Storia delle relazioni internazionali 11/12/13 marzo 2019
Patti di Locarno e revisione dei patti di Versailles
Nei patti di Locarno troviamo un consolidamento e un intendimento dei patti di Parigi. Vi è anche spazio per la loro revisione, soprattutto per quanto riguarda le clausole economiche riguardanti la Germania, vista la consapevolezza che far ripartire l'economia tedesca significa far ripartire l'economia europea. Bisognava superare la disoccupazione europea e di questo si convincono anche i francesi.
Dopo Locarno, negli anni tra il '25 ed il '29, questa revisione e smantellamento di Versailles continua in un clima più positivo, dove la Società delle Nazioni (SDN) svolge il suo ruolo. In questo clima, però, vi sono sempre delle tensioni tra Francia e Germania, dal momento che quest'ultima stava erodendo sempre più le clausole di controllo imposte dalla Germania.
Patto Briand-Kellogg e Unione Federale Europea
Il Patto Briand-Kellogg (ministro degli esteri francese, segretario di stato statunitense) propone una rinuncia alla guerra aperta alla sottoscrizione di tutti i membri della Società delle Nazioni. In realtà, questo patto rappresenta lo sforzo francese di superare il fatto che gli USA sono fuori dalla SDN e coinvolgerli a contribuire a livello internazionale per raggiungere la diplomazia come mezzo per risolvere le controversie.
Allo stesso tipo di preoccupazione risponde il progetto di Unione Federale Europea, proposto sempre da Briand, che portava avanti l’idea di una complementarità economica tra Francia e Germania per rendere più vantaggiosa e facile la loro affermazione a livello internazionale vista l’auge di paesi extra-europei. Questa serviva per limitare le sovranità nazionali in vista del rafforzamento dell’Europa e per rendere la cooperazione franco-tedesca coordinata.
Il piano Young e la crisi del 1929
Prima della crisi finanziaria del 1929, il piano Young, su proposta statunitense, prevedeva pagamenti molto dilazionati nel tempo per la Germania, e molto più bassi annualmente rispetto a quanto previsto inizialmente dalla Francia. Prevedeva finanziamenti americani all’economia europea e voleva terminare la questione dei debiti bellici.
La crisi del 1929 scoppia negli USA. È una crisi improvvisa dovuta a scarsa conoscenza dei meccanismi economici. Sarà una crisi strutturale di breve periodo dovuta alla cattiva gestione della stessa. Questa si ripercuote direttamente in Europa, dal momento che i capitali americani finanziavano tutta Europa. Nel momento in cui questi capitali non vengono più prestati, l’attività economica europea si blocca. Questo avviene in primis in quei paesi fortemente finanziati dagli USA (Germania, Austria), ma coinvolgerà anche l’Italia.
Le ripercussioni della crisi americana provocano un corto circuito economico e politico che va a toccare la questione dei ripagamenti bellici. Per un anno, il Presidente USA propone una moratoria dei pagamenti europei, ma alla fine di questa non si trova un accordo sui pagamenti. La crisi del 1929 sancisce la fine dei pagamenti europei sul capitale americano prestato e dei debiti tedeschi della guerra.
Protezionismo e intervento statale
Quello che produce in ogni paese la crisi, è il ricorso a strumenti di controllo che isolano ogni paese dal sistema economico internazionale: visto che la crisi è esogena, la via migliore per affrontare la crisi è costruire attorno alla propria economia delle barriere economiche per salvaguardare la propria economia.
Protezionismo: barriere di dazi attorno al mercato interno per rendere più costoso importare prodotti dall’esterno. Sembra una reazione razionale attraverso la nazionalizzazione delle imprese. Lo Stato entra a far parte della vita economica delle imprese, acquisendo le industrie per farle ripartire ma in un quadro di limitazione del sistema economico internazionale. Questo rende più aspra la crisi perché si svilupperanno anche ideologie di nazionalismo xenofobico che saranno causa della IIWW.
Anche negli USA si sceglie l’isolazionismo ma non ancora l’intervento dello Stato nell’economia. La crisi era vista come una pulizia dalle industrie non in grado di rimanere sul mercato in vista di un’economia futura più forte. L’intervento dello Stato arriverà nel 1933 con Roosevelt.
Crisi e imperi
Questa crisi tocca anche gli imperi, dal momento che l’occlusione economica viene applicata anche a questi. Per far fronte alla crisi globale, sia l’impero francese che quello inglese decidono di costruire delle economie chiuse (preferenze imperiali) per far sì che all’interno della colonia circolino solo i prodotti interni.
Anche aree monetarie chiuse, all’interno dell’impero, si usa solamente la moneta ufficiale dell’impero (sterline in tutte le colonie inglesi, franco nelle colonie francesi). I sistemi imperiali e commerciali si chiudono instaurando un clima di rigidità economica comportando anche delle ripercussioni politiche.
Hitler e il revisionismo attivo
Hitler: revisionismo attivo e piano di dominazione continentale. Le clausole militari, come già detto, furono molto pensanti per la Germania e ciò comportò la nascita di ideologie nazionaliste. Dal punto di vista della politica estera, l’ascesa del Nazismo (avviene in 4 anni), Hitler diventa cancelliere nel 1934 diventando unico gestore del potere nella Germania che diventa nazista. Questo processo era però pregresso vista l’affermazione di pensieri nazionalisti dopo Versailles.
La Germania alla fine del 1932 decide di ritirarsi dalla conferenza sul disarmo, in un clima incandescente che vedeva l’estrema destra nazionalista in auge (18% nel 1930 - 36% dopo pochi anni). Vi erano pesanti scontri tra destra e sinistra e si temeva la rivoluzione. Si pensa quindi di nominare Hitler cancelliere per ristabilire l’ordine. Questa esperienza politica prescriveva un regime totalitario. Questa politica era contenuta nel Mein Kampf, un manuale che conteneva linee per la politica nazionale ed internazionale.
La visione di Hitler è quella di un sistema europeo sotto dominio tedesco. Egli è il precettore dell’unificazione europea. Tutte le risorse europee dovevano essere messe a disposizione della Germania per l’affermazione della razza ariana. Questo progetto fu applicato con grande flessibilità, giocando in campo internazionale in modo molto diplomatico.
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Crisi 1929
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Storia economica - La crisi del 1929 e New Deal