della Corte Suprema del 1857, secondo cui la schiavitù poteva

essere estesa ai nuovi territori dell’Ovest e i nordafricani non erano cittadini americani.

- Nel 1859 fallì l’attacco all’arsenale federale di Harpers Ferry, VI, da parte dell’abolizionista bianco John

Brown.

- Nel 1860, l’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Abraham Lincoln, repubblicano moderato del Nord,

ruppe definitivamente l’equilibrio e, ancor prima che si insediasse, sette stati del sud (MS, FL, SC, AL, GE,

LO, TX) si staccarono dagli Stati Uniti e formarono gli Stati Confederati d’America.

- Gli Stati della Confederazione non accettarono la proposta di Lincoln, secondo cui la schiavitù non sarebbe

stata abolita dove già si praticava ma non sarebbe stata espandibile altrove. Il 12 aprile 1861, i confederati

attaccarono quindi la guarnigione di Fort Sumter, dando il via alla guerra. VI, AR, TE e NC si unirono ai

confederati.

- La guerra civile durò 4 anni (61-65) e fu sanguinosa. Lincoln colpì definitivamente la schiavitù nel Sud con il

Proclama di Emancipazione degli schiavi negli stati confederati (1 gennaio 1863), trasformando la guerra

nella lotta contro la schiavitù. Questa fu effettivamente abolita ma la guerra civile fu una guerra tra due

sistemi economici (Nord più industrializzato, tendenzialmente antischiavista; Sud basato sul lavoro terriero

non pagato degli schiavi).

- Gli afroamericani si offrirono volontari nell’esercito degli US, ma il governo accettò solo dopo due anni,

viste le enormi perdite. Migliaia di donne nere collaborarono come infermiere. Persino gli stati del Sud

arruolarono afroamericani offrendo loro in cambio la libertà.

- Gli Stati della Confederazione si arresero ad Appomattox il 9 aprile 1865.

- Pochi giorni dopo, il 14 aprile, Lincoln e la moglie furono assassinati al Ford’s Theater di Washington da

parte di John Wilkes Booth.

2.2 La ricostruzione

- Gli ex-schiavisti cercarono di ripristinare il controllo sugli schiavi tramite i black codes, leggi che limitavano

le libertà civili degli afroamericani e il loro avanzamento economico e sociale. Per contrastare tali manovre,

nel 1867, i Repubblicani in Congresso si impegnarono a far rispettare i diritti civili dei neri, in particolare

quello di voto.

- Negli anni della ricostruzione vennero approvati importanti emendamenti della costituzione: il 13° (1865)

che aboliva la schiavitù; il 14° (1868) che garantiva la cittadinanza ai neri; il 15° (1870) che ribadiva il diritto

di voto dei neri.

- John Menard fu il primo afroamericano eletto al Congresso, Hiram Rhoades Revels il primo senatore.

- Furono fondate scuole e università afroamericane.

- George Washington Williams pubblicò nel 1883 un’importante History of the Negro Race in America from

1619 to 1880. Vennero pubblicate anche autobiografie di uomini e donne che potevano essere ispirazione

per altri, come quella di Henry Ossian Flipper e Susie King.

- Quando il Congresso restituì ai bianchi quasi tutti i terreni confiscati alla Confederazione, il predominio

bianco al Sud tornò e gli ex-schiavi furono sì liberi, ma nullatenenti, quindi tornarono a lavorare per i loro

padroni.

- Al tempo stesso si costituirono gruppi di matrice razzista e terrorista come il Ku Klux Klan (1866, ancora

oggi attivo), con l’obiettivo di restaurare il potere dei bianchi punendo con linciaggi i neri.

2.3 L’era di Jim Crow

- Questa situazione degenerò ulteriormente e rapidamente dopo il 1877, quando il Nord ritirò le truppe

federali e concesse la non-ingerenza nelle questioni del Sud riguardanti i neri.

- La legislazione che dava garanzie ai neri venne smantellata in pochi anni, con leggi a favore della

segregazione razziale (detta anche Jim Crow, dal nome di un personaggio dei ministrel shows che ballava e i

imitava i neri coperto di nerofumo).

- La separazione delle razze al Sud fu sancita a tutti i livelli: alberghi, ristoranti, carrozze ferroviarie, scuole,

chiese e cimiteri. Questo sistema di Apartheid fu sancito dalla Corte Suprema nel 1896 nello storico caso

Ferguson vs Plessy, un passer che, preso posto nella carrozza per bianchi, comunicò di essere africano e

venne arrestato.

- In questo clima, il terrorismo trovava terreno fertile e le vittime venivano mutilate, linciate e bruciate vive.

2.3.1 I leader afroamericani

- Il più importante leader afroamericano della seconda metà dell’Ottocento fu Booker T. Washington, il

quale racconto la sua vita in Up from Slavery nel 1901. Nato schiavo in VI, dopo l’emancipazione, insegnò in

una scuola per schiavi liberati, per poi fondare un istituto tutto suo. Divenne famoso per il suo discorso ad

Atlanta, GE davanti ad un pubblico bianco, che egli convinse sostenendo che la priorità degli afroamericani

era di avanzare economicamente con la laboriosità e non di lottare per difendere i diritti civili.

- Il compromesso di Atlanta venne considerato da molti altri leader afroamericani come una resa alla

segregazione. L’oppositore più famoso di Booker T. Washington fu William E. B. DuBois, autore di molte

opere storiche e letterarie, tra cui il volume di saggi The souls of black folk, in cui attaccò le idee di

Washington e rivendicò l’importanza per gli afroamericani della difesa dei diritti civili e di un’istruzione

superiore necessaria alla formazione di un’intellighenzia afroamericana che potesse condurre

efficacemente tale lotta.

- DuBois e altri leader afroamericani, tra i quali Trotter, fondarono nel 1905 il Niagara Movement, chiamato

National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) dal 1909. Crisis fu la rivista ufficiale

del movimento e divenne la più letta dai neri. Su questa scia nacquero anche altre associazioni.

2.3.2 I decenni della delusione

- Gli anni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento furono i decenni della delusione. A

causa di segregazioni e violenze, gli afroamericani del Sud si spostarono verso il Nord e verso l’Ovest, il

mitico West dei cowboy. Nel 1917 ci fu la prima ondata della cosiddetta grande migrazione. Più di 2 milioni

di neri si spostarono a Nord.

- L’arruolamento degli uomini durante la IWW, aprì possibilità di lavoro nelle fabbriche alle donne.

- Gli anni successivi alla IWW furono ancora più violenti. Sommosse razziali nelle estati del 1917 e 1918

furono il preludio alla red summer del 1919, con 26 sommosse razziali in varie città.

2.4 La guerra delle immagini

- Si diffusero nella cultura americana stereotipi ancora oggi esistenti e caricature degradanti degli

afroamericani che giustificavano lo sfruttamento razziale. La popolarità dei ministrel shows, spettacoli in cui

attori bianchi dipinti di nero cantavano e ballavano imitando gli afroamericani, continuò ad essere così

enorme da coinvolgere anche attori neri costretti a dipingersi.

- A livello letterario e cinematografico, i neri rimanevano figure secondarie se non invisibili, felici di essere

schiavi.

- Quando nel 1908, Jack Johnson divenne il primo campione afroamericano dei pesi massimi, le sequenze

filmate in cui metteva al tappeto il bianco Tommy Burns offesero gli stessi bianchi e vennero ritirate.

- Nonostante tutto, la creatività artistica degli afroamericani continuò a crescere. Citiamo Ira Aldrige, attore

shakespeariano e Elizabeth Taylor Greenfield, cantante dell’opera.

- A partire dagli anni 70 dell’Ottocento, gli spiritual furono apprezzati da un vasto pubblico grazie ai Jubilee

Eisk Singers. Si affermarono anche il pianista Scott Joplin e Matilda Sissirietta Jones.

- Il primo film prodotto e diretto da un afroamericano fu realizzato a Chicago nel 1910 da William Foster.

Noble Johnson fondò insieme al fratello una casa cinematografica, la Lincoln. Tanti gli autori teatrali, come

Hopkins, Easton, Dunbar, DuBois.

- Nacquero molte riviste e case editrici afroamericane.

- Gli afroamericani non producevano solo opere propagandistiche ma figurazioni avvincenti e innovative

che esprimessero la complessità umana e il loro patrimonio culturale.

2.5 Una grande stagione della narrativa

- Il trionfo del romanzo realista trovò il suo maggiore e più famoso esponente afroamericano in Charles W.

Chesnutt, famoso per alcuni racconti pubblicati nel volume The conjure woman del 1899 e narrati dallo

schiavo Uncle Julius in dialetto afroamericano, ricco di immagini e doppi sensi riguardanti la vita dei neri

durante la schiavitù. Il fatto che l’autore fosse afroamericano fu noto nonostante Chesnutt avesse provato

a nasconderlo per essere giudicato in maniera imparziale e questo influenzò le vendite e le reazioni del

pubblico ai romanzi successivi, come The House behind the Cedars.

2.5.1 La narrativa utopica afroamericana

- Gli autori afroamericani si trovarono a gestire un doppio pubblico, bianco e nero.

- La letteratura veniva vista come strumento di elevazione razziale.

- Lo sviluppo della narrativa utopica afroamericana è imperniata sulla costruzione di una società presentata

come ideale rispetto a quella contemporanea, quindi si presta alla critica sociale.

- Mentre nei classici europei e americani bianchi il viaggio utopico consiste in uno straordinario

spostamento nello spazio o nel tempo che porta il protagonista in mondi sconosciuti, le utopie

afroamericane sono situate nel presente degli autori e raccontano di neri che si ribellano al pregiudizio e

alla segregazione, come nel caso dei romanzi di Griggs e Harper. Le utopie mettono in discussione

l’esistenza di due mondi paralleli, uno bianco e uno nero.

2.6 L’era della donna nera

- Definiti ‘l’era della donna nera’ a causa della visibilità delle donne afroamericane in tutti i campi: club

femminili politici e culturali, il primo giornale delle donne afroamericane, la National Association of Colored

Women del 1896, romanziere fondamentali come Harper, Hopkins e Johnson, poetesse come Dunbar-

Nelson e Forten Grimke, drammaturghe come Tillman, saggiste e giornaliste come Cooper e Matthews.

- Frances E. W. Harper dopo la guerra civile pubblicò a puntate tre romanzi sulla rivista Christian Recorder.

La trama del primo, Minnie’s sacrifice, verrà ripresa e rivista in Iola Leroy, del 1892, la cui omonima

protagonista è una passer, rapita e portata al Sud in schiavitù dopo la morte del padre. Liberata durante la

guerra civile dall’esercito, Iola rifiuta di sposarsi con un bianco e di passare per bianca e va alla ricerca della

madre e del fratello dai quali era stata separata. Riunitasi con la famiglia ritrova la felicità.

2.6.1 La razza invisibile

- Amelia E. Johnson è un’altra esponente di quest’era. Con Clarence and Corinne (1890) divenne la prima

donna e la prima afroamericana a pubblicare romanzi di narrativa per ragazzi. La Johnson tratta temi come

povertà, alcolismo, disgregazione familiare, problemi degli adolescenti.

2.7 So perché canta l’uccello che è in gabbia

- Anche la carriera di Paul Laurence Dunbar risentì delle limitazioni che i pregiudizi dell’epoca imponevano

alla ricezione di opere scritte da afroamericani. Il genio poetico di Dunbar si sviluppò da un lato con poesie

in inglese standard, come We wear the mask e Sympathy, dall’altro con poesie scritte in dialetto

afroamericano, molto espressive, come When Malindy sings e An Ante-Bellum Sermon.

- Le poesie dialettali di Dunbar soddisfacevano i lettori bianchi per versioni romanticizzate e spensierate

della vita afroamericana.

- Come l’uccello in gabbia descritto in Sympathy, il cui canto di dolore per la mancanza di libertà viene

frainteso come un canto di gioia, anche Dunbar si trovò a lamentare il fatto che il pubblico ignorasse i suoi

sforzi poetici più seri per ammirare le filastrocche.

- Albery Allson Withman scrisse poemi epici a fine Ottocento. Celebravano la sete di libertà e l’eroismo

degli afroamericani oppressi.

- Alice Dunbar-Nelson, moglie di Paul, esplorò in modo non tradizionale i limiti della condizione femminile

in poesie come I sit and sew.

- Fenton Johnson recuperò forme artistiche afroamericane come gli spiritual e i blues, anticipando soluzioni

caratteristiche del Rinascimento di Harlem.

3. DAL RINASCIMENTO DI HARLEM ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE (1919-40)

3.1 Harlem: la Mecca nera

- Il 1919 passò alla storia per l’estate rossa, in cui scoppiarono sommosse razziali in molte città americane,

tra cui Chicago, ma fu anche l’anno in cui Claude McKay pubblicò il sonetto If we must die, evento che

alcuni studiosi hanno scelto come data convenzionale per segnare l’inizio del Rinascimento di Harlem.

- Le discriminazioni razziali rimasero dominanti nonostante l’entusiasmo di molti bianchi per la cultura

afroamericana, soprattutto per la musica. I membri del KKK lievitarono a oltre due milioni.

- A queste tendenze si contrapposero le associazioni politiche e culturali afroamericane: la NAACP, la

National Urban League, la Universal Negro Improvement Association (UNIA), fondata nel 1916 da Marcus

Garvey, con un seguito di oltre un milione di persone.

- Anche se gli afroamericani non considerassero l’emigrazione in Africa proposta da Garvey come

un’alternativa, lo sforzo del leader della UNIA fu apprezzato.

- Il Rinascimento di Harlem è stato così definito in virtù dell’esplosione di creatività artistica afroamericana

che ebbe luogo in varie città degli Stati Uniti negli anni venti, ma in modo particolare ad Harlem, NYC,

quartiere residenziale della media e alta borghesia bianca, in seguito aperto e popolato dai neri di tutte le

classi sociali, artisti e scrittori inclusi. Harlem venne definita la “Mecca nera”, centro di sperimentazione

nelle arti, nello spettacolo, nella musica, nella letteratura.

- Questo decennio è noto come Jazz Age, nuovo genere musicale nato a New Orleans, LO, diffusosi in tutta

la nazione e affermatosi a NY e Chicago.

- Famosissimi divennero Louis Armstrong, Fletcher Henderson, Mamie Smith, Ethel Waters, Bessie Smith, il

cui primo disco vendette un milione di copie nel 1923.

- Gli afroamericani videro diminuire la possibilità di frequentare alcuni locali nei loro stessi quartieri ed

erano ammessi solo in particolari serate, come artisti o dipendenti.

- Il successo della musica afroamericana arrivò a Broadway, dove emersero Paul Robeson, Florence Mills e

Josephine Baker, la quale espatriò a Parigi e usò la propria fama a favore degli alleati e dei diritti civili.

- Nel teatro emersero talenti come Randolph Edmonds, Garland Anderson e Willis Richardson.

- Nel cinema fu di spicco il regista afroamericano Oscar Micheaux, noto anche come romanziere e direttore

di più di quaranta film, tra cui Within Our Gates e Il cantante di Jazz, primo film sonoro statunitense.

- I ruoli interpretati dagli afroamericani continuavano però ad essere semplici e secondari, come accade in

Via col vento (1938), in cui Hattie McDaniel interpreta la fedele bambinaia di colore.

3.2 I nuovi neri

- Anche in letteratura i neri cominciarono ad essere di moda, con le case editrici importanti che

pubblicavano testi di autori afroamericani. Gli stereotipi prevalenti tra i bianchi non erano svaniti, ma gli

scrittori afroamericani potevano ora contare su un pubblico nero più ampio e sul forte senso della

comunità afroamericana.

- Tra le riviste importanti ci furono Crisis, Messenger, Negro World, Opportunity.

- Portavoce e teorico del New Negro Movement, fu l’intellettuale Alain Locke, professore di filosofia alla

Howard e autore dell’antologia The New Negro nel 1925, nell’introduzione della quale egli celebrava la

determinazione e la fiducia in sé dei nuovi neri.

3.2.1 Anticipazioni del nuovo nero

- Il Rinascimento di Harlem affondava le radici nel passato. Il termine stesso “nuovo nero” era stato usato

da Sutton E. Griggs nel romanzo Imperium in Imperio del 1899.

- Gli elementi della tradizione afroamericana vennero rielaborati in maniera originale durante il

Rinascimento di Harlem, molto evidente, questo, leggendo l’Autobiografia di un ex uomo di colore di James

Weldon Johnson, romanzo pubblicato nel 1912 e di successo nel 1927, una volta ristampato.

- Quest’autobiografia fittizia è raccontata in prima persona da un narratore che non rivela il proprio nome

perché un passer che ha raggiunto una posizione sociale privilegiata che verrebbe messa a rischio in caso di

rivelazione. Nel raccontare la propria vita, il narratore si dimostra presto inaffidabile in quanto la sua

ambizione a presentarsi come eroe della razza si scontra con una viltà e autocommiserazione.

3.2.2 Tuttavia mi fa meravigliare

- Voci poetiche originali furono anche Gwendolyn B. Bennett, Helene Johnson, Anne Spencer, Georgia

Douglas Johnson, considerata la poetessa più importante e prolifica di Harlem, autrice di tre volumi di

poesie, The heart of a woman, in cui descrive il ruolo dell’amore nella vita delle donne.

- I più celebrati poeti del Rinascimento di Harlem furono scrittori come J. Toomer, C. Cullen, L. Hughes, S.

Brown, A. Bontemps.

- Nel 1923, Jean Toomer pubblicò uno dei capolavori del movimento del nuovo nero, Canne, il quale

alternava poesie a racconti scritti in prosa raffinata.

- Due anni dopo, Cullen si affermava come il poeta afroamericano più famoso dell’epoca con Color.

3.2.3 Poesia e jazz

- Hughes fu lo scrittore più versatile e sperimentale del Rinascimento di Harlem. Pubblico il suo saggio The


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ferrisbueller di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura americana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Zaccaria Paola.

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