Capitolo 1 (pedagogia)
Alla fine del Novecento, con il variare delle condizioni storico-politiche mondiali, si è avuta anche una crisi delle grandi ideologie filosofiche con un conseguenziale crollo della pedagogia che da esse traeva la sua forza. Così nasceva l’esigenza di una nuova teoria della formazione dell’uomo che fosse all’altezza del nuovo scenario storico.
La crisi della pedagogia in molti paesi ha portato alla sua frantumazione nelle scienze dell’educazione e in altri, come il nostro, alla ricerca di una più manifesta specificità. Si auspica la nascita di una pedagogia nuova, anche detta scienza della formazione, che assurge a livello di sapere scientifico come disciplina a sé stante e quindi, come tale, ha bisogno di ridefinire l’oggetto di indagine e il metodo per indagarlo.
Si potrebbe a questo punto affermare che l’oggetto della pedagogia sia l’uomo, ma in particolare è l’uomo studiato nell’ambito dell’educazione, che implica il processo formativo come sua parte integrante e per questo motivo deve essere personale, soggettivo, singolare, unico. Da ciò si evince che il vero oggetto specifico della nuova scienza della formazione è il processo formativo.
A questo punto bisogna definire il metodo per poter dimostrare che il processo formativo del soggetto è oggettivamente osservabile e modificabile. Il processo formativo è quel processo attraverso il quale l’uomo prende forma durante l’arco della sua vita, dalla nascita alla morte, e le discipline coinvolte e integrate in tale processo sono: la Pedagogia, la Sociologia, la Psicologia, l’Antropologia e la Biologia. In definitiva, possiamo dire che si tratta di un processo integrato e complesso comprendente gli spaccati delle diverse discipline, ciascuna interessata a studiare un ambito inerente l’uomo.
In tal modo, la Pedagogia scompare come disciplina autonoma e ogni tentativo di voler evidenziare la sua autonomia dal processo la rende una disciplina inutile e sterile. È necessario che essa trovi dalle scienze dell’educazione una propria identità disciplinare e che fondi il suo oggetto di studio su una metodologia scientifica.
Vanno messi in evidenza i limiti delle scienze dell’educazione: in primo luogo, in seguito al moderno sviluppo scientifico, si è assistito a una frammentazione dell’educazione in tante scienze distinte e si è innescato un processo di approfondimento e di specializzazione sempre maggiore di codeste, tanto da portare a una perdita delle relazioni tra le varie discipline, a scapito della scientificità che ha frantumato la realtà in seguito alla frammentazione della conoscenza.
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