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Premesse: che cos'è il diritto?

Si parla di diritto per due punti di vista essenzialmente: diritto soggettivo ovvero indica una pretesa: io ho diritto di, oppure diritto oggettivo come un insieme di norme giuridiche, ovvero un ordinamento giuridico. Entrambe le accezioni di diritto sono interdipendenti. Nella nostra esistenza siamo partecipi di una pluralità di ordinamenti giuridici che talvolta possono trovarsi in conflitto.

Rispetto agli altri ordinamenti, la peculiarità dell'ordinamento nazionale è il monopolio della forza coercitiva. Il nostro ordinamento statale riconosce e garantisce le formazioni sociali, ossia altri ordinamenti all'interno dello stato, ma esclusivamente quello statale può prevedere l'uso della coercizione fisica ovvero arresto e carcere.

Distinzione fondamentale è quella tra norme sociali e giuridiche. Le prime possiamo chiamarle fenomeni pre o paragiuridici che non sono sanzionati da effetti sociali, ovvero come l'esclusione dal gruppo. Fondamentalmente, le norme giuridiche presuppongono una sanzione coercitiva. Il diritto italiano si differenzia in diritto pubblico, dove si prende in considerazione il rapporto tra privato e l'autorità pubblica, interesse che tende verso la collettività, mentre diritto privato riguarda i rapporti tra privati sullo stesso piano.

Il diritto pubblico

Il diritto pubblico è caratterizzato da argomenti essenziali:

  • Fonti del diritto: meccanismi con cui si producono le norme giuridiche nell'ordinamento italiano
  • L'organizzazione costituzionale
  • Libertà e diritti costituzionali
  • Giustizia costituzionale

Il diritto costituzionale differentemente da quello civile o penale si può dire un diritto nuovo poiché se le costituzioni moderne risalgono all'illuminismo, la nostra Costituzione come testo normativo risale al secondo dopoguerra.

Stato: nozioni introduttive

Il potere sociale è la capacità di influenzare il comportamento di altri individui, ciò che assume rilievo è il mezzo. In questo contesto si parla di potere economico, ideologico e politico. Il primo fa riferimento a colui che possiede beni necessari, per indurre a coloro che non li posseggono a seguire una certa condotta. Il potere ideologico è rappresentato da un individuo che possiede determinate conoscenze e le utilizza per esercitare un'azione di influenza. Il potere politico è quello che per imporre la propria volontà ricorre alla coercizione fisica.

Nelle società antiche questa divisione non era netta come nel sistema feudale, solo con la società moderna si stabilisce una divisione. Il potere politico conferisce a colui che lo detiene la facoltà di utilizzare la forza legittima per imporre la propria volontà. Lo stato per tradizione incarna la figura tipica di potere politico. Coloro che obbediscono non lo fanno in relazione alla forza potenzialmente applicabile ma rispetto alla legittimità che si riconosce al detentore. Max Weber introduce la classificazione per quanto riguarda la legittimazione del potere, si parla di potere tradizionale.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

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