Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Corso di STORIA DEL CINEMA – AA 2017-2018

Per convenzione la data di nascita del cinema è segnata al 28 dicembre 1895. La scelta è presto spiegata con

l’evento che ha caratterizzato quella giornata: la prima proiezione pubblica e a pagamento di immagini in

movimento. I fratelli Lumiere scelsero come location il Salon Indien del Grand Cafe de Paris.

La proiezione consistette in una carrellata di 10 cortometraggi, ognuno della durata di circa 47 secondi, per

una lunghezza di pellicola pari a 17 metri ciascuno.

FOCUS: Fratelli Lumiere, prima proiezione cinematografica

1° corto: Degli operai escono dalle fabbriche Lumiere a fine giornata lavorativa.

Analizzando il film, possiamo far ricadere la scelta di questa scena sul fatto che fosse ricca di movimento.

I giornalisti presenti alla proiezione, il giorno dopo, scrissero sui giornali che “il cinema rende l’uomo

immotale”.

2° corto: Un treno arriva alla stazione.

Il pubblico si spaventò molto perché convinto che il treno stesse entrando nella sala.

3° corto: Uno dei fratelli Lumiere con moglie e figlioletto durante un pranzo in giardino.

Uno dei cronisti ne scrisse che le foglie in movimento sullo sfondo dell’azione avevano creato in lui

inquietudine.

Va detto, però, che i fratelli Lumiere non introdussero il cinema senza esperienze similari o intermedie alle

spalle. Importante nel processo che ha condotto alla proiezione di fine 1895 l’invenzione del 1888 di T.

Edison, il KINETOSCOPE, classificabile come dispositivo cinematografico capace di riprodurre in piccolo delle

immagini in movimento. L’utente doveva appoggiare l’occhio sul macchinario e girando una manovella

guardava le immagini.

Essendo per definizione il cinema un’esperienza sociale, può essere definibile l’esperienza proposta da

Edison come cinema?

La questione su cosa sia o meno un’esperienza cinematografica è oggetto di dibattito. Uno studioso italiano,

ricercatore in America, sostiene che anche di fronte allo schermo di un tablet sul treno siamo davanti a

un’esperienza di cinema e si tratta solamente di una rilocazione dell’esperienza. Il ricercatore Andreazza,

invece, sostiene che l’opinione del collega sia opinabile perché esclude sia la componente sociale, sia la

componente delle dimensioni-reazioni, sostenendo che al cinema le immagini sono più grandi dell’uomo e

suscitano in esso emozioni-reazioni diverse.

Tornando alla storia, le apparecchiature dei francesi vennero vendute e prestate. Alcuni degli utilizzatori

apportarono delle grandi innovazioni. Ricordiamo, tra gli altri, i creativi cineasti a capo della Scuola di

Brighton (Robert William Paul, William Friese-Greene, George Albert Smith, James Williamson) che:

- Creano un racconto fatto da più inquadrature;

*SOGGETTIVA: un’inquadratura attraverso la quale ci si identifica con lo sguardo del personaggio

** Dramma della bicicletta postguerra presente anche nella letteratura: in Goffredo Parise, vd. Il Prete Bello

- Danno origine a quello che al tempo era definito un raffinato gruppo di sguardi.

FOCUS:

George Albert Smith, “Grandmas’s reading glass”, 1900

Capiamo nella seconda inquadratura che all’inizio eravamo portatori del punto di vista del bambino. C’è

un’alternanza continua di punti di vista del narratore e del personaggio.

George Albert Smith, “Kiss in the tunnel”, 1899

Nel film notiamo che la macchina da presa è in movimento e assistiamo ad un cambio di luogo (Estero-

Interno del treno).

Un altro grande innovatore del cinema delle origini è Georges Méliès, un grande prestigiatore presente alla

proiezione dei Lumiere del 1895. Per onore di cronaca, dobbiamo dire che la sua capacità di innovazione è

limitata al cinema delle origini, egli infatti non sarà in grado di adeguarsi alle innovazioni successive a quelle

da lui apportate. Egli nel fare cinema non si orientò verso la direzione realistica ma verso quella fantastica.

Propose la proiezione a colori, tutti i fotogrammi erano colorati a mano. Non tutte le copie distribuite, però,

venivano rese a colori per via del costo addizionale. Semplicisticamente si dice che i fratelli Lumiere abbiano

iniziato la tradizione del cinema realistico e Méliès abbia iniziato quella del cinema fantastico. Ma Méliès ha

prodotto anche film realistici. Ad ogni modo, aggiungiamo che è importante notare e ricordare quanto siano

presenti nelle sue pellicole gli effetti speciali.

FOCUS: Georges Méliès, “Voyage dans la Lune”, 1902

Il film “Voyage dans la Lune” del 1902 è considerato il primo film di fantascienza. La trama fu liberamente

ispirata al romanzo di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna” e al quello di Herbert George Wells “I primi uomini

sulla Luna”. Una pellicola dell’opera in questione è stata fortunatamente ritrovata a Barcellona. Che la

destinazione del film fosse proprio la penisola iberica lo si può intuire dalla presenza di una bandiera

spagnola nelle immagini del film. 1

Il più grande regista americano dell’intera stagione muta è stato David Llewelyn Wark Griffith. Lavorò prima

come regista e poi come attore. Realizzò circa 500 corti, tra i suoi più famosi c’è “The musketeers of Pig Alley”

2

(1912) considerato il primo gangster film (genere molto importante negli USA). Tra i lungometraggi , invece,

sicuramente importanti sono “The birth of a Nation”( 1915) e “Intolerance” (1916), per aver scosso gli

spettatori specie per la crudezza con la quale sono stati rappresentati i temi trattati (razzismo e pacifismo).

1 Tutti i film prodotti dal 1895 fino al 1926, avvento del sonoro, sono quindi muti. Ma lo spettacolo

cinematografico non è mai stato davvero muto. Inizialmente le proiezioni venivano accompagnate da

musica dal vivo, solitamente assoli di pianoforte. Il primo film sonoro fu prodotto egli Stati Uniti dalla

Warner Bross “Don Giovanni e Lucrezia Borgia”, il primo film sonoro italiano, invece, vide la luce nel 1930:

“Ressurectio” di Alessandro Blasetti. Per motivi commerciali, però, fu distribuito prima “Canzone d’amore”

(1931) di Gaetano Righelli.

2 L’avvento del lungometraggio si situa nel 1910, il primo fu “L’inferno” di produzione italiana.

*SOGGETTIVA: un’inquadratura attraverso la quale ci si identifica con lo sguardo del personaggio

** Dramma della bicicletta postguerra presente anche nella letteratura: in Goffredo Parise, vd. Il Prete Bello

FOCUS: David Llewelyn Wark Griffith, “The lonely villa”, 1909

“Lonely Villa” è un corto muto di durata superiore a 5 minuti (circa 7.40).

Caratteristiche sono: la mobilità della macchina da presa nello spazio che ne permette un’esplorazione

molto ampia e la struttura narrativa complessa. In questo film, Griffith, mette a punto quello che diverrà il

sistema classico hollywoodiano (sistema formale basato sui raccordi). Tra le sequenza ci sono punti di

continuità visivo-narrativa. Ogni scena non è più autonoma come accadeva, ad esempio, in “Voyage dans

la Lune” di Méliès. Vi sono riprese diverse ma non si avvertono per via di un buon montaggio fatto di

raccordi, appunto, che permettono di avere un racconto finale fluido. L’ampliamento spaziale è accentuato

ancor di più dal cambio netto di luogo, dunque non più solo esterno-interno come in “Kiss in the train” di

Smith, da parte del marito.

Ne “Il lucernaio dell’Infinito”, N. Burch, distingue due modi di rappresentazione:

1) RAPPRESENTAZIONE PRIMITIVA

- Autonomia dell’inquadratura;

- Frontalità del quadro;

- Fissità della macchina da presa;

- Nessuna articolazione spazio-termporale;

- Uniformità della luce;

- Musica (in sala c’era un narratore)

2) RAPPRESENTAZIONE ISTITUZIONALE (da Griffith in avanti)

- Unità narrativa frammentata in più inquadrature;

- Raccordi per rendere fluido il passaggio fra le inquadrature;

3

- Illuminazione artificiale ;

- Sfruttamento della scala dei piani;

- Ubiquità dello spettatore.

Gli inizi del cinema italiano

Non ci sono tracce di cinema, in Italia, prima del 1905, anno di produzione di “Presa di Roma”, un film di

4

storia contemporanea diretto da Filoteo Alberini per festeggiare i 35 anni dalla presa di Roma . È significativo

che il primo film italiano fosse di genere storico, perché negli anni successivi tale genere divenne quello di

maggior prestigio. L’Italia acquisì prestigio a livello internazionale. Il primo articolo cinematografico apparso

sul New York Times era su un film italiano del 1913.

La gerarchia dei generi cinematografici era la seguente:

1° Storico

2° Dramma

3° Commedia (Poco frequentato perché necessitava della parola)

4° Comico

5° Documentario o Film del vero.

Fino alla metà degli anni ’10 l’Italia ebbe le maggiori e migliori produzioni di film comici nei quali erano

ingaggiati anche attori francesi, tra cui Andrèe Deed (Cretinetti) e Ferdinand Guillaume (Tontolini).

3 Il cinema americano ha spostato la sua “sede” nell’assolata California anche a causa dell’assenza di illuminazione in

altri posti.

4 La presa di Roma, conosciuta anche come breccia di Porta Pia, ci fu il 20 settembre 1870. Decretò la dine dello stato

pontificio quale entità storico-politica. L’anno seguente la capitale d’Italia fu trasferita da Firenze a Roma.

*SOGGETTIVA: un’inquadratura attraverso la quale ci si identifica con lo sguardo del personaggio

** Dramma della bicicletta postguerra presente anche nella letteratura: in Goffredo Parise, vd. Il Prete Bello

Le case di produzione dei primi film in Italia erano collocate principalmente a Torino (oggi ospita il museo

nazionale del cinema, tra i più importanti musei del settori al mondo per la ricchezza del patrimonio e la

molteplicità delle sue attività scientifiche e divulgative.). Le principali erano la Ambrosio e la Italafilm.

FOCUS: Giovanni Pastrone, “Cabiria”, 1914

La grande Italafilm nel 1914, in virtù del grande successo riscosso dal filone storico, decide di produrre il

colossal Cabiria. La pellicola ha durata di circa 2h 30 min.

Il regista Giovanni Pastrone coinvolse nella realizzazione Gabriele D’Annunzio, tanto che il suo autografo

compariva sulle locandine. Egli scrisse le didascalie e assegnò alcuni nomi ai personaggi tra cui Cabiria e

Maciste.

Gli inizi del cinema russo

Nel 1917 in Russia ci furono dapprima la Rivoluzione di Febbraio con conseguente deposizione dello zar e

poi la Rivoluzione d’Ottobre guidata da Lenin che diede vita al nuovo stato conosciuto come URSS. Questa

nuova istituzione, inizialmente, non ebbe molto impatto sul mondo del cinema ma poco dopo gran parte dei

produttori, dei registi e degli attori si trasferirono in Crimea o in Francia. Venne istituito, sempre nello steso

anno, un Commissariamento popolare per l’istruzione che controllava anche il settore cinematografico.

Nel 1919 si attuò la riforma di nazionalizzazione del cinema che portò ad aprire la Scuola statale di

5

cinematografia. Il regista Kulesǒv, docente della scuola, noto per l’omonima teoria secondo la quale

un’inquadratura ha senso solo accanto ad un’altra, creò un laboratorio di montaggio.

Ejzenštejn, studente di ingegneria che dagli anni ’20 si dedicò solo al cinema, sosteneva che il montaggio è il

cuore del linguaggio cinematografico e che le inquadrature devono entrare in rapporto dialettico. La sua

produzione teorica fa ancora scuola in questo campo.

I film più innovativi sul piano del linguaggio cinematografico negli anni ’20 riguardavano la storia dei

movimenti rivoluzionari:

 Sulla Comune di Parigi del 1871: La nuova Babilonia (1929) di Kozincev e Bornel

 Sulla Rivoluzione fallita del 1905: La corazzata Potëmkin (1926) di Ejzenšteijn e La madre (1926) di

Pudovkin

 Sulla Rivoluzione di Ottobre del 1917: Ottobre (1927) di Ejzenšteijn e La fine di San Pietroburgo

(1927) di Pudovkin

 Sugli scioperi zaristi: Sciopero (1925) primo film di Ejzenšteijn

5 Un’immagine desta un’emozione a seconda dell’immagine a cui si è accostata.

*SOGGETTIVA: un’inquadratura attraverso la quale ci si identifica con lo sguardo del personaggio

** Dramma della bicicletta postguerra presente anche nella letteratura: in Goffredo Parise, vd. Il Prete Bello

FOCUS: Sergej Michajlovič Ejzenštejn, La corazzata Potëmkin, 1926

La corazzata Potëmkin (1926) di Ejzenšteijn, non venne distribuito subito in Italia perché nel contesto

fascista in cui si trovava era impensabile la proiezione di un film si propaganda comunista. Il regista fu un

genio non solo del montaggio ma anche della messa in scena. In questo film riporta il conflitto anche nelle

inquadrature, ci sono intersezioni di linee all’interno delle scene. I marinai rappresentano il proletariato

(non c’è un protagonista, lo è la classe operaia) e i più alti in grado il patronato zarista che va combattuto

ed eliminato. Ejzenšteijn voleva convincere sul piano emotivo lo spettatore, per questo gli presenta anche

scene più crude dell’habitué cinematografico. Il film risulta efficace dal punto di vista ritmico. Il montaggio

usato è quello discontinuo, dunque pieno di ellissi (scelta voluta per evidenziare l’importanza del momento

e dare un senso di straniamento allo spettatore). Lo spettatore non doveva essere sempre assorbito

completamente dal racconto, quindi applica il cinepugno, come esortazione ad una visione critica. Vi è un

assaggio di genere da storico-propagandistico a bellico. Nella scena del fuoco, sembra che il cannone sia

diretto verso lo spettatore, questo è un espediente per creare distanza tra film e pubblico. È una tecnica del

cinema primitivo, come la scena in Cabiria nella quale l’oste guarda dritto in camera. Questo film di

Ejzenšteijn nasce per essere popolare a differenza di oggi che è ritenuto un film d’autore per l’élite.

Il Cinema tedesco degli anni Venti 6

Dopo la Prima Guerra Mondiale, la capitale del cinema mondiale era Berlino . Questo momento fu il primo

dei due massimi storici di influenza in campo cinematografico della Germania insieme agli anni ’70. Dopo la

sconfitta della Guerra, la produzione cinematografica si era rapidamente sviluppata. Fenomeno di crescita

spiegabile da una legislazione mirata. Nel 1916 si legiferò il divieto di importazione di film. Così le case di

produzione passarono da 25 (1914) a 130 (1918) e nel 1917 nacque UFA dalla fusione di più società. Il divieto

durò fino al 31/12/1920. Nel 1921 le case di produzione tedesche erano circa 300, si mantenevano anche

grazie agli aiuti economici da parte del governo. Con la fine del divieto di importazione, anche gli altri Paesi

a partire dal 1922 iniziano a importare film tedeschi (commercio bloccato durante il divieto perché gli altri

Paesi non traevano guadagno da un commercio ad una sola direzione).

Negli anni che vanno dal 1919 al 1933, la Germania, fu governata dalla cosiddetta Repubblica di Weimar,

repubblica molto moderna che si trovò a gestire un periodo complicato sia economicamente che

socialmente. Con l’inflazione di questi anni era più facile l’esportazione che l’importazione di film.

Il genere più prestigioso era, riprendendo gli stilemi italiani, quello storico e il massimo regista Ernst Lubitsch.

Il suo film di maggior successo fu Madame Dubbary. Ne 1923 venne chiamato a Hollywood ma qui non

diresse film storici bensì delle commedie.

Il filone che più rappresenta il cinema tedesco degli anni ’20 è l’espressionismo: movimento artistico tedesco

che va a contrapporsi al realismo, movimento di peso della seconda metà dell’800. L’opposizione è

accentuata da distorsioni atte a mostrare delle profonde emozioni.

Nel teatro espressionista (Toller ne è il più grande drammaturgo) sono presenti figure allungate, edifici

distorti, suono inclinato, espressioni grottesche. Le caratteristiche del cinema espressionista sono:

- Messa in scena: anche le scenografie recitano e gli attori diventano elemento visivo;

- Montaggio: Ritmo lento per permettere allo spettatore di esplorare lo spazio;

- Inquadratura: pochi movimenti di macchina.

6 Dopo la Seconda Guerra Mondiale lo divenne Roma.

*SOGGETTIVA: un’inquadratura attraverso la quale ci si identifica con lo sguardo del personaggio

** Dramma della bicicletta postguerra presente anche nella letteratura: in Goffredo Parise, vd. Il Prete Bello


ACQUISTATO

3 volte

PAGINE

13

PESO

745.36 KB

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariapinti3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Andreazza Fabio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia del cinema

Riassunto esame storia del cinema, prof. Andreazza, libro consigliato Neorealismo: il nuovo cinema del dopoguerra
Appunto
Riassunti Filologia umanistica
Appunto
Appunti storia della lingua italiana, grammatica storica
Appunto
Riassunto Storia della musica moderna e contemporanea, libro consigliato: manuale, Carrozzo, Cimagalli - il 1800
Appunto