Estratto del documento

Capitolo 1: Creazione di nuove imprese

Si osservano in generale in diversi paesi e nei diversi settori tassi di natalità e di mortalità delle imprese molto elevati. La natalità delle imprese è molto elevata in Italia. La crisi del modello fordista è stata segnata dall’affermarsi di modalità alternative di organizzazione della produzione, che si concentrano sul core business e su politiche di decentramento. Soprattutto si nota la tendenza alla disintegrazione delle grandi aziende e alla industrializzazione dal basso. Si nota la necessità di incrementare il livello di flessibilità sia per esigenze connesse all’aumento dei livelli di turbolenza e discontinuità nell’ambiente esterno, sia per motivi strategici che strutturali.

Tra i benefici riconosciuti allo sviluppo di nuove imprese vanno evidenziati quelli relativi alla creazione di nuova occupazione e all’introduzione e diffusione delle innovazioni. In realtà, la forte natalità imprenditoriale è caratterizzata da componenti sia positive che negative. In certe condizioni, la nascita di nuove imprese potrebbe in realtà rappresentare un processo entropico, un’evoluzione in perdita, come avviene per l’alta natalità nei paesi sottosviluppati. In Italia, il 44% delle imprese neo-nate chiude entro i primi 4-5 anni di vita.

È in realtà difficile definire il concetto di nuova impresa. Ci sono diversi approcci per identificare la nascita di un’impresa, ad esempio si potrebbe considerare la costituzione di una nuova persona giuridica o di una ditta individuale, ma questo concetto non riesce a cogliere appieno la rilevanza economico-aziendale del concetto di nuova impresa. Ad esempio, ci sono casi di sviluppo di nuove attività imprenditoriali che non danno luogo a nuove imprese da un punto di vista giuridico ma che andrebbero sicuramente considerati come espressioni di nascita di nuove attività imprenditoriali.

Criteri per definire una nuova impresa

Diventa opportuno individuare dei criteri diversi dall’acquisizione della personalità giuridica, che consentano di definire l’essenza del concetto di nuova impresa. Si fa riferimento a iniziative economiche che siano espressione di nuova imprenditorialità. Da questa definizione si evincono quindi i due criteri per definire una nuova impresa:

  • Novità: Si ritiene che si sia in presenza di una nuova impresa quando ci si trova a gestire lo sviluppo di un’attività economica nuova, non esercitata in precedenza neanche in altri contesti. L'attività svolta dalla nuova impresa è caratterizzata da novità poiché viene sperimentata per la prima volta, segnando una discontinuità rispetto allo status quo. Ne deriva che se una struttura aziendale di nuova costituzione è creata per realizzare un’attività già svolta in contesti preesistenti, non si è in presenza di una nuova impresa, in senso stretto.
  • Valenza di imprenditorialità: Il concetto di valenza di imprenditorialità si riconduce a due concezioni:
    • Qualificazioni soggettive
    • Qualificazioni di natura funzionale (che mette in evidenza le funzioni svolte):
      • Introduzione di innovazione
      • Sostenimento del rischio in condizioni di incertezza
      • Combinazione dei fattori produttivi
      • Cogliere opportunità di profitto non rilevate da altri

Privilegiare il criterio funzionale implica partire dal fatto che l’imprenditore si caratterizza per lo svolgimento di una pluralità di funzioni imprenditoriali. Tuttavia, si ricorda che l’imprenditore, pur svolgendo funzioni imprenditoriali, non è detto che sia necessariamente portatore di imprenditorialità. Si ammette cioè la possibilità dell'esistenza di imprenditori che, pur essendo tali, non siano espressione di imprenditorialità. È importante focalizzarsi sulle funzioni imprenditoriali che assumono rilievo nella creazione di nuova impresa. Tali funzioni sono:

  • Capacità di cogliere opportunità di mercato
  • Gestione del rischio sottostante l’iniziativa
  • Attitudine a governare la nuova impresa
  • Capacità di realizzare processi di apprendimento

Si parla cioè della capacità dell’imprenditore di sfruttare i segnali positivi provenienti dall’ambiente esterno, operare una gestione oculata del rischio, controllare l’intero processo decisionale sottostante la nascita e la volontà di apprendere utilizzando feedback per ottimizzare le decisioni. Una nuova iniziativa economica è espressione di imprenditorialità se comporta e consente lo svolgimento di tutte queste funzioni.

L'autonomia come espressione di imprenditorialità

L’assenza di autonomia nel governare l’iniziativa o nel confrontarsi con il mercato impedisce di svolgere le funzioni imprenditoriali che assumono rilievo nella nascita di un’impresa. L’indipendenza rappresenta infatti una condizione necessaria, seppur non sufficiente, affinché si possano rilevare comportamenti espressivi di imprenditorialità. Quindi in assenza di sufficienti margini di autonomia di comando e/o di mercato non si possono delineare nuove imprese orientate all’imprenditorialità.

Si ricorda inoltre che non è possibile pensare che un’impresa possa nascere in modo completamente autosufficiente, avulsa da qualsiasi relazione con il contesto socio-economico di riferimento. In questa sede ci si riferisce comunque a nuove imprese imprenditoriali, espressione di elevati livelli di novità e indipendenza. Si ricorda inoltre che lo studio del fenomeno della nascita di nuove imprese è di lettura interdisciplinare, ed oltre all’economia generale, si interseca con l’economia aziendale, la sociologia, la psicologia ed altre ancora.

A cura di Stefano Silvani. Università di Tor Vergata Pag. 1

Visione economica delle nuove imprese

Secondo la teoria economica neoclassica tradizionale, basata sull’ipotesi di concorrenza perfetta, la nascita di un’impresa si pone come fenomeno collegato ai tassi attesi di profitto. L’ingresso di una nuova impresa si verifica ogni qualvolta le imprese esistenti danno luogo ad inefficienze da cui origina l’esistenza di sovra-profitti per i nuovi entranti. L’agire dell’imprenditore e la stessa figura imprenditoriale vengono di fatto ignorati e la nascita delle imprese viene collegata all’esistenza di una domanda di imprenditorialità.

Prima evoluzione

Si introduce l’ipotesi di concorrenza imperfetta. L’ingresso della nuova impresa viene subordinato alla capacità dell’imprenditore di riuscire a stimare il futuro livello dei prezzi e dei costi di produzione e di prefigurare le reazioni delle imprese esistenti.

Nuova visione

Si sente la necessità di considerare l’imprenditore quale elemento che può innescare la formazione di un’impresa, al pari dei fattori di mercato. Le variabili critiche non vanno quindi ricercate esclusivamente nelle condizioni di mercato ma fanno riferimento a motivazioni o stimoli rilevabili a livello individuale. Si fa inoltre riferimento ai fattori collegati a determinate condizioni socio-culturali ed economiche esistenti a livello locale. Quindi oltre al ruolo dell’imprenditore si sottolinea l’importanza di tali elementi quali la presenza di incubatori, di sistemi locali di piccole imprese, e tutti quegli elementi che stimolano i soggetti ad intraprendere l’attività imprenditoriale. Si parla in questo senso di un’offerta di imprenditorialità.

In sintesi ci si concentra dunque su quei fattori determinanti in sede di nascita di una nuova impresa che fanno riferimento a:

  • Il ruolo dell’imprenditore
  • Il contesto di mercato
  • Il contesto socio-culturale economico e istituzionale

Schema di Cooper: le quattro variabili

Le variabili che emergono nella creazione di una nuova impresa sono quattro:

  • Il profilo individuale dell’imprenditore:
    • I bisogni psicologici dell’imprenditore
    • I caratteri della personalità, come la propensione al rischio, la tolleranza di situazioni ambigue/incerte e il locus of control
    • Le capacità, attitudini e competenze, come essere creativi, capacità di lavorare in team e di acquisire consenso, la familiarità con il settore e le conoscenze tecniche di gestione
    • La biografia del soggetto, come età, sesso, esperienze precedenti, matrice socio-culturale di provenienza, tradizioni familiari ecc..
  • I processi di gestione realizzati dall’imprenditore:
    • Riferiti alla progettazione di fattibilità, acquisizione delle risorse finanziarie per lo start-up e sviluppo di attività di networking, come:
    • La pianificazione di fattibilità dell’iniziativa, con valutazioni preventive quali il businessplan (di grande importanza nel processo di nascita di nuove imprese)
    • Le modalità di finanziamento dello start-up aziendale, che giocano un ruolo determinante nella creazione di nuova impresa
    • La propensione a sviluppare relazioni e connessioni con realtà esterne, il cui scopo prioritario è quello di facilitare l’inserimento della nuova realtà nel tessuto socio-economico locale, promuovendo al contempo meccanismi di acquisizione di nuove conoscenze.
    • Attraverso la costituzioni di relazioni, le nuove imprese riescono a legittimarsi nei confronti degli stakeholders.
  • I caratteri iniziali dell’impresa, soprattutto le strategie di ingresso:
    • Per quanto riguarda le strategie di ingresso seguite, si deve osservare
    • Il tipo di strategia competitiva adottata
    • L’ampiezza dell’ambito competitivo prescelto
    • L’approccio strategico dimostrato nei confronti del mercato
  • L’ambiente esterno:
    • Si fa riferimento alla natura della componente dell’ambiente di cui le imprese sono espressione, in questo senso sono importanti variabili quali:
    • La struttura del settore e l’intensità della competizione
    • L’andamento del mercato
    • La disponibilità di capitali e infrastrutture
    • Il costo del lavoro
    • Le economie locali
    • Il grado di accettazione dell’imprenditorialità
    • La presenza di misure legislative a sostegno della creazione di impresa

Step critici nella creazione dell'impresa

  • Identificazione di un’idea imprenditoriale
  • La sua traduzione in termini progettuali
  • La realizzazione dell’investimento iniziale
  • Il definitivo ingresso nel mercato

A questi step si accompagna l’evoluzione nella dimensione cognitiva dei soggetti che li porta a rafforzare le decisioni sia di diventare imprenditori che di creare una nuova impresa e a sviluppare la percezione di fattibilità della loro iniziativa.

Capitolo 2: Il problema degli andamenti iniziali: verso lo studio delle logiche di funzionamento delle nuove imprese

Il momento della nascita di un’impresa è caratterizzato da forte incertezza ex-ante. Cioè, il legame fra fattori di partenza e risultati delle nuove imprese è dominato da condizioni di ambiguità causale ed è difficilmente intelligibile. Inoltre, non è facile interpretare ex-post le cause degli andamenti, separando, ad esempio nei casi di fallimento, il ruolo delle circostanze sfavorevoli dalla scarsa abilità dei soggetti.

L’avvio di una nuova impresa indipendente rappresenta una rottura, una discontinuità in alcuni casi a carattere innovativo. Si tratta di processi di sperimentazione e apprendimento in condizioni di incertezza. Le nuove imprese nate all’interno dei distretti e di reti organizzate di imprese possono essere lette proprio come casi di neo-imprenditorialità a basso grado di discontinuità, in cui il set di informazioni disponibili nella rete di relazioni riduce la componente di incertezza associata all’ingresso.

La nuova impresa si trova quasi sempre in una condizione di inferiorità dovuta al fatto che essa è nuova e poco legittimata all’esterno. Questa condizione di debolezza è connessa alla novità. (si ricorda l’esistenza di barriere alla crescita e barriere all’entrata).

In questa sede si pone attenzione all’“economia iniziale” delle nuove realtà imprenditoriali. Bisogna cioè analizzare le condizioni e le modalità attraverso cui il processo di creazione di nuove imprese riesce a generare valore.

La ricerca dei fattori di successo

Si è da sempre cercato di individuare quei fattori che possono spiegare le performance iniziali delle nuove imprese. Si cerca cioè di determinare quali, tra fattori e variabili costitutive di una nuova impresa, sono maggiormente in grado di condurre al successo dell’iniziativa. In questo senso, gli studi si sono incentrati sulle caratteristiche degli imprenditori, sui processi fondativi e le strategie di ingresso seguite. Si vuole capire come, “a parità di altre condizioni”, la presenza di quel fattore agisce positivamente sulle performance iniziali delle nuove imprese. Le ricerche sui fattori di successo delle nuove imprese, pur avendo dato luogo a innumerevoli indagini empiriche, non hanno prodotto risultati interessanti.

Problemi di generalizzazione

Si riscontra la difficoltà di generalizzare le relazioni evidenziate fra caratteri dello start-up e successo iniziale. In realtà, nonostante le continue ricerche empiriche, non si è riuscito a definire e ristringere la forte eterogeneità dei presunti fattori di successo. Inoltre, i risultati ottenuti si sono rivelati non di rado in contraddizione tra loro. In altre parole, non si riesce a definire statisticamente quali sono i fattori di successo ex-ante, in modo generalizzato.

La difficoltà di generalizzare i fattori di successo delle prime fasi di vita delle nuove imprese si riferisce sostanzialmente a quattro problemi metodologici fondamentali di ricerca:

  • Problemi di campionamento: l’assenza di rigorosi criteri di campionamento non consente di individuare popolazioni sufficientemente omogenee. Ciò determina due ordini di problemi:
    • I risultati risultano contraddittori e poco significativi
    • I risultati non sono confrontabili e le conoscenze prodotte non sono cumulabili
  • Variabili esplicative troppo facili e/o poco significative: si riferisce cioè alle modalità di scelta dei fattori da inserire nelle verifiche empiriche. Si tende invece ad escludere le variabili relative ad aspetti meno intellegibili e più oscuri della nascita, sebbene siano aspetti che, secondo alcuni autori, sono anche i più importanti.
  • Approccio all’impresa o all’imprenditore: la ricerca delle determinanti delle performance viene alternativamente fatta con riferimento all’imprenditore, al team imprenditoriale o all’impresa. È evidente che la scelta di una diversa unità di analisi implica una differente concezione della nuova impresa. Così, ad esempio, ricercare i fattori esplicativi dell’andamento iniziale nelle variabili riferibili all’imprenditore implica ritenere la nuova impresa un’entità le cui capacità competitive e di sopravvivenza dipendono fortemente dalle doti e dai caratteri dell’individuo che l’ha fondata. Viceversa, adottare come livello di indagine direttamente la nuova impresa vuol dire riconoscere che le performance aziendali sono connesse a scelte e comportamenti osservabili a livelli di impresa e non a determinate caratteristiche del fondatore.
  • Misurazione del successo iniziale: Esistono invero diversi modi con cui viene misurato il successo iniziale delle nuove imprese. In particolare, ci sono tre diversi approcci alla misurazione delle performance:
    • Sopravvivenza
    • Sviluppo dimensionale
    • Risultati reddituali finanziari

    Le condizioni e i fattori che possono essere determinanti per il raggiungimento del successo inteso come sopravvivenza possono non coincidere con quelli che verosimilmente influiscono sulla capacità iniziale di crescita e/o di ottenere positivi ritorni reddituali. Non si può dire in assoluto cosa si debba intendere per successo iniziale delle nuove imprese. La scelta di un indicatore rispetto ad un altro dovrebbe tener conto degli obiettivi e delle aspettative dell’imprenditore, elementi che possono di fatto orientare la nuova iniziativa verso determinati risultati a scapito di altri. Ad esempio, la crescita dimensionale della nuova impresa, molto spesso viene considerato come espressione del successo iniziale, ma tale parametro potrebbe divenire irrilevante se il fondatore dell’impresa preferisce non aumentare le dimensioni aziendali rispetto a quelle di esordio, a beneficio di altri obiettivi, come l’ottenimento di un reddito soddisfacente. Aver scelto un indicatore senza tener conto delle aspettative degli artefici della nascita porta a risultati di indagine fuorvianti. Il ricercatore è erroneamente indotto a considerare come non influenti sulla capacità di sopravvivenza le scelte ed i fattori genetici relativi alla prima impresa quando invece tali scelte avevano comunque raggiunto l’obbiettivo posto a base dell’indagine.

In sintesi, i quattro limiti di generalizzazione dei fattori di successo delle nuove imprese sono quattro, e...

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 1 Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Creazione d'impresa e imprenditorialità minore, prof. Scafarto, libro consigliato Le nuove imprese, Sorrentino Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jstew di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Creazione d'impresa e imprenditorialità minore e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Scafarto Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community