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Corso di pedagogia generale A (docente Anna Bondioli)

Informazioni generali

Frequentanti: esame orale

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La relazione educativa nella prima infanzia e a scuola

Quali sono le competenze e le capacità che dovrebbe coltivare un genitore o un insegnante che sono alla base della buona crescita. L’adulto ha il compito di governare i propri affetti, farlo consapevolmente e di usare questo aspetto in funzione della crescita dei bambini e degli studenti.

Pedagogia

La pedagogia si occupa dell’educazione con una portata più estesa rispetto alla didattica in senso stretto, della formazione della persona nella sua completezza. Il gruppo non è la somma dei singoli individui ma una sorta di entità con delle tendenze e caratteristiche; l’insegnante non ha a che fare con il singolo.

Programma per i frequentanti

  • A. Bondioli, D. Savio, Educare l’infanzia, Carocci: cap. 1,2,3
  • Salzeberger-Wittenberg I., G. Henry-Polacco, E. Osborne, L’esperienza emotiva nei processi di insegnamento e di apprendimento, Liguori (parte I, II, III)

Opzioni di studio

  • Opzione 1 -> L’importanza delle relazioni primarie.
  • Anna Freud ha creato un'istituzione per ospitare bambini orfani di guerra o che non potevano avere possibilità di essere accuditi. Questo luogo doveva aiutare la crescita dei bambini anche senza genitori. Anna per risalire a quelle che sono le cose fondamentali di una buona relazione educativa andò a vedere quali carenze i bambini avevano.

  • Opzione 2 -> Da Freud a Winnicott: la crescita del bambino e la madre sufficientemente buona (in fotocopia presso libreria in San fermo).
  • Freud descrive un gioco del suo nipotino (figlio della figlia Sofia) che si ripete nel tempo e vede nel gioco la relazione che il bambino ha con la madre. L’autore che ha messo in luce la relazione della crescita è Winnicott -> “il bambino senza madre non esiste”: il bambino ha bisogno di essere nutrito sia dal punto di vista fisico che psichico.

  • Opzione 3 -> Il ruolo dell’educatore.

Tema del corso

Dal punto di vista sia emotivo che mentale non siamo delle monadi, il comportamento di un individuo è collegato al comportamento di un altro in maniera così stretta che diventa difficile sapere quale è la forma dell’uno e dell’altro. Quello che viene fuori dalla relazione è unico, per esempio la madre cerca di conoscere il suo bambino per poter interagire meglio con lui e nello stesso tempo il bambino impara qualcosa.

In una concezione relazionale l’apprendimento è sempre cocostruito -> il modo con cui una persona insegna interagisce con le conoscenze dell’allievo. La relazione è uno scambio nel quale le persone sono ambedue implicate anche se non in maniera paritetica. Il processo di apprendimento è un processo di scambio nel quale c’è una modificazione di entrambi. L’IO è un essere sociale aperto ad un TU -> quello che siamo è in stretta relazione con le relazioni che abbiamo con gli altri in quanto ciò che noi diventiamo durante la vita è dovuto agli scambi e alle relazioni che noi abbiamo, sia che siano positive che negative. La persona è il prodotto degli stimoli che provengono dall’ambiente e dal modo in cui ciascuno di noi li rielabora personalmente.

Resilienza

Ci sono persone che in momenti molto dolorosi riescono a non farsi schiacciare e reagiscono mentre altre non riescono a reagire. In filosofia alcuni filosofi hanno criticato “il mito della mente isolata” -> mente che possiamo chiudere e non essere più influenzata dall’esterno, in effetti nella realtà l’idea della mente isolata non esiste.

Bateson e contesto

Bateson -> un ambiente ecologico è fatto dagli animali che lo abitano. Noi non riusciamo a capire quell’ambiente se non capiamo la relazione tra predatori e prede, ci sono continue modifiche in relazione a questo. Bateson individua la nozione di contesto -> una relazione è caratterizzata da un contesto che dà significato alla relazione stessa.

Psicanalisi

Ad un certo punto ha una svolta fondamentale, pur richiamandosi ai principali concetti di Freud passa da un fremo teorico pulsionale (tutti i meccanismi sono legati alle pulsioni) ad un approccio relazionale. Se comprendiamo cosa avviene nello sviluppo infantile abbiamo poi la possibilità di trasferire questo concetto anche nella relazione tra adulti.

Winnicot

Winnicot -> studia bambini orfani o che erano stati abbandonati, arriva alla conclusione che un bambino se entro una certa data riesce ad avere un sostituito materno può anche costruirsi una buona personalità ma quelli che hanno avuto un prolungato abbandono diventano poi psicotici e non riescono più a recuperare successivamente. L’interesse si sposta dall’adulto al bambino molto piccolo perché possiamo capire una serie di dinamiche vengono poi riportate durante il corso della vita.

Transfert

Transfert -> certe modalità di relazioni che il bambino ha con le figure importanti della sua vita non vengono cancellate nella crescita ma riemergono anche quando questa persona avrà altre relazioni.

Approccio relazionale in psicoanalisi

L’approccio relazionale ha un significato anche culturale, è un approccio che trova le sue basi anche nel pensiero filosofico e alcuni autori che si sono occupati di antropologia e psicologia in senso lato. Negli ultimi decenni psicanalisi e pedagogia si sono allontanate come orientamento, la psicanalisi si è orientata soprattutto in senso clinico (terapia che si basa sul metodo psicanalitico). All’inizio della diffusione del pensiero psicanalitico ci sono stati allievi di Freud che hanno utilizzato la psicanalisi per comprendere meglio le caratteristiche dell’infanzia -> non ne deriva solo come curare bambini sofferenti ma anche osservazioni su come si dovrebbero comportare gli educatori.

Infant observation

Il miglior modo per studiare la personalità è fare riferimento all’ambiente sociale del bambino. Per ambiente sociale si intende quello più ristretto cioè quello famigliare, studiare la personalità del bambino implica studiare le relazioni che il bambino ha compiuto negli anni più importanti della sua vita. Le scienze più attuali hanno dimostrato che i primi anni di vita, fin dalla nascita, sono fondamentali per la formazione del bambino.

Infant observation -> per diventare psicanalisti in Inghilterra è necessario aver osservato un bambino dalla nascita per due anni della sua vita, vivendo a stretto contatto con esso. Solo se si conoscono e capiscono le dinamiche che si instaurano tra le figure del bambino e gli educatori si capiscono le dinamiche che avvengono nella psiche del bambino. La prima infanzia e la primissima non sono uno sviluppo lineare perché una serie di eventi esterni possono far regredire il bambino a stadi di sviluppo precedenti -> dipende dall’ambiente in senso relazionale. Non va studiato il bambino singolo ma il bambino nella sua relazione con altre persone.

Relazioni tra bambino e caregiver

Winnicot -> “il bambino senza madre non esiste”: ha bisogno di cure sia fisiche che psichiche. La relazione tra bambino piccolo e caregiver (figura di riferimento, qualcuno che con funzioni materne si prende cura del bambino) si basa sul bisogno di relazione autonomo e indipendente, il bambino ha bisogno di avere un nutrimento relazionale. Il fuoco poi diventa l’adulto che ha dei compiti, deve sostenere lo sviluppo e la crescita, c’è un attenzione particolare in base a cosa fa nei confronti del bambino.

Diversi autori e le relazioni tra bambino ed educatore

  • Bowly -> ha definito il concetto di attaccamento: il primo legame che si crea tra il bambino e la figura di riferimento. Ha ripreso dei concetti che venivano dai dietologi (ad esempio Lorentz -> aveva studiato il comportamento degli animali per vedere cosa succedeva appena erano nati; scopre la tendenza naturale e immediata di seguire la prima figura di cura che hanno visto dopo la nascita per avere protezione). Bowly mette in evidenza alcuni aspetti: nella maggior parte dei casi la figura di riferimento è la madre naturale perché oltre a curare il bambino dal punto di vista fisico gli offre anche un ambiente relazionale, si mostra affettuosa per esempio durante i compiti quotidiani. Bowly dice che il bambino sceglie l’adulto che per lui è la figura di riferimento, il caregiver ha un ruolo fondamentale nella costruzione di un individuo che si basa sugli scambi relazionali che un bambino ha. [Una base sicura (libro) -> Bowly sostiene che se il bambino nei primi anni di vita ha avuto una base sicura poi trasferirà questo sentimento di un ambiente che non è ostile ecc, per tutto il corso della vita, è come se avesse costruito un nucleo interno di solidità che gli permetterà di affrontare il resto della vita.]
  • Bion -> sostiene che il bambino molto piccolo è in preda a pulsioni a cui non sa far fronte. Il bambino passa improvvisamente da stati di benessere a stati incontrollabili, i bisogni corporei diventano anche psichici: cerca di buttar fuori cose cattive o che tiene dentro, si trova in una condizione senza nome in quanto non ha ancora un idea di tempo e per questo vive sul presente, quindi se sta male per lui è terrificante perché percepisce una sensazione di angoscia che pensa non possa cambiare. Spesso la madre di fronte a queste situazioni si mostra capace di riconoscere le emozioni e i sentimenti del bambino e gliele restituisce “purificate”, in modo che il bambino le possa tollerare.
  • Winnicott -> quando il bambino guarda la madre vede se stesso, è come se la madre fosse uno specchio, nella faccia della madre vede riflesse delle emozioni. Il bambino si scopre nel modo in cui la madre si presenta al bambino.
  • Kohut -> sottolinea l’importanza dell’empatia nella relazione, la madre deve calarsi nei panni del bambino in modo che in maniera spontanea comprenda le esigenze del bambino e risponda adeguatamente.
  • Erikson -> ritiene che la fiducia di una persona nel mondo esterno, il fatto di sentire che la realtà non è nemica dipende fortemente dalla prima relazione con la madre, se si è creato un senso di fiducia nei confronti della madre il bambino sperimenterà un senso di fiducia nel mondo. Ritiene che il caregiver sia fondamentale per l’atteggiamento che l’individuo avrà in futuro. Erikson ha studiato anche la cultura degli Sioux e Urok; in esse si vede che in base a come i bambini vengono allevati fin da piccoli ne viene modificata la personalità e i valori. Negli Sioux per esempio viene inibita la tendenza aggressiva (il bambino viene allattato fino a 6 anni però nel momento in cui crescono i denti la mamma punisce il figlio se morde), l’aggressività che è stata contenuta è visibile poi in futuro, viene trasferita nei confronti dell’esterno (ha bisogno di esprimere l’aggressività che è stata trattenuta). Pur mantenendo certi concetti di base poi l’educazione intesa nel modo in cui le figure operative ha poi un influsso nella costruzione di una certa personalità. L’aggressività è un'energia.

Relazione educativa

Rapporto tra individui che è finalizzato a una trasformazione migliorativa. Nella relazione educativa c’è un'idea fondamentale -> la reazione non è univoca, anche chi è dall’altra parte in questa relazione si trasforma perché in qualche modo. Questo corso presenterà le caratteristiche della “buona relazione educativa” partendo dai primi scambi con il caregiver fino a considerare il rapporto allievo-insegnante a scuola. La dimensione affettiva e il controllo da parte dell’insegnante è fondamentale per avere una buona didattica.

La psicanalisi: un nuovo campo di interrogazione scientifica

Scoperta dell’infanzia

Tra fine ottocento e inizio novecento la psicanalisi fu considerata una scienza all’avanguardia anche per aver scoperto l’infanzia. Freud scopre l’infanzia e di come essa, seppur dimenticata, continui ad essere una spinta dei noi nostri comportamenti anche nel futuro. Freud scopre che il bambino e i suoi comportamenti e il modo con cui pensa sono completamente diversi da quelli dell’adulto. Il bambino non è un adulto in miniatura, non è un adulto senza esperienza ma è altro, alieno all’adulto.

Freud presenta un bambino che ha una soggettività molto forte, non è una tabula rasa emozionale ma nasce già con dei desideri, pulsioni, un'energia psichica che lo attraversa da pulsioni di vita e di aggressività. I ben pensanti non riescono ad accettare una visione del genere. Freud dice che il bambino ha una sua sessualità -> desiderio forte di relazione con altri, bisogno continuo di essere soddisfatti. La cultura occidentale ci fa pensare che il corpo e la mente siano due cose separate ma nel bambino sono la stessa cosa, sentire qualcosa fisicamente corrisponde ad un sentimento e modo di vedere.

Freud cura malattie non fisiche, in particolare le donne che manifestavano l’isteria o altri sintomi strani che per esempio non riuscivano ad uscire di casa oppure avevano dei mali alla gamba piuttosto che ad altre parti del corpo ma senza nessuna implicazione di tipo fisico. Freud invita queste pazienti a parlare e si rende conto che progressivamente e spontaneamente queste pazienti tendono a parlare sempre di più di fasi precedenti, fino ad arrivare all’infanzia -> il paziente può dire tutto ciò che gli viene in mente -> tecnica delle libere associazioni.

Freud scopre l’infanzia attraverso lo studio degli adulti e con il caso del piccolo Hans: il padre di Hans era un seguace di Freud, ad un certo punto questo bambino dice che lui ha una paura terribile di un cavallo al punto che non vuole più uscire di casa. Freud vuole capire perché Hans ha questa paura, non vuole dargli consigli e allora dice al padre di annotare su un diario le conversazioni che ha con il bambino, le fantasie che esprime, i giochi che fa, le paure di cui parla, i disegni. Attraverso queste annotazioni emergono i modi di sentire del bambino -> secondo Freud i bambini immaginano delle cose e delle fantasie che sono strettamente legate ai loro sentimenti (es. Hans è cosciente del fatto che il cavallo non possa entrare in casa ma manifesta in questo modo una paura). Scopre che il bambino ha dei sentimenti, delle emozioni, dei modi di vedere e di sentire, ha la capacità di ragionare ma quando è in preda di relazioni forti prevale la modalità fantastica rispetto a quella razionale (nel bambino prevale l’ES sull’IO). Quando scopre il modo di pensare degli adulti trova le stesse modalità che trova nei pochi bambini di cui si è occupato.

Scoperta dell’inconscio

Contemporaneamente all’aver notato che parlando progressivamente si ricordano avvenimenti e sentimenti del passato fino ad arrivare all’infanzia, Freud scopre l’inconscio.

Teoria dell’amnesia infantile -> con il diventare grandi molti dei sentimenti e dei modi di vedere infantili verranno considerati negativi dalla società e l’adulto li reprime. L’adulto secondo Freud dimentica certe modalità in quanto non le vuole più. Freud scopre che l’amnesia -> quel sentimento o modo di fare c’è ancora ma sono chiusi in una parte della psiche e noi cerchiamo di fare in modo che non escano per non creare dei danni, ogni tanto però essi possono uscire. Le emozioni, le azioni, ecc, si trovano nell’inconscio -> parte della psiche che non possiamo governare, conserva i ricordi passati dentro di noi mantenendoli esistenti anche se non ce ne rendiamo conto. La psicanalisi si basa sulla scoperta dell’infanzia e dell’inconscio.

Transfer

Viene quindi creato un nuovo metodo che si basa su un dialogo libero, attraverso il quale il paziente torna ad un passato dimenticato e che rimuove le esperienze più precoci. Transfer -> è un meccanismo per il quale un individuo tende a spostare schemi affettivi e pensieri relativi a relazioni significative del passato su una persona coinvolta in una relazione attuale, è fortemente connesso alle relazioni oggettuali (relazione emotiva con una figura che permette la soddisfazione di tipo sessuale) dell’infanzia.

Un particolare rapporto affettivo paziente-analista che è simile a quello tra il paziente e i genitori. Il passato viene rivissuto, rivisualizzato. Freud lo scopre con il caso di Dora che dopo essersi innamorata di lui abbandona la psicanalisi. È una dinamica inconscia -> ci porta a fare qualcosa senza esserne consapevoli (il passato viene vissuto nella figura dell’analista).

Secondo la psicanalisi emerge quindi una nuova immagine del bambino -> prima era visto come un piccolo adulto che viveva un pericolo da superare e la pedagogia era vista come ortopedia (alcuni corretti oggi la pensano ancora così), mentre per Freud il bambino è una figura aliena a quell’adulto.

Sessualità infantile

Freud parla della sessualità del bambino in 3 saggi che pubblica nel 1905. La sessualità adulta è un lago in cui confluiscono corsi d’acqua provenienti da organi diversi -> l’acqua è la libido: energia che ha natura fisica e psichica. Libido è un termine che appare per la prima volta nel 1894 e significa desiderio.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisademarie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale dell'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Bondioli Anna Maria.
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