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CRITICA DELLA RAGION

PURA

DOTTRINA TRASCENDENTALE DEGLI ELEMENTI

INTRODUZIONE

La conoscenza proviene dall’ esperienza. L’esperienza è costruita dall’intelletto,

strutturando i dati della sensibilità. La conoscenza non può precedere temporalmente

l’esperienza. Conoscere significa sintetizzare sensazioni e concetti.

Esistono diversi tipi di conoscenza:

Empiriche/a posteriori

 pure;

A priori, se assolutamente indipendenti dall’esperienza sono si distinguono da

 quelle empiriche per

Fattore di necessità

o Fattore di universalità

o necessariamente

L’esperienza per avere certezze deve basarsi su elementi a priori per

avere certezze, la filosofia ha bisogno di una scienza che determini la possibilità, i principi

e l’ambito di tutte le conoscenze a priori.

assoluti

La scienza che si occupa dei concetti (Dio, libertà…) è la metafisica, essa procede

dogmi.

per

La nostra conoscenza si articola in giudizi, ossia connettendo un soggetto con un

predicato, i giudizi possono essere:

Analitici, il predicato appartiene al soggetto come qualcosa contenuto

 necessariamente di spiegazione

in esso, sono giudizi estensione.

Sintetici, il predicato si trova al di fuori del soggetto, sono giudizi di

 tutto ciò che accade ha una causa

Sintetici a priori, es. , non è analitico perché dal

 concetto di accadere non è derivabile il concetto di causa; non è sintetico perché ha

caratteristiche di necessità e universalità.

L’obiettivo della Critica è quello di comprendere come sono possibili e come si formano

questi concetti. Recuperare la rete dei concetti puri, necessari per l’esperienza.

I giudizi della logica sono tutti analitici

I giudizi della matematica sono tutti sintetici, essi infatti hanno bisogno di una

intuizione pura,

dimostrazione, necessitando un ricorso all’intuizione, questa è detta

perché non si rivolge ai dati dell’esperienza, opera infatti applicando concetti a pure

determinazioni spazio-temporali.

La fisica è un mix di giudizi sintetici a priori e a posteriori, il fisico ricostruisce la natura

secondo principi di natura universale, che vengono sottoposti a verifiche di natura

empirica. Anche la metafisica procede per conoscenze sintetiche a priori, ma i suoi giudizi

non sono verificabili empiricamente.

I problemi che Kant si pone sono: “come sono possibili i giudizi sintetici a priori?” “come

sono possibili la matematica e la fisica pure?” “Com’è possibile la metafisica come

disposizione naturale?” “com’è possibile la metafisica come scienza?”

C’è bisogno di una scienza che indaghi gli elementi a priori delle nostre facoltà cognitive,

la ragion pura è la facoltà che fornisce i principi della conoscenza a priori. L’indagine sarà

trascendentale

di tipo ossia indagherà un’indagine rivolta alle modalità conoscitive a

priori. ESTETICA TRASCENDENTALE

sensibilità,

È la scienza di tutti i principi a priori della ossia la generale capacità di produrre

rappresentazioni. Analisi delle condizioni a priori che strutturano la nostra attività di

l’intuizione,

percezione. Il mezzo della conoscenza sensibile è essa si presenta solo in

presenza di un oggetto dato, ossia quando l’oggetto modifica il nostro animo. Le

intuitive.

rappresentazioni sono dunque

L’intuizione è immediata (non-mediata) e coglie l’individualità di un oggetto. sensazione,

L’effetto prodotto dall’impatto di un oggetto con la nostra sensibilità si chiama

apparenza/fenomeno,

l’oggetto indeterminato di un’intuizione si chiama l’intuizione che si

empirica.

riferisce all’oggetto mediante sensazione è detta

In ogni apparenza/fenomeno c’è:

Forma: ciò che premette al molteplice dei fenomeni di essere ordinato in precisi

 rapporti, è a priori

Materia: è la controparte della sensazione, ciò che nel mondo corrisponde alla

 nostra sensazione, è a posteriori

In ogni apparenza c’è molteplicità e ordine, la prima fornita dalla sensazione, la seconda

intuizioni pure,

dalle le sensazioni infatti non possono produrre ordine, essendo sempre a

posteriori, l’ordine invece deve avere a che fare con l’a priori. l’intuizione

La materia delle sensazioni viene sottoposta a una intelaiatura di relazioni,

pura forma pura della sensibilità

ossia la nella quale non si ritrova nulla di ciò che

scomposizione

appartiene alla sensazione. È pensabile come il risultato di una

trascendentale: togliendo da una rappresentazione tutto ciò che l’intelletto pensa in

proposito e tutto ciò che proviene dalla sensazione (sostanza, forza, divisibilità… ma anche

colore, durezza…), rimango con soltanto estensione e figura, che appartengono a priori

all’animo come semplice forma della sensibilità, in quanto elementi di natura puramente

relazionale (es preposizioni all’interno di una frase). forma della sensibilità

L’intuizione pura è una condizione epistemica è una

DELLO SPAZIO

ESPOSIZIONE METAFISICA (CONCETTO COME DATO A PRIORI)

Lo spazio è a priori e non è un concetto ma un’intuizione, lo spazio infatti è una

rappresentazione dell’esterno del nostro animo, ci possiamo rappresentare gli oggetti

come fuori di noi grazie al senso esterno che è una proprietà del nostro animo. L’esterno

figura, grandezza e relazione.

del nostro animo viene rappresentato tramite

Lo spazio è un concetto relazionale, per questo non può essere nelle cose in sé ma nella

soggettività, è un’intuizione, ossia operazioni della sensibilità, perché di figura, grandezza

e relazione non sia ha sensazione.

Lo spazio è a priori, non possiamo immaginare rappresentazioni al di fuori di esso. Si

presenta come unico (condizione della molteplicità degli oggetti) e infinito (non

determinabile quantitativamente), per questo non può essere affrontato concettualmente,

il concetto è una struttura che determina, per funzionare ha bisogno di un dato

classificabile, ma lo spazio eccede la datità empirica.

Lo spazio è l’intuizione del tutto, un infinito in atto, in quanto intuizione non classifica, ma

istituisce le condizioni della rappresentabilità, è una condizione d’ordine e in quanto tale al

di là della sfera concettuale.

ESPOSIZIONE TRASCENDENTALE (COME IL CONCETTO PRODUCA

CONOSCENZE QUANDO RIFERITO AD OGGETTI)

La geometria determina le proprietà dello spazio sinteticamente ma a priori, di

conseguenza lo spazio, per permettere una cosa simile dovrà essere un’intuizione a priori,

perché da un concetto non si possono trarre proposizioni che lo oltrepassino. Le

proposizioni della geometria sono apodittiche (necessarie), ma non possono venire

dall’esperienza. Un’intuizione esterna di questo tipo potrà trovarsi solo nel soggetto n

quanto disposizione formale ad essere affetto da oggetti, soltanto dunque come forma del

senso esterno generale. DEL TEMPO

ESPOSIZIONE METAFISICA (CONCETTO COME DATO A PRIORI)

Il tempo, come lo spazio, è forma pura della sensibilità. È la condizione di ordinamento dei

fenomeni in simultanei o successivi. Condizione di possibilità dei fenomeni in generale,

come per lo spazio, non è possibile pensare fenomeni al di fuori del tempo, poiché è esso

stesso l’attività del porre in sequenza. Permette al soggetto di produrre un’auto-intuizione

fondamentale, la forma di accesso più elementare di cui il soggetto dispone per intuire sé

stesso, sulla quale si basa anche l’esperienza della spazialità. Senza l’auto-intuizione

permessa dal tempo il soggetto non potrebbe configurarsi come stabile e quindi come

soggetto vero e proprio. Il tempo permette questo in quanto permette al soggetto di

continuamente medesimo. senso interno.

intuirsi come Il tempo è la forma del nostro

Il soggetto dispone di una vita interiore organizzata, il tempo è la struttura relazionale che

tiene insieme più momenti della presenzialità dell’istante: la protensione verso il futuro e

la traccia del passato. Il soggetto dunque è sia forma rappresentate sia dato

rappresentato, per questo il tempo rappresenta la struttura fondamentale della

soggettività.

ESPOSIZIONE TRASCENDENTALE (COME IL CONCETTO PRODUCA

CONOSCENZE QUANDO RIFERITO AD OGGETTI)

Il tempo è la condizione del concetto di mutamento e movimento, soltanto tramite

l’intuizione del tempo si può concepire il collegarsi di uno e medesimo oggetto di predicati

opposti in modo contraddittorio.

LOGICA TRASCENDENTALE

Si occupa dell’intelletto, la facoltà che produce pensieri e conoscenze. Esso presuppone la

raccolta di informazioni della sensibilità e interviene su di essa attraverso classificazioni

funzionali. Il pensiero è un’operazione sintetica, connette. La sua attività non deriva dalla

natura degli oggetti, può dunque, cadere in errore, o rivolgersi su sé stesso creando

concetti vuoti.

Anche il pensiero possiede delle forme a priori: le categorie o concetti puri; essi

istituiscono operazioni logiche, contengono la forma del pensiero in generale.

Kant distingue la logica generale in diversi modi

Logica dell’uso generale dell’intelletto, che comprende le leggi assolutamente

 necessarie del pensiero, astraendo dagli oggetti

Logica dell’uso speciale dell’intelletto, riguarda le regole delle singole discipline

Un’altra divisione è quella fra

Logica pura, che astrae da tutte le condizioni empiriche

 Logica applicata, “strumento purificatore” poggia sui contenuti empirici, riguarda la

 psicologia

La logica trascendentale invece è un pensiero puro, che si occupa dei rapporti che

riguardano l’origine della nostra conoscenza di oggetti. Trascendentale non è tutta la

conoscenza a priori, ma soltanto quella mediante cui noi riconosciamo che e come certe

rappresentazioni vengono applicate o sono possibili unicamente a priori.

La logica trascendentale ha a che fare con le leggi dell’intelletto e della ragione, in quanto

esse sono riferite a priori ad oggetti.

Si occupa di stabilire come da una rappresentazione individuale e volumetrica si passi a un

concetto, ossia a una dimensione universale e determinata. Indaga dunque le condizioni di

oggettivizzazione delle intuizioni.

La logica trascendentale, proprio come quella generale si divide in analitica e dialettica;

per la logica generale analitico sta a significare rintracciare i principi operativi e

funzionalità di base, mentre dialettica è la logica dell’apparenza, che scambia l’attività

classificatoria con attività conoscitiva.

La logica trascendentale si divide dunque in:

Analitica trascendentale, che espone gli elementi della conoscenza pura

 dell’intelletto, riguarda la possibilità di accordo tra pensiero e oggetti

Dialettica trascendentale, uso materiale dei concetti dell’intelletto puro

 ANALITICA TRASCENDENTALE

Compito dell’analitica è scomposizione della conoscenza a priori:

Muovendo da conoscenze a priori e isolando gli elementi puri

 Selezionare solo gli elementi puri dell’intelletto

 Gli elementi puri devono esser elementari

 La mappatura dev’essere completa

 un’idea della totalità

La completezza si può raggiungere solo mediante della conoscenza a

priori dell’intelletto e attraverso la divisione dei concetti che costituiscono questa

compiutezza aggregazione.

conoscenza. La è contrapposta alla La scomposizione analitica

presuppone un’unità dell’intelletto, definita da Kant come “sussistente per sé stessa

autosufficiente”, un unum per sé, l’unità va decifrata come una totalità di articolazioni,

pensiero e concetti sono infatti condizioni di manifestazione l’uno dell’altro. L’intelletto

sistema di funzioni integrate,

funziona attraverso un qualora cessasse questa unità

funzionale verrebbe compromessa l’unità mentale.

ANALITICA DEI CONCETTI

PER IL FILO CONDUTTORE PER LA SCOPERTA DI TUTTI I CONCETTI PURI

DELL’INTELLETTO

I concetti si basano su funzioni, funzione è l’atto di classificare ordinando diverse

rappresentazioni sotto una rappresentazione comune. Esso è spontaneo in quanto la sua

attività non proviene dalle rappresentazioni sensibili, ma agisce su di esse.

giudica.

Attraverso i concetti l’intelletto Giudizio è l’attribuzione di una rappresentazione

ad un’altra, l’attribuzione di una rappresentazione comune a rappresentazioni molteplici. I

giudizi sono portatori di unità. L’intelletto è una unità sussistente per sé stessa

autosufficiente, ossia un’attività, l’attività di giudicare. La facoltà di giudicare/i giudizi sono

dunque funzioni dell’unità.

Dunque per trovare tutte le funzioni dell’intelletto bisogna trovare tutte le funzioni del

giudicare, i modi del giudicare infatti non sono infiniti come i pensieri. Stabilendo dunque

funzioni

quali sono le modalità tipiche del giudicare sarà possibile ricostruire per intero le

dell’unità di cui sono portatori, ricostruendo per intero l’attività pura dell’intelletto.

Kant riconduce le forme possibili dei giudizi a quattro tipologie:

I. Quantità (universali, particolari, singolari)

II. Qualità (affermativi, negativi, infiniti)

III. Relazione (categorici, ipotetici, disgiuntivi)

IV. Modalità (problematici, assertori, apodittici)

Nei giudizi si coglie una forma di unificazione (sintesi), la sintesi è dunque un atto che

coinvolge rappresentazioni, lega e crea nuove unità, trasforma un insieme di sensazioni

in quanto

individuali in qualcosa di riconoscibili oggetto, ha bisogno di un molteplice da

sintetizzare sia a priori che empirico, costruisce conoscenze, è effetto della capacità di

immaginazione, è riportata a concetti dall’intelletto.

sintesi generale,

La capacità di immaginazione produce una che deve poi essere riportata

a concetti. Si delinea dunque una struttura tripartita: raccolta del molteplice della

sensibilità secondo intuizioni, sintesi generale dell’immaginazione, sintesi per concetti

dell’intelletto.

Questa struttura tripartita va letta dall’alto verso il basso, mettendo al contro l’attività

sintetica, questo è dovuto alla natura dell’immaginazione. Questa facoltà appartiene da un

lato dell’intelletto, dall’altro è in grado di interagire con le determinazioni temporali

nell’intuizione, essa opera una sintesi figurata a partire dalla molteplicità di forme spazio-

temporali, poiché essa è in grado di rappresentarsi gli oggetti anche in assenza di

intuizioni (produce possibili schemi di rappresentazione). questi schemi elementari

tipiche

rendono le relazioni spaziotemporali. All’oggetto schematizzato si rivolge il

concetto puro dell’intelletto, questi concetti puri (categorie), derivati dalla tavola dei

concetti radicali dell’intelletto puro funzioni

giudizi, sono ovvero in grado di produrre

legami logici.

La tavola dei concetti puri dell’intelletto (categorie) ossia dei possibili tipi di giudizi è la

seguente:

I. Della quantità (unità, pluralità, totalità)

II. Della qualità (affermazione, negazione, limitazione)

III. Della relazione (sussistenza, causalità e dipendenza, reciprocità)

IV. Della modalità (possibilità, esistenza, necessità)

Questi concetti puri non sono dunque derivati dall’esperienza, ma modi di concatenare

rappresentazioni sotto il segno della determinazione logica. Le categorie prefigurano la

possibilità di organizzare logicamente l’assimilazione di dati intuitivi, sono le norme

attraverso le quali il soggetto può “incontrare” il mondo. Le categorie mettono a

disposizione del soggetto codici formali che gli permettono di rappresentare una

determinata porzione di realtà, l’uso effettivo di tali categorie oltrepassa la loro struttura

logica e ha a che fare con altre considerazioni (sociali, psicologiche, culturali…).

È soltanto a questo livello di “reti categoriali” che il soggetto fa proprio il mondo reale e

diventa un vero e proprio soggetto conoscente.

Kant suddivide le categorie in matematiche (quantità e qualità) e dinamiche (relazione e

modalità), le prime sono rivolte all’intuizione, fanno sorgere oggetti; le seconde si

rivolgono ad oggetti già rappresentati e li considerano come centri di relazione.

L’aspetto formale (le categorie), presente negli oggetti, che li rende omogenei, è ciò che

permette di individuare proprietà e leggi di generalizzazione e dunque è la possibilità della

fisica.

DEDUZIONE DEI CONCETTI PURI DELL’INTELLETTO

Alcuni concetti non hanno bisogno di giustificazione, perché abbiamo sempre la possibilità

di darne una prova empirica (es. il concetto di cane), ma alcuni invece non hanno riscontri

nell’esperienza (libertà, storia, arte…) questi concetti, fra cui proprio i concetti puri

dell’intelletto (categorie), e c’è bisogno di una deduzione trascendentale di essi, per

dimostrare come veramente possano riferirsi universalmente agli ogget

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

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