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Costruzioni ed impianti

Lezione 1

Introduzione alla bio sicurezza e uso corretto degli antibiotici

Esiste una pubblicazione fatta dal Ministero della Salute che parla del manuale di bio sicurezza e dell'uso corretto degli antibiotici in allevamento. La bio sicurezza parla dell'uso corretto degli antibiotici in allevamento. L'utilizzo di antibiotici è stato spesso fatto per coprire deficienze strutturali e ciò non è assolutamente possibile perché così facendo si sviluppa l'anti-microbico resistenza!

Fonti normative negli allevamenti

Tutte le tipologie di allevamento hanno una fonte normativa: alcune normative hanno carattere più generale, altre sono specifiche. La fonte normativa è in continua evoluzione e rappresenta la conoscenza sistematica, metodica e analitica di tutti i procedimenti all'interno di un allevamento. Possiamo parlare anche di normativa cogente, quella che è applicabile, in quel momento. Un esempio è dato dalla normativa sulla protezione dei suini: ce ne sono centinaia ma una sola è quella vigente, applicata. Una direttiva importante è quella sulla protezione di tutti gli animali, che parla dei concetti base della protezione e del benessere animale.

Normative e benessere animale

Anche per le strutture ci sono normative specifiche che forniscono elementi di base, come indici di spazio minimo per il benessere e per la protezione dell'animale. Vi è stata un'evoluzione del concetto di protezione animale: prima si riteneva che l'animale stava bene se c'era incremento ponderale, se la struttura aveva buoni incrementi economici e così via. Ora, questo da una parte può essere vero ma con l'evoluzione della conoscenza della fisiologia, della nutrizione e del comportamento, si sono sviluppate tutte le nuove normative a tutela degli animali. Quindi negli animali non c'è solo il bisogno del rispetto dei principi economici ma vi deve essere anche il rispetto di principi verso la natura stessa dell'animale allevato.

Bio sicurezza e gestione delle malattie

Nell'ambito degli allevamenti destinati alla produzione di alimenti, si parla di benessere animale ma anche di bio sicurezza, concetto correlato all'epidemiologia: la bio sicurezza serve a prevenire la diffusione delle malattie infettive o a minimizzare i problemi che ci sono nell'ambito di queste malattie. Si creano delle barriere per evitare trattamenti antibiotici e per evitare che gli animali si ammalino. Si devono avere delle buone pratiche di gestione dell'allevamento e delle buone strutture. La malattia consiste nell'alterazione della normale omeostasi. Gli animali ricettivi possono ammalarsi in vario modo a seconda del contatto e sviluppare in un certo modo la malattia (qui entra in gioco l'epidemiologia).

Normativa comunitaria

Poi vi sono le basi normative: vi è la direttiva 98/58 (direttiva comunitaria) definita anche come direttiva orizzontale, che rappresenta la normativa che fa riferimento alla protezione di tutti gli animali in allevamento. Una direttiva comunitaria deve essere recepita da vari stati che hanno un certo periodo di tempo per rendere la normativa dal punto di vista legale e così facendo si crea un atto legislativo. La direttiva 98/58 quindi è stata "tradotta" in italiano, nel senso che è stata recepita con un decreto legislativo 146 del 2001, una fonte primaria del diritto. Quindi c'è una norma in Italia che parla della protezione degli animali in allevamento: la norma 146 del 2001. È per tutti gli animali ed è quindi di carattere orizzontale.

Tipologie di allevamenti

Poi, se io allevo suini, ci sarà la norma specifica per allevare suini. Se io allevo le ovaiole, ci sarà la norma specifica delle ovaiole. Ciò perché sono allevamenti talmente specializzati che la norma orizzontale non basta (ma comunque vi è)! Le norme specifiche sono dette verticali. Gli allevamenti sono delle strutture organizzate complesse ma spesso si allevano animali in strutture che magari non sono nate per quegli animali. In realtà, l'azienda non alleva solo gli animali: per esempio è "costretta" anche a coltivare il fieno, l'orzo, il grano, il mais… che rientrano nell'alimentazione degli animali allevati. L'allevamento di per sé, quindi, rappresenta solo una porzione (30-40%)!

Impatto ambientale e innovazione

Gli allevamenti si dividono in intensivi e non intensivi: entrambi danno un impatto sull'ambiente con la gestione del letame e la gestione del liquame, a seconda che vi è tanto o poco prodotto. In Pianura Padana vi sono molti allevamenti intensivi: qui è un problema smaltire i liquami. In Abruzzo gli allevamenti sono pochi e questo problema di smaltimento non esiste. Nelle aziende però vi è sempre meno lavoro umano e sempre più lavoro con i droni (per aziende che possono permetterselo e che sono aperte alle nuove tecnologie): quindi vi è sempre più meccanizzazione. Si fanno previsioni, calcoli, creazioni di banche dati per indirizzare le scelte aziendali, per creazioni di nuovi spazi, per la coltivazione di prodotti senza terra, si fanno addirittura previsioni meteo locali per l'azienda. Vi è sempre più conoscenza.

Metagenomica, nutraceutica e microbioma

Metagenomica: negli ultimi venti anni questa materia ha contribuito sempre più allo studio delle interazioni tra microrganismi e organismi pluricellulari in cui vivono.

Nutraceutica: neologismo nato dalla sintesi di 'nutrizione' e 'farmaceutica'. I nutraceutici sono tutti quei principi nutrienti contenuti negli alimenti e che hanno benefici fisiologici positivi per umani ed animali. Si deve fare un giusto bilanciamento della razione per il benessere dell'animale (sia per piccoli che per grandi animali).

Microbioma: è la cosiddetta massa genetica della popolazione dei microrganismi (i microbioti). La massa genetica rappresenta l'espressione genetica del microbioma, quindi non solo batteri ma anche virus, funghi, protozoi ecc. Il microbioma partecipa all'omeostasi dell'organismo, cioè partecipa all'equilibrio di tutte le funzioni dell'organismo. L'alterazione del microbioma comporta implicazioni che spesso sono patologiche. Il microbioma intestinale deve essere addirittura considerato come un altro organo nell’ambito dell’apparato digerente: sintetizza dei geni (o correttamente o in modo sbagliato). Nemico del microbioma è l'antibiotico. "Il microbioma è il patrimonio genetico del microbiota".

Il microbiota è invece quella popolazione di microrganismi che colonizza un determinato distretto (il più grande si trova nell'apparato digerente). Nell'apparato digerente ci sono le placche di Peyer (organo linfoide) che servono ad avere una buona difesa con produzione corretta di anticorpi (se i geni sintetizzati sono sintetizzati in modo corretto). Nemico del microbiota è l'antibiotico. "Possiamo pensare il microbiota come un organo endocrino aggiuntivo che fornisce un ampio numero di composti (metaboliti) fondamentali al funzionamento degli organi umani". Se si sviluppano geni sbagliati abbiamo squilibri nella salute dell'animale! Il microbiota è un organo endocrino aggiuntivo che fornisce ampio numero di composti fondamentali per il funzionamento degli esseri umani e degli animali.

Probiotici, prebiotici e alimentazione

Probiota/probiotici: insieme di microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l'organismo.

Prebiotico: è una sostanza non digeribile, di origine alimentare che, assunta in quantità adeguata, favorisce selettivamente la crescita e l’attività di uno o più microrganismi già presenti nel tratto intestinale o assunti assieme al prebiotico.

Eubiosi: corretta popolazione di microrganismi → equilibrio → effetti positivi per la salute (grazie anche a misure di sicurezza).

La disbiosi comporta la produzione di metaboliti non corretti e quindi dannosi. Per questo motivo, il futuro si gioca sull’alimentazione, sulla prevenzione, sulla bio sicurezza.

Alimenti/integratori con probiotici: alimenti che contengono microrganismi probiotici vivi e attivi, in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Alimenti in grado di migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.

Alimenti/integratori con prebiotici: alimenti che contengono in quantità adeguata, molecole prebiotiche in grado di promuovere lo sviluppo di gruppi batterici utili all’uomo.

Alimento/integratore con simbiotico: è costituito dall’associazione di un alimento con probiotico con alimenti con prebiotici.

Tipologie di allevamento e gestione

Due tipologie di allevamento sostanzialmente:

  • Quello aperto all'innovazione, quello dove il management è giovane, vuole fare, dove vi sono investimenti periodici e ragionati con previsione nel futuro → sono quelle aziende che tendono maggiormente a sviluppare.
  • Quelle con più difficoltà, quelle che sono restie alle novità, quelle con management più anziano e pauroso.

Stabulazione e tecniche di allevamento

Stabulazione: vi è una stalla, vista come ricovero. Il maiale, in stabulazione libera, grufola per cercare ghiande e altro ma è importante completare la sua razione con mangimi o miscela di cereali, crusca, mais, orzo... ma ha bisogno anche di punti di abbeveraggio!

Stabulazione libera → vi è una recinzione che deve essere fatta con fettuccia elettrica e non con filo di ferro.

Allevamento di tipo estensivo, quanto più spazio a disposizione.

Allevamento di tipo intensivo: al chiuso, meno spazio a disposizione, vi è pavimento grigliato fessurato per far passare le feci. Qui l'alimento è sempre disponibile → razione ad libitum. Punti deboli di questo allevamento: l'animale è meno in contatto con l'esterno. Il patogeno è meno presente ma una volta che entra c'è la facile diffusione perché gli animali sono molto vicini tra loro, a stretto contatto. Vi sono impianti studiati ad hoc, vi sono sistemi di areazione, sistemi di abbeveraggio, ci sono le doccette per distrarre l'animale.

Scrofa allo stato libero: meno cuccioli perché alcuni muoiono, con la selezione naturale. Scrofa allo stato chiuso: deve potersi alzare, potersi sedere, potersi alimentare (a riguardo esiste una normativa), tutto ciò per poter salvare tutti i maialetti e aumentare la produzione. L'azienda tenta di mantenere tutti i nascituri, per avere una maggior produzione. Tutti gli allevamenti non sono perfetti! Tutti hanno difetti!

Monticazione e transumanza

Monticazione: gli animali vanno in montagna al pascolo durante il periodo estivo. Non vengono munti ma se fatto ci vuole una buona formazione per farlo, in locali idonei e adatti. Con la monticazione si va da sotto a sopra e gli animali vengono caricati e portati in montagna, è una sorta di transumanza moderna.

Transumanza: ci si spostava a piedi dalle Puglie fino alla montagna con i greggi attraverso i cosiddetti tratturi, aree dove si ritrovavano i greggi. Ora non si fa più a piedi, gli animali vengono caricati e si effettua la transumanza.

Stabulazione fissa e gestione degli animali

Stabulazione fissa: l'animale è attaccato alla catena, legato. Può solo alzarsi e abbassarsi. Per spostarlo bisogna staccarlo dalla catena. Meno ginnastica funzionale e alimentazione diversa! Si usa anche per le vacche in alcuni casi. Le vacche, le capre.. in stabulazione libera vengono decornificate perché effettuano la gerarchia: così si evitano i danni tra loro.

Le marchigiane e le piemontesi hanno il raddoppiamento della coscia e si ha a livello genetico.

Lettiera e sistemi di allevamento

Lettiera: deve essere sempre sostanzialmente asciutta e pulita. Esistono anche robot che la puliscono. In un allevamento solitamente abbiamo una colonna centrale in cui ci si entra con il trattore per dare da mangiare e si hanno le mangiatoie a destra e a sinistra. Poi dietro, a destra e a sinistra ci sono i raschiatori: l'allevatore raccoglie il letame con la forca e lo mette nel canale dove vi è il sistema di raccolta del letame, che poi finisce in concimaia. Ci vogliono adeguate protezioni per proteggere gli animali anche da alcuni nemici, come per esempio volpi e lupi. Esistono sistemi per scaldare gli animali: per esempio campane riscaldanti, termoconvettori, lampade ma vi sono anche ventilatori per il caldo. Indici di spazio per il benessere dell'animale: kg di peso vivo per metro quadrato (soprattutto per galline Broiler).

Tipologie di allevamento e benessere animale

Allevamento allo stato brado: animali completamente liberi, anche senza recinti, poi ripresi per il censimento.

Allevamento rurale: non ha una finalità di carattere economico-finanziaria. È un allevamento del singolo che ottiene prodotti per la propria famiglia e i quali non rientrano nel ciclo della sicurezza alimentare.

Allevamento aviario moderno di galline: le galline sono libere e vanno nel nido per produrre l'uovo. L'uovo viene però convogliato attraverso un sistema di raccolta per la selezione. Così vi è però minor produzione di uova, a volte sono prodotte al di fuori dei nidi. Devono essere creati sistemi che permettono agli animali di mangiare tutti contemporaneamente, per evitare la creazione delle gerarchie.

→ Concetto di benessere animale, presente nella direttiva 98/58 europea. Norme per il canile: per evitare stereotipie. Importante anche la struttura del pavimento: da una parte ombreggiamento, da una parte terra, da un'altra cemento, giardino per correre...ecc.

Contesto economico e mercato globale

Contesto economico: prima il mercato era nazionale, poi gli scenari sono diventati europei, ora il contesto è globale. Se c'è profitto l'azienda cresce, se ci sono perdite l'azienda chiude. Ciò produce effetti sull'economia. Vi è gente che non lavora più se l'azienda chiude.

Lezione 2

Bio sicurezza veterinaria

Bio sicurezza veterinaria: vi sono concetti di base correlati all'epidemiologia. Attraverso la bio sicurezza si prendono in considerazione misure per proteggere l'allevamento da malattie infettive e diffusive. Bisogna saper gestire l'allevamento e utilizzare in modo corretto e razionale gli antibiotici, anche e soprattutto per risparmiarsi tante situazioni. Si fa vivere gli animali con benessere, per far sì che non si ammalino o per ridurne le probabilità. Così vi è la sostenibilità dell'allevamento, grazie alle buone pratiche di allevamento, per difendere gli animali. La sostenibilità rappresenta un obiettivo, soprattutto per gli allevamenti di tipo intensivo. Si cura il singolo animale infetto, così vi è risparmio economico. La fonte primaria del diritto è il regolamento comunitario che può essere subito messo in atto. Le direttive hanno decreti legislativi alla base.

DPA e non DPA

DPA: allevamenti destinati alla produzione di alimenti, allevamenti degli animali da reddito → parte zootecnica.

Non DPA (parte non zootecnica): allevamenti non destinati alla produzione di alimenti/detenzione di animali da compagnia, strutture veterinarie, toelettature per animali domestici, canili, rivendite di animali, rivendite di alimenti e di prodotti per la cura ed il benessere degli animali, IAA (Attività Assistite con Animali).

DPA/non DPA: entrambi nel caso del cavallo, per esempio. Direttiva 98/58 recepita dal decreto 146 è per gli animali non DPA.

Gestione del letame e liquame

Letame: è palatabile, asciutto, si sparge.

Liquame: liquido, si spruzza, non solo urine.

In entrambi i casi devono essere seguite delle norme per lo smaltimento e per l'utilizzo. Per un settore possono rappresentare un problema, per un altro settore possono rappresentare un'opportunità: ad esempio, il letame in azienda rappresenta un problema, mentre per la coltivazione il letame rappresenta un'opportunità perché serve per la concimazione. Si sono sviluppati nuovi sistemi per minimizzare l'utilizzo dell'acqua, vista come tesoro da conservare. Vi è quindi una gestione della risorsa dell'acqua, non solo per animali ma anche per le coltivazioni.

Sindrome NIMBY e innovazione in agricoltura

Sindrome NIMBY: non nel mio giardino ("Not In My Back Yard") → allevamento non vicino a case e/o centri abitati, per la puzza che rappresenta un problema.

Agricoltura 4.0/innovazione → informatizzazione → offre tante opportunità lavorative perché vi sono tante opportunità innovative (sensori, robotica, software per gestire l'azienda agricola in modo digitale, agricoltura di precisione, droni e quindi sempre meno braccia, raccolta dati per indirizzare le scelte aziendali, creazione di nuovi mercati con il marketplace, ottimizzazione delle irrigazioni, cibi coltivati in microclima, gestione dell'acqua..).

Esempi di innovazioni

  • Il sensore vaginale si inserisce nella vagina della mucca gravida 8 giorni prima della data prevista per il parto e misura la temperatura interna inviando i dati al cloud dell'azienda, consentendo di prendersi cura dell'animale.
  • Il collare/podometro serve per capire quando la vacca diventa più irrequieta. Il sistema invia sul cellulare dell'agricoltore un alert per segnalare che l'animale è entrato in calore.
  • I sensori caudali avvertono dell'immediatezza del parto.
  • I collari per le abitudini alimentari forniscono dati sulla quantità di cibo che viene ingerito e avvertono in caso di anomalie.
  • Il termobolo è un sensore che si inserisce nel rumine e misura la temperatura interna dell'animale e la quantità di acqua ingurgitata. Anomalie nella temperatura della vacca sono il migliore indicatore di uno stato di salute. I dati vengono inviati al cloud aziendale.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludotumminelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Costruzioni ed impianti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Di Domenicantonio Alfredo.
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