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cap2)GOVERNO E CULTURA POLITICA IN EPOCA PRERIVOLUZIONARIA

Il nord America possedeva istituzioni di autogoverno locale che comprendevano consigli cittadini e

di contea culminanti nell’assemblea o camera bassa,formata da deputati eletti dagli abitanti.

L’assemblea si affiancava al governatore e ai consigli provinciali(di nomina regia) e dopo la

Gloriosa rivoluzione cominciò a reclamare l’esercizio del potere legislativo autonomo in un sistema

di governo rappresentativo che aveva lo scopo di difendere i diritti dei sudditi.

I rapporti tra questi nuovi organi e l’autorità imperiale furono occasione di conflitto numerose

volte,ma contribuì a un grado di rappresentatività per la popolazione tale che il numero di uomini

ammessi al voto era quadruplo rispetto alla madrepatria.

I governatori,nominati dal re,agivano da suoi rappresentanti e ne incarnavano l’autorità

imperiale(espressa mediante le istituzioni regie).

Essi erano assistiti dal consiglio e avevano i compiti di veto legislativo,nomina dei funzionari e

giudici,potere di sciogliere le assemblee.Ciò urtava l’opinione politica orientata verso l’ideologia

Whig.Nel corso del settecento le assemblee erano riuscite ad avanzare d’importanza e a mantenere

il controllo su gran parte delle decisioni riguardanti procedure e regolamenti interni .

Le crescenti competenze in materia finanziaria avevano posto nelle mani di queste ultime uno

strumento a svantaggio del potere esecutivo che diedero voce a un presentimento di distacco ormai

radicato nella cultura e nella mentalità di quel periodo.

L’effettiva separazione avvenne nel 1764 in seguito a una crisi innescata dalla politica britannica .

UN “UNHAPPY NEW SYSTEM OF POLITICS”(1763-1765)

cap1)I PRIMI TENTATIVI DI RIFORMA (1748-1756)

La politica imperiale che prese forma dopo il 1763 può essere rinviata a un progetto di

riorganizzazione dell’impero già elaborato tra il 1752 e il 1754:in esso si aspirava ad un’unione del

Nordamerica sotto un governatore generale a scopo difensivo,ma il progetto fu rimandato a causa

delle guerre con la Francia e la Spagna.Questo disegno politico costituì una minaccia per i diritti e

le libertà coloniali in seguito alle misure legislative adottate dal governo britannico dopo il 1763.

cap2)LA POLITICA IMPERIALE DEI PRIMI ANNI SESSANTA

Dopo la pace di Parigi,i governanti inglesi si trovarono alle prese con un enorme debito pubblico

da saldare senza poter contare sull’appoggio della madrepatria.

Il ministero in carica programmò allora la difesa e la colonizzazione dei territori occidentali e la

risoluzione di problemi di tipo finanziario riguardanti il commercio coloniale.

I “provvedimenti di Grenville”mirarono quindi a rafforzare il controllo dell’Inghilterra

sull’Irlanda,l’India e l’America per poter ottenere un contributo al finanziamento del governo

dell’impero.

La “Royal Proclamation”(1763) fu una forma di organizzazione dei territori conquistati in

Nordamerica e nelle Antille e dette vita a quattro nuove province regie mentre i territori dell’Ovest

continentale furono posti sotto la sovranità della Corona.Ciò impose il divieto a privati coloni di

insediarsi nelle riserve indiane e impose il possesso di una speciale licenza per il commercio con

questi ultimi per evitare contrasti tra rapporti coloniali.

Con il “Sugar act”(1764) si volle evitare le evasioni dai dazi sulle melasse straniere abbassando le

tariffe,ma continuando nella riscossione puntualissima del denaro in quanto le entrate fiscali erano il

cardine del sistema mercantilistico.

Il “currency act”(1764) proibì le emissioni di titoli cartacei o estensioni della validità di quelli già

emessi.A questo si aggiunse nel 1765 il “Quartering act” che stabilì l’obbligo per le colonie di

fornire viveri e alloggio alle truppe britanniche e lasciò alle assemblee coloniali il compito di

provvedere creando potenziali ed ulteriori scontri.

Lo “Stamp act” (1765)introdusse i diritti di bollo su documenti,atti e carta stampata.

Essa fu preceduta da consultazioni tra agenti coloniali e membri dell’amministrazione britannici ed

emerse così il problema del diritto di tassazione del Parlamento inglese sulle colonie e dell’origine

del Parlamento come supremo organo legislativo dell’impero.

In America vi era l’opinione diffusa che nessun cittadino dovesse essere tassato se non era

rappresentato direttamente ,mentre in Inghilterra non ci si poneva alcun interrogativo al riguardo in

quanto la carattere legislativo del Parlamento rappresentava il regno intero senza dover

rappresentare necessariamente ogni singolo cittadino.

I provvedimenti inglesi giunti in America negli anni 1764-1765 furono definiti dagli americani un

“unhappy new system of politics”.

LE PRIME CRISI NELLE RELAZIONI COLONIALI (1765-1770)

Dopo l’emanazione dello “Stamp act”la libertà di stampa nelle colonie permise l’analisi e la critica

dei provvedimenti apportati dagli inglesi negli ultimi tempi e a prese di posizione sempre più

definite .I rapporti tra colonie e madrepatria non ritorneranno mai più come prima.

Le colonie difendevano l’autonomia legislativa interna rispetto all’autorità parlamentare

riconosciuta solo nelle materie imperiali.

cap1)TASSAZIONE E LEGISLAZIONE NEI DIBATTITI DEI PRIMI ANNI SESSANTA

Per una tassazione legittima dei coloni da parte del Parlamento,l’unica soluzione era quella di

introdurre una rappresentanza coloniale nel Parlamento inglese.

Questa soluzione venne in seguito scartata da entrambe le parti per le difficoltà di attuazione.

Si reclamò quindi il diritto di essere governati da leggi prodotte dal consenso diretto dei sudditi e di

rifiutare oltre alla tassazione anche la legislazione se non ci fosse stata alcuna rappresentanza.

Si cominciarono a verificare atti di boicottaggio verso l’autorità britannica come assalti agli uffici

del bollo oppure la distruzione di carta bollata per impedire l’applicazione dello “Stamp act”e il

boicottaggio dei beni inglesi d’importazione.

Con il “Declaratory act” (1766) si persero le ultime speranze di riappacificazione in quanto in esso

veniva dichiarato il potere del Parlamento di legiferare per le colonie.

cap2)LA CRISI SI RINNOVA (1767-1770)

Nel 1767 il nuovo ministero presieduto da Charles Townshend,membro del governo di William

Pitt,predispose nuove misure finanziarie per le colonie,proibì ai governatori coloniali di approvare

le leggi con cui l’assemblea modificasse la sua costituzione locale,creò il primo Segretariato per le

colonie americane(1768),istituì tre nuove corti di Viceammiragliato(1768).

Tutto ciò contribuì ad alimentare le preoccupazioni sulla limitazione dei diritti e delle libertà

americane e la situazione di tensione precipitò dopo l’arrivo delle truppe richieste dal governatore

del Massachussets a tutela dell’ordine pubblico,sconvolto dalla vivaci proteste dell’opinione

pubblica.

Nel 1770 salì al governo Lord North che abrogò le leggi di Townshend,le quali avevano

danneggiato i mercanti britannici (per via della non-importazione) mantenendo però la tassazione

del tè.I nuovi provvedimenti non furono apprezzati:gli americani esigevano il riconoscimento dei

diritti percepiti come fondamentali e il loro obiettivo era l’unificazione tra Gran Bretagna e colonie

in un unico impero in cui tutti i sudditi godessero degli stessi diritti.

Dopo l’episodio del massacro di Boston l’aggressione e la tensione coloniali si attenuarono e tra il

1770 e il 1773 vi fu un periodo di quiete.Ma la situazione non era ancora stata risolta e non si era

fatto nessun passo avanti,permanevano in alcune colonie condizioni di tensione.

LA FRATTURA SI AVVICINA (1770-1776)

cap1)”UN PIANO DIABOLICO DI ASSERVIMENTO” (1773-1774)

La situazione nel 1773 non si era placata.La conflittualità tra le colonie e il Parlamento inglese si

inaspriva sempre di più,tanto che i “sons of liberty”di New York denunciarono il progetto

ministeriale inglese per l’introduzione della schiavitù e di un governo arbitrario,”un piano diabolico

per asservire l’America”.Così nel 1773 avvenne il famoso episodio del lancio nel mare di Boston

delle casse del tè inglese.Fu la scintilla che fece scoccare la rivoluzione.

Il governo di North varò una serie di provvedimenti severi chiamati “Coercive o Intolerable acts”.

Seguì il “Quebec act”del 1774 che concedeva tolleranza religiosa nell’ex colonia francese e le

annetteva territori occidentali.


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Exxodus

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia Moderna, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Rivoluzione Americana, Abbattista. Gli argomenti trattati sono: i fattori socio-economici che portarono allo scoppio della rivoluzione, il nordamerica britannico dopo la guerra anglo-francese per l’impero, il primo impero britannico e l’America, il governo e la cultura politica in epoca pre e post rivoluzionaria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in culture e letterature del mondo moderno
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Roggero Martina.

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