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Una volta che è deciso lo scioglimento, il Governo controfirma il decreto presidenziale di

scioglimento e resta in carica per l’ .

ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

ATTI FORMALMENTE PRESIDENZIALI e SOSTANZIALMENTE GOVERNATIVI

Disciplinati soprattutto dall’art. 87 Cost.

 N , C M

OMINA DEI MINISTRI SU PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL D

 P

ROMULGAZIONE DELLA LEGGE

Il Presidente deve promulgare la legge entro 1 mese dall’avvenuta approvazione parlamentare

(salvo il < tempo richiesto dalle Camere in caso d’urgenza).

La formula di promulgazione:

accerta che la legge è stata approvata nello = testo da entrambi i rami del Parlamento;

- manifesta la volontà di promulgare la legge;

- ordina la pubblicazione della legge nella raccolta ufficiale degli atti normativi della

- Repubblica italiana;

obbliga chiunque ad osservarla e a farla osservare come legge dello Stato.

-

 E ( . ., . ., . )

MANAZIONE DEGLI ATTI GOVERNATIVI AVENTI VALORE DI LEGGE D L D LGS REG GOVERNATIVI

Il Governo determina il contenuto dell’atto, che poi il Presidente emana. A seguito della

proposta governativa, il Presidente può entrare nel procedimento, esercitando un controllo di

legittimità e di merito costituzionale sull’atto.

 A G , .P.R.

DOZIONE DEI PIÙ IMPORTANTI ATTI DI OVERNO CON LA FORMA DEL D

EX: scioglimento anticipato dei Consigli provinciali/comunali; decisione sui ricorsi straordinari

al Presidente della Repubblica; tutti gli atti per cui è intervenuta la deliberazione del CdM.

 N S , ,

OMINA DEI MASSIMI FUNZIONARI DELLO TATO NEI CASI PREVISTI DALLA LEGGE CON LA FORMA DEL

.P.R.

D

 A , R

CCREDITAMENTO DEI RAPPRESENTANTI DIPLOMATICI ESTERI ATIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI

Nel secondo caso può essere richiesta la previa autorizzazione delle Camere.

 D

ICHIARAZIONE DELLO STATO DI GUERRA

È necessaria la previa deliberazione delle Camere, che hanno il compito di conferire al Governo

i poteri necessari.

* C

Al Capo dello Stato sono affidati il e la

COMANDO DELLE FORZE ARMATE PRESIDENZA DEL ONSIGLIO

S D . Di tale organo fan parte stabilmente: Capo dello Stato, quale Presidente;

UPREMO DI IFESA

Presidente CdM, quale Vice-Presidente; alcuni ministri (ex: difesa, affari esteri); Capo di

Stato Maggiore della Difesa.

La titolarità sostanziale dei poteri militari/di difesa è del Governo, tenuto a rispondere

davanti al Parlamento.

 Il Capo dello Stato ha solo il potere di essere informato dal Governo sui contenuti della

politica estera e della difesa, ed esercita i poteri connessi a tale presidenza.

 C ( )

ONCESSIONE DELLA GRAZIA E COMMUTAZIONE DELLE PENE A PERSONE SINGOLE

Il Presidente è titolare del potere di grazia.

Controfirma con essa Il Ministro della Giustizia non esercita alcun potere di veto, ma si limita

ad attestare la regolarità del procedimento e la completezza dell’istruttoria;

ad ogni modo, non assume nessuna responsabilità.

Inoltre, al Capo dello Stato è affidato il potere di:

I. autorizzare la presentazione alle Camere dei disegni di legge governativi;

II. indire le elezioni delle nuove Camere (fissandone la prima riunione);

III. indire il referendum popolare;

IV. conferire le onorificenze della Repubblica;

V. emanare il decreto di scioglimento dei Consigli regionali e la rimozione del Presidente della

Giunta (se han compiuto atti contrari alla Cost. o gravi violazioni di legge).

ATTI FORMALMENTE e SOSTANZIALMENTE PRESIDENZIALI

 A :

TTI DI NOMINA DI

 

S cittadini che illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo

«hanno

ENATORI A VITA sociale, scientifico, artistico e letterario». Il n° max. dei nominabili è 5;

 

1/3 controfirma è eseguita dal Presidente del CdM, che

DEI GIUDICI COSTITUZIONALI certifica la regolarità del procedimento.

 

R può rinviare la legge alle Camere per una nuova deliberazione, con un

INVIO DELLE LEGGI messaggio motivato.

 

M invia messaggi alle Camere, il cui contenuto può variare (di solito, si

ESSAGGI PRESIDENZIALI tratta di atti con cui intende stimolare l’attività parlamentare su

problemi cruciali).

 

E manifestazioni del pensiero presidenziale (non controfirmate), i cui

STERNAZIONI ATIPICHE destinatari sono l’opinione pubblica o il popolo (es. messaggi alla

nazione, discorsi pubblici, interviste, conferenze stampa).

 

C C x garantire il funzionamento delle istituzioni

ONVOCAZIONE STRAORDINARIA DELLE AMERE costituzionali vs. prevaricazioni della maggioranza.

ATTI IN QUALITÀ DI PRESIDENTE C.S.M.

C S M .

Al Capo dello Stato è affidata la PRESIDENZA DEL ONSIGLIO UPERIORE DELLA AGISTRATURA

si ritiene che l’attività presidenziale si fonde con quella del Consiglio

 gli atti sono assunti in qualità di Presidente del C.S.M., non in qualità di Presidente della

Repubblica

T provvedimenti su status giur. dei magistrati ordinari assumono la forma di

UTTAVIA d.P.R., controfirmati dal Ministro della Giustizia (adottati in conformità alla

deliberazione del C.S.M.).

SUPPLENZA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Quando Presidente della Repubblica non può adempiere alle sue funzioni, queste sono esercitate

da Presidente del Senato che deve esercitare l’attività di ordinaria amministrazione.

Gli impedimenti possono essere:

 Temporanei: egli è legittimato all’esercizio delle funzioni presidenziali, assumendo la funzione di

supplente; appena cessa l’impedimento, il Presidente della Repubblica riacquista il pieno esercizio

delle sue funzioni;

 Permanenti: egli funge da supplente; nel frattempo, Presidente della Camera avvia il procedimento

per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

disciplina = per il caso di morte o dimissioni.

VI) REGIONI E GOVERNO LOCALE

STORIA ISTITUZIONALE ITALIANA

La Costituzione del 1948 aveva previsto uno Stato regionale e autonomista.

- R

Esso è fondato sulle , cui era stata riconosciuta:

EGIONI

 autonomia politica (art. 114), ossia capacità di darsi un proprio indirizzo politico, anche ≠

da quello dello Stato;

 autonomia legislativa (art. 117) e amministrativa (art. 118), nelle materie espressamente

indicate dalla Cost.;

 autonomia finanziaria di entrata e spesa (art. 119).

R

- Tipologie di EGIONI

“O ” “S ”

RDINARIE PECIALI

Sono disciplinate direttam. Sono dotate di un’autonomia più ampia: essa è definita nel suo

dalla Costituzione. contenuto dallo statuto “speciale”, approvato con L. Cost.

Q R C (S , S , F V G , T

UINDICI EGIONI INQUE REGIONI ICILIA ARDEGNA RIULI ENEZIA IULIA RENTINO

A A , V ’A ).

LTO DIGE ALLE D OSTA C P

La Costituzione del 1948 riconosceva anche l’autonomia di e , che però non

- OMUNI ROVINCE

avevano potestà legislativa, ma solo regolamentare. La loro autonomia doveva essere definita

da leggi generali dello Stato.

Evoluzione:

1970 Istituzione delle Regioni “ordinarie” (sebbene già previste da Cost.);

1972 e 77 Trasferimento delle funz. amministrative e del personale; è parziale, in quanto i

ministeri conservavano molteplici competenze nelle mat. affidate alle Regioni;

2001 L. Cost. 3/2001, Riforma organica del Tit. V, Parte II, Cost. (a seguito di referendum

costituzionale) realizza un forte decentramento politico.

Si delinea una Repubblica delle autonomie, articolata su più livelli territoriali di

governo, ciascuno dotato di autonomia politica costituzionalmente garantita.

RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE

Ai sensi dell’art. 5: Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali;

«La

attua il più ampio decentramento amministrativo, adeguando i principi della sua legislazione alle

esigenze del decentramento stesso».

C P C R S

La Repubblica è articolata in , , , e .

OMUNI ROVINCE ITTÀ METROPOLITANE EGIONI TATO

Tutti sono equiparati a livello istituzionale e sono dotati di autonomia, in specie statutaria (114).

Quanto alla tra Stato ed altri enti

RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE LEGISLATIVE ED AMMINISTRATIVE

territoriali:

 POTESTÀ LEGISLATIVA

 Legge Statale e Legge Regionale sono sottoposte agli = limiti:

potestà legislativa è esercitata da Stato e Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché

dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali (117, c. 1);

 Con la Riforma si distinguono vari tipi:

  lo Stato non ha più potestà legislativa generale, bensì

POTESTÀ LEGISLATIVA ESCLUSIVA potestà solo nelle materie espressam. riservate dalla

Cost. (117, c. 2).

EX: politica estera, immigrazione, rapporti con

confessioni religiose, difesa, ordine pubblico,

giurisdizione; ordinamento civile e penale;

  legislazione Stato fissa i “principi fondamentali” (c.d.

POTESTÀ LEGISLATIVA CONCORRENTE “legge cornice”) e rinvia alla legislazione Regioni per

la normativa di dettaglio; sono enumerate le materie

(117, c. 3).

EX: salute; alimentazione; ordinamento sportivo;

valorizzazione dei beni culturali e ambientali;

 ∀

Regioni hanno potestà in altra materia non

POTESTÀ LEGISLATIVA RESIDUALE .

espressam. riservata allo Stato (117, c. 4).

 POTESTÀ REGOLAMENTARE

Stato ha alle materie di competenza legislativa esclusiva

POTESTÀ REGOLAMENTARE LIMITATA

(salva delega alle Regioni) princ. del parallelismo tra potestà regolamentare e legislativa.

Regioni hanno in altra materia (117, c. 6).

POTESTÀ REGOLAMENTARE RESIDUALE

Enti locali hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e alla

disciplina delle funzioni loro attribuite.

 POTESTÀ AMMINISTRATIVA

Inizialmente operava il principio del “parallelismo delle funzioni”:

nelle materie di competenza legislativa delle Regioni, le Regioni stesse esercitavano

anche le funzioni amministrative; mentre in tutte le altre materie le funzioni

amministrative erano imputate allo Stato.

Poi con la “Legge Bassanini” e con la Riforma è stato superato tale principio.

Ai Comuni è attribuita la generalità delle funzioni amministrative (118)

Focus sul c.d. “Diritto privato Regionale”

Termini e limiti entro cui Legge Regionale può incidere sull'ordinamento del diritto privato.

Prima 2001 solo Stato;

Dal 2001 Stato ha competenza legislativa esclusiva in mat. di ordinamento civile e penale;

MA problema di indagare se in capo alle Regioni residuino spazi x incidere sul dir. privato

nelle mat. di competenza legislativa concorrente (ex: diritto alla salute) o residuale.

Corte Cost. ammette Diritto privato Regionale, con tali limiti:

intrinsechi Regione deve intervenire in una mat. di sua competenza; congruità della

Legge Regionale (deve avvalersi di strumenti non eccedenti il proprio scopo);

estrinseco ragionevolezza (non può interferire in maniera troppo incidente).

RACCORDI TRA ≠ LIVELLI TERRITORIALI DI GOVERNO

Ⓐ C ;

OMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI

Ⓑ S ISTEMA DELLE CONFERENZE

Ⓐ COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI

C B I

OMMISSIONE ICAMERALE NTEGRATA prima solo funzioni consultive

L. Cost. 3/2001 Funzioni di raccordo tra Stato e Regioni

 Reg. parlamentari possono prevedere la partecipazione alla Commissione

Bicamerale di rappresentanti delle Regioni/Province autonome/ enti

locali.;

 Caso di progetto di legge in mat. rientrante nella competenza legislativa

concorrente o nell’autonomia finanziaria di entrata e di spesa degli enti

 se la Commissione Parlamentare ha espresso parere contrario a talune

sue disp. e la Commissione che ha svolto l'esame non vi si è adeguata,

tali disp. del progetto pox. essere approvate solo se l’Assemblea

delibera a maggioranza assoluta dei componenti.

Nessun atto attuativo è stato deliberato e l’ipotesi della Commissione Bicamerale Integrata pare

abbandonata.

Ⓑ SISTEMA DELLE CONFERENZE

Il è il principale strumento con cui si svolge la leale collaborazione tra

SISTEMA DELLE CONFERENZE

Stato, Regioni e autonomie locali.

C S -R C S , C

ONFERENZA TATO EGIONI ONFERENZA TATO ITTÀ E AUTONOMIE LOCALI

Presieduta dal Presidente del CdM, formata da Formata da rappresentanti degli enti locali.

alcuni ministri e dai Presidenti delle Regioni.

Sono sedi di confronto tra Governo ed enti regionali/locali, coinvolti nell’elaborazione del

contenuto di alcuni atti che incidono su interessi e competenze delle Regioni.

Strumenti un det. atto governativo deve essere preceduto o dal parere di una delle Conferenze

(non vincolante, ma politicamente forte) o dall’intesa (consenso della Regione)

 codecisione dell’atto

C U :

ONFERENZA NIFICATA

le due Conferenze sono riunite per

materie di interesse comune.

ENTI LOCALI è un ente pubblico di governo locale, la cui competenza è limitata entro un det.

ENTE LOCALE

ambito territoriale.

 T.U. ’

Nel 2000 la materia è stata riorganizzata con il SULL ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI

C è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne

OMUNE

promuove lo sviluppo.

P è l’ente locale intermedio tra Comune e Regione e rappresenta la propria

ROVINCIA

comunità, ne cura gli interessi e ne promuove e coordina lo sviluppo.

ad entrambi è riconosciuta autonomia statutaria/normativa/organizzativa (lo

statuto stabilisce le norme fondamentali sull’organizzazione dell’ente),

autonomia amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria

(nell’ambito dei propri statuti/regolamenti/leggi di coordinamento della finanza pubblica);

la generalità delle funzioni deve essere attribuita a Comuni e Province, con

esclusione delle funzioni che richiedono l’unitario esercizio a liv. regionale.

C

Inoltre, sono state introdotte le :

ITTÀ METROPOLITANE

possono essere istituite nelle zone (aree metropolitane) comprendenti il Comune-Capoluogo

(es. Milano, Roma, Torino) e gli altri Comuni ad esso uniti da contiguità territoriale. La Città

metropolitana acquisisce le funzioni della Provincia ed ha un ordinamento differenziato,

determinato con proprio statuto.

 L.C . 3/2001, R T . V, P II, C .

Nel 2001 è stata promulgata la OST IFORMA ORGANICA DEL IT ARTE OST

 Modifica dell’art. 114

Comuni, Province, Città metropolitane (oltre alle Regioni) sono enti autonomi con propri

statuti, poteri e funzioni, secondo i principi fissati dalla Costituzione

 l’autonomia già riconosciuta legislativam. ottiene riconoscim. e garanzia costituzionale.

 Modifica dell’art. 118

ai Comuni è attribuita la generalità delle funzioni amministrative

-  funzioni che, per assicurarne l’esercizio unitario, devono essere conferite a ente

ECCEZIONE più elevato (Province, Città metropolitane, Regioni e Stato); sulla base dei

principi di:

a) sussidiarietà: ente di livello gerarchico > si sostituisce a quello di livello <,

quando quest’ultimo non può da solo assolvere all’atto di

sua competenza (sussidiarietà c.d. “verticale”)

b) differenziazione: enti dello = livello possono avere competenze ≠;

c) adeguatezza: funzioni devono essere affidate ad enti che abbiano requisiti

sufficienti di efficienza;

Comuni, Province e Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie

- (oltre a quelle loro conferite con l. statale/regionale);

tutti gli enti favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini x svolgimento di attività di

- interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà c.d. “orizzontale”

MA Stato conserva la potestà legislativa esclusiva su legislazione elettorale, organi di

governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane.

 Modifica dell’art. 120.

è previsto il c.d. potere sostitutivo del Governo.

Governo può sostituirsi a organi degli enti territoriali in varie circostanze:

caso di inosservanza normativa sovranazionale; caso di pericolo grave per l’incolumità e la

sicurezza pubblica; quando è necessario per tutelare l’unità giuridica o economica (spt.

per tutelare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali)

MA potere sostitutivo va esercitato nel rispetto dei principi di sussidiarietà e leale

collaborazione.

 Modifica dell’art. 123.

∀ C

lo statuto di Regione deve disciplinare il , organo con

ONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI

funzioni consultive in cui siedono i rappresentanti degli enti locali; organo di raccordo tra

Regione/enti locali.

FINANZA REGIONALE e LOCALE ”, ossia

L’art. 119 riconosce il . . “ indica un sistema di finanza pubblica a

FEDERALISMO FISCALE

C D

favore di Regioni ed enti locali:

o autonomia finanziaria di entrata e spesa nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci =

dal p.d.v. delle entrate autonomia di imposizione tributaria, quale potere di imporre tributi

ed entrate proprie e di concorrere a determinarne composizione e

quantità;

dal p.d.v. della spesa attribuzione delle risorse finanziarie centrali necessarie per esercitare

le competenze locali e libertà di stabilire come spenderle

T , l’art. 117 affida alla potestà legislativa esclusiva dello Stato l’armonizzazione dei

UTTAVIA

bilanci pubblici, e alla potestà legislativa concorrente il coordinamento della finanza pubblica e

del sistema tributario.

 Stato ha ancora potere di intervenire nella disciplina della finanza regionale, introducendo i

principi fondamentali e rimettendo alle Regioni il resto della disciplina.

o Regioni ed enti locali sono dotati di risorse finanziarie autonome diverse, a seconda della

ricchezza del loro territorio.

T , lo Stato prevede il c.d. “fondo perequativo”, con cui assegnare risorse aggiuntive a

UTTAVIA

favore degli enti con < capacità fiscale, x evitare disparità. T , l’art. 117 affida alla potestà

UTTAVIA

legislativa esclusiva dello Stato la perequazione delle risorse finanziarie.

o Regioni ed enti locali compartecipano al gettito dei tributi erariali riferibile al loro territorio.

La legge 42/2009 delega il Governo ad adottare d.lgs. in attuazione dell’art. 119, in mat. di

federalismo fiscale.

Criteri generali:

o legame tra prelievo tributario e beneficio fornito ai cittadini, attraverso l’esercizio di attività

amministrative (da parte dell’ente che percepisce il gettito)

→ favorita la resp. politica locale: cittadini pox. valutare come le risorse sono impiegate;

o territorialità dei tributi regionali/locali e riferibilità al territorio della compartecipazione al

gettito dei tributi statali.

 enti + ricchi sono destinati a produrre gettito + elevato, da usare per l’esercizio delle attività

amministrative sul proprio territorio.

FORMA DI GOVERNO REGIONALE

- ORGANI DI GOVERNO

La L.Cost. 1/1999 ha introdotto una forma di governo regionale basata sull’ ELEZIONE DIRETTA DEL

P R . Essa rappresenta una “ ”, vigente fino a

RESIDENTE DELLA EGIONE FORMA DI GOVERNO TRANSITORIA

quando la Regione non scelga autonomamente la propria forma di governo e la propria legge

elettorale.

La forma di governo regionale si fonda su tre organi disciplinati dall’art. 121 Cost.:

C

A. ONSIGLIO REGIONALE

È titolare della potestà legislativa attribuita alla Regione e delle altre funzioni conferite

dalla Cost. e dalle leggi.

È eletto dagli elettori regionali. Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un

ufficio di presidenza.

 ha durata naturale di 5 anni, quale durata della legislatura regionale.

MANDATO

 - legislative, sulle materie di competenza regionale residuale e concorrente;

FUNZIONI ha potere di presentare proposte di legge alle Camere (anche in mat. in cui

non ha competenza); ha potere di approvare/modificare lo Statuto;

- controllo, sull'operato del Presidente e della Giunta;

- di indagine e inchiesta, tramite commissioni consiliari;

- di indirizzo politico, quale potere di determinare l'indirizzo politico ed

amministrativo della Regione.

 consiglieri non pox. essere chiamati a rispondere per opinioni espresse e

INSINDACABILITÀ voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni.

G

B. IUNTA REGIONALE

È l’organo esecutivo della Regione, titolare della potestà amministrativa, diretto politicam.

dal P R . Al vertice degli uffici regionali sono preposti gli , con

RESIDENTE DELLA EGIONE ASSESSORI

funzioni delegate dal Presidente.

 componenti della Giunta sono nominati dal Presidente eletto:

NOMINA può scegliere sia tra componenti eletti al Consiglio regionale sia tra persone

estranee al Consiglio.

 stante il rapporto fiduciario con il Presidente, la Giunta rimane in carica per il

MANDATO tempo in cui rimane in carica il Presidente. La durata naturale del mandato è

di 5 anni.

 Presidente può revocare la delega ai componenti della Giunta, singolarmente o

REVOCA complessivamente.

 ha funzioni proprie, ≠ da quelle del Presidente e dei singoli assessori:

FUNZIONI - esecutive, in merito a leggi/deliberazioni del Consiglio;

- amministrative, in merito alla predisposizione del programma regionale,

nonché dei bilanci regionali annuale/pluriennale, preventivo e consuntivo;

legislative, in merito alla definizione dei reg. regionali e alla possibilità di

- presentare disegni di legge regionale al Consiglio.

P R

C. P

RESIDENTE DELLA EGIONE RESIDENTE DELLA GIUNTA

È eletto a suffragio universale e diretto dall’intero corpo elettorale regionale e rimane in

carica per l'intera durata della legislatura.

Egli dispone di vari poteri:

 rappresenta la Regione;

 dirige la politica della Giunta, della quale è responsabile;

 promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali;

 dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione.

- MOZIONE DI SFIDUCIA

Le relazioni tra gli organi sono riconducibili al modello della forma di governo neoparlamentare

C P G

può esprimere la nei cfr. del ,

ONSIGLIO REGIONALE SFIDUCIA RESIDENTE DELLA IUNTA

tramite mozione sottoscritta almeno da 1/5 dei componenti, approvata a maggioranza assoluta

dei componenti mozione deve essere motivata e votata per appello nominale;

non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla

sua presentazione.

L’approvazione della mozione di sfiducia determina le dimissioni della Giunta e lo scioglimento

anticipato del Consiglio regionale (principio del “simul stabunt, simul cadent”).

Conseguentemente, si avranno nuove elezioni per il rinnovo di entrambi gli organi.

disciplina = per il caso di morte, rimozione, impedimento permanente, dimissioni volontarie

del Presidente, nonché per il caso di dimissioni contestuali della maggioranza dei

componenti il Consiglio.

- SCIOGLIMENTO ANTICIPATO e RIMOZIONE

Il P R può disporre lo scioglimento anticipato del Consiglio Regionale e

RESIDENTE DELLA EPUBBLICA

la rimozione del Presidente della Regione, in due circostanze:

 se hanno compiuto atti contrari alla Cost. o gravi violazioni di legge;

 per ragioni di sicurezza.

Ciò è disposto con decreto motivato del Presidente, sentita la Commissione bicamerale

integrata per le questioni regionali.

- INELEGGIBILITÀ e INCOMPATIBILITÀ

La disciplina è dettata dall’art. 122 Cost.

 casi di ineleggibilità ed incompatibilità (componenti Consiglio, componenti Giunta,

Presidente) sono disciplinati con Legge regionale;

 casi di incompatibilità previsti da Cost.:

non si può essere contemporaneam. membro del Consiglio/Giunta e membro di un altro

Consiglio/Giunta, parlamentare, parlamentare europeo.

- SISTEMA ELETTORALE

Si è in attesa che tutte le Regioni approvino i “nuovi” Statuti regionali (processo quasi completato).

Nel frattempo, la disciplina “transitoria” ha previsto che si applica, con talune innovazioni, la

Legge Elettorale del 1995 (di Riforma del sistema elettorale delle Regioni ordinarie).

Tale sistema si basa sulla formula elettorale di tipo proporzionale e prevede:

“clausola di sbarramento” per disincentivare la frammentazione politica;

- premio di maggioranza alla lista/coalizione di liste con più voti a liv. regionale;

- sono candidati alla Presidenza della Regione i capilista delle liste regionali; è eletto

- Presidente il candidato che ha ottenuto il > n° di voti validi;

entro 10 giorni dalla proclamazione, il Presidente nomina i componenti della Giunta, tra i

- quali un Vice-Presidente;

se il Consiglio approva una mozione di sfiducia, entro 3 mesi si procede all’indizione di nuove

- elezioni del Consiglio e del Presidente.

STATUTO REGIONALE

Art. 123 Cost.

∀ S

Regione ha uno che ne determina la forma di governo, nonché i principi fondamentali

TATUTO

di organizzazione e funzionamento

 riconoscimento di autonomia statutaria/normativa/organizzativa.

P

ROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE

è approvato dal Consiglio con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con 2

deliberazioni successive (ad intervallo non < di 2 mesi).

C

ONTENUTO ULTERIORE

regola l’esercizio del diritto di iniziativa e l’esercizio del referendum su leggi/provv. amministrativi

regionali; la pubblicazione di leggi/regolamenti regionali; il Consiglio delle autonomie locali.

C

ONTROLLO

può essere sottoposto al controllo di:

Corte Cost. Governo può promuovere la questione di costituzionalità entro 30 giorni

- dalla pubblicazione;

cittadini 1/50 degli elettori oppure 1/5 dei componenti il Consiglio entro 3 mesi dalla

- pubblicazione, può richiedere di sottoporre lo Statuto a referendum popolare.

 Statuto non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.

FORMA DI GOVERNO ENTI LOCALI S

La forma di governo di Comune e Provincia si basa sull’ INDACO

ELEZIONE POPOLARE DIRETTA DEL E DEL

P P , i quali durano in carica 5 anni e non possono ricoprire più di due

RESIDENTE DELLA ROVINCIA

mandati consecutivi. C C

Per quanto riguarda l’elezione dei e , è previsto un

ONSIGLI COMUNALI ONSIGLI PROVINCIALI

sistema elettorale “misto”, che combina elementi del proporzionale e del maggioritario.

Per tutte le elezioni negli enti locali è prevista una “clausola di sbarramento”, per disincentivare la

frammentazione politica.

 C

OMUNI

Il sistema elettorale varia a seconda che si tratti di Comuni con popolazione fino a 15.000

abitanti o Comuni con popolazione oltre 15.000 abitanti

C 15.000 C 15.000

OMUNI FINO A ABITANTI OMUNI CON OLTRE ABITANTI

Il candidato Sindaco deve essere Il candidato a Sindaco deve essere collegato ad

collegato ad una lista di candidati a una/più liste di candidati a consigliere comunale.

consigliere comunale. L’elettore vota contemporaneam. per un candidato

L’elettore esprime un voto per il Sindaco e per una delle liste, che può essere anche

candidato Sindaco e per la lista ad ≠ da quelle collegate al candidato Sindaco votato

esso collegata; può esprimere un voto (voto disgiunto);

di preferenza per uno dei candidati a può esprimere un voto di preferenza per uno dei

consigliere comunale della lista. candidati a consigliere comunale della lista scelta.

È eletto Sindaco il candidato che ha È eletto Sindaco il candidato che ha ottenuto la ½ +

ottenuto il maggior n° di voti validi 1 dei voti validi (maggioranza assoluta).

(maggioranza relativa). * Se nessuno ha ottenuto la maggioranza assoluta,

* In caso di parità di voti, si procede si procede al ballottaggio tra i due candidati che

al ballottaggio fra i due candidati hanno ottenuto più voti.

che hanno ottenuto più voti. È eletto il candidato che ha ottenuto il maggior

n° di voti.

 P

ROVINCE

Il sistema elettorale relativo al Presidente della Provincia e al Consiglio provinciale è molto

simile a quello previsto per i Comuni con oltre 15.000 abitanti: sono previsti l’elezione del

Presidente a maggioranza assoluta ed il premio di maggioranza.

VII) FONTI: NOZIONI GENERALI

GENERALITÀ

FONTE DEL DIRITTO = atto o fatto abilitato dall’ordinamento giur. a produrre/modificare/

eliminare norme giuridiche, ossia ad innovare l’ordinamento giur.

Caratteri basilari delle fonti del diritto:

 scrittura: il diritto è composto da norme scritte;

 accentramento: individuabile nel procedimento legislativo (ruolo centrale del Parlamento);

 completezza: il sistema delle fonti forma un insieme completo e in grado di disciplinare

tutti i casi.

 coerenza: norme giur. costituiscono un insieme coerente e ordinato = Ordinam. giuridico.

“FONTI SULLA PRODUZIONE” = norme giur. che indicano le fonti abilitate ad innovare l’ordinam.

- giur. (c.d. norme di riconoscimento) EX: Art. 70 Cost.

“FONTI DI COGNIZIONE” = strumenti di pubblicazione, con cui si vengono a conoscere le “fonti

- di produzione”.

 *

Fonti ufficiali:

G U (in cui sono pubblicati tutti gli atti normativi

AZZETTA FFICIALE

dello Stato);

B R (B.U.R.);

OLLETTINI UFFICIALI DELLE EGIONI

G U ’U E (G.U.U.E.);

AZZETTA FFICIALE DELL NIONE UROPEA

 Fonti non ufficiali:

sono fornite da soggetti pubblici o privati, ma le notizie che

esse pubblicano non hanno valore legale.

* un nuovo atto normativo non entra in vigore subito dopo la pubblicazione

ENTRATA IN VIGORE “ufficiale”, ma dopo un periodo di 15 giorni; durante la vacatio legis

gli effetti del nuovo atto rimangono sospesi;

una volta entrato in vigore, l’atto è pienamente obbligatorio: vige la

presunzione di conoscenza della legge (ignorantia legis non excusat)

e l’obbligo di applicazione da parte del giudice.

 Ⓐ

“FONTI DI PRODUZIONE” si hanno due categorie: FONTI-ATTO;

- Ⓑ FONTI-FATTO

Ⓐ FONTI-ATTO (O ATTI NORMATIVI)

Manifestazioni di volontà assunte da det. organi secondo det. procedure, che si sostanziano

in atti normativi. EX: REGOLAMENTO

Ogni atto normativo si deve manifestare esteriorm. con la forma individuata dall’ordinam.

per ciascun tipo di fonte

 si parla di tipicità delle fonti-atto (la forma tipica è data da vari elementi, es. il nome

dell’atto, l’intestazione all’autorità emanante, il procedimento formativo).

Ⓑ FONTI-FATTO (O FATTI NORMATIVI)

eventi naturali o sociali cui l’ordinamento attribuisce l’idoneità a produrre norme giuridiche

EX: CONSUETUDINE, Norme dell’U.E., Norme di D.i.p.

CONSUETUDINE

Consiste in un comportamento costante ed uniforme ripetuto nel tempo (diuturnitas), nella

convinzione che sia giuridicamente vincolante (opinio iuris ac necessitatis).

 Art. 1, Preleggi: nella gerarchia delle fonti del dir. italiano annovera anche gli usi;

sono ammessi solo in mancanza di una norma >: nelle materie

regolate da leggi/regolamenti gli usi hanno efficacia solo in quanto

da essi richiamati;

 Alcune disp. c.c.: sono esplicitamente richiamati gli usi (spt. in mat. contrattuale);

 Art. 10, c. 1, Cost.: giur. italiano si conforma alle norme del diritto

«L'ordinamento

internazionale generalmente riconosciute»:

consuetudini internazionali, ossia regole non scritte, non poste

da nex. soggetto, ma riconosciute obbligatorie dagli Stati;

 Dottrina: quando si riferisce alle consuetudini, talora intende le “consuetudini

interpretative”;

PRINCIPIO IURA NOVIT CURIA

- Giudice ha potere/dovere di individuare con i propri mezzi le fonti normative da applicare al

giudizio, senza gravare sulle parti.

x gli atti normativi è sempre possibile l’accertamento della fonte attraverso lo strumento della

pubblicazione ufficiale; 

x le fonti-fatto non sempre Diritto U.E.:

ha obbligo di conoscerne le fonti, soggette a pubblicaz. ufficiale;

vige una riserva di interpretazione a favore della Corte di Giustizia

 se giudice ha un dubbio sul significato di una disp., deve

sospendere il giudizio e sottoporre la questione alla Corte;

D.i.p.:

deve accertare la legge straniera, anche con il supporto delle

parti, di strutture ministeriali o esperti.

TECNICHE DI RINVIO

- In base al principio di esclusività lo Stato ha il potere esclusivo di riconoscere le proprie fonti.

Le norme di altri ordinamenti pox. operare nell’ordinamento statale solo se questo lo consente.

attraverso la tecnica del , che può essere:

RINVIO

 

F meccanismo con cui una disp. dell’ordinam. statale richiama uno specifico atto in

ISSO vigore in un ordinam. straniero; le norme dell’atto richiamato devono essere

applicate alla stregua delle norme interne;

 

M meccanismo con cui una disp. dell’ordinam. statale richiama la fonte dell’atto di

OBILE un ordinam. straniero

 ∀

ordinam. statale si adegua automaticamente ad modifica dell’ordinam.

straniero.

ANTINOMIE e TECNICHE DI RISOLUZIONE

ANTINOMIA = contraddizione tra regole giuridiche contenute in atti ≠

 A : risolvibile attraverso le regole dell’interpretazione giuridica.

PPARENTE

 R : risolvibile solo attraverso la disapplicazione di una delle due fonti.

EALE

L’attività di interpretazione è disciplinata dal diritto stesso (x evitare discrezionalità

interpretativa).

Criteri di composizione delle (Preleggi):

ANTINOMIE APPARENTI

la legge, non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal

«nell’applicare

significato proprio delle parole (secondo la loro connessione) e dalla intenzione del legislatore»

una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha

«se

riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe»

il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali

«se

dell’ordinamento giuridico».

penali e quelle che fanno eccezione a regole generali non si applicano oltre i casi e i

«leggi

tempi in esse considerati».

Criteri di composizione delle :

ANTINOMIE REALI

① ③

C ; C ;

RITERIO CRONOLOGICO RITERIO DELLA SPECIALITÀ

② ④

C ; C .

RITERIO GERARCHICO RITERIO DELLA COMPETENZA

① CRITERIO CRONOLOGICO

in caso di contrasto tra due norme, si deve preferire norma più recente rispetto a quella più

antica, che viene abrogata

E = idoneità di un atto/fatto a produrre effetti giuridici (costituire, modificare o

FFICACIA estinguere situazioni giuridiche);

la norma diventa efficace quando la disposizione da cui è tratta entra in vigore.

P. = atto normativo dispone solo per il futuro

DI IRRETROATTIVITÀ  tale principio non è recepito dalla Cost., quindi può essere

derogato dalla legge (che può disporre la propria retroattività)

 Cost. recepisce solo principio di irretroattività della legge penale

(«Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia

entrata in vigore prima del fatto commesso»).

A = delimitazione nel tempo dell’efficacia di una norma;

BROGAZIONE norma abrogata ha un’efficacia limitata nel tempo, ma non è invalida:

non si applica più per il futuro, ma continua a valere per il passato;

può riprendere a produrre effetti solo se il legislatore lo prescrive (c.d.

“reviviscenza” della norma abrogata).

 espressa: dichiarazione espressa del legislatore;

 tacita: la nuova legge disciplina l’intera materia già regolata dalla legge

precedente.

 implicita: incompatibilità tra la nuova disp. e quella precedente;

 norma abrogata perde efficacia per il futuro;

- ABROGAZIONE

 norma derogata non perde efficacia, ma viene limitato il

- DEROGA suo ambito di applicazione;

 norma sospesa viene limitata a un certo periodo/a

- SOSPENSIONE singole categorie o zone.

② CRITERIO GERARCHICO

in caso di contrasto tra due norme, si deve preferire norma di grado superiore nella gerarchia

delle fonti Gerarchia delle fonti

Fonti C OSTITUZIONE E LEGGI COSTITUZIONALI Principio di

superprimarie (devono rispettare i “ ” C ) costituzionalità

PRINCIPI SUPREMI DELLA OSTITUZIONE

Fonti L , ( ),

EGGI STATALI E REGIONALI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE STATALE Principio di

primarie ,

REGOLAMENTI PARLAMENTARI REFERENDUM ABROGATIVO legalità

Fonti R ’ , , ,

EGOLAMENTI DELL ESECUTIVO REGIONALI PROVINCIALI COMUNALI

secondarie

A = attraverso esso si esprime la prevalenza della norma > su quella <;

NNULLAMENTO è la dichiarazione di illegittimità che un giudice pronuncia nei cfr. di un

atto/norma/disp.;

I vizi di legittimità possono essere formali (riguardano la forma dell’atto) o

sostanziali (riguardano il contenuto normativo, che produce un contrasto

con norma di grado >);

= conformità dell’atto rispetto alle regole che lo disciplinano;

VALIDITÀ 

effetti dell’annullamento atto annullato perde la propria validità; non è più

applicabile a nessun rapporto pendente (rimane

applicato ai rapporti esauriti).

③ CRITERIO DELLA SPECIALITÀ

in caso di contrasto tra due norme, si deve preferire norma speciale rispetto a quella generale

(anche se quest’ultima è successiva)

È un criterio discusso, stante la complessità della sua interazione con gli altri criteri.

R – E talvolta, è lo stesso legislatore a precisare quale sia la norma che

EGOLA CCEZIONE debba prevalere:

è il caso della disposizione in cui la regola è accompagnata dalla

clausola di esclusione di alcune hp, che costituiscono l’eccezione

CMQ divieto di analogia con rif. all’eccezione

(Preleggi, penali e quelle che fanno eccezione a

«leggi

regole generali non si applicano oltre i casi e i tempi in

esse considerati».

Sintesi A A D

BROGAZIONE NNULLAMENTO EROGA

Criterio cronologico Criterio gerarchico Criterio della specialità

Fisiologia dell’ordinamento Patologia dell’ordinamento Complessità dell’ordinamento

Opera ex nunc Opera ex tunc Opera ex nunc

Effetti inter partes, erga Effetti erga omnes. Effetti inter partes, erga omnes

omnes (se a. espressa). (se d. espressa).

④ CRITERIO DELLA COMPETENZA

In generale, vige un principio di separazione delle competenze.

caso in cui una fonte eccede il proprio ambito di competenza, disciplinando ciò che è

riservato ad un’altra fonte: I

la 1^ risulta viziata per incompetenza; vi è una che inficia validità dell’atto.

RREGOLARITÀ

Focus

I

“ ” = Interpretazione della legge effettuata dallo stesso organo che ha

NTERPRETAZIONE AUTENTICA adottato l'atto normativo.

Meccanismo normativo, non interpretativo (è fonte del diritto).

In Italia si ha la “Legge di interpretazione autentica”:

adottata per scegliere quale, fra le possibili interpretazioni, sia da

considerare espressione della voluntas legis; ha efficacia

retroattiva ex tunc; non può essere innovativa

ossia mascherare una legge nuova con l’interpretazione autentica.

RISERVE DI LEGGE e PRINCIPIO DI LEGALITÀ

RISERVA DI LEGGE

- = strumento con cui la Cost. regola il concorso delle fonti nella disciplina di una det. materia

La materia oggetto di riserva di legge deve essere disciplinata dal Legislatore; non può essere

disciplinata da fonti che hanno grado gerarchico < rispetto alla Legge.

In caso di violazione, l’atto è illegittimo.

La riserva ha senso solo nel caso in cui è presente una Costituzione “rigida”:

solo qui i limiti posti dalla Cost. alla funzione legislativa si possono imporre al legislatore.

PRINCIPIO DI LEGALITÀ

- ∀

= esercizio di potere pubblico si deve fondare su una previa norma attributiva della

competenza scopo: evitare uso arbitrario del potere

p. di legalità formale esercizio del potere pubblico si deve fondare su una previa norma

attributiva della competenza (ex: le Camere);

p. di legalità sostanziale esercizio del potere pubblico deve essere limitato e diretto da

specifiche norme di legge, tali da restringere la discrezionalità

dell’autorità (ex: la Magistratura).

TIPI DI RISERVA DI LEGGE

- R ISERVA DI LEGGE

R ISERVA ALLA LEGGE FORMALE ORDINARIA

la materia deve essere disciplinata solo con legge formale ordinaria, ossia atto prodotto

attraverso il procedimento legislativo parlamentare (no atto avente forza di legge).

 strumento di controllo da parte del Parlamento sull’operato del Governo.

R ISERVA ALLE FONTE PRIMARIA

la materia deve essere disciplinata da una fonte primaria, escludendo l’intervento di un

atto di grado gerarchico <.

 strumento di garanzia con rif. a materie particolarmente delicate.

R ISERVA ASSOLUTA ∀

esclude l’intervento di fonte sub-legislativa rispetto alla disciplina della materia (deve

essere interamente disciplinata dalla legge formale ordinaria/atto avente forza di legge).

EX: nell’ambito delle libertà fondamentali.

R ISERVA RELATIVA

non esclude l’intervento della fonte sub-legislativa: reg. amministrativo può concorrere

alla disciplina della materia, ma la legge deve definire preventivam. i principi cui il

regolamento deve attenersi.

EX: i pubblici uffici sono organizzati disposizioni di legge».

«secondo

R ISERVA RINFORZATA

tecnica cui sono posti ulteriori vincoli al legislatore.

R ISERVA RINFORZATA PER CONTENUTO

la disciplina della materia può e deve essere regolata sì dalla legge ordinaria,

ma con contenuti specifici

 scopo di limitare il potere del legislatore;

EX: legislatore può dettare regole meno rigide per le ispezioni domiciliari, ma

soltanto motivi di sanità e di incolumità pubblica».

«per

R ISERVE RINFORZATA PER PROCEDIMENTO

la disciplina della materia può e deve essere regolata sì dalla legge ordinaria,

ma seguendo un procedimento legislativo aggravato

 scopo di limitare il potere della maggioranza politica nei confronti delle

minoranze.

EX: i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica pox. essere modificati solo previo

accordo tra le parti (in assenza del quale Parlamento non può procedere).

R (rare)

ISERVE A FAVORE DI ALTRI ATTI DIVERSI DALLA LEGGE

L

EGGE COSTITUZIONALE

EX: adozione degli Statuti delle Regioni speciali.

R EGOLAMENTI PARLAMENTARI

VIII) FONTI DELL’ORDINAMENTO ITALIANO: STATO

Ⓐ COSTITUZIONE

C 1948

La rappresenta il vertice della gerarchia delle fonti dell’ordinamento

OSTITUZIONE DEL

italiano.

Essa è il fondamento di validità delle fonti primarie di cui detta la disciplina ed è rigida.

per modificarla con o per approvare

LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE ALTRE LEGGI COSTITUZIONALI

previste per la sua integrazione, è necessario un procedimento particolare “aggravato”.

Principi fondamentali Tra cui:

(artt. 1-12) principi personalista; di uguaglianza; lavorista; autonomista.

Parte I – Tra cui:

Diritti e doveri dei rapporti civili; etico-sociali; economici; politici.

cittadini

Parte II – In particolare:

Ordinamento della Parlamento; Presidente della Repubblica; Governo; Magistratura;

Repubblica Regioni, Province, Comuni; Garanzie costituzionali.

Ⓑ 

LEGGI COSTITUZIONALI Rigidità Costituzione

PROCEDIMENTO

- L’art. 138 Cost. disciplina il procedimento per l’adozione delle :

LEGGI COSTITUZIONALI LEGGI DI

e .

REVISIONE COSTITUZIONALE ALTRE LEGGI COSTITUZIONALI

Iniziativa legislativa è = a quella prevista per legge ordinaria.

Sono previste due deliberazioni successive da parte di ciascuna Camera .

1) La prima deliberazione è a maggioranza relativa. Le Camere possono apportare al

progetto di L.Cost. emendamento: il testo è destinato a viaggiare tra Camera e Senato

tante volte quante sono necessarie per ottenere il voto favorevole di entrambe;

2) La seconda deliberazione può essere effettuata solo dopo almeno tre mesi dalla prima:

 se la L.Cost. è approvata dalla maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti di ciascuna

Camera, essa è perfezionata, viene promulgata dal Presidente della Repubblica e non può

essere sottoposta a referendum costituzionale;

 se la L.Cost. è approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera,

essa è perfezionata, viene promulgata dal Presidente della Repubblica e può essere

sottoposta a referendum costituzionale.

Entro 3 mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, può essere chiesto un

referendum costituzionale da :

 una minoranza politica (1/5 dei membri di una Camera).

 una minoranza territoriale (5 Consigli regionali);

 una minoranza del corpo elettorale (raccolta di 500.000 firme).

Per la validità del referendum non è richiesto un quorum minimo di votanti.

La L.Cost. è promulgata se è approvata dalla maggioranza dei voti validi (i voti

favorevoli superano i voti sfavorevoli).

LIMITI

- Non tutta la Costituzione può essere oggetto di revisione costituzionale.

Infatti, sono previsti dei limiti alla possibilità di revisionare il testo costituzionale:

Art. 139 : non può essere oggetto di revisione cost.».

- «La

(limite esplicito) FORMA REPUBBLICANA

Giur. interpretazione estensiva della norma:

nella repubblicana» deve essere compreso non solo il carattere elettivo

«forma

del Capo dello Stato, ma anche il principio della sovranità popolare.

 è esclusa la possibilità di revisionare tutti i principi indispensabili x definire

un ordinamento come democratico.

Art. 2: Repubblica riconosce e garantisce i '

- «La ».

DIRITTI INVIOLABILI DELL UOMO

Giur. è esclusa la possibilità di revisionare tutte le libertà elencate negli artt. 13 ss.

(libertà personale, di domicilio, libertà e segretezza corrispondenza, dir. di difesa).

Art. 5: Repubblica [è]

- «La ».

UNA E INDIVISIBILE

Giur. è esclusa la possibilità di revisionare il principio di unità ed indivisibilità,

introducendo hp legali di secessione o divisione dello Stato.

- “PRINCIPI SUPREMI” DELL’ORDINAM. COSTITUZIONALE “

Corte Cost. riconosce pacificamente l’esistenza nel nostro ordinam. costituzionale di PRINCIPI

” , suscettibili di resistere alla revisione costituzionale e non derogabili.

SUPREMI

Nell’ambito delle norme costituzionali, si può tracciare una gerarchia materiale:

inderogabili,

PRINCIPI SUPREMI da parte di norme

derogabili

NORME COSTITUZIONALI DI DETTAGLIO europee contrastanti

Ⓒ LEGGE FORMALE ORDINARIA

- NOZIONE

L = atto normativo prodotto dalla deliberazione delle Camere e promulgato dal

EGGE FORMALE Presidente della Repubblica;

con tale espressione si indica sia la (= grado gerarchico

LEGGE COSTITUZIONALE

della Cost.) sia la (grado gerarchico immediatam. <).

LEGGE FORMALE ORDINARIA

La “forma” della legge è data dal particolare procedimento prescritto dalla Costituzione per

.

la sua formazione

A = atto normativo non prodotto dalla deliberazione delle Camere, ma

TTO CON FORZA DI LEGGE equiparato alla legge formale ordinaria perché il Parlamento

partecipa alla loro formazione; è emanato dal Presidente della

Repubblica.

- TASSATIVITÀ E TIPICITÀ FONTI PRIMARIE

L e costituiscono insieme le .

FONTI PRIMARIE

EGGI FORMALI ORDINARIE ATTI CON FORZA DI LEGGE

 

Legge formale ordinaria Regola funzione legislativa esercitata collettivamente dalle due

Camere (art. 70); esercitata in “forma” legislativa;

 

Atto con forza di legge Eccezione funzione legislativa non esercitata in “forma” legislativa.

È la stessa Cost. ad indicare quali sono gli principio di tassatività e

ATTI CON FORZA DI LEGGE

tipicità fonti primarie: (art. 75); (art. 76); -

REFERENDUM ABROGATIVO DELLE LEGGI DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO DECRETO LEGGE

(art. 77); G (art. 78); S

DECRETI DEL OVERNO IN CASO DI GUERRA DECRETO DI ATTUAZIONE DELLO TATUTO DELLE

R .

EGIONI SPECIALI

* Eventuali innovazioni all’elenco possono essere introdotte solo con legge costituzionale.

PROCEDIMENTO LEGISLATIVO

Il procedimento legislativo si compone di I ;

NIZIATIVA LEGISLATIVA

D C ;

ELIBERAZIONE LEGISLATIVA DELLE AMERE

P .

ROMULGAZIONE

Iniziativa legislativa

α = presentazione di un progetto di legge ad una Camera (art. 71)

Il progetto di legge si chiama “ se presentato dal Governo, “ ”

DISEGNO DI LEGGE PROPOSTA DI LEGGE

negli altri casi. Si compone di due parti: il testo dell’articolato; la relazione che accompagna

l’articolato.

iniziativa legislativa

L’ è riservata ad alcuni soggetti tassativamente indicati dalla Costituzione:

Iniziativa governativa: Governo è unico soggetto con potere di iniziativa su tutte le materie.

La formazione del disegno di legge è organizzata in un procedimento:

iniziativa 1/+ Ministri; deliberazione del CdM; autorizzazione del

Presidente della Repubblica.

Iniziativa parlamentare: ogni Deputato/Senatore può presentare proposta di legge alla

Camera cui appartiene ;

(salvo materie riservate alla iniziativa Governo)

spesso le proposte sono collettive.

Iniziativa popolare: proposta di legge può essere presentata da almeno 50.000 elettori;

non ci sono limiti particolari all’iniziativa popolare (salvo materie riservate

alla iniziativa Governo).

Iniziativa regionale: proposta di legge può essere presentata dai Consigli regionali;

non ci sono limiti particolari all’iniziativa regionale; nel caso delle

Regioni speciali, l’iniziativa è subordinata all’ “interesse regionale”.

Iniziativa del CNEL: proposta di legge può essere presentata dal CNEL;

non ci sono limiti particolari.

L’iniziativa legislativa non crea un obbligo di deliberare per il Parlamento:

Il progetto di legge presentato è distribuito ai membri della Camera. La Conferenza dei capigruppo

valuta se inserire la sua discussione nei programmi di lavoro della Camera.

Deliberazione legislativa delle Camere =

β approvazione del progetto di legge (art. 72)

La Costituzione vieta che un progetto di legge sia direttamente discusso dalla Camera: prima deve

C

essere esaminato dalla .

OMMISSIONE PERMANENTE COMPETENTE PER MATERIA

procedimenti legislativi

Si distinguono tre principali :

Procedimento ordinario per Commissione “referente”

Commissione

Il P C individua la C .

RESIDENTE DELLA AMERA OMMISSIONE PERMANENTE COMPETENTE PER MATERIA

Il P C / da lui incaricato espone le linee generali della progetto di

RESIDENTE DELLA OMMISSIONE RELATORE

legge, provocando una discussione generale su di esso.

Si effettua la discussione articolo per articolo (la discussione di eventuali emendamenti) e la loro

votazione.

Si ha l’approvazione finale dell’intero testo di legge (accompagnato da una relazione finale).

viene nominato un che ha l’incarico di riferire all’Aula.

RELATORE Camera

In A la discussione procede per tre letture (rispecchiano le fasi in Commissione):

ULA

I. La 1^ lettura è introdotta dal e consiste nella discussione generale.

RELATORE

 in caso negativo, si chiude con il voto di un “ordine del giorno di non passaggio agli

articoli”: esso sancisce la conclusione negativa del procedimento.

II. La 2^ lettura consiste nella discussione articolo per articolo (la discussione di eventuali

emendamenti) e la votazione del testo definitivo di ogni articolo.

III. La 3^ lettura consiste nell’approvazione finale dell’intero testo di legge (così come esso

risulta a seguito dell’esame articolo per articolo).

Modo di voto si procede per voto palese mediante procedimento elettronico;

è richiesta la maggioranza semplice.

Procedimento per Commissione “deliberante” procedim. legislativo

= “decentrato”

La C assorbe tutte le fasi del procedimento legislativo, sostituendo l’Aula:

OMMISSIONE

alla Commissione sono deferite tutte e tre le letture.

MA ci sono dei limiti al procedimento per Commissione deliberante:

L

IMITI DI MATERIA

Sono previste delle riserve di assemblea: si deve adottare il procedimento normale:

 Leggi costituzionali;

 Leggi in materia elettorale;

 Leggi di delegazione legislativa;

 Leggi di approvazione dei bilanci;

 Leggi di autorizzazione alla ratifica dei Trattati internazionali.

L

IMITI DI COMPOSIZIONE

La Commissione deliberante deve essere composta in modo da rappresentare la

proporzione dei gruppi parlamentari.

L

IMITI DI ASSEGNAZIONE

Quanto all’assegnazione del progetto alla Commissione: al Senato, il Presidente ha un

potere di decisione non opponibile; alla Camera, il Presidente ha solo un potere di

proposta, che si ritiene accettata se non si chiede di votarla.

Fino al momento dell’approvazione definitiva, è sempre possibile far tornare indietro il

progetto (dalla Commissione all’Aula).

Procedimento per Commissione “redigente”

È previsto dai Reg. parlamentari (non dalla Cost.).

Con tale procedimento viene deferita alla C la discussione del progetto di legge,

OMMISSIONE

riservando all'A l’approvazione finale.

ULA

 serve a sgravare l’Assemblea dalla discussione (e approvazione degli emendamenti).

Valgono gli = limiti di materia previsti per il procedimento per commissione deliberante.

procedure abbreviate

* Reg. parlamentari prevedono per progetti di legge dichiarati urgenti.

Esauriti i lavori in una Camera, il progetto di legge viene trasmesso all’altra Camera (dove il

procedimento inizia di nuovo).

se la 2^ non approva, il procedimento si estingue;

se la 2^ effettua modifiche, il testo deve tornare alla 1^ per una nuova approvazione (c.d.

Navetta).

Tale fase si conclude quando le due Aule hanno approvato lo = testo.

γ Promulgazione della Legge

Conclusa la deliberazione, la legge è perfetta. Tuttavia, diviene efficace solo a seguito della

promulgazione da parte del P R , entro un mese dall’approvazione.

RESIDENTE DELLA EPUBBLICA

L’atto di promulgazione deve essere controfirmato dal Governo, con assunzione della relativa

resp. politica.

Il Presidente svolge ruolo di controllo:

può, con messaggio motivato, rinviare la legge alle Camere per dar luogo ad una nuova

deliberazione; rinvio può essere compiuto una volta sola: se le Camere approvano nuovamente, la

legge deve essere promulgata.

(infine, si avrà pubblicazione in G.U. ed entrata in vigore).

TIPI PARTICOLARI DI LEGGE ORDINARIA

Procedimento di formazione della legge più complesso di quello ordinario.

L EGGE Solitamente, la complessità riguarda il progetto di legge:

RINFORZATA Governo, prima di presentarlo, deve acquisire il consenso degli interessati.

Parlamento deve rispettare l’accordo, approvando il testo nella sua integrità

(senza apportare modifiche unilaterali).

Diversamente, Parlamento può invitare Governo a rinegoziare il contenuto.

Atti che, pur assumendo la = forma della legge ordinaria, hanno una ≠ forza

F ONTI ATIPICHE attiva (capacità d’abrogare) o passiva (capacità di resistere all’abrogazione)

 collocazione peculiare nella gerarchia delle fonti.

EX: ;

LEGGI ESCLUSE DAL REFERENDUM ABROGATIVO

L (ex: ,

EGGI MERAMENTE FORMALI LEGGE DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO LEGGE DI

).

AUTORIZZAZIONE ALLA RATIFICA DI TRATTATI INTERNAZIONALI

Con tale legge annuale, il Parlamento si limita a prendere atto del contenuto del

L EGGE DI “rendiconto consuntivo” =

APPROVAZIONE documento contabile presentato dal Governo, in cui sono riepilogati i dati dell’esercizio

DEL RENDICONTO finanziario trascorso.

CONSUNTIVO Con tale legge annuale, il Parlamento si limita a prendere atto del contenuto

L EGGE DI del “bilancio” = documento contabile presentato dal Governo, in cui vengono

APPROVAZIONE rappresentate le entrate e le uscite che, nel corso dell’anno

DEL BILANCIO DI finanziario successivo, lo Stato prevede di incassare e di spendere

PREVISIONE sulla base della legislazione vigente

Non si possono stabilire tributi o spese nuovi rispetto a quelli di cui alla

legislazione vigente. In ragione di ciò la “Legge di bilancio”, non avendo forza

attiva, è definita .

LEGGE MERAMENTE FORMALE

Non è ammesso il referendum abrogativo.

Con tale legge, Il Parlamento partecipa alla formazione dei Trattati.

L EGGE DI Non avendo forza attiva, è definita .

LEGGE MERAMENTE FORMALE

AUTORIZZAZIONE Ad ogni modo, è spesso seguita dall’ordine di esecuzione.

ALLA RATIFICA DI Non è ammesso il referendum abrogativo.

TRATTATI

INTERNAZIONALI E alla dell’art. 70 Cost.

L CCEZIONE REGOLA

EGGE DI DELEGA Infatti, con tale legge, il Parlamento attribuisce al Governo l’esercizio della

(art. 76) propria funzione legislativa.

Il potere di delega è delimitato da alcuni vincoli.

Altrimenti vizio di incostituzionalità di legge-delega e d.lgs. delegato.

La delega:

 può essere conferita solo con legge formale, approvata con procedim.

ordinario;

 può essere conferita solo al Governo, inteso nella sua collegialità;

 deve contenere alcuni c.d. “contenuti necessari”; deve restringere:

 ambito tematico della funz. delegata, indicando un oggetto definito.

 no delega generale;

 ambito temporale della funz. delegata, indicando un tempo limitato

entro cui decreto deve essere emanato

 no delega permanente;

 ambito della discrezionalità del Governo, precisando i principi e

criteri direttivi che devono guidare l’esercizio del potere delegato.

È rimessa al Parlamento la scelta del grado di analiticità.

Talora, la delega è peculiare, perché manca l’indicazione dei principi e criteri

D ELEGA direttivi. Il potere normativo delegato è assai ridotto, perché il Governo non

ACCESSORIA E può incidere sui principi stabiliti da leggi precedenti.

T U

ESTO NICO EX: Nelle norme finali di una Legge di Riforma, il Parlamento delega il Governo

ad emanare , .

NORME DI ATTUAZIONE COORDINAMENTO O TRANSITORIE

EX: Il Parlamento delega il Governo a coordinare le leggi esistenti in una certa

- materia.

- Il Governo:

- - seleziona le norme vigenti, raccogliendole in un T U ;

- ESTO NICO

- alcune norme sono espressam. abrogate: Governo le ritiene superflue;

- - altre sono tacitam. abrogate.

- - altre sono implicitam. abrogate: il T.U. comporta una Riforma dell’intera

- materia, con implicita abrogazione delle norme precedentem. in vigore

Ⓓ ATTI CON FORZA DI LEGGE

Decreto Legislativo delegato (art. 76)

D L = atto avente forza di legge, con cui il Governo esercita la delega conferitagli

ECRETO EGISLATIVO dal Parlamento.

DELEGATO

La sua formazione prevede questo procedimento:

proposta da parte del Ministro competente; deliberazione del Consiglio dei Ministri; eventuali

adempimenti ulteriori prescritti dalla Legge di delega; emanazione da parte del Presidente della

Repubblica; pubblicazione in G.U. con la dicitura di “decreto legislativo” (e lo stesso n° progressivo

delle leggi) Tutte le fasi procedimentali devono essere indicate nella premessa del decreto.

Emanazione deve avvenire entro il termine stabilito dalla Legge di delega;

Presidente può svolgere un controllo avente la = intensità di quello svolto in

sede di promulgazione della legge.

emanato il decreto, il potere delegato è esaurito.

D.Lgs. presenta un vincolo inscindibile con la Legge di delega:

deve essere conforme a quanto stabilito in essa; non può modificarla, perché è da essa che deriva

il potere delegato.

Inoltre, se la Legge di delega è illegittima ed il D.Lgs. viene egualmente emanato, l’illegittimità

della 1^ si comunica al 2° (c.d. “illegittimità derivata”).

Decreto-Legge (art. 77)

D -L = atto avente forza di legge, che il Governo può adottare subordinatamente

ECRETO EGGE all’esistenza di due circostanze straordinarie: necessità ed urgenza

 Governo ne assume la responsabilità.

Efficacia entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in G.U.

MA

ha efficacia provvisoria perde efficacia sin dall’inizio (ex tunc), se non viene

L

convertito in entro 60 giorni da pubblicazione.

EGGE DI CONVERSIONE

Oggetto non può disciplinare materie coperte da riserva di assemblea;

conferire deleghe legislative;

introdurre nuovi tributi o estendere tributi esistenti ad altri soggetti.

PROCEDIMENTO

-  Decreto-Legge deve essere deliberato dal Consiglio dei Ministri, emanato dal Presidente

della Repubblica, ed immediatamente pubblicato in G.U.

Deve specificare le circostanze straordinarie di necessità e urgenza, che ne giustificano

l’adozione;

 la “clausola di presentazione” al Parlamento x la conversione;

 la data della sua entrata in vigore (di solito, il giorno della pubblicazione).

 Il giorno stesso della pubblicazione, il Governo deve presentare il D.L. al Parlamento,

chiedendo di produrre la conversione. La richiesta è presentata con disegno di legge.

* Qualora la Camere siano sciolte, vengono appositam. e tempestivam. convocate.

 Si dà avvio al procedimento legislativo di conversione, che deve concludersi entro termine

di 60 giorni.

Vi sono alcune variazioni rispetto al procedim. ordinario, x assicurare la tempestività e la

possibilità del Parlamento di controllare la sussistenza dei due requisiti.

C S

AMERA ENATO

Nella relazione il G deve specificare le La C A I ,

OVERNO OMMISSIONE FFARI STITUZIONALI

due circostanze straordinarie di necessità ed esprime preliminarmente un parere

urgenza che giustificano l’adozione del D.L., le obbligatorio sulla sussistenza dei due

conseguenze prodotte sull’ordinamento dalla requisiti.

norme previste, gli effetti che si attendono Se esprime parere negativo, l’Aula

dalla sua adozione. deve deliberare entro 5 giorni.

Il disegno di legge di conversione è:

assegnato alla C , che

- OMMISSIONE REFERENTE

può chiedere l’integrazione degli elementi

specificati nella relazione;

sottoposto al C L ,

- OMITATO PER LA EGISLAZIONE

che esprime un parere:

può anche proporre l’eliminazione di

talune disposizioni (es. se contrastano con

il limiti di contenuto del D.L.).

DECADENZA DEL DECRETO NON CONVERTITO

- Nel caso in cui non sia convertito entro 60 giorni dalla pubblicazione, il D.L. perde efficacia sin

dall’inizio (ex tunc)

 si ha la c.d. decadenza del D.L. non convertito

Sono travolti tutti gli effetti prodotti dal D.L. non convertito:

pertanto, deve essere ripristinato lo status quo ante (es. reviviscenza norme abrogate dal D.L.).

 non è sempre possibile; ragion per cui sono concessi al Parlamento due strumenti

TUTTAVIA (1) “L ”

EGGE DI SANATORIA

Camere pox. regolare con legge i rapporti giur. sorti sulla base del decreto

decaduto (sono sanati i suoi effetti); si tratta di una legge retroattiva.

(2) R G

ESPONSABILITÀ GIURIDICA DEL OVERNO

R ESPONSABILITÀ PENALE

Ministri che hanno partecipato alla riunione del CdM e non hanno messo a

verbale il proprio voto sfavorevole sono individualmente responsabili

 x eventuali reati commessi con l’emanazione del D.L.;

R ESPONSABILITÀ CIVILE

Ministri sono solidalmente responsabili

 x eventuali danni prodotti a terzi;

R -

ESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVO CONTABILE

Ministri che hanno espresso voto favorevole sono solidalmente responsabili

 x eventuali danni prodotti a Stato (c.d. danno erariale)

Corte dei Conti è competente a promuovere l’azione di responsabilità.

USO ED ABUSO DEL D.L.

- Decreto-Legge è usato non solo in situazioni di calamità da fronteggiare tempestivamente,

ma anche in altri casi:

EX: c.d. “decreto catenaccio” = provv. in mat. tributaria, emanato senza preavviso, al fine

di evitare evasioni fiscali e fenomeni di accaparramento.

È usato tutte le volte in cui vi è un’urgenza tale da sconsigliare i tempi lunghi del procedim.

legislativo.

Si è così innestato un circolo vizioso:

D.L. ha allungato ulteriormente i tempi dell’iter parlamentare, in quanto la Legge di

conversione ha precedenza nell’ordine dei lavori del Parlamento.

Quando il D.L. è adottato per introdurre una disciplina complessa, è improbabile che

60 giorni siano rispettati. “ D.L. ”

si è diffusa la prassi della :

REITERAZIONE DEI NON CONVERTITI

alla scadenza dei 60 giorni, il Governo emana un nuovo D.L. che riproduce quello

precedente non convertito.

critica operatori del diritto non pox. tollerare che la precarietà degli effetti giur. si

protragga per lungo tempo: ciò nuoce alla certezza del diritto.

Corte Cost. Prassi della “reiterazione dei D.L. non convertiti” è incompatibile con la

disciplina costituzionale del D.L. (requisiti di necessità ed urgenza).

La reiterazione è ammissibile solo quando il nuovo decreto si fonda su

autonomi motivi di necessità e urgenza, non riconducibili al mero

ritardo.

Governo non perde il potere di intervenire nella = materia con D.L.; ma

il successivo intervento deve caratterizzarsi per contenuti ≠ o per nuovi

presupposti giustificativi.

LEGGE DI CONVERSIONE ed EMENDAMENTI

- L

In sede di si pone il problema degli

EGGE DI CONVERSIONE EMENDAMENTI

attraverso un uso continuo degli emendamenti, vi è il rischio che il Parlamento

si riappropri della sua funzione legislativa;

la discussione degli emendamenti richiede tempo ed impone la reiterazione

del decreto: vi è il rischio che esso, a distanza di tempo, venga convertito in

un testo assai ≠ rispetto a quello fino ad allora vigente.

C Si ha novazione della fonte:

ONVERSIONE le norme del D.L. sono sostituite dalle norme della L. di conversione.

SENZA La L. di conversione ha efficacia ex tunc: produce effetti dal momento

EMENDAMENTI dell’entrata in vigore del D.L.

E La disposizione soppressa decade ex tunc.

MENDAMENTO

SOPPRESSIVO La disposizione aggiunta ha efficacia solo pro futuro.

EMENDAMENTO

AGGIUNTIVO Se nulla è specificato, spetta all’interprete risolvere il problema.

EMENDAMENTO

MODIFICATIVO

Dal momento che sono proprio gli emendamenti ad allungare i tempi, Governo si deve azionare

politicamente per evitare che il proprio D.L. sia oggetto di emendamenti.

Altri atti con forza di legge

D G

ECRETI EMANATI DAL OVERNO IN CASO DI GUERRA

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari,

tra cui quello di emanare norme con forza di legge, in deroga al procedim. legislativo ordinario.

D.L . S

GS DI ATTUAZIONE DEGLI TATUTI SPECIALI

Gli Statuti delle Regioni speciali prevedono che la loro attuazione deve essere effettuata con D.Lgs.

(su proposta di un’apposita Commissione paritetica Stato-Regione).

Ⓔ REGOLAMENTI PARLAMENTARI ∀

R = atto normativo con cui la Cost. riserva a Camera la disciplina

EGOLAMENTO PARLAMENTARE della sua organizzazione e del suo funzionamento (in specie,

il procedim. legislativo);

è adottato dalla Camera a maggioranza assoluta.

SISTEMA DELLE FONTI

- Sono , soggette alla Costituzione, e dotate di un ambito di competenza riservato.

FONTI PRIMARIE

Non hanno relazioni con le altre fonti primarie.

Corte Cost. non può sindacare la legittimità dei Reg. parlamentari, perché costituiscono

espressione dell’indipendenza ed autonomia garantite al Parlamento (anche

nei cfr. della Consulta).

 quando giudica la legittimità di una legge, può sindacare anche il

CMQ procedimento seguito per la sua formazione.

Pertanto:

 Le controversie di lavoro del personale dipendente sono risolte dagli organi della Camera,

con esclusione della giurisdizione ordinaria;

 Il regolamento può essere oggetto di conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato.

* Regolamenti degli altri organi costituzionali

Gli altri organi costituzionali sono dotati di reg., che non hanno lo stesso grado gerarchico o che

non costituiscono fonti del diritto:

C M; P R ; C

REGOLAMENTO DEL D REGOLAMENTI DEL RESIDENTE DELLA EPUBBLICA REGOLAMENTI DELLA ORTE

.

COSTITUZIONALE

Ⓕ REFERENDUM ABROGATIVO (art. 75)

D R i rappresentanti eletti decidono in nome e per conto dei

EMOCRAZIA APPRESENTATIVA rappresentati, con libertà di coscienza e senza essere vincolati

da mandati imperativi od istruzioni;

D D decide il corpo elettorale e nessun altra istanza si inserisce tra l’esito del

EMOCRAZIA IRETTA voto ed il suo effetto giur. vincolante.

R = strumento con cui corpo elettorale può innovare direttamente

EFERENDUM ABROGATIVO l’ordinam. giur., deliberando l’abrogazione totale o parziale di

leggi/atti aventi forza di legge (o singole disposizioni).

GENERALITÀ

-  E :

FFETTO

Può abrogare leggi/atti aventi forza di legge (o singole disposizioni), ma non può creare

norme nuove tuttavia, talora, sottraendo parole o proposizioni dal testo, si producono

norme nuove (c.d. referendum manipolativo).

 I NIZIATIVA

Può essere richiesto da:

 500.000 elettori: iniziativa parte dai promotori, che depositano presso la cancelleria

della Cassazione il quesito che intendono sottoporre a referendum

 

ne viene data notizia in G.U. le firme autenticate devono

essere raccolte e depositate presso la cancelleria della Cassazione.

 

5 Consigli regionali: devono approvare la richiesta la richiesta deve essere depositata

presso la cancelleria della Cassazione (tramite delegati regionali).

Hanno dir. di partecipare alla consultazione referendaria tutti i cittadini chiamati ad eleggere

la Camera dei Deputati.

 C

AUSE DI INAMMISSIBILITÀ DEL REFERENDUM

Si tratta sia di limiti espliciti sia di limiti ulteriori stabiliti dalla Consulta.

Con rif. all’oggetto, referendum è inammissibile se quesito riguarda:

Costituzione, L.Cost.;

leggi dotate di forza passiva rinforzata;

leggi formali ordinarie “a contenuto costituzionalmente vincolato” (es. “Legge

sull’aborto”)

= leggi il cui nucleo normativo non può essere alterato senza pregiudizio per i

principi costituzionali; leggi disciplinanti il funzionamento di organi essenziali;

leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto, di autorizzazione alla ratifica di

Trattati internazionali;

disposizioni che producono effetti strettamente collegati alle leggi di cui sopra;

Con rif. alla forma, referendum è inammissibile se:

quesiti non omogenei: referendum contiene pluralità di domande eterogenee,

prive di una matrice razionalmente unitaria (la libertà di voto è forzata).

PROCEDIMENTO

- È richiesto un quorum di partecipazione: referendum è valido se vi partecipa la maggioranza

degli aventi diritto al voto (50% + 1) => ≠ da referendum costituzionale

Ufficio Centrale per il Referendum U C R

Depositata la richiesta, presso la Cassazione si costituisce l’ :

FFICIO ENTRALE PER IL EFERENDUM

valuta se la richiesta è conforme alla legge; rileva eventuali irregolarità, che possono essere

sanate; può proporre la concentrazione di quesiti analoghi.

La decisione sulla legittimità del quesito deve essere assunta entro il 15 dicembre.

Corte Costituzionale C C

In caso di legittimità, il quesito legittimo è trasmesso alla :

ORTE OSTITUZIONALE

valuta se il quesito è costituzionalmente ammissibile (in specie, se riguarda una delle materie

escluse dalla Costituzione).

La decisione sulla ammissibilità del quesito deve essere pubblicata entro il 10 febbraio dell’anno

successivo.

Presidente della Repubblica

P R

In caso di ammissibilità, il deve fissare il giorno della votazione tra

RESIDENTE DELLA EPUBBLICA

il 15 aprile e il 15 giugno.

Ufficio Accerta il quorum di partecipazione ed effettua la somma dei voti validi

Centrale per il contrari e favorevoli. In seguito, proclama il risultato del referendum:

Referendum la proposta referendaria è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti

validamente espressi.

In caso di risultato positivo, con proprio decreto dichiara l’avvenuta

Presidente della abrogazione. Il d.P.R. è pubblicato immediatamente in G.U. e l’abrogazione

Repubblica ha effetto dal giorno successivo alla pubblicazione.

Il Presidente può ritardare l’entrata in vigore dell’abrogazione.

In caso di risultato negativo, lo = quesito non può essere riproposto prima di cinque anni.

Se vi è lo scioglimento anticipato delle Camere, la procedura descritta è sospesa e riprende un

anno dopo l’elezione delle nuove Camere.

Se la legge è abrogata prima dello svolgimento del referendum, la procedura descritta è

interrotta.

F

OCUS SUI TIPI DI REFERENDUM

referendum su leggi di revisione costituzionale/altre leggi costituzionali;

referendum abrogativo di leggi/atti aventi forza di legge;

referendum riguardante fusione di Regioni o creazione di nuove Regioni;

referendum riguardante passaggio di Province/Comuni da una Regione a un'altra.

Ⓖ REGOLAMENTI DELL’ESECUTIVO

R EGOLAMENTI AMMINISTRATIVI

atti formalmente amministrativi, ma sostanzialmente legislativi

R ’ , divisi in: R R

EGOLAMENTI DELL ESECUTIVO EGOLAMENTI REGIONALI EGOLAMENTI DEGLI ENTI LOCALI

R ;

EGOLAMENTI GOVERNATIVI

R .

EGOLAMENTI MINISTERIALI

INTRODUZIONE

- R ’ = sono atti normativi appartenenti alle , emanati

EGOLAMENTI DELL ESECUTIVO FONTI SECONDARIE

dagli organi dell’esecutivo attraverso un procedimento privo

delle garanzie del controllo parlamentare.

In quanto fonti secondarie, sono disciplinati non dalla Costituzione, bensì dalla legislazione

ordinaria. 

C con la Riforma del 2001 ha stabilito il principio del parallelismo tra potestà

OSTITUZIONE regolamentare e potestà legislativa ;

(vd. p. 51)

numerose riserve di legge previste dalla Cost. limitano lo spazio che la legge

può concedere ai reg. amministrativi.

L contiene la disciplina del potere regolamentare dell’esecutivo

EGGE ORDINARIA

P RELEGGI

potere regolamentare del Governo è disciplinato da leggi di carattere costituzionale;

di altre autorità è esercitato nei limiti delle rispettive competenze,

in conformità delle leggi particolari;

regolamento del Governo/altre autorità non può dettare norme contrarie alla legge;

di altre autorità non può dettare anche norme contrarie ai regolamenti del

Governo.

L. 400/1988

ripropone sia la ≠ tra reg. del Governo e reg. delle altre autorità dell’esecutivo (Ministeri e

autorità sottordinate al Ministro), sia la loro graduazione gerarchica; distingue vari tipi di reg.

governativo.

PROCEDIMENTO

- R R

EGOLAMENTI GOVERNATIVI EGOLAMENTI MINISTERIALI

Sono deliberati dal Consiglio dei Prima dell’emanazione, devono essere comunicati al

Ministri, su proposta di 1/+ ministri, Presidente del Consiglio:

previo parere (obbligatorio, ma non egli può sospendere l’adozione dell’atto e provocare

vincolante) del Consiglio di Stato. una deliberazione del Consiglio dei Ministri.

È previsto il previo parere del Consiglio di Stato.

Sono emanati dal Presidente della Sono emanati dal Ministro con d.m.

Repubblica con d.P.R. Poi, sono sottoposti al controllo di legittimità della

Poi, sono sottoposti al controllo di Corte dei Conti.

legittimità della Corte dei Conti, che Sono pubblicati in G.U.

provvede al visto e alla registrazione. * I reg. che riguardano materie di competenza di più

ministri sono emanati con lo = procedimento, ma con

Sono pubblicati in G.U. d.interm.

TIPOLOGIE

- R EGOLAMENTO GOVERNATIVO

R

a) EGOLAMENTI DI ESECUZIONE DELLE LEGGI

Reg. adottati dal Governo, anche in assenza di una specifica autorizzazione legislativa,

quando avverte la necessità di assicurare l’operatività della legge.

Hanno la funzione di interpretare la legge oppure di disciplinare le modalità procedurali di

applicazione della stessa.

Non possono essere emanati nelle materie coperte da riserva di legge assoluta.

però, si ritiene che il reg. di “stretta” esecuzione possa essere emanato anche in tali materie.

b) R EGOLAMENTI DI ATTUAZIONE

Reg. adottati per l’attuazione ed integrazione delle leggi/d.lgs. recanti norme di principio.

c) R EGOLAMENTI INDIPENDENTI

Sono adottati nelle materie in cui manca la disciplina da parte delle leggi/atti aventi forza di

legge.

d) R EGOLAMENTI DI ORGANIZZAZIONE

Si tratta di un residuo storico, risalente a quando l’esecutivo aveva una riserva di

competenza sull’organizzazione dei pubblici uffici.

Oggi, la materia è coperta da riserva di legge (ragion per cui tali reg. sono assorbiti da quelli

di esecuzione o attuazione).

R EGOLAMENTO MINISTERIALE

Possono essere adottati solo se la legge specificamente autorizza tale potere (quindi, non si

pone un problema di classificazione).

Nella prassi, talora sono previsti dal Reg. governativo.

a) A

TTI AMMINISTRATIVI GENERALI

O

RDINANZE AMMINISTRATIVE

Possono essere emanate, su autorizzazione legislative, in casi di urgenza e necessità per

fronteggiare situazioni eccezionali.

B ANDI DI CONCORSO E DI GARA

Sono rivolti ad una pluralità di destinatari indistinta, sono concreti e non innovano l’ordinam.

giur.

b) A . .

TTI INTERNI DELLA P A

Atti di organizzazione e indirizzo per regolare l’attività delle strutture complesse; non

hanno efficacia nell’ordinam. generale (ex: Circolari).

REGOLAMENTO DELEGATO

- R .

Si tratta di un , che provoca la c.d. “delegificazione”

EG GOVERNATIVO DI ATTUAZIONE

= sostituzione della precedente disciplina di liv. legislativo con la nuova disciplina di liv.

regolamentare.

La Legge che prevede il Reg. delegato deve determinare i principi generali regolatori della

materia, nonché disporre l’abrogazione della legislazione precedente il Reg. dovrà sostituire.

IX) FONTI DELLE AUTONOMIE

O R

Sono fonti dell’ :

RDINAMENTO EGIONALE

Ⓐ S ;

TATUTO REGIONALE

Ⓑ L ;

EGGE REGIONALE

Ⓒ R .

EGOLAMENTO REGIONALE

Ⓐ STATUTO REGIONALE (art. 123) vd. p. 56

NATURA

- Ⓐ S R

TATUTI DELLE EGIONI ORDINARIE

1

 Inizialmente, la Costituzione determinava gli aspetti fondamentali della forma di governo

della Regione.

A partire dalla Riforma avutasi con L.Cost. 1/1999, forma di governo e sistema elettorale

S R

sono integralmente rideterminati dallo .

TATUTO EGIONALE

 riconoscimento di autonomia statutaria/normativa/organizzativa.

 L R

Lo Statuto viene inquadrato tra le .

EGGI EGIONALI RINFORZATE

 Allo Statuto è riservata la disciplina di alcune specifiche materie, in aggiunta alla forma di

governo regionale:

principi fondamentali di organizzazione e funzionamento; esercizio del diritto di iniziativa ed

esercizio del referendum su leggi/provvedimenti amministrativi regionali; pubblicazione di

leggi/regolamenti regionali; Consiglio delle autonomie locali.

 Legge dello Stato non può incidere su tali materie;

 unico limite per lo Statuto è l’osservanza della Costituzione e del suo spirito.

Ⓐ S R

TATUTI DELLE EGIONI SPECIALI

2

Sono adottati con L.Cost. e servono a disciplinare i poteri e l’organizzazione delle Regioni

speciali: fondano l’autonomia regionale (definendone limiti e modi di esercizio).

La L.Cost. 2/2001 ha concesso anche alle Regioni speciali di dotarsi di una propria legge

statutaria che ridetermini la forma di governo e il sistema elettorale.

PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE

- Lo Statuto delle Regioni ordinarie è approvato dal C R con legge approvata a

ONSIGLIO EGIONALE

maggioranza assoluta dei suoi componenti, con 2 deliberazioni successive (ad intervallo non <

di 2 mesi).

Statuto può essere sottoposto al di:

CONTROLLO

Corte Cost. Governo può promuovere la questione di costituzionalità entro 30 giorni

- dalla pubblicazione;

cittadini 1/50 degli elettori della Regione oppure 1/5 dei componenti il Consiglio

- Regionale entro 3 mesi dalla pubblicazione, può richiedere di sottoporre lo

Statuto a referendum popolare.

 Statuto non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti

validi.

Infine, vi è la promulgazione da parte del Presidente della Regione e la pubblicazione sul

Bollettino Ufficiale della Regione (B.U.R).

Ⓑ LEGGE REGIONALE (art. 117)

NATURA

- L R

La ha lo = grado gerarchico della , ed è inquadrata

EGGE EGIONALE LEGGE FORMALE ORDINARIA

.

tra le FONTI PRIMARIE

Ciò in quanto:

la Cost. la pone su un piano di concorrenza e separazione di competenza con la Legge Statale; la

sua competenza è garantita dalla Cost.; è parificata alla Legge Statale circa il controllo di

costituzionalità operabile dalla Consulta.

* Alla Legge Regionale sono equiparate le Leggi Provinciali delle Province autonome di Trento

e Bolzano.

PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE

- Si svolge in alcune fasi (che rispecchiano quelle del procedimento di formazione Legge Statale):

 Iniziativa legislativa spetta alla Giunta, ai Consiglieri regionali e ad altri soggetti

individuati dagli Statuti (di solito, corpo elettorale ed enti locali).

 Approvazione avviene in C : è approvata a maggioranza relativa.

ONSIGLIO REGIONALE

Statuti: possono richiedere maggioranze rinforzate; devono definire le

modalità di partecipazione al procedimento da parte del Consiglio delle

autonomie (quale organo di rappresentanza degli enti locali).

 Promulgazione da parte del Presidente della Regione e pubblicazione sul B.U.R.

Lo Stato può impugnare la Legge Regionale solo successivamente alla sua pubblicazione (no

veto preventivo).

POTESTÀ LEGISLATIVA REGIONALE

- La Riforma del Titolo V ha completamente mutato in senso estensivo la potestà legislativa

delle Regioni (vd. pp. 49-50).

Aspetti specifici:

 Rapporti con il dir. internazionale

 

Prima solo il legislatore regionale era tenuto al rispetto degli obblighi internazionali;

Ora sia il legislatore regionale sia il legislatore statale sono tenuto al rispetto dei

vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

 entrambe sono illegittime se in contrasto con i Trattati internazionali.

 Nelle materie di sua competenza, la Regione può stipulare accordi con Stati stranieri ed

intese con enti territoriali interni ad uno Stato straniero.

 Le “materie trasversali”

Lo Stato ha competenza esclusiva anche in alcune “materie trasversali” (es. tutela della

concorrenza): le leggi statali possono interferire anche su materie riservate alle Regioni.

 Principio di uguaglianza di genere e pari opportunità

La Legge Regionale deve rimuovere ostacolo che impedisce la piena parità tra uomini-

donne nella vita sociale/culturale/economica; deve promuovere la parità di accesso alle

cariche elettive tra uomini-donne.

Ⓒ REGOLAMENTO REGIONALE (art. 117)

Quanto alla potestà regolamentare:

 R R

Regioni possono emanare in tutte le materie, ad eccezione di quelle

EGOLAMENTI EGIONALI

in cui lo Stato ha la potestà legislativa esclusiva.

 .

POTESTÀ REGOLAMENTARE RESIDUALE

 Inoltre, nelle materie di sua competenza esclusiva, lo Stato può delegare alle Regioni anche le

proprie funzioni amministrative: in tal caso la Regione disciplina con Regolamento lo

svolgimento delle funzioni delegate.

 L’emanazione del Regolamento è effettuata dal Presidente della Regione.

* Statuto deve stabilire se la Legge Regionale possa liberam. disporre della funzione regolamentare oppure

.

se ci sono oggetti riservati alla competenza del Regolamento

O E L

Sono fonti dell’ :

RDINAMENTO DEGLI NTI OCALI

Ⓐ S / / ;

TATUTO COMUNALE PROVINCIALE CITTÀ METROPOLITANA

Ⓑ R / / .

EGOLAMENTO COMUNALE PROVINCIALE CITTÀ METROPOLITANA

La Legge sia Statale sia Regionale determina le competenze e le modalità di esercizio della

autonomia da parte degli enti locali.

La Legge Statale disciplina gli organi di governo degli enti locali e le loro funzioni fondamentali

(T.U.E.L.), nonché il loro sistema elettorale.

Ⓐ STATUTO DEGLI ENTI LOCALI (art. 114)

La Costituzione riconosce autonomia statutaria agli Enti Locali .

S E L

Lo deve dettare le norme fondamentali sull’organizzazione dell’ente.

TATUTO DEGLI NTI OCALI

È approvato dal C con maggioranze particolari (

in prima votazione, maggioranza qualificata dei

ONSIGLIO

2/3 dei Consiglieri; in seguito, meccanismo della doppia maggioranza assoluta dei Consiglieri).

Ⓑ REGOLAMENTO DEGLI ENTI LOCALI (art. 117)

La Costituzione riconosce autonomia regolamentare agli Enti Locali .

R L

Enti Locali possono emanare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e

EGOLAMENTI OCALI

dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

nel rispetto dei principi fissati dalla Legge e dallo Statuto.

* Legislatore Regionale può decentrare le funzioni amministrative agli Enti Locali;

non può limitare la loro potestà regolamentare in riferimento alla

organizzazione e allo svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla

Regione.

X) FONTI COMUNITARIE

Fonti dell’Ordinamento Europeo

Diritto convenzionale Diritto derivato

T U.E. A U.E.

RATTATI ISTITUTIVI TTI NORMATIVI DEGLI ORGANI

T sono fonte gerarchicamente sovraordinata al diritto derivato.

RATTATI

C ’U E è stata istituita x assicurare tale prevalenza:

ORTE DI GIUSTIZIA DELL NIONE UROPEA

essa ha giurisdizione esclusiva circa l’interpretazione dei Trattati e del dir. derivato, e circa il

giudizio di legittimità sul dir. derivato.

DIRITTO DERIVATO

TIPI DI FONTI

-  Tra gli ATTI VINCOLANTI

R U.E.

EGOLAMENTI

Pongono norme generali ed astratte. Sono obbligatori in tutti i loro elementi. Sono

direttamente applicabili in degli Stati membri.

 non è necessario un atto di recepimento da parte dello Stato.

D U.E.

IRETTIVE

Vincola lo Stato membro cui è rivolta solo per quanto riguarda il risultato da raggiungere,

lasciando allo stesso discrezionalità nella scelta della forma e dei mezzi.

 solo obbligo di risultato.

D U.E.

ECISIONI

Hanno portata particolare: si rivolgono ad un soggetto specifico (Stato membro o persona

giuridica). Sono obbligatorie in tutti i loro elementi. Sono direttamente applicabili.

 Tra gli ATTI NON VINCOLANTI

R ACCOMANDAZIONI

Inviti rivolti agli Stati a conformarsi ad un certo comportamento.

P

ARERI ∀

Possono essere emanati da organo U.E. Esprimono il p.d.v. di un organo su un det.

oggetto: fungono da guida per l’interprete, senza esprimere norme vincolanti.

DIRETTA APPLICABILITÀ ed EFFETTO DIRETTO

- 

“diretta applicabilità” atto produce immediatamente i propri effetti giur. nell’ordinam.

statale, senza l’interposizione di un atto normativo statale.

≠ 

“effetto diretto” capacità di una norma (non atto) di creare direttamente diritti in capo ai

singoli, anche senza l’interposizione di un atto normativo statale;

nozione introdotta per garantire la prevalenza del dir. europeo sul dir.

interno anche nel caso di disp. priva di “diretta applicabilità”.

RAPPORTI TRA NORME EUROPEE E NORME INTERNE

- Con l’adesione all’U.E. da parte dell’Italia, si ha una limitazione della sovranità nazionale e la

prevalenza del dir. europeo sul dir. interno.

Fonti in merito all’adesione:

Legge di ratifica del Trattato istitutivo C.E.E. e di tutti quelli successivi (e relativi ordini di

esecuzione);

Art. 11 Cost.: «L’Italia consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di

sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni».

Art. 117, c. 1: potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della

«La

Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi

internazionali».

CONTRASTO TRA NORMA INTERNA E NORMA EUROPEA  scelta del criterio di risoluzione

delle antinomie

Corte Cost. prima conflitto veniva risolto con :

CRITERIO GERARCHICO

norma interna doveva essere impugnata davanti alla Consulta per

violazione indiretta dell’art. 11 Cost.;

Corte Cost. ora nuova concezione dei rapporti tra dir. interno ed europeo:

ordinam. italiano ed ordinam. europeo sono ordinam. giur.

autonomi e separati, ognuno dotato di un proprio sistema di fonti

(c.d. “teoria dualistica”);

dir. europeo non entra a far parte del dir. interno;

Trattato (ratificato internamente) segna la ripartizione di

competenza tra i due ordinamenti;

conflitto deve essere risolto con :

CRITERIO DELLA COMPETENZA

giudice deve accertare se, in base al Trattato, sia competente sulla

materia l’ordinamento italiano o quello europeo

se non competente, norma interna deve essere disapplicata (né

abrogata né dichiarata illegittima).

:

CONTRASTO TRA NORMA COSTITUZIONALE E NORMA EUROPEA

La norma europea può derogare soltanto alla norma costituzionale di dettaglio, non ad un

principio supremo della Cost.

In caso contrario, sarebbe necessario impugnare l’ordine di esecuzione del Trattato, nella parte in

cui consente il recepimento della norma europea incompatibile con il principio cost.

ATTUAZIONE NORMATIVA COMUNITARIA

Legislatore ha disciplinato non solo la partecipazione di Parlamento/Regioni al processo decisionale

europeo, ma anche l’attuazione degli obblighi comunitari

adempimenti derivanti da atti normativi europei e da sentt. della Corte di Giustizia.

. . L C

L’attuazione avviene con la (disciplinata dalla Legge La Pergola, ed oggi

C D EGGE OMUNITARIA

sostituita da Legge Europea e Legge di Delegazione Europea).

= Legge che ogni anno viene approvata dal Parlamento, su iniziativa del Governo.

Essa è stata introdotta x accelerare il processo di adeguamento alla normativa comunitaria.

In passato, l’Italia accumulava continui ritardi nel recepire la normativa comunitaria, con conseguenti

.

gravi inadempienze e condanne

In particolare, una direttiva U.E. può essere attuata attraverso due modalità:

o normazione diretta: si abrogano/modificano norme interne contrastanti con gli obblighi

comunitari attraverso la stessa Legge Comunitaria (o altra legge del

Parlamento); ;

metodo usato spt. per attuare norme non complesse

o delega al Governo: sulla base della delega contenuta nella Legge Comunitaria, il Governo

emana disp. di attuazione della direttiva tramite d.lgs., regolamento

(o altro atto amministrativo).

* Governo può esercitare il c.d. potere sostitutivo:

può sostituirsi alla Regione nel caso di mancato rispetto da parte

della Regione di obblighi comunitari.

È previsto che il Governo presenti al Parlamento una relazione semestrale: viene esaminato lo

stato di conformità dell’ord. interno a quello comunitario e le eventuali procedure di infrazione.

XI) MAGISTRATURA

GIUDICI ORDINARI e STRAORDINARI

Nel sistema giudiziario italiano vi è la contestuale presenza di più giurisdizioni:

sono istituiti i Giudici ordinari e Giudici straordinari (amministrativi, contabili, tributari e militari).

Giudici ordinari

amministrano la giustizia civile e penale, attraverso organi giudicanti e requirenti.

GIUDICI ORDINARI

I. :

ORGANI GIUDICANTI

Organi giudicanti civili si dividono in organi di 1° grado (Giudice di pace e Tribunale) e di 2°

grado (Corte d’appello).

Organi giudicanti penali si dividono anche essi in organi di 1° grado (Giudice di pace,

Tribunale, Tribunale dei minorenni, Corte d’assise) e organi di 2° grado (Corte d’appello, Corte

d’assise d’appello, Tribunale della libertà).

II. :

ORGANI REQUIRENTI

Si tratta del Pubblico Ministero, che ha l’obbligo di esercitare l’azione penale (art. 112 Cost.)

Egli agisce nel processo a tutela di interessi pubblici; attiva la giurisdizione penale per

l’accertamento di eventuali reati e la condanna dei loro autori.

Inoltre agisce anche nel processo civile, nei casi stabiliti dalla legge (sempre a tutela di

interessi pubblici).

I loro uffici si rinvengono presso i Tribunali, le Corti d’appello, la Cassazione.

La Costituzione garantisce l’indipendenza del P.M. e dispone che gode delle garanzie stabilite

nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

* Corte di Cassazione si configura come giudice di legittimità, ossia è competente a conoscere

le sole violazioni di legge. Ha funzione di “nomofilachia”.

Inoltre, risolve i conflitti di competenza tra giudici ordinari e i conflitti di giurisdizione tra

giudice ordinario e giudice speciale.

Giudici speciali (art. 103 Cost.)

1) sistema formato dai Tribunali amministrativi regionali (TAR)

GIUDICE AMMINISTRATIVO

quali giudici di 1° grado e dal Consiglio di Stato quale giudice di 2° grado.

Consiglio di Stato ha sia poteri giurisdizionali sia poteri consultivi, attivabili dal Governo.

Ha giurisdizione per la tutela degli interessi legittimi nei cfr. della p.a. (in specifiche materie

anche dei diritti soggettivi).

2) opera in 1° grado attraverso sezioni regionali, in 2° grado attraverso

CORTE DEI CONTI

sezioni centrali. Ha funzioni giurisdizionali e amministrative di controllo in materia fiscale:

entrate e spese pubbliche all’interno del bilancio dello Stato (finanza pubblica).

3) o sono ordinate su due gradi di giurisdizione,

GIUDICI TRIBUTARI COMMISSIONI TRIBUTARIE

provinciale e regionale. Contro le decisioni di appello della Commissione regionale può essere

fatto ricorso alla Corte di Cassazione. Si occupano delle controversie tra cittadini e

amministrazione finanziaria dello Stato riguardanti i tributi.

4) in tempo di pace hanno giurisdizione solo per i reati militari commessi

TRIBUNALI MILITARI

da appartenenti alle Forze Armate; in tempo di guerra hanno giurisdizione più ampia (secondo

quanto previsto dalla legge). Con rif. alle sentt. di tali Tribunali in tempo di guerra, si può

derogare alla norma che ammette sempre il ricorso in Cassazione per violazione di legge.

PRINCIPI COSTITUZIONALI IN MAT. DI GIURISDIZIONE

Garanzie a favore del cittadino: (art. 102)

 Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali

« »

 divieto di istituire organi formati fuori dall’ordinamento giudiziario ordinario;

si possono solo istituire presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per det.

materie;

 non ricadono nel divieto tutte le descritte giurisdizioni speciali, in quanto previste dalla

Cost. o preesistenti alla stessa. art. 101

 La giustizia è amministrata in nome del popolo ( )

« »

art. 101

 I giudici sono soggetti soltanto alla legge ( )

« » art. 108)

 Legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali e del p.m. presso di esse (

« »

 Cassazione rappresenta il più alto grado di giudizio

 organo di chiusura del sistema giudiziario. art. 24)

 La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento (

« »

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

Ai non abbienti devono essere assicurati i mezzi per agire e difendersi (richiamo del p. di

eguaglianza sostanziale).

 (art. 25)

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge

« »

Principio di precostituzione del giudice (o principio del giudice naturale):

Nessuno può essere giudicato da un giudice appositamente costituito dopo la commissione di

un det. fatto: legge deve indicare criteri astratti (es. di competenza territoriale, di valore, …).

art. 111

Questi ultimi due principi fondano il principio del giusto processo ( ):

• contraddittorio tra le parti (confronto dialettico paritario tra le parti);

• imparzialità e la terzietà del giudice (la sua decisione deve essere accettata in quanto

proviene da un soggetto competente ad interpretare ed applicare il diritto in modo

autonomo rispetto agli opposti interessi delle parti);

 ragionevole durata del processo.

STATUS GIURIDICO MAGISTRATURA ORDINARIA

ACCESSO ALLA MAGISTRATURA

- La nomina a magistrato deve avvenire per concorso pubblico.

* E C C : sono designati dal C.S.M. per meriti insigni, tra

CCEZIONI ONSIGLIERI DI ASSAZIONE

professori ordinari di università in mat. giuridiche e avvocati che abbiano

almeno 15 anni d'esercizio della professione (iscritti negli albi speciali per le

giurisdizioni superiori);

 G .

IUDICI DI PACE

La loro carriera si svolge automaticamente con il passare degli anni di servizio.

I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.

INDIPENDENZA, AUTONOMIA, INAMOVIBILITÀ

- ∀

costituisce un ordine autonomo ed indipendente da altro potere» (art. 104):

«Magistratura

 

autonomia ciascun magistrato si può e si deve determinare autonomamente, senza

ricevere alcun condizionamento da altri magistrati;

 

indipendenza magistrati sono tutelati dai condizionamenti che possono provenire da

poteri diversi da quello giudiziario (ex: Ministro della Giustizia).

l’esigenza di assicurare indipendenza può tradursi in limiti per i magistrati:

infatti, per essi la legge può stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai

partiti politici (così come per militari di carriera in servizio attivo,

funzionari e agenti di polizia, rappresentanti diplomatici e consolari

all’estero).

sono inamovibili» (art. 107):

«Magistrati

non possono essere destinati ad una sede ≠ da quella che occupano o ad una funzione ≠ da

quella che esercitano;

possono essere trasferiti solo con provvedimento del C.S.M., nel caso di incompatibilità o nel

caso in cui non siano in grado di amministrare giustizia nella propria sede.

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

A garanzia dell’autonomia e indipendenza dei magistrati, la Costituzione ha previsto un organo di

C S M .

“autogoverno”, ≠ dal Governo: il ONSIGLIO UPERIORE DELLA AGISTRATURA

COMPOSIZIONE (art. 104)

- 3 membri di diritto: P R (che lo presiede), P P

RESIDENTE DELLA EPUBBLICA RIMO RESIDENTE DELLA

C e P G C ;

ASSAZIONE ROCURATORE ENERALE DELLA ASSAZIONE

membri togati: 2/3 C ; eletti da tutti i magistrati ordinari, tra gli appartenenti

DEL OLLEGIO

alle varie categorie;

membri laici: 1/3 C ; eletti dal Parlamento in seduta comune, tra i professori

DEL OLLEGIO

ordinari di università in mat. giuridiche e gli avvocati che abbiano almeno

15 anni d'esercizio della professione.

Il C.S.M. è presieduto dal P R (rari casi), il quale ha funzione simbolica e

RESIDENTE DELLA EPUBBLICA

formale. Nelle altre riunioni, è presieduto da un V -P , nominato tra i membri laici.

ICE RESIDENTE

I membri elettivi durano in carica 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili.

Finché sono in carica, non possono essere iscritti negli albi professionali, né far parte del

Parlamento o Consiglio regionale.

- COMPETENZE e ATTRIBUZIONI (art. 105)

 assunzioni, assegnazioni e trasferimenti, promozioni, provvedimenti disciplinari nei cfr.

dei magistrati;

 designazione dei Consiglieri di Cassazione (vd. prima);

 proposte al Ministro della Giustizia su modificazione delle giurisdizioni giudiziarie e

sull’organizzazione e funzionamento dei servizi relativi alla giustizia;

 pareri al Ministro della Giustizia sui disegni di legge concernenti ordinamento giudiziario,

amministrazione della giustizia e altro oggetto connesso.

ATTI DEL C.S.M.

-  PROVVEDIMENTI DI DISPENSA O SOSPENSIONE DAL SERVIZIO, TRASFERIMENTO O ASSEGNAZIONE

L’indipendenza della magistratura è garantita anche prevedendo uno status privilegiato: i

magistrati sono inamovibili dalla propria sede e dalle funzioni svolte

 possono essere dispensati o sospesi dal servizio, trasferiti in altre sedi

TUTTAVIA o assegnati ad altre funzioni con provvedimento del C.S.M. (garanzia

del dir. di difesa) o con il loro consenso.

 PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI S C.S.M.

I provvedimenti disciplinari pronunciati dalla sono gli unici

EZIONE DISCIPLINARE DEL

ad avere carattere giurisdizionale.

Responsabilità disciplinare opera nel caso in cui siano violati i doveri connessi al

corretto esercizio della funzione giurisdizionale:

giudici ordinari rispondono di comportamento, assunto dentro e fuori l’ordinam.

giudiziario, in violazione dei propri doveri

 in modo da compromettere il prestigio dell’ordine giudiziario, ossia la

“credibilità” dello stesso innanzi alla società.

Magistrati ordinari, oltre alla resp. disciplinare, sono sottoposti alla resp. penale e alla resp.

civile.

Gli atti del C.S.M. assumono la forma di decreto del Presidente della Repubblica.

sono sottoposti al sindacato del giudice amministrativo: in 1° grado il T.A.R. del Lazio e in

appello il Consiglio di Stato.

E provv. disciplinari possono essere impugnati solo davanti alle Sezioni Unite

CCEZIONE Civili della Cassazione.

In ragione della natura delle sue funzioni, il C.S.M. è un “organo di garanzia costituzionale”,

qualificabile come “fondamentalmente amministrativo” (pur rimanendo un organo del potere

giudiziario).

È un organo costituzionale di autogoverno del potere giudiziario, non subordinato ad altro

organo dello stato. Esso rappresenta il vertice organizzativo, come la Cassazione il vertice

funzionale.

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Prima della Cost., Ministro di Grazia e Giustizia aveva notevoli poteri circa lo status e la carriera dei

magistrati, pregiudicandone l’indipendenza.

Cost. ha spostato gran parte dei suoi poteri in capo al C.S.M.

Ora, il Guardasigilli si limita a:

 curare l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia;

 promuovere l’azione disciplinare davanti alla sezione disciplinare C.S.M.;

 partecipare al procedimento di conferimento degli uffici direttivi più rilevanti (ex:

Presidente di Trib. e Corte d’Appello);

 esercitare poteri di sorveglianza ed ispezione presso gli uffici giudiziari.

XII) GIUSTIZIA COSTITUZIONALE

Per GIUSTIZIA COSTITUZIONALE si intende un sistema di controllo giurisdizionale del rispetto

della Costituzione. È la principale garanzia della rigidità della Costituzione, perché consente di

agire innanzi a un giudice, in presenza di det. violazioni della stessa:

se ciò non fosse possibile la Cost. perderebbe la sua prevalenza gerarchica.

Con il giudizio di legittimità costituzionale viene estesa l’applicazione del principio di legalità alla

funzione legislativa.

MODELLI DI SINDACATO DI LEGITTIMITÀ

Modelli di controllo giurisdizionale delle leggi si dividono in o ,

SINDACATO PREVENTIVO SUCCESSIVO

a seconda che esso sia anteriore o posteriore all’entrata in vigore della legge.

Nell’ambito dei bis. ≠ :

SISTEMI A SINDACATO SUCCESSIVO

S

- ISTEMI A SINDACATO DIFFUSO

ogni giudice può dichiarare l’incompatibilità della legge con la Costituzione.

La pronuncia di incostituzionalità ha solo effetti inter partes: la legge è disapplicata nel caso

singolo (sistemi di Common Law).

S

- ISTEMI A SINDACATO ACCENTRATO

Un unico organo, la Corte Costituzionale, può dichiarare l’illegittimità costituzionale della

legge (sistemi di Civil Law).

Si possono avere due modelli di giudizio (che possono coesistere):

 G ( ) :

IUDIZIO PRINCIPALE IN VIA DIRETTA

Il ricorso è presentato direttamente dal cittadino alla Corte.

Di solito, è esperibile in via residuale, in mancanza di altra tutela giurisdizionale.

È proponibile vs. atto/comportamento degli organi pubblici, non solo vs. atto legislativo.

 G ( )

:

IUDIZIO INCIDENTALE IN VIA INDIRETTA

nel corso del giudizio, il giudice, ritenendo che la legge da applicare possa essere

illegittima, sospende il giudizio e rimette la questione alla Corte.

MODELLO ITALIANO , ,

È prevalentemente un .

SISTEMA A SINDACATO SUCCESSIVO ACCENTRATO IN VIA INDIRETTA

Eccezioni

- Sindacato preventivo è previsto:

- da parte del Governo sugli Statuti regionali;

- da parte della Corte dei Conti sui regolamenti amministrativi (governativi o ministeriali).

- Sindacato diffuso è previsto come strumento sussidiario, attivabile nel caso ipotetico di

impedimento duraturo del funzionamento della Consulta (è stato lo strumento usato fino

all’entrata in funzione della Consulta);

- Giudizio in via diretta è previsto:

- da parte dello Stato quando impugna la legge regionale;

- da parte della Regione quando impugna la legge dello Stato/altra Regione.

CORTE COSTITUZIONALE

- COMPETENZA

A norma dell’art. 134 Cost., la Corte Cost. è competente a giudicare:

a) Sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi/atti con forza di

legge di Stato/Regioni.

b) Sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato;

c) Sui conflitti di attribuzione tra lo Stato e le Regioni e tra le Regioni.

d) Sul giudizio di ammissibilità del referendum;

e) Sulla giustizia politica, ossia sulle accuse promosse vs. Presidente della Repubblica a

norma della Costituzione: accuse di alto tradimento e attentato alla Cost. (uniche 2 hp).

- COMPOSIZIONE e MANDATO

La Corte deve giudicare usando le tecniche proprie del giudice. La sua neutralità viene garantita

dalla disciplina sulla sua composizione.

Essa è composta di 15 giudici:

 scelti tra magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria

e amministrativa; Neutralità

professori ordinari di università in mat. giuridiche; rispetto alla

avvocati con almeno 20 anni di esercizio della professione politica in genere

ai giudici della Consulta sono richiesti requisiti tecnici elevati.

 nominati 5 dal Parlamento in seduta comune

scrutinio segreto;

5 dal Presidente della Repubblica

scelta autonoma del Capo dello Stato, senza alcuna proposta governativa Neutralità

(perciò, la controfirma del Presidente del Consiglio esprime un mero rispetto alle parti

controllo esterno); (i poteri che

5 dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative: nominano)

3 dai magistrati di Cassazione.

1 dai magistrati del Consiglio di Stato.

1 dalla Corte dei Conti.

 mandato durano in carica 9 anni, decorrenti dal giorno del rispettivo

giuramento; il mandato non è rinnovabile; alla scadenza il

giudice cessa dalla carica e dall’esercizio delle funzioni. Neutralità

Ad ogni modo, la loro sostituzione è effettuata gradualmente. rispetto agli

 incompatibilità ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello interessi politici

di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, e privati

con l’esercizio della professione di avvocato (e con

ogni carica ed ufficio indicato dalla legge).

Durante il mandato non possono svolgere attività relative ad

associazione/partito politico.

- PREROGATIVE DEL GIUDICE COSTITUZIONALE

La neutralità è assicurata anche riconoscendo det. prerogative ai giudici costituzionali:

Insindacabilità e immunità non sono né sindacabili né perseguibili per le opinioni espresse

e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni;

finché sono in carica, godono della = immunità personale dei

parlamentari.

Inamovibilità non possono essere né rimossi né sospesi dal loro ufficio, se non a seguito di

una decisione della stessa Corte Cost. (solo per sopravvenuta incapacità

fisica/civile, gravi mancanze nell’esercizio delle funzioni).

Trattamento economico non può essere < a quello del magistrato ordinario investito delle

più alte funzioni;

alla scadenza del mandato, ad essi è garantito il reinserimento nelle

precedenti attività professionali.

La neutralità è assicurata anche in altro modo:

Convalida delle nomine

La stessa Corte ha il compito di convalidare la nomina dei suoi membri, accertando l’esistenza

dei requisiti soggettivi di ammissione.

Una volta convalidati, i giudici prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Autonomia finanziaria e normativa

La Corte amministra un proprio bilancio (il cui ammontare è fissato dal bilancio statale).

Ha un proprio regolamento contabile e dispone di vari strumenti normativi x regolare il suo

funzionamento.

Autodichia

La Corte gode di competenza esclusiva sui ricorsi in mat. di lavoro dei propri dipendenti.

- PRESIDENTE DELLA CORTE P

La Corte elegge a scrutinio segreto tra i suoi componenti il : egli rimane in carica per

RESIDENTE

3 anni ed il suo mandato è rinnovabile .

(fermo il termine di scadenza del mandato)

Il Presidente è titolare di molteplici funzioni:

rappresenta esternam. la Corte (es. conferenza stampa di fine d’anno); convoca la Corte;

designa due giudici: il giudice istruttore-relatore; il giudice incaricato di redigere il progetto di

motivazione; presiede il collegio giudicante, regolando la discussione; vota per ultimo

 in caso di parità di voti, esprime il voto decisivo.

FUNZIONAMENTO

- QUORUM

La Corte può funzionare anche se non sono presenti tutti i membri.

Tuttavia, è richiesto un quorum di 11 giudici (9 per le deliberazioni non giurisdizionali).

Le decisioni devono essere deliberate dai giudici che hanno presenziato a tutte le udienze.

la Corte può funzionare mediante collegi ≠ collegio che ha iniziato a trattare la causa

deve essere lo = che la decide (non possono subentrare nuovi giudici).

- RITO

La Corte ha poteri istruttori che consistono nell’accertamento di dati e fatti.

può disporre dei mezzi di prova che ritiene necessari;

al termine dell’attività probatoria, tutta la documentazione è depositata in cancelleria,

dandone comunicazione alle parti costituite.

La Corte si può riunire in:

Camera di consiglio Caso di mancata costituzione delle parti; caso in cui Presidente ipotizza

una decisione di manifesta infondatezza o inammissibilità.

Udienza pubblica .

Premessa: avvocati han già depositato le proprie memorie

(di solito)  G espone le questioni della causa; difensori sono

IUDICE RELATORE

invitati ad intervenire;

 Decisione

a) La decisione sul dispositivo è deliberata in Camera di consiglio:

per primo vota il giudice relatore; poi votano gli altri giudici

secondo l’ordine crescente d’età; per ultimo vota il Presidente.

La decisione è assunta a maggioranza dei votanti.

b) La decisione sulla motivazione è approvata collegialmente in una

seduta successiva della Camera di consiglio:

inizialmente, il Presidente designa il G IUDICE INCARICATO DI REDIGERE

“ ”

IL PROGETTO DI MOTIVAZIONE

 Decisione, firmata dal Presidente e dal giudice redattore, è depositata

in cancelleria.

 Decisione è pubblicata sull’apposito supplemento della G.U.

tre date rilevanti: 

I. decisione in Camera di consiglio data non ha rilevanza esterna;

II. deposito in cancelleria da tale data decorrono gli effetti della

sentenza; 

III. pubblicazione in G.U. da tale data tutti sono tenuti a conoscere

la decisione.

Controllo di costituzionalità delle leggi

OGGETTO DEL CONTROLLO

Si tratta delle controversie relative alla di determinati atti normativi.

LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE

SÌ Corte può sindacare:

leggi od atti aventi forza di legge di Stato o Regioni (art. 134)

con “legge” si intende non solo legge formale ordinaria, ma anche leggi costituzionali;

leggi di revisione costituzionale pox. essere sindacate anche in relazione ai principi supremi.

* Leggi anteriori alla Cost. pox. essere sindacate solo per vizi materiali e non per vizi formali

NO Corte non può sindacare:

 fonti-fatto;

 regolamenti dell’esecutivo (e gli altri reg. amministrativi):

perché il giudice della loro legittimità è il giudice amministrativo;

 regolamenti interni dei Consigli regionali:

perché sono estranei alle fonti dell’ordinamento generale.

n.b. di solito, i d.l. non vengono impugnati, perché vi è il rischio della mancata conversione:

1 - se non convertiti in tempo, la decadenza travolge tutti i rapporti connessi, facendo venire

meno l’oggetto dell’impugnazione

→ questione di legittimità costituzionale “inammissibile”;

- se convertiti in tempo, la questione si trasferisce sulla legge di conversione.

n.b. Può essere impugnata anche la normativa di risulta di un referendum (ossia le norme che

2 restano in vigore dopo l’abrogazione di quelle sottoposte a referendum).

VIZI e PARAMETRO DI GIUDIZIO Vizi formali

Vizi derivanti dalla violazione delle regole procedurali costituzionali

Colpiscono l’atto che ha seguito un procedimento di formazione difforme

VIZI da quello prescritto dalla Costituzione.

Vizi materiali

Vizi derivanti dalla violazione dei limiti costituzionali (espliciti o ricavabili

in via interpretativa)

Colpiscono non l’atto, ma le sue singole disposizioni, il cui contenuto

normativo risulta in contrasto con la Costituzione.

“Parametro di giudizio” in senso stretto

Termine di confronto utilizzato nel giudicare la legittimità dell’atto:

PARAMETRO si tratta delle disposizioni costituzionali e delle leggi costituzionali.

DI GIUDIZIO “Parametro interposto”

Norme prive di rango costituzionale, ma la cui violazione comporta

un’indiretta violazione di norme costituzionali.

GIUDIZIO IN VIA INCIDENTALE

= Questione di legittimità cost. sorge nel corso di un giudizio ( . . ) come “incidente

C D GIUDIZIO A QUO

processuale”; giudice, ritenendo che la legge da applicare possa essere illegittima, sospende il

giudizio e rimette la questione alla Corte.

È un giudizio:

 successivo, in quanto posteriore all’entrata in vigore della legge;

 concreto, in quanto la questione viene in rilievo al momento della concreta applicazione

della legge;

 indisponibile, in quanto, in presenza dei presupposti, il giudice è tenuto a sollevare la

questione e le parti non possono opporsi.

- LEGITTIMAZIONE

Sono necessari due requisiti, affinché un organo sia legittimato a sollevare la questione:

 requisito oggettivo: l’essere investito della funzione di applicazione di una norma in via

tendenzialmente definitiva;

 requisito soggettivo: la posizione di terzietà, indipendenza ed imparzialità dell’organo e

l’esistenza di un procedimento fondato sul contraddittorio.

ORDINANZA DI RINVIO, INTRODUZIONE DEL GIUDIZIO COSTITUZIONALE, PARTI

-  La questione può essere sollevata dal giudice o dalle parti.

(non possono adire direttam. la Corte) devono presentare un’istanza al giudice della causa

principale.

Il giudice deve verificare se ricorrono i presupposti x attivare il giudizio di costituzionalità:

a) rilevanza della questione per la soluzione del giudizio pendente (non può proseguire

senza che la questione sia risolta); b) non manifesta infondatezza della questione (deve

avere un minimo di fondamento giur). 

se una di questi presupposti non sussiste il giudice pronuncia ordinanza di rigetto

(motivata), che non è autonomamente impugnabile. 

se la questione è rilevante e non manifestamente infondata giudice pronuncia una

ordinanza di rinvio, che introduce giudizio costituzionale e sospende giudizio principale

fino alla pronuncia della Corte.

 L’“ordinanza di remissione” del giudice a quo deve contenere gli elementi necessari al fine

di individuare la questione:

 indicazione dell’oggetto (disposizioni di legge che si ritengono incostituzionali) e del

parametro di giudizio (disposizioni costituzionali che si presumono violate);

 motivazione dei due presupposti: rilevanza e motivi della non manifesta infondatezza;

 profili della questione di legittimità, con descrizione della fattispecie concreta.

dall’ordinanza devono emergere petitum e thema decidendum ciò delimita l’ampiezza

del giudizio entro cui può intervenire la decisione della Corte (p. della corrispondenza tra il

chiesto e il pronunciato).

tale limite può essere superato nel caso della c.d. “illegittimità costituzionale

conseguenziale” = dalla decisione deriva l’illegittimità di altre disposizioni collegate

a quella dichiarata incostituzionale.

 L’ordinanza di rimessione viene:

o notificata alle parti in causa, al Presidente del CdM/Giunta, al P.M. (quando il suo

intervento è obbligatorio);

al fine di consentire ad essi di costituirsi o intervenire nel giudizio costituzionale;

o comunicata ai Presidenti di Camera e Senato,

o pubblicata in G.U.

 Entro 20 giorni dalla notificazione, le parti del giudizio a quo possono costituirsi.

mediante deposito delle deduzioni e della procura speciale al difensore (abilitato al patrocinio

davanti alle giurisdizioni superiori).

Nel processo costituzionale: la partecipazione delle parti è facoltativa; (solo se le parti

intervengono) il Governo ha facoltà di partecipare tramite l’Avvocatura dello Stato, al

fine di difendere la legittimità della legge; il P.M. può intervenire solo quando

obbligatorio. GIUDIZIO IN VIA PRINCIPALE o in via d’azione

= Questione di legittimità cost. non sorge nel corso di un giudizio, ma è proposta direttamente

con una procedura apposita.

È un giudizio:

 successivo, in quanto posteriore all’entrata in vigore della legge;

 astratto, in quanto la questione viene in rilievo a prescindere dalla concreta applicazione

della legge;

 disponibile, in quanto è un giudizio di parti: i soggetti legittimati non sono tenuti, ma

possono instaurarlo ed in seguito rinunziarvi.

- LEGITTIMAZIONE e INTERESSE A RICORRERE

Ricorso da parte L’impugnazione statale può essere promossa dal Governo quando ritiene

che una legge regionale violi una disp. costituzionale (anche ≠ da quelle

S

dello vs.

TATO attributive di competenze legislative).

legge regionale → lo Stato non deve dimostrare l’interesse a ricorrere.

Ricorso da parte L’impugnazione regionale si deve fondare solo sull’invasione da parte della

legge statale della sfera di competenza legislativa (riconosciuta alla Regione

R

della EGIONE dalla Cost.).

vs. legge statale → la Regione deve dimostrare di avere un interesse concreto a ricorrere.

- ATTO INTRODUTTIVO e GIUDIZIO COSTITUZIONALE

L’atto introduttivo del giudizio è il ricorso. Tale atto deve essere:

prima deliberato dal C poi depositato nella cancelleria

ONSIGLIO

M (se agisce lo Stato) o della Corte costituzionale, entro

DEI INISTRI

dalla G (se agisce 10 giorni dalla notifica a cura

IUNTA REGIONALE del ricorrente.

la Regione), entro 60 giorni dalla

pubblicazione della legge che si

intende impugnare.

Entro 90 giorni dal deposito del ricorso, la Corte fissa l’udienza di discussione (il giudizio in via

principale ha diritto di precedenza rispetto al giudizio in via incidentale).

* La Corte può sospendere l’esecuzione della legge impugnata, se ritiene che la sua esecuzione

possa comportare un pregiudizio irreparabile per l’interesse pubblico, l’ordinamento giur., i

diritti dei cittadini.

L’udienza pubblica è fissata entro i successivi 30 giorni.

Il dispositivo della sentenza deve essere depositato entro 15 giorni dall’udienza di discussione.

TIPI DI DECISIONI DELLA CORTE COST.

- NATURA

Sentenza

Deve essere motivata in modo esaustivo, sia in fatto che in diritto.

Ordinanza

È sufficiente che sia motivata in modo succinto.

La Corte ha usato tale provvedimento in modo più ampio rispetto all’uso ordinario: talora fa

uso dell’ordinanza anche per chiudere il processo.

* Contro le decisioni della Corte non è ammessa alcuna impugnazione.

- CONTENUTO

Decisione di inammissibilità

È pronunciata quando difettano le condizioni x procedere ad un giudizio di merito.

Questo accade quando:

1. È carente l’oggetto del giudizio: l’atto impugnato non rientra tra quelli indicati dall’art. 134;

2. Mancano il requisito oggettivo e/o soggettivo per la legittimazione a sollevare la questione;

3. Manca il presupposto della rilevanza:

 

se mera carenza di motivazione Corte pronuncia ORDINANZA DI RESTITUZIONE ATTI

al giudice a quo, affinché riconsideri la rilevanza;

 

se irrilevanza evidente Corte pronuncia ;

ORDINANZA DI MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ

 se irrilevanza dopo accertamento del merito → Corte pronuncia SENTENZA DI

, a seguito del

INAMMISSIBILITÀ

dibattimento;

4. Nell’ordinanza di remissione mancano indicazioni sufficienti al fine di individuare il thema

decidendum (ex: non sono chiaramente indicate le norme impugnate);

5. Sono stati compiuti errori meramente procedurali (ex: mancata notificazione ordinanza

alle parti del giudizio a quo);

6. La questione comporta una valutazione di natura politica o un sindacato sull’uso del

potere discrezionale del Parlamento, esplicitamente esclusi dal controllo della Corte.

Decisione di rigetto

È pronunciata quando la Corte dichiara infondata la questione di legittimità cost.

La Corte non dichiara che la legge impugnata è legittima, ma si limita a respingere la questione

sollevata dal giudice a quo.

La sent. di rigetto ha solo efficacia inter partes: preclude soltanto la riproposizione della =

questione da parte dello = giudice, nello = grado e stato dello = giudizio.

Sentenza interpretativa di rigetto

È pronunciata quando la Corte dichiara infondata la questione di legittimità cost.,

perché il dubbio di legittimità si basa su un’interpretazione erronea della disposizione.

Se disp. può essere interpretata in modi ≠, l’interprete deve scegliere l’interpretazione

conforme a Cost. (

Corte spiega che il contrasto è superabile scegliendo tale interpretazione).

La sent. interpretativa di rigetto ha solo efficacia inter partes: essa non ha efficacia

vincolante.

Pertanto, ciò ha indotto la Corte a farne uso limitato e a conformarsi al c.d. “diritto vivente” =

giudicare la disp. nel significato normativo attribuito dalla interpretazione giurisprudenziale

costante.

Decisione di accoglimento

È pronunciata quando la Corte dichiara con sentenza l’illegittimità costituzionale della

disposizione impugnata.

La sent. di accoglimento:

 ha efficacia erga omnes (effetto assimilabile a quello dell’annullamento);

 

ha valore costitutivo sebbene il contrasto con Cost. sia sorto precedentemente, è solo

con la sentenza che esso viene accertato e la legge invalidata.

La norma incostituzionale cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della

decisione.

Sentenza manipolativa di accoglimento

È pronunciata quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale della disposizione

impugnata, con sentenza avente un dispositivo particolare:

esso specifica che l’illegittimità è dichiarata parte in cui» la disposizione significa

«nella

o non significa qualcosa.

Si possono distinguere in:

 Sentenza di accoglimento parziale  con cui Corte dichiara illegittima la disp.

solo per una parte del suo testo.

 Sentenza additiva  con cui Corte dichiara illegittima la disp. parte in cui

«nella

non prevede» ciò che sarebbe costituzionalm. necessario;

l’addizione è, dunque, una norma omessa dal legislatore

(ex: in mat. di assistenza e previdenza).

 Sentenza sostitutiva  con cui Corte dichiara illegittima la disp. parte in cui

«nella

prevede X invece di Y»: con essa la Corte sostituisce la

locuzione della disposizione costituzionalm. incompatibile

con altra locuzione costituzionalm. corretta.

*** Ulteriori tipi elaborati

Sentenza esortativa

Sentenza di rigetto, nella cui motivazione la Corte invita il legislatore ad intervenire x adeguare la

disciplina vigente alla Cost.

L’invito può avere varia intensità:

blanda esortazione; indicazione precisa circa l’integrazione legislativa necessaria; monito al

legislatore di provvedere, minacciando altrimenti la declaratoria d’incostituzionalità.

Motivo per cui Corte non sceglie la declaratoria d’incostituzionalità è vario.

Talora la complessità della materia ostacola l’intervento demolitorio della Corte.

Sentenza di legittimità provvisoria

Sentenza di rigetto, nella cui motivazione la Corte dichiara la sicura incompatibilità della disciplina

vigente con la Costituzione, ragion per cui il monito è particolarmente forte.

La legge è salvata perché transitoria: è destinata ad essere superata da una imminente riforma

della materia.

Se essa tardasse, ci sarebbe la declaratoria d’illegittimità.

Sentenze di accoglimento che limitano la retroattività dei propri effetti

Sentenze di accoglimento risalenti alla fine degli anni ’80, con cui la Corte ha provato a limitare gli

effetti della declaratoria di illegittimità.

ex: talora si è affermato che la declaratoria opera solo pro futuro, senza travolgere gli atti compiuti in

passato in base alla legge illegittima.

Sentenze additive di principio

Sentenza di accoglimento, con cui Corte dichiara illegittima la disp. parte in cui non prevede

«nella

un determinato principio».

La Corte non aggiunge parti di norme, bensì si limita a statuire un principio, che il legislatore dovrà

formulare. Conflitto di attribuzioni

CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI TRA POTERI DELLO STATO

= È lo strumento con cui un potere dello Stato può agire davanti alla Corte x difendere le proprie

attribuzioni costituzionali, pregiudicate dal comportamento di un altro potere dello Stato.

Tale strumento ammesso solo in via residuale, quando non vi siano altri metodi esperibili.

“Potere dello Stato” = organo cui la Cost. direttamente conferisce l’esercizio di un’attribuzione

costituzionale.

- TIPI

Il conflitto può configurarsi come:

 C

ONFLITTO DA USURPAZIONE O VINDICATIO POTESTATIS

l’organo di un potere svolge un’attribuzione spettante all’organo di un altro potere, ossia

entrambi i soggetti rivendicano per sé l’attribuzione a emanare l’atto.

ex: giudice amministrativo emette un provvedimento che la p.a. ritiene di sua competenza.

 C

ONFLITTO DA MENOMAZIONE O INTERFERENZA

è contestato il modo in cui un soggetto ha esercitato le sue attribuzioni, perché da ciò

deriva un impedimento all’esercizio delle attribuzioni proprie del ricorrente.

Possono dare luogo al conflitto non solo atti, ma anche comportamenti.

- LEGITTIMAZIONE

Ha legittimazione ad agire l’organo competente a dichiarare in definitiva la volontà del potere

cui appartiene:

di solito, è l’organo di vertice del potere (ex: nel caso del potere esecutivo, è il Governo); però,

nel caso del potere giudiziario, essendo un potere diffuso, qualsiasi giudice può essere parte

attiva (o passiva) del conflitto.

- PROCEDURA

Giudizio è introdotto con ricorso presentato dalla parte lesa alla Corte, senza notificazione

alla controparte.

Esso contiene l’esposizione sommaria delle ragioni del conflitto e l’indicazione delle norme

costituzionali che regolano la materia.

In seguito, il ricorso viene depositato in cancelleria e pubblicato in G.U.

* Non ci sono termini di decadenza, perché il conflitto può essere generato anche da una

semplice astensione.

Giudizio inizia con una ordinanza della Corte circa l’ammissibilità del conflitto, assunta in

Camera di consiglio (senza contraddittorio).

Può trattarsi di:

A. ordinanza d’inammissibilità;

B. ordinanza d’ammissibilità → sono riscontrati sia il presupposto soggettivo (si tratta di

poteri dello Stato) sia quello oggettivo (oggetto del

conflitto sono delle attribuzioni costituzionali);

l’ordinanza individua anche gli organi controinteressati e

dispone che ad essi venga notificato il ricorso.

In seguito, i controinteressati si possano costituire nel giudizio costituzionale.

Nel frattempo, possono intervenire anche gli altri organi che si ritengono interessati al

conflitto.

Se il ricorrente rinuncia al ricorso e se la rinuncia è accettata dalla controparte, la Corte

dichiara estinto il processo.

Se le parti pongono in essere comportamenti o atti che lasciano intendere il superamento

del conflitto, la Corte può dichiarare cessata la materia del contendere (chiudendo il

giudizio).

- DECISIONE

La sentenza che chiude il giudizio stabilisce a chi spetta la competenza.

La formula di rito del dispositivo è che spetta ad X esercitare la funzione Y».

«dichiara

La Corte spesso pronuncia dispositivi complessi, in cui non si limita a dichiarare la spettanza del

potere, ma aggiunge anche regole su come il potere vada esercitato.

La pronuncia ha solo efficacia inter partes: un altro organo, rimasto estraneo al giudizio, può

risollevare il conflitto, rivendicando l’attribuzione.

CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA STATO e REGIONI

= È lo strumento con cui vengono risolti i conflitti di competenza tra Stato e Regioni o tra

Regioni. ∀ ∀

Il conflitto può essere provocato da atto di un organo di Stato/Regione.

 atti legislativi, per i quali è esperibile il giudizio di legittimità in via principale.

ECCEZIONE

- TIPI

Il conflitto può configurarsi come:

 U della sfera delle attribuzioni altrui;

SURPAZIONE

 M , ossia impedimento all’esercizio delle attribuzioni altrui.

ENOMAZIONE

- LEGITTIMAZIONE

Ha legittimazione ad agire:

 

per conto della Regione Presidente della Giunta, previa delibera della Giunta;

 

per conto dello Stato Presidente del CdM, previa delibera del Consiglio dei Ministri.

Entro 60 giorni dalla pubblicazione, notificazione o conoscenza dell’atto.

- PROCEDURA

Giudizio è introdotto con ricorso, cui condizione di ammissibilità è l’interesse a ricorrere:

Stato/Regione deve dimostrare di aver subito lesione attuale e concreta della sua competenza.

se l’interesse al ricorso viene meno, la Corte dichiara cessata la materia del contendere.

È prevista la possibilità di provvedimenti cautelari:

su istanza del ricorrente e per gravi ragioni, può essere concessa la sospensione cautelare

dell’atto impugnato.

- DECISIONE

La sentenza che chiude il giudizio stabilisce a chi spetta la competenza, nonché dispone il

conseguente annullamento dell’atto.

Se la decisione è favorevole alla Regione, le altre Regioni ne beneficiano (ossia beneficiano

dell’interpretazione espansiva delle loro attribuzioni).

Se è favorevole allo Stato, le altre Regioni che non erano parte processuale non subiscono

l’effetto giuridico della decisione (ciò lederebbe il loro diritto di difesa).

Quando il conflitto è generato da menomazione, la formula del dispositivo non si limita a

dichiarare la spettanza della competenza, ma aggiunge anche regole sull’esercizio di essa.

Giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo

 È introdotto con ordinanza dell’U C R , che dichiara la legittimità

FFICIO ENTRALE PER IL EFERENDUM

della richiesta di referendum.

Il P C fissa la Camera di consiglio e nomina il G .

RESIDENTE DELLA ORTE IUDICE RELATORE

Viene data comunicazione ai presentatori delle 500.000 firme e ai delegati dei Consigli

regionali (nonché al Presidente del CdM).

Questi possono presentare memorie e prendere parte alla discussione in Camera di consiglio.

La Corte decide con una sentenza che dichiara ammissibile o inammissibile il referendum.

 C

AUSE DI INAMMISSIBILITÀ DEL REFERENDUM

Si tratta sia di limiti espliciti sia di limiti ulteriori stabiliti dalla Consulta.

Con rif. all’oggetto, referendum è inammissibile se quesito riguarda:

Costituzione, L.Cost.;

leggi dotate di forza passiva rinforzata;

leggi formali ordinarie “a contenuto costituzionalmente vincolato” (es. “Legge

sull’aborto”)

= leggi il cui nucleo normativo non può essere alterato senza pregiudizio per i

principi costituzionali; leggi disciplinanti il funzionamento di organi essenziali;

leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto, di autorizzazione alla ratifica di

Trattati internazionali;

disposizioni che producono effetti strettamente collegati alle leggi di cui sopra;

Con rif. alla forma, referendum è inammissibile se:

quesiti non omogenei: referendum contiene pluralità di domande eterogenee,

prive di una matrice razionalmente unitaria (la libertà di voto è forzata).

Giustizia politica

= Funzioni esercitate dalla Consulta quando giudica sulle accuse promosse vs. Presidente della

Repubblica.

Presidente non è responsabile per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni politico-

istituzionali, ad eccezione di 2 uniche hp: alto tradimento e attentato alla Costituzione.

Non tutte le violazioni della Cost. ricadono in tali fattispecie, ma solo i fatti incostituzionali caratterizzati da

dolo specifico.

A MESSA IN STATO DI ACCUSA C

Attività d’indagine espletata preliminarm. da un , costituito dai membri delle

OMITATO

G S C .

IUNTE PER LE IMMUNITÀ DEL ENATO E DELLA AMERA

Esso, in un periodo max. di 5 mesi, acquisisce e valuta il materiale probatorio, esercitando

ampi poteri (intercettazioni telefoniche, perquisizioni personali).

Il Comitato può:

a) dichiarare la propria incompetenza se il reato in oggetto non rientra tra quelli previsti

dall’art. 90 Cost.;

b) ritenere infondata l’accusa, pronunciando ordinanza di archiviazione;

c) ritenere fondata l’accusa, presentando una relazione sulla messa in stato d’accusa.

P

Sulle conclusioni presentate dal Comitato, il procede alla

ARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE

votazione il procedimento ha fine se nessuno presenta ordini del giorno favorevoli

all’accusa; in caso contrario, la messa in stato d’accusa deve essere

approvata a maggioranza assoluta dei propri componenti, con l’indicazione

delle prove su cui si fonda l’accusa.

B. GIUDIZIO DELLA CONSULTA

* In via cautelare, Presidente della Repubblica può essere sospeso dalla carica.

Presidente viene giudicato dalla Corte costituzionale in composizione integrata da 16 membri

tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti di eleggibilità a senatore.

I giudici aggregati godono dello = status dei membri togati della Corte.

REATI MINISTERIALI

Reati commessi dai Ministri nell’esercizio delle funzioni di governo.

Prima competenza del Parlamento in seduta comune, che presentava la messa in stato

d’accusa del Presidente del CdM e dei Ministri, x reati commessi nell’esercizio delle loro

funzioni il relativo giudizio penale si svolgeva davanti alla Corte Costituzionale.

Ora competenza della magistratura ordinaria a giudicare i reati ministeriali

indagini su tali reati sono svolte da uno speciale collegio giudiziario

MA

è necessaria la previa autorizzazione da parte della Camera di appartenenza se il membro

del Governo è Deputato o Senatore, da parte del Senato negli altri casi.

l’autorizzazione può essere negata a maggioranza assoluta dei componenti se

l’inquisito ha agito x la tutela di un interesse dello Stato costituzionalm. rilevante

oppure x il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio

delle funzioni di governo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Avv. Gabriele Pellicioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Scienze giuridiche Prof.

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