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Corte costituzionale

Supremazia della costituzione

Dalla costituzione americana derivano alcuni aspetti del costituzionalismo in Europa, tra cui la supremazia della costituzione. Ciò viene affermato per la prima volta dal giudice Marshall nel caso Marbury (giudice di pace) contro Madison (segretario di Stato, futuro presidente). Marbury accusa Madison di non aver notificato, nonostante il decreto presidenziale, la sua nomina a giudice.

Allora Marbury si rivolge alla Corte suprema affinché intimasse Madison a terminare la procedura di nomina. La legge di organizzazione della giustizia stabiliva che la Corte fosse competente anche in questo ambito, mentre in Costituzione la Corte ha giurisdizione di primo e ultimo grado (cioè è tribunale di unica istanza) soltanto laddove la controversia riguardi “ambasciatori, altri pubblici ministri e consoli”, e Marbury non era nulla di ciò.

Allora Marshall, pensa che se una legge del Congresso dà questo genere di competenze senza badare al testo costituzionale, allora non è una legge conforme a Costituzione. Però il problema sorge con la contrapposizione della Judiciary Act, una legge ordinaria che abilita la Corte ad emettere un’ordinanza, nei casi garantiti dai principi e dagli usi delle leggi; però qualora il legislatore ordinario avesse avuto il potere di plasmare liberamente le competenze della Corte Suprema, il dato costituzionale sarebbe stato privato di senso.

Quindi accogliere la richiesta del giudice Marbury, comporterebbe un ampliamento dei poteri della Corte, contrastante con i poteri che la Costituzione attribuiva già alla stessa. Così Marshall denuncia l’illegittimità di tale legge, in relazione al criterio gerarchico. Questa sentenza dà origine al sistema di controllo di costituzionalità degli atti inferiori a costituzione.

"Federalista"

"Federalista" è il testo che tre giuristi americani redigono per mettere a conoscenza il lavoro dell’assemblea costituente. Nel n.78 della raccolta di questi scritti, Hamilton, spiega l’importanza della costituzione come carta fondamentale: la costituzione federale rappresenta la legge fondamentale degli Stati Uniti, che quindi dovrà essere garantita dall’apparato giudiziario.

Modello anglosassone

Nel modello anglosassone, il “precedente giudiziario” è vincolante però solo se la decisione è della Corte suprema. Secondo Kelsen, la valutazione dei giudici non è effettiva finché non si arriva alla corte suprema; perciò è necessario un meccanismo più efficace per porre l’efficacia erga omnes e quindi l’istituzione di un unico giudice (corte costituzionale) incaricato per risolvere i problemi tra atti normativi e costituzione.

Controllo di costituzionalità in Europa

In Europa emergono due versioni del controllo di costituzionalità:

  • Modello diffuso: il controllo di costituzionalità è affidato a tutti gli organi giudiziari, i quali disapplicano la legge, con efficacia inter partes, cioè limitata al caso in esame, grazie al principio di preferenza della legge. Tuttavia la Corte suprema degli Stati Uniti è collocata al vertice di tutte le giurisdizione, perciò nessun giudice potrà in futuro discostarsi dal precedente affermato, secondo il principio dello stare decisis.
  • Modello accentrato: il controllo di costituzionalità è affidato ad un unico giudice costituzionale, che a differenza, ha efficacia erga omnes, in quanto espugnerà dall’ordinamento le norme di legge incompatibili con la costituzione, non solo disapplicandole.

I modi di attivazione sono due:

  • Attraverso un controllo preventivo o successivo (come in Francia) (come in Italia e Germania)
  • Attraverso un controllo in via diretta o indiretta, a (in via d’azione) (in via incidentale) seconda che sia consentito, ai soggetti legittimati a farlo, impugnare direttamente o indirettamente.

Corte costituzionale italiana

In Italia il costituente ha introdotto un sistema misto: accentrato perché è stata istituita una corte costituzionale, ma ad accesso diffuso, in quanto tutti i giudici possono attivare il controllo di costituzionalità secondo determinati presupposti.

La Corte costituzionale italiana è composta da 15 giudici che sono espressione di poteri diversi: 5 nominati dal Presidente della Repubblica, 5 dal Parlamento in seduta comune e 5 dalle Magistrature (3 eletti dalla Corte di Cassazione, 1 dal Consiglio di Stato e 1 dalla Corte dei Conti), nominati con decreto del Presidente della Repubblica, sono scelti fra magistrati delle giurisdizioni ordinarie e amministrative, fra professori ordinari di discipline giuridiche e avvocati con anzianità professionale di almeno 20 anni. Essi non sono rieleggibili dopo la fine del loro mandato.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

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