Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

2. LIVELLI DI SICUREZZA E COMBINAZIONI DEI CARICHI

Con riferimento ad entrambi i metodi di verifica di cui alle lettere a) e b) del punto 1, i coefficienti

da applicarsi sia ai carichi che alle resistenze sono definiti dalle singole normative in funzione dei

materiali, delle tipologie strutturali, delle modalità costruttive, della destinazione e della durata prevista

dell'opera, al fine di conseguire il necessario livello di sicurezza.

In particolare, in ciascuna verifica le azioni sono combinate linearmente, mediante opportuni

coefficienti che tengono conto della durata prevista per ciascuna azione, della frequenza del suo

verificarsi e della probabilità di presenza contemporanea di più azioni.

Per le opere in cemento armato, precompresso e per le strutture metalliche, i coefficienti sono

definiti dalle Norme Tecniche di cui all'art. 21 della legge 5 novembre 1971, n. 1086.

_ consentito derogare dai valori dei coefficienti di combinazione previsti dalle Normative, purché

ciò sia giustificato da approfonditi studi, nel pieno rispetto dei principi e degli obiettivi sopra enunciati.

3. AZIONI SULLE COSTRUZIONI - GENERALITA'

Le azioni da considerare nelle costruzioni comprendono in genere: pesi propri degli elementi

costituenti la struttura, carichi permanenti, sovraccarichi variabili per gli edifici, variazioni termiche e

igrometriche, cedimenti di vincoli, azioni sismiche e dinamiche in genere, azioni eccezionali.

Nel seguito sono indicati i pesi per unità di volume dei principali materiali per la determinazione dei

pesi propri strutturali e sono date prescrizioni relativamente ai sovraccarichi variabili per gli edifici, alle

azioni della neve e del vento, alle variazioni di temperatura. Nelle verifiche col metodo di cui alla

lettera a) del punto 1., tali valori si considerano caratteristici; in quelle col metodo di cui alla lettera b),

essi si considerano nominali.

Per le altre azioni si dovrà fare riferimento alle apposite regolamentazioni in vigore.

Nei successivi punti vengono trattati il peso proprio, le azioni di neve e di vento e le variazioni

termiche.

4. PESI PROPRI DEI MATERIALI STRUTTURALI

I pesi per unità di volume dei più comuni materiali, per la determinazione dei pesi propri strutturali,

possono essere assunti pari a quelli riportati nel prospetto 4.1. Sono comunque ammessi

accertamenti specifici. Prospetto 4.1.

Pesi per unità di volume dei principali materiali strutturali

Conglomerato cementizio ordinario 24,0 kN/m3

Conglomerato cementizio ordinario armato

(e/o pressocompresso) 25,0 "

÷

Conglomerati "leggeri": da determinarsi "

(14,0 20,0)

÷

Conglomerati "pesanti": da determinarsi "

(28,0 50,0)

Acciaio 78,5 "

Ghisa 72,5 "

Alluminio 27,0 "

Legname:

Abete, Castagno 6,0 "

Quercia, Noce 8,0 "

Pietrame:

Tufo vulcanico 17,0 "

Calcare compatto 26,0 "

Calcare tenero 22,0 "

Granito 27,0 "

Laterizio (pieno) 18,0 "

Malta di calce 18,0 "

Malta di cemento 21,0 "

5. CARICHI E SOVRACCARICHI

Tutti i carichi ed i sovraccarichi di esercizio saranno considerati agire staticamente, salvo casi

particolari in cui gli effetti dinamici debbano essere debitamente valutati. In tali casi, a parte quanto

precisato nei regolamenti specifici ed in mancanza di analisi dinamiche, i carichi indicati nel seguito

verranno adeguatamente maggiorati per tener conto - in un'analisi statica equivalente

dell'amplificazione per gli effetti dinamici.

In linea di massima, in presenza di orizzontamenti pur con orditura unidirezionale ma con capacità

di ripartizione trasversale, i carichi ed i sovraccarichi potranno assumersi come uniformemente

ripartiti, per la verifica d'insieme. In caso contrario, occorrerà valutarne le effettive distribuzioni.

5.1. Carichi permanenti

Sono considerati carichi permanenti quelli non rimovibili durante il normale esercizio della

costruzione, come tamponature esterne, divisori interni, massetti, isolamenti, pavimenti e rivestimenti

del piano di calpestio, intonaci, controsoffitti, impianti, ecc., ancorché in qualche caso sia necessario

considerare situazioni transitorie in cui essi non siano presenti.

Essi vanno valutati sulla base delle dimensioni effettive delle opere e dei pesi per unità di volume

dei materiali costituenti.

I tramezzi e gli impianti leggeri di edifici residenziali possono assumersi in genere come carichi

equivalenti distribuiti, quando i solai hanno adeguata capacità di ripartizione trasversale.

5.2. Sovraccarichi variabili

Le intensità da assumere per i sovraccarichi variabili verticali ed orizzontali ripartiti e per le

corrispondenti azioni locali concentrate - tutte comprensive degli effetti dinamici ordinari - sono

riportate nel prospetto 5.1. Prospetto 5.1.

Sovraccarichi variabili per edifici

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Verticali Verticali Orizzontali

Cat. TIPO DI LOCALE ripartiti concentrati lineari

kN/m² kN kN/m

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

1 Ambienti non suscettibili di affollamento (locali

abitazione e relativi servizi, alberghi, uffici non

aperti al pubblico) e relativi terrazzi a livello

praticabili 2,00 2,00 1,00

2 Ambienti suscettibili di affollamento (ristoranti,

caffè, banche, ospedali, uffici aperti al pubblico,

caserme) e relativi terrazzi a livello praticabili 3,00 2,00 1,00

3 Ambienti suscettibili di grande affollamento (sale

convegni, cinema, teatri, chiese, negozi, tribune

con

posti fissi) e relativi terrazzi a livello praticabili 4,00 3,00 1,50

4 Sale da ballo, palestre, tribune libere, aree di

ven-

dita con esposizione diffusa (mercati, grandi

ma-

gazzini, librerie, ecc.), e relativi terrazzi a livello

praticabili, balconi e scale 5,00 4,00 3,00

5 Balconi, ballatoi e scale comuni (esclusi quelli

per-

tinenti alla Cat. 4) 4,00 2,00 1,50

6 Sottotetti accessibili (per sola manutenzione) 1,00 2,00 1,00

7 Coperture:

 0,50 1,20

non accessibili

 accessibili: secondo categoria di

appartenenza   

(da 1 a 4)

   

speciali (impianti, eliporti, altri): secondo il

caso

8 Rimesse e parcheggi:

 per autovetture di peso a pieno carico fino

a 30 kN 2,50 2 x 10,0 1,00

 per transito di automezzi di peso superiore

a 30 kN: da valutarsi caso per caso

9 Archivi, biblioteche, magazzini, depositi,

laboratori,

officine e simili: da valutarsi secondo il caso ma ≥

comunque 6,00 1,00

6,00

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

I sovraccarichi verticali concentrati formano oggetto di verifiche locali distinte e non vanno

sovrapposti ai corrispondenti ripartiti; essi vanno applicati su un'impronta di 50 x 50 mm, salvo che

per la Cat. n. 8, per la quale si applicano su due impronte di 200 x 200 mm, stanti 1,60 m.

I sovraccarichi orizzontali lineari vanno applicati a pareti alla quota di m 1,20 dal rispettivo piano

di calpestio - ed a parapetti o mancorrenti alla quota del bordo superiore. Essi vanno considerati

sui singoli elementi ma non sull'edificio nel suo insieme.

I valori riportati nel prospetto sono da considerare come minimi, per condizioni di uso corrente

delle rispettive categorie. Altri regolamenti potranno imporre valori superiori, in relazione ad esigenze

specifiche.

I sovraccarichi indicati nel presente paragrafo non vanno cumulati, sulle medesime superfici, con

quelli relativi alla neve.

In presenza di sovraccarichi atipici (quali macchinari, serbatoi, depositi interni, impianti, ecc.) le

intensità andranno valutate caso per caso, in funzione dei massimi prevedibili; tali valori dovranno

essere indicati esplicitamente nelle documentazioni di progetto e di collaudo statico.

In base ad analisi probabilistiche documentate, il progettista, per la verifica di elementi strutturali,

potrà adottare una adeguata riduzione dei relativi sovraccarichi.

6. CARICO NEVE

Il carico neve sulle coperture sarà valutato con la seguente espressione:

µ

q = q

s i sk

dove:

qs è il carico neve sulla copertura;

µi è il coefficiente di forma della copertura;

qsk il valore di riferimento del carico neve al suolo.

Il carico agisce in direzione verticale ed è riferito alla proiezione orizzontale della superficie della

copertura.

6.1. Carico neve al suolo

Il carico neve al suolo dipende dalle condizioni locali di clima e di esposizione, considerata la

variabilità delle precipitazioni nevose da zona a zona.

In mancanza di adeguate indagini statistiche, che tengano conto sia dell'altezza del manto nevoso

che della sua densità, il carico di riferimento neve al suolo, per località poste a quota inferiore a 1500

m sul livello del mare, non dovrà essere assunto minore di quello calcolato in base alle espressioni

nel seguito riportate, cui corrispondono valori con periodo di ritorno di circa 200 anni (vedi mappa in

figura 6.1.).

Per altitudini superiori a 1500 m sul livello del mare si dovrà fare riferimento alle condizioni locali di

clima e di esposizione utilizzando comunque valori di carico neve non inferiori a quelli previsti per

1500 m.

Zona I

Regioni: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Friuli Venezia

Giulia, Veneto, Abruzzi, Molise, Marche

= ≤

2

1,60 kN / m a 200 m

s

( ) ≤

2

= 1,60 + 3 a - 200 / 1000 kN / m 200 m < a 750 m

s s

( ) 2

= 3,25 + 8,5 a - 750 / 1000 kN / m a > 750 m

s s

Zona II

Regioni: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania (Province di Caserta, Benevento, Avellino),

Puglia (Provincia di Foggia) ≤

q = 1,15 kN / m² a 200 m

sk s ≤

q = 1,15 + 2,6(a - 200) / 1000 kN / m² 200 m < a 750 m

sk s s

q = 2,58 + 8,5 (a - 750) / 1000 kN / m² a > 750 m

sk s s

Zona III

Regioni: Campania (Province di Napoli e Salerno), Puglia (escluso Provincia di Foggia), Basilicata,

Calabria, Sardegna, Sicilia ≤

q = 0,75 kN / m² a 200 m

sk s ≤

q = 0,75 + 2,2(a - 200) / 1000 kN / m² 200m < a 750 m

sk s s

q = 1,96 + 8,5 (a - 750) / 1000 kN / m² a > 750 m

sk s s

L'altitudine di riferimento as è la quota del suolo sul livello del mare nel sito di realizzazione

dell'edificio.

6.2. Coefficienti di forma per il carico neve

In generale verranno usati i coefficienti di forma per il carico neve contenuti nel presente

paragrafo, dove vengono indicati i relativi valori nominali per le coperture a una o più falde, essendo a

, in gradi sessagesimali, l'angolo formato dalla falda con l'orizzontale.

Tabella 6.1.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

° ≤ α ≤ ° ° ≤ α ≤ ° ° ≤ α ≤ ° α > °

Coefficiente 0 15 15 30 30 60 60

di forma

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

µ − α

0,8 0,8 0,0

1 0 ,

8 ( 60 ) / 30

µ + α − − α

0,8 0,0

2 0 ,

8 0 , 4 ( 15

) / 30 ( 60 ) / 30

µ 

+ α + α 1,6

3 0 ,

8 0 ,

8 / 30 0 ,

8 0 ,

8 / 30

µ − α

0,8 0

1 * 0 ,

8 ( 60 ) / 45

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

µ1,µ2, µ3, µ1*

I coefficienti di forma si riferiscono alle coperture ad una o più falde, e o da valutare

α

in funzione di come indicato ai punti che seguono.


PAGINE

15

PESO

79.76 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria civile
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica delle costruzioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof D'assisi Ricciardelli Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Tecnica delle costruzioni

Costruzioni zone sismiche
Appunto
Cemento - Collaudo
Appunto
Costruzioni - DM 14 gennaio 2008
Dispensa
Norme tecniche cemento per l'esecuzione delle opere in cemento armato
Dispensa