Riassunti appunti del corso
Che cos’è il cinema?
1. Esperienza sociale: perché l’esperienza è qualcosa che si vive, sociale perché il cinema
all’inizio è nato come momento di condivisione
2. Forma d’arte. Walter Benjamin lo definì “l’arte del secolo”; come la fotografia, il cinema
nasce come qualcosa di tecnico-scientifico e poi diventa anche artistico. Inoltre, il 900 fu il
secolo per eccellenza delle invenzioni tecnologiche.
3. Industria: si sviluppa nel corso del 900, con fasi alterne di successo tra America e Europa.
(nel periodo del cinema classico, l’industria cinematografica basava il successo sul divismo:
fenomeno che porta alla divinizzazione di un attore o di un’attrice, tanto che si conosco
anche aspetti della sua vita privata. Esempio diva di oggi: Angelina Jolie)
4. Medium: il cinema è un veicolo di informazioni sul modo di vivere.
Il cinema è l’arte delle immagini in movimento.
Dalla fotografia al cinema
La fotografia è l’impressione della luce su una lastra fotosensibile.
La matrice che ha dato vita al cinema è la cronofotografia: possibilità di registrare immagini in
sequenza; inizialmente la cronofotografia è utilizzata per osservare movimenti di animali o umani.
Muybridge utilizzava diverse strisce cronofotografiche e riuscì a dimostrare che durante il galoppo
il cavallo, per un istante, solleva tutte e 4 le gambe da terra.
Marey, invece, costruì un fucile fotografico capace di registrare 12 fotogrammi al secondo. La
principale differenza con Muybridge era che Marey utilizzava un’unica lastra e quindi in un unico
fotogramma si vedeva la completezza del movimento fotografato.
Edison, nel 1888, progettò il kinetoscopio: una cassa alla cui sommità si trovava un oculare; lo
spettatore poggiava l'occhio su di esso, girava la manovella e poteva guardare il film montato nella
macchina su rocchetti. Si aveva quindi una visione monoculare.
Nel frattempo, si inizia a pensare che si potrebbe utilizzare il principio del teatro delle ombre
per proiettare i fotogrammi della pellicola.
(molto diffuso nella seconda metà dell’800)
Nel 1893, i fratelli Lumiere inventano il cinematografo macchina da presa e strumento utile per
proiettare i fotogrammi impressi su una pellicola che viene fatta scorrere continuamente.
Il primo film proiettato al pubblico dai fratelli Lumiere fu “L’uscita dalla fabbrica” nel 1895.
Altri film dei Lumiere:
- La colazione del bimbo
- L’innaffiatore e l’innaffiato
- L’arrivo del treno (che provò panico tra gli spettatori della sala che cercarono di fuggire).
Caratteristiche dei film dei Lumiere:
- Frontalità della scena e camera fissa
- Scene di vita quotidiana ed episodi comici
- Portano a compimento il passaggio da fotografico a filmico 1
Come mai al cinema si vede l’immagine in movimento e non a scatti? Perché il nostro
occhio non è così veloce e se le immagini scorrono a 24 fotogrammi al secondo, l’occhio umano
viene tradito e ne nasce un’illusione ottica.
George Méliès inizia la sua carriera come prestigiatore (molto abile nei trucchi di mani). Dopo il
rifiuto a venderglielo dei fratelli Lumiere, Melies acquista un cinematografo da Edison e inizia a
registrare il traffico cittadino.
Un giorno la sua cinepresa si inceppa e al posto di una carrozza compare un carro funebre: Méliès
capisce di poter far apparire e sparire le cose, un po’ come se fosse ancora un prestigiatore.
Film di Méliès:
- Escamotage d’un dame 1896
- Un homme de tetes 1898
- L’homme – orchestre 1900
- L’homme à la tete en caoutchoc 1901
- Viaggio nella Luna 1902 : film narrativo della durata di 15 minuti circa. Girato a 16 fotogrammi
al secondo. Racconta di un gruppo di maghi – scienziati che costruiscono una navicella e vanno
sulla luna dove si confrontano con gli abitanti lunari.
La scena della navicella che si schianta nell’occhio della Luna è tra le scene più famose del
cinema.
Caratteristiche dei film di Méliès:
- Staticità dovuta alla camera fissa
- Lavoro sul fondale: sfondi molto dettagliati e ricche sceneggiature
- Crea dei montaggi dentro l’inquadratura (all’interno di una stessa inquadratura, succedono
diversi episodi che si sviluppano su livelli diversi) di conseguenza le scene sono caotiche e
affollate
HUGO CABRET (2011) diretto da Martin Scorsese
Trama. Hugo Cabret è un orfano, genio della meccanica, che vive dentro la stazione di
Parigi dove tiene la manutenzione degli orologi. Grazie a Hugo Cabret e alla sua scoperta, un
vecchio automa costruito un tempo da Georges Méliès, quest’ultimo, regista ormai anziano e
caduto in disgrazia, ritrova alcune delle pellicole più famose che credeva perdute per sempre.
Analisi.
- Spesso le scene iniziali dei film ci forniscono delle chiavi di lettura che ci permettono di
analizzare il film.
In questo caso, il film inizia con la visione della stazione e Hugo Cabret che spia dall’interno di
un orologio attraverso uno dei numeri. Questo anticipa quanto scopriremo poi: il talento di
Hugo per la meccanica.
Un giocattolaio fa partire un topolino a carica: il gioco funziona attraverso un principio di
meccanica, e la meccanica fa parte della vita di Hugo Cabret. Probabilmente, potremmo
pensare che ci sia un legame che unisce il giocattolaio al protagonista; cosa che infatti, sis
copre guardando il film. 2
David Griffith è il regista americano del film Nascita di una nazione (1915) che segna la fine del
cinema primitivo e inaugura la fase del cinema classico (inizia il cinema narrativo). Il film racconta
la storia di due famiglie, una nordista e una sudista.
Nel frattempo in Italia, il cinema è ancora quello delle attrici di teatro che si improvvisano attrici
cinematografiche, come la Bertini o Eleonora Duse. Questo periodo italiano è definito il “cinema
delle divine”.
Più in generale, in Europa si affermano le avanguardie storiche (cubismo, surrealismo, futurismo,
ecc.) che oltre all’arte e alla letteratura invadono anche il cinema a partire dagli anni ’20.
Tra queste avanguardie ci fu quella sovietica, rappresentata da due grandi registi Vertov e
Eisenstein e due teorici Pudvokin e Kuleshov. Tutti questi protagonisti del cinema sovietico sono
d’accordo nel dire che l’essenza del cinema è il montaggio.
Per dimostrare l’importanza del montaggio, Kuleshov propone a una serie di spettatori tre
immagini in sequenze diverse; gli spettatori hanno reazioni diverse in base all’ordine delle
immagini mostrate, seppur siano sempre le stesse.
Eisenstein crede che l’essenza del cinema sia il montaggio e che l’essenza del montaggio sia
tagliare. Il cinema dà la possibilità di tagliare la figura umana attraverso i diversi tipi di piani (primo
piano, piano americano, mezzo busto, ecc.) e di conseguenza permette di focalizzare l’attenzione
su una parte ben precisa del corpo.
Questo concetto è dimostrabile nella scena della doccia del film Psycho di Hitchcock del 1960.
Mentre la donna viene fatta a pezzi e assassinata, il regista taglia il corpo della donna attraverso
diverse inquadrature che “tagliano” il corpo della donna. Non a caso, il regista non ci mostrerà più
per intero il corpo della donna una volta assassinata.
Per Eisenstein tagliare fa parte della natura dell’uomo; fin dalla preistoria si compiono sacrifici e
fin dalla nascita, quando viene tagliato il cordone ombelicale, il nostro corpo subisce dei tagli.
L’estetica del cinema viene colta dal regista quando usa consapevolmente le inquadrature per
sottolineare e mettere in risalto valori antropologici e culturali.
Il montaggio, fin dall’inizio, prevedeva tagliare e incollare le varie pellicole per comporre una
sequenza filmica.
Il cinema si basa sulle immagini in movimento e la proiezione; la dimensione visiva è naturalmente
fondamentale, ma molti non sanno che anche la dimensione manuale è altrettanto importante.
Per montare le sequenze, bisogna tagliare e incollare i vari fotogrammi; inoltre, la proiezione
filmica prende spunto dai teatri delle ombre, che venivano generate dalle mani.
LA CORAZZATA POTEMKIN (1925) diretto da Eisenstein
Film ambientato nel 1905, ma uscito nel 1925, 20° anniversario della Rivoluzione Russa.
Trama. I marinai russi della corazzata Potemkin si ribellano a causa del cibo avariato che sono
costretti a mangiare. Il loro ammutinamento causa la repressione da parte degli ufficiali. Il popolo
della città di Odessa si schiera dalla loro parte, ma questa azione costerà a loro cara; arriva
l’esercito e seda la rivolta e la presa di posizione della cittadina. 3
Struttura del film. Il film è suddiviso in 5 atti e ha una durata complessiva di 80 minuti circa.
Il lavoro di Eisenstein. Eisenstein è un vero e proprio filosofo dell’immagine; in tutto il film,
l’organizzazione delle immagini è costruita in modo da veicolare un significato.
Anche la durata delle scene non è casuale: la dilatazione del tempo sottolinea l’importanza della
scena e crea tensione o famigliarità dello spettatore nei confronti dei personaggi.
Inoltre, Eisenstein non utilizza attori professionisti, ma gente del popolo.
Analisi.
- Prima sequenza: un marinaio e il medico di bordo discutono riguardo alla carne avariata.
Il marinaio rappresenta tutti i suoi compagni, il medico rappresenta il potere, il comando. Gli
occhiali del medico ricorrono spesso in questa scena: vengono utilizzati per accertare la verità; ma
non la verità assoluta, ma quella filtrata o che comunque fa comodo al potere.
- Sequenza del ponte: i marinai sono convocati sul ponte dagli ufficiali.
Le file su cui si dispongono i mariani sono parallele alle due cannoniere (preannunciano la
ribellione); inoltre, per aumentare il senso di opposizione tra marinai e ufficiali, i primi sono tanti
e vestiti di bianco; gli ufficiali sono pochi e vestiti di nero.
Compare anche la figura del sacerdote: è rappresentato come una creatura infernale; questo
perché sta dalla parte del potere, non a caso è vestito anche lui di nero come gli ufficiali.
- Sequenza in cui vengono giustiziati i marinai: i marinai vengono fucilati sul ponte, ricoperti da un
telone (è più facile sparare a una persona se non al vedi in faccia). Uno di questi marinai, cade dal
ponte e rimane impigliato nelle corde, assumendo la posizione tipica di Cristo nelle varie
riproduzioni della Pietà. (assume il ruolo della vittima).
- Sequenza della scalinata di Odessa: arriva l’esercito a reprimere il popolo di Odessa che appoggi
ai marinai.
I soldati arrivano da “dietro”; non vengono mai inquadrati in faccia, perché rappresentano il
potere e il potere non ha volto.
Si avverte la contrapposizione tra popolo che scende in maniera disperata e confusionaria, e i
soldati, che scendono in modo ordinato.
Si colgono tre movimenti discendenti: i soldati, la carrozzina e la folla. E un solo movimento
ascendente: una madre con il figlio morto in braccio.
- Ultima sequenza: la notte sulla corrazzata passa molto lentamente; la mattina presto i marinai
sono in tumulto, si preparano a combattere.
Tra le ultime inquadrature c’è il primo piano della bocca del cannone, quando c’è un primo piano
e il soggetto è rivolto verso lo spettatore, significa che lo sto chiamando in causa. *
Il cinema di Eisenstein è un cinema politico; credeva che attraverso i film si sarebbe potuto
cambiare la percezione che gli uomini avevano del mondo.
* Interpellare lo spettatore, ossia chiamo in causa chi sta guardando il film
Esempio 1. Discorso del segente Hartman in Full metal Jacket “qui tu non piangerai, qui tu non
riderai..” parla ai soldati, ma guardando in camera si riferisce anche agli spettatori.
Esempio 2. Scena del bar in Shining, mentre Jack, ormai impazzito, parla da solo, guarda in
camera e richiama la nostra attenzione.
Esempio 3. La scena in auto nel film Fino all’ultimo respiro: il protagonista si gira verso il
passeggero, che non c’è, e parla con noi.
N.B. nel cinema classico, guardare in camera era considerato un errore molto grave. 4
Dziga Vertov è interessato all’intervallo tra un’immagine e l’altra. L’alternarsi delle immagini e gli
spazi vuoti, più o meno brevi, tra un’immagine e un’altra, creano il ritmo del montaggio.
Il surrealismo fu un’avanguardia pos