Cranio
Cranio Mascellari à Ossa à Mandibola à Etmoide Nasali à Cavità orbitarie à Cavità laterali del à Fosse cranio Masticatori à Muscoli sopraioidei à Muscoli B1
Il cranio è suddiviso in due parti: una parte postero-superiore (+ rappresentata, a sviluppo completo, cioè termina il suo sviluppo corporeo a 25 anni, è 2/3 del cranio) è chiamata neurocranio o scatola cranica. Esso è costituito da ossa piatte che hanno la funzione di protezione dell'encefalo.
Il restante 1/3 del cranio (parte antero-inferiore) prende il nome di splancnocranio (o cranio viscerale) in quanto le sue ossa partecipano alla delimitazione di cavità viscerali quali cavità orbitarie, cavità nasale, cavità orali (lingua e denti). Lo splancnocranio prende il nome di scheletro della faccia perché costituisce lo sviluppo della faccia.
Alla nascita il neurocranio è circa 8 volte lo splancnocranio perché nello sviluppo fetale il neuro deve seguire lo sviluppo velocissimo dell'encefalo, mentre l'altro è meno sviluppato perché non sono attive la respirazione e la masticazione. Quando si va avanti con la crescita il neuro si ferma e lo splancnocranio si sviluppa.
Il limite tra neuro e splancnocranio è una linea ideale che si origina a livello dell'articolazione fronto-nasale (tra osso nasale e fronte), che è un punto craniometrico chiamato nasion. Da qui la linea passa sul margine sopraorbitario, prosegue lungo il margine superiore e posteriore dell'osso zigomatico, quindi lungo il margine superiore dell'arcata zigomatica e quindi prosegue verso l'indietro fino a terminare in un punto rilevato postero-posteriormente chiamato protuberanza occipitale esterna (parte sporgente presente sulla squama occipitale esterna): questo è il punto craniometrico detto inion. Tramite la linea occipitale si distingue il neurocranio dallo splancnocranio.
Nel neurocranio si distinguono: la base cranica e la volta o calotta cranica. Per determinare il limite utilizziamo un piano obliquo che si porta in basso e verso l'indietro e che congiunge il nasion con l'inion (protuberanza occipitale esterna). Tramite questo piano ideale si può delimitare la volta (parte superiore) e la base cranica (inferiore).
- La base cranica è costituita da parte dell'osso frontale (azzurro), l'etmoide, lo sfenoide, parte dell'osso temporale (la cui parte piramidale si chiama piramide o rocca petrosa dell'osso temporale); indietro ancora troviamo parte dell'osso occipitale (entra nella delimitazione del grande forame occipitale).
- La volta del cranio (superficie endocranica, cioè osservabile dall'interno) è costituita, partendo dall'indietro, dalla squama dell'osso occipitale (parte superiore dell'osso occipitale), due ossa parietali, la squama dell'osso frontale. A completare la volta del cranio si hanno due tratti ossei osservabili lateralmente, che sono la squama dell'osso temporale e la grande ala dello sfenoide.
- Le ossa del neurocranio sono: osso occipitale (impari), ossa parietali (pari), osso frontale (impari), ossa temporali (pari), osso sfenoide (impari), osso etmoide (impari). Le impari si trovano sull'asse cranico.
- Le ossa dello splancnocranio sono 2 impari: mandibola (unico osso mobile dello splancnocranio) e vomere (parte inferiore del setto nasale); 6 ossa pari: ossa nasali, mascellare, osso palatino, osso zigomatico, osso lacrimale (parete mediale della cavità orbitaria), cornetto inferiore (osso pari che si osserva come sporgenza della parete laterale della fossa nasale). Queste ossa entrano nella delimitazione delle cavità orbitali, nasali e orale. All'esame principalmente queste, le altre si devono avere un'idea; da fare bene etmoide e sfenoide.
La mandibola
La mandibola è un osso impari dello splancnocranio, è l'unico osso mobile del cranio, interviene nella masticazione grazie alla contrazione dei muscoli masticatori (che si applicano sulla mandibola). Essa è articolata al cranio tramite una doppia articolazione mobile (diartrosi) e in particolare è un'artrosi condiloidea (condilo è capo articolare).
Nella mandibola si distingue un corpo, che è la parte anteriore a forma di ferro di cavallo con la convessità rivolta anteriormente, che si sviluppa verso l'avanti, e due rami (branche montanti) pari che si sviluppano dal corpo verso l'indietro. B2
- Nel corpo distinguiamo due facce e due margini: una faccia antero-laterale, una faccia postero-mediale, un margine superiore e un margine inferiore.
Faccia antero-laterale
La faccia antero-laterale si descrive in senso medio-laterale (parto dal piano mediano). La faccia antero-laterale presenta sul piano mediano una linea verticale che prende il nome di sinfisi mentale (sinfisi è un'articolazione semimobile che presenta interposto un tessuto fibro-cartilagineo). Il termine sinfisi ricorda l'ontogenesi, adesso non è più sinfisi ma è sinostosi.
Durante l'ontogenesi la mandibola si forma da due emimandibole che si uniscono sul piano mediano tramite un'articolazione che inizialmente è una sinfisi (pre-natale e nascita); durante il primo anno di vita la sinfisi diventa una sinostosi. La sinfisi dà origine ad un'area triangolare rilevata a base inferiore, che prende il nome di protuberanza mentale o mentoniera; questi rilievi sono variabili da individuo a individuo.
Agli angoli inferiori della protuberanza troviamo i tubercoli mentali (sono 2, a seconda degli individui sono più o meno rilevati). Da ciascun tubercolo mentale si origina una linea un po' rilevata che si porta in alto e verso l'indietro e che viene detta, per il suo andamento, linea obliqua; essa termina sul margine anteriore del ramo della mandibola. Su questa linea termina parte del muscolo platisma. Il muscolo platisma è un corrugatore della cute del collo.
Sulla faccia antero-laterale si vede che all'altezza del secondo dente premolare anteriore troviamo un foro detto foro mentale, attraverso il quale passano i vasi e nervi mentali. Sempre osservando la faccia antero-laterale del corpo della mandibola, all'altezza dei denti molari descriviamo la presenza di un solco (o doccia) che è compreso tra il processo alveolare e la linea obliqua e che viene detto buccinatoria; a questo livello abbiamo l'inserzione del muscolo buccinatore, che è muscolo della guancia.
Faccia postero-mediale
La faccia postero-mediale, si procede in senso medio-laterale, sul piano mediano osserviamo un rilievo che può essere unico, allora si chiama spina mentale, oppure suddiviso in due paia di rilievi o tubercoli detti apofisi geniene (gena dal latino regione del mento).
Nei rilievi si inseriscono i muscoli: sulle apofisi geniene superiori si inseriscono i muscoli genio-glossi (muscoli pari estrinseci della lingua). Mentre dalle apofisi geniene inferiori si originano i muscoli genio-ioidei che da qui si portano all'osso ioide.
L'osso ioide è un osso a forma di ferro di cavallo sospeso sotto la mandibola, non è articolato con altre ossa ma è tenuto in situ grazie a legamenti e muscoli. Spostandoci lateralmente si osserva la presenza di una linea obliqua che si porta in alto e verso l'indietro, che prende il nome, dal muscolo di cui riceve l'attacco, muscolo milo-ioideo, di linea milo-ioidea.
Il muscolo milo-ioideo si porta dalla linea omonima fino all'osso ioide, costituisce il pavimento della cavità orale. La presenza di questa linea delimita due fossette: una situata antero-superiormente rispetto alla linea detta fossa sottolinguale, che prende rapporto con la ghiandola sottolinguale, e una situata postero-inferiormente chiamata fossa sottomandibolare, ghiandola sottomandibolare.
Margini del corpo della mandibola
- Il margine inferiore si presenta smusso, arrotondato; esso presenta subito a lato del piano mediano, in posizione paramediana, due fossette, una per lato, dette fossette digastriche. Offrono inserzione al ventre anteriore del muscolo digastrico, che appartiene ai sopraioidei, come il milo-ioideo e il genio-ioideo.
- Il margine superiore si prolunga in un processo detto processo alveolare, struttura della mandibola che presenta delle piccole cavità dette cavità alveolari in quanto accolgono la radice, o le radici, del corrispondente dente dell'arcata inferiore. Il margine superiore è costituito da due laminette ossee parallele tra di loro, una esterna e una interna, e sono unite da sottili setti ossei ad andamento trasversale, disposti trasversalmente appunto per unirle, detti setti intra-alveolari perché partecipano alla delimitazione delle cavità alveolari.
Nella parte anteriore le cavità alveolari sono uniche: incisivi e canini, cioè i denti anteriori, hanno unica radice. Nei denti posteriori, premolari e molari, che presentano radici multiple, all'interno della cavità troviamo ulteriori sottili setti ossei che prendono il nome di setti inter-radicolari, che accolgono le diverse radici di un dente.
La presenza del processo alveolare presente sulla faccia antero-laterale del corpo della mandibola determina dei rilievi, ognuno corrispondente a una cavità alveolare, detti gioghi alveolari. B3
Ramo della mandibola
Il ramo della mandibola è una lamina quadrangolare appiattita in senso latero-mediale; in questa lamina osserviamo 2 facce, una faccia laterale e una faccia mediale, e 4 margini: inferiore, superiore, posteriore e anteriore.
- La faccia laterale presenta in basso, in prossimità dell'angolo della mandibola, una rugosità chiamata tuberosità masseterina, vi si inserisce il muscolo massetere, che è il muscolo più importante del nostro corpo.
- La faccia mediale del ramo della mandibola presenta al centro un foro che è il foro mandibolare; all'interno di questo foro si entra in un canale che è scavato per tutta la mandibola e prende il nome di canale mandibolare. Il canale mandibolare è sfruttato dal passaggio dei vasi e nervi che chiameremo alveolari inferiori.
Il foro mandibolare è in parte coperto da un piccolo processo osseo di forma triangolare ad apice superiore che viene detto lingula della mandibola, linguetta ossea, o spina dello Spix. Essa è un punto di riferimento per l'odontoiatra e sa che lì entra il nervo alveolare inferiore.
Inferiormente rispetto al forame mandibolare troviamo un solco che si porta in basso e verso l'avanti e prende il nome di solco milo-ioideo; lungo questo solco decorrono i vasi milo-ioidei. Linea: inserzione muscolare. Solco: passaggio di vasi e nervi. L'arteria alveolare inferiore a questo livello stacca l'arteria milo-ioidea che si impegna in questo solco.
Inferiormente rispetto al solco e al forame mandibolare, quindi in prossimità dell'angolo della mandibola, descriviamo una rugosità, per l'inserzione terminale del muscolo pterigoideo interno che si origina dal processo pterigoideo dello sfenoide, che si chiama tuberosità pterigoidea. Essa è sempre presente sulla faccia mediale del ramo della mandibola.
Lezione 7
Ripasso mandibola
Unico osso mobile connesso tramite una condilartrosi doppia. Le facce della mandibola le abbiamo descritte in senso medio-laterale.
Il ramo della mandibola è una lamina quadrilatera appiattita in senso medio-laterale.
- Il margine inferiore è la continuazione del margine inferiore del corpo della mandibola, non c'è limite netto.
- Il margine inferiore si continua a sua volta nel margine posteriore del ramo formando un angolo che è un punto craniometrico, Gonium, formando l'angolo della mandibola. Il margine posteriore è arrotondato e offre inserzione al legamento stilo-mandibolare, uno dei due legamenti estrinseci dell'articolazione temporo-mandibolare, si origina dal processo stiloideo dell'osso temporale. L'altro legamento estrinseco prende il nome di legamento sfeno-mandibolare, o spino-spinoso, si origina dalla spina del processo pterigoideo dello sfenoide e raggiunge la spina dello Spix.
- Dal margine superiore si originano due processi: anteriormente il processo coronoideo, più appuntito, e posteriormente il processo condiloideo. Tra questi due processi il margine superiore del ramo presenta l'incisura della mandibola.
Processo coronoideo
Il processo coronoideo è una lamina triangolare ad apice superiore, essa è appiattita in senso medio-laterale. Sulla faccia mediale del processo coronoideo si descrive una linea rilevata che prende il nome di cresta temporale. Questa cresta si porta in basso per continuarsi con il labbro mediale del margine anteriore del ramo della mandibola. Si chiama cresta temporale, perché su essa si ha l'inserzione terminale del muscolo omonimo, cioè il muscolo temporale.
Processo condiloideo
Il processo condiloideo presenta il capo articolare per l'articolazione temporo-mandibolare. Esso è costituito dal condilo che è formato da una porzione più slargata che è chiamata testa, elissoidale, e una più ristretta che è il collo.
- La testa ha una forma elissoidale ad asse maggiore lievemente obliquo indietro e medialmente. Prolungando gli assi maggiori dei condili indietro e medialmente, questi convergono sulla parte anteriore del grande forame occipitale e formano un angolo di 140-150 gradi. La testa del condilo rispetto al collo sporge medialmente per i 2/3, ed è orientata obliquamente indietro e medialmente. L'asse maggiore è orientato medio-laterale ed è 15-20 mm. L'asse minore è antero-posteriore ed è 8-10 mm. La superficie articolare non è tutta la testa, ma è solo la sua superficie supero-anteriore. Questa superficie articolare è molto sollecitata e quindi è rivestita da cartilagine fibrosa che è più resistente, eccezione: non da cartilagine ialina come al solito.
- Il collo del condilo è la parte più ristretta, presenta medialmente una fossetta, che prende il nome di fossetta pterigoidea. Su essa si ha parte dell'inserzione terminale del muscolo pterigoideo esterno, detto anche pterigoideo laterale.
I muscoli della masticazione sono 4: massetere, temporale, pterigoideo esterno e pterigoideo interno.
Margine anteriore del ramo
Il margine anteriore del ramo della mandibola si presenta convesso e singolo; più verso il basso il margine anteriore si divide in due labbri, un labbro laterale e un labbro mediale. Questi due labbri delimitano una fossa che viene detta retromolare.
Il labbro mediale prende il nome di cresta temporale, in quanto lì vi inseriscono alcuni fasci del muscolo temporale. La cresta temporale termina a livello di un'area triangolare che prende il nome di trigono, se ha forma triangolare, o margine alveolare retromolare.
Il labbro laterale, seguendolo verso il basso, verso il corpo della mandibola, si continua con la linea obliqua e quindi entra nella delimitazione del solco o doccia buccinatoria. All'altezza dei denti molari anteriori si descrive tra la linea obliqua e i processi alveolari una doccia chiamata buccinatoria perché vi si inserisce il muscolo buccinatorio della guancia. Questo perché la curvatura del processo alveolare rimane più medialmente rispetto alla curvatura della mandibola, quindi si crea questo solco.
Sviluppo della mandibola
Sviluppo della mandibola: fase pre-natale, post-natale e anzianità.
Al momento della nascita nella mandibola si individuano le due metà che l'hanno costituita; fino al 1° anno di vita a livello del piano mediano è visibile la sinfisi mandibolare, tessuto fibroso che unisce le emimandibole. La sinfisi mandibolare andrà incontro a fusione completa nel corso del primo anno: questo permette durante il primo anno di vita un accrescimento in senso medio-laterale che darà lo spazio per l'eruzione dei denti anteriori, incisivi e canini.
Il ramo della mandibola del neonato forma un angolo ottuso con il corpo, 150-160 gradi; l'angolo si riduce e nell'adulto è 110-120 gradi. Nell'anziano, nella mandibola edentula, dove il processo alveolare è diminuito di spessore perché non ci sono più i denti, quindi diventa 130-140 gradi.
Canale mandibolare
Il canale mandibolare si origina al centro della faccia mediale del ramo della mandibola dove osserviamo il forame mandibolare che è coperto in parte dalla lingula. Il canale mandibolare misura 4 mm di diametro e il calibro più avanti si riduce a 2 mm. Esso decorre in avanti e in basso e poi segue tutto il corpo portandosi dall'indietro verso l'avanti in senso latero-mediale.
Lungo il decorso del canale mandibolare possiamo osservare l'origine di canalicoli alveolari secondari che mettono in comunicazione il canale mandibolare con le cavità alveolari. Quando il canale raggiunge l'altezza del secondo dente premolare anteriore si sdoppia in due canalicoli: il canale incisivo è quello che prosegue l'andamento del canale mandibolare e quindi si porta avanti e medialmente fino all'altezza dei denti incisivi; il canale mentale o mentoniero è breve, 1 cm, esso si apre sulla superficie antero-laterale del corpo della mandibola tramite il forame mentale.
Lungo il canale mandibolare decorrono i vasi e i nervi detti alveolari inferiori. L'arteria alveolare inferiore è destinata alla vascolarizzazione dell'arcata inferiore. Essa è uno dei rami dell'arteria B5 mascellare interna, la quale arteria rappresenta a sua volta uno dei due rami dell'arteria carotide esterna.
La mascellare interna ha 14 rami che vascolarizzano molti distretti della testa e del corpo. L'arteria alveolare inferiore è un ramo terminale dell'arteria mascellare interna, essa viene staccata a livello della fossa pterigo-palatina.
L'arteria alveolare inferiore, prima di impegnarsi nel foro mandibolare, stacca l'arteria milo-ioidea, la quale decorre nel solco e si distribuisce al pavimento della cavità orale, muscolo milo-ioideo e strutture circostanti. L'arteria si impegna nel foro e decorre nel canale mandibolare staccando all'altezza di ogni cavità alveolare i rami destinati ai denti corrispondenti. Raggiunta l'altezza del canale mentale, secondo premolare inferiore, essa stacca il ramo mentale o arteria mentoniera la quale fuoriesce
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Cranio
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Introduzione all'Apparato locomotore + cranio
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2 Ossa e muscoli del cranio OK
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Le ossa del cranio