Storia di Christina di Francia e l'espansione di Torino
Il ruolo di Christina di Francia
Christina di Francia fu reggente in nome del figlio Carlo Emanuele II (CEM) e influenzò notevolmente la città di Torino. Durante la sua reggenza, il Palazzo Reale fu separato dalla città con uno spazio interno riservato alla corte, proseguendo verso il palazzo ducale. Al di là della cancellata, la città continuava a espandersi.
L'espansione sotto Carlo Emanuele II
Con il passaggio a CEM II, si consolidò il ruolo della capitale e si continuò con il disegno della bastionata. CEM II progettava di espandere la città con un secondo ampliamento verso il Po, nella direzione di levante, ossia verso est. Sebbene l'idea fosse sua, la sua improvvisa morte aprì la strada alla seconda moglie di CEM II. Questo secondo matrimonio, meno appariscente, permise l'esecuzione del progetto di espansione di CEM.
Interventi di Maria Giovanna
Nella città nuova, le costruzioni erano di Maria mentre le strade di CEM, con Maria che ridensificava e CEM che espandeva le strade. L'asse portante di questa nuova espansione era la contrada nova di levante (via Po), un ridisegno regolarizzato di una contrada preesistente, la contrada della calle. Questa diventò un elemento prioritario su cui si disegnò una palizzata formata da palazzi omogenei con porticati. Al termine della contrada, che si impermea sul castello verso il Po, si trovava un'esedra (semicerchio) che conduceva in piazza Vittorio. Al limitare dell'esedra c'era la porta nuova, ovvero la porta di Po, un simbolo emblematico del design urbano. Per costruire l'esedra, furono demoliti dei fabbricati.
Connessioni e sviluppi urbani
L'intervento di Maria Giovanna fu molto incisivo, con la presenza di un ponte che collegava Torino alla collina (Montagne du Turin). Le connessioni forti della capitale verso l'esterno divennero un aspetto fondamentale. L'espansione di levante si collocava sempre su terreni situati sul vallo, attraversando la contrada che stava sul vallo.
Piazza Carlina e le opere assistenziali
Piazza Carlina fu progettata come uno spazio omogeneo per la corte, con un'impostazione ottagonale e un monumento al centro. Negli anni '70 del 1600, ci fu una crisi a causa di un'epidemia e di un periodo di carestie prolungato, portando molti mendicanti in città. Gli interventi furono per lo più assistenziali, con la fondazione dell'ospedale Giovanni Battista e case di carità, opere che richiesero notevoli risorse finanziarie. La piazza Carlina divenne un polo principale, con facciate differenziali e lotti cintati che caratterizzavano la nuova costruzione.
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