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28/09/20 - Lezione 1

Professoressa: Cristina Coggi

Pedagogia sperimentale

La lezione sarà solo il lunedì alle 10, mentre le altre lezioni saranno tutte registrate e caricate su moodle.

1. Che cosa si studia in un corso di pedagogia sperimentale?

In un corso di Pedagogia Sperimentale si acquisiscono I METODI per condurre la ricerca empirica sui

problemi educativi.

Una ricerca in campo educativo si dice empirica quando il ricercatore, alla luce della letteratura,

costruisce conoscenze sulla base di osservazioni e misure a proposito di fenomeni rilevati in situazioni

concrete.

Quindi quando il ricercatore alla luce di concetti elaborati dalla letteratura, attività, misure ed elabora

un modo di costruire le conoscenze che può essere generalizzato e condiviso con altri diventando

punto di riferimento per altri ricercatori in quanto ci dice l’effetto di certi interventi. Se avessimo un

insegnante che emette in opera interventi didattici senza conoscerne l’efficacia diremmo che è un

innovatore ma non attento alla qualità degli interventi e all’efficacia.

2. Competenze attese

Per fare ricerca occorre:

• Saper porre domande di ricerca in ambito educativo-didattico.

• Saper individuare in letteratura (internet, biblioteca…) le ricerche empiriche su un tema di

interesse.

• Sintetizzare ricerche lette (un articolo può raccontare molti dettagli, bisogna saper cogliere i punti

fondamentali e le conclusioni importanti)

• Saper progettare e attuare ricerche empiriche in educazione;

• Saper costruire strumenti di misura per rilevare dei dati (interviste, check-list…) per avere dati

affidabili e arrivare a delle conclusioni

• Saper analizzare e interpretare i risultati

• Saper valutare e confrontare ricerche (affidabilità di esse)

3. Temi del corso

Queste competenze saranno raggiunte grazie ai temi del corso, si discuterà infatti in un primo

momento sul ruolo dell’insegnante, deve infatti essere aperto a fare ricerca ed essere in grado di

ipotizzare soluzioni diverse se il proprio metodo non è efficace. Saper fare ricerca è una competenza

richiesta in Europa per gli insegnanti. Bisogna quindi capire quali sono le ricerche che può fare

l’insegnante: Distinguiamo le ricerche qualitative e quantitative. Queste ultime ci inseriscono

gradualmente nel processo di ricerca aiutandoci a controllare i singoli momenti del fare ricerca perciò

molte lezioni saranno dedicate a queste.

La ricerca qualitativa è più complessa da gestire: ha delle fasi più complesse da attuare ma ne

parleremo. 1

Fasi della ricerca quantitativa:

a) Scelta di un tema e identificazione di un problema;

b) Quadro teorico e ricerca bibliografica;

c) Formulazione delle ipotesi;

d) Individuazione delle variabili (operazionalizzazione, classificazione, relazioni);

e) Scelta del piano di ricerca;

f) Scelta del campione;

g) Metodi per la rilevazione dei dati;

h) Tecniche di analisi statistica e trattamento delle informazioni;

i) Interpretazione e socializzazione dei risultati;

l) valutazione della ricerca svolta. La ricerca nella professionalità degli insegnanti.

Le fasi della ricerca qualitativa (ricerca etnografica, studio di caso, ricerca-azione). Esempi di ricerche empiriche

in educazione: analisi critica e progettazione

4. Come si costruiscono le competenze nel corso?

Seguendo presentazioni dei temi e dei problemi (lezioni, utilizzo sistematico di ppt e libro)

Esercizi seguendo lo sviluppo del corso verifica degli esercizi

Compiti riassuntivi

Discussione collettiva webex

Sintesi finale

5. Libri di testo: C. COGGI, P. RICCHIARDI, Progettare la ricerca empirica in educazione, Roma, Carocci,

2005.

Costruito in tre parti: i primi capitoli che costituiscono i cenni teorici, le fasi delle ricerche e gli

strumenti; la seconda parte sviluppa degli esercizi; nella terza parte ci sono le chiavi di correzioni.

Si impara un metodo di ricerca solo applicando via via le strategie occorrenti alle diverse fasi di pianificazione,

attuazione e verifica di una ricerca.

6. Verifica d’esame a distanza

A) ESONERO SCRITTO a fine corso CON UNA DOMANDA di progettazione di una ricerca quantitativa: la prova

richiede di pianificare una ricerca empirica in educazione di tipo quantitativo, su un argomento a scelta tra

alcuni assegnati (secondo passaggi espliciti: tema, scopo, problema, ipotesi, variabili…).

... Se superato l’esonero: PROVA ORALE

B) PER OGNI APPELLO:

ESONERO scritto: una settimana prima dell’appello:

la prova richiede di pianificare una ricerca empirica in educazione di tipo quantitativo su un argomento

a scelta tra alcuni assegnati (con fasi esplicite: tema, scopo, problema, ipotesi, variabili…).

Se superato l’esonero: PROVA ORALE agli appelli con domande su argomenti sviluppati nella teoria (es.

quadro teorico della ricerca, campionamento, piani d’esperimento, ipotesi e variabili, strumenti di

osservazione sistematica, questionari, interviste, scale, analisi dei risultati, …), evidenziando la capacità

di applicazione degli stessi, con linguaggio rigoroso e capacità critica. 2

Quando saranno ripristinati tutti gli esami in presenza:

Prova scritta di Pedagogia Sperimentale: 1 domanda che richiede di progettare una ricerca partendo da un

argomento scelto tra più temi assegnati, 3 domande a risposta aperta (brevi saggi) sui temi del programma

(testo)

L’esame di Pedagogia Sperimentale si potrà sostenere solo dopo aver terminato il laboratorio. Il risultato farà

media con la prova orale di docimologia (a cui verrà aggiunto il punteggio di laboratorio): (voto di pedagogia

sperimentale + punteggio laboratorio di sperimentale (0-1) + voto di docimologia) /2

Per approfondimenti ed esemplificazioni si può consultare (facoltativo):

• R. TRINCHERO, Manuale di ricerca educativa(cap. III-IV-V), Milano, F. Angeli, 2002.

• A. MANTOVANI (a cura di), La ricerca sul in educazione: i metodi qualitativi, Milano, Bruno

Mondadori, 1998.

7. QUESTIONARIO D’INGRESSO: compilare per riflettere sulle competenze in ingresso (si trova sulla

pagina del corso su e-learning)

Perché partiamo con un questionario anche se non conosciamo la materia? Questo perché i nostri

studi ci hanno già dato nozioni sulla materia, è importante infatti connettere le conoscenze del passato

con quelle nuove, riflettere su ciò che già sappiamo. Guardiamo le domande per orientarci:

1. Elenca una serie di domande a cui si potrebbe rispondere conducendo ricerche sul campo in

ambito educativo-didattico. → Esempi: - Quali sono le metodologie più utilizzate a scuola? Si

potrebbe partire da un questionario aperto da sottoporre alle insegnanti, un es. sono le invalsi che

fanno questo tipo di ricerca: infatti si chiede agli insegnanti con che metodo valutano le prove degli

alunni.

- Nell’insegnare il problem solving: è efficace il cooperative learning per trovare una soluzione ad

un problema matematico? Si ottengono migliori risultati rispetto al metodo tradizionale?

- Oppure una ricerca di tipo comparativo: una data metodologia utilizzata in una nazione diversa

dall’Italia è efficace nel nostro paese? Si può rispondere con una ricerca sul campo

- Il movimento è efficace nell’ottenere nei bambini più attenzione/concentrazione? Si può fare un

laboratorio di movimento e vedere se incrementa la concentrazione

2. Sintetizza un esempio di ricerca empirica che hai letto, basata su dati raccolti nelle scuole o in altri

contesti educativi. → ricerca nel quale si evidenza che i bambini con classe sociale medio-bassa

hanno meno aspirazioni scolastiche, meno attese di riuscita…

3. È utile per un insegnante saper leggere e condurre ricerche empiriche in ambito

didattico-educativo o partecipare alle stesse? Perché? → Importante perché la realtà scolastica è in

continuo mutamento, è importante avere quindi strumenti di osservazione per riuscire a

intervenire in modo coerente con le richieste e le modalità efficaci rispetto ad un determinato

periodo storico. È anche vero che non tutte le possibili innovazioni valgano in qualunque paese.

4. Prova a descrivere una ricerca che ti piacerebbe svolgere a scuola.

5. Hai mai condotto delle ricerche in ambito educativo o didattico? Se sì, descrivi.

6. Individua in rete una ricerca sull’efficacia del gioco per l’apprendimento. Riporta la citazione

bibliografica e la sintesi della ricerca. 3

7. Commenta i seguenti dati, rilevati con prove strutturate, per valutare gli effetti di un intervento

sperimentale di recupero dei processi cognitivi, lingua e matematica, su un campione di 1000

bambini.

Lezione 2

LE FORME DI RICERCA IN EDUCAZIONE

In questa seconda lezione sottolineeremo il fatto che si può parlare di ricerca in educazione, anche quando non

si svolge ricerca empirica, ma, per esempio, si svolge ricerca di tipo storico. Poi, inizieremo a concentrarci sulla

ricerca empirica: vedremo che potremo svolgerla per scopi diversi e cominceremo a distinguere diversi tipi di

ricerca che si possono incontrare, quindi impareremo a classificare diverse forme di ricerca empirica.

Vedremo in particolare che è possibile classificare le ricerche empiriche in:

• Osservative

• Con intervento

• Quantitative

• Qualitative

La ricerca in educazione

Innanzitutto sottolineiamo che la parola “ricerca”, a proposito di problemi educativo-didattici, vale a dire “quel

processo che porta con metodo rigoroso a costruire nuove conoscenze il più possibile affidabili”.

Bene, questo processo può essere realizzato con vari metodi dai pedagogisti e quindi può dare origine a

informazioni, conoscenze, di tipo diverso.

Diverse forme di ricerca in educazione

A. I pedagogisti generali adottano un metodo per costruire le conoscenze di tipo teoretico-argomentativo:

essi vogliono sviluppare delle teorie e dei modelli, argomentando in modo logico a partire dalle

premesse. (Forma TEORETICO-ARGOMENTATIVA)

B. Un’altra forma di costruzione delle conoscenze che usano gli storici della pedagogia: essi studiano

come evolvono le pratiche educative nel tempo, i modelli istituzionali, studiando cronologicamente

questa evoluzione. (Forma STORICA)

C. I comparativisti, (chi fa ricerca comparativa), tendono a svolgere un’analisi parallela di fenomeni

culturali propri di ambiti sociali differenti, per cogliere somiglianze e differenze, per esempio, di sistemi

educativi diversi. (Forma COMPARATIVA)

➔ Tutti questi studiosi svolgono ricerca ma svolgono ricerca con metodi diversi.

D. Chi svolge ricerca empirica, descrittivo-sperimentale, invece, svolge una ricerca a partire dalla

rilevazione di dati in un contesto concreto. (Forma EMPIRICA)

Esempi di ricerche con metodi diversi

Leggiamo insieme qualche stralcio di ricerche condotte con metodi diversi a proposito del gioco:

A. “Il gioco simbolico è rilevante per lo sviluppo linguistico e sociale, infatti richiede l’attribuzione di ruoli

e la comunicazione tra pari”.

B. “Il gioco è stato studiato da Piaget (1945) che ha connesso il gioco agli stadi di sviluppo,

successivamente da Bruner, Huizinga, Vygotsky, Erikson (1950) secondo approcci teorici diversi. 4

C. Una ricerca sul gioco in diversi continenti ha mostrato che gran parte dei giochi trasmessi nelle varie

culture sono imitazioni di attività sociali.

D. Una ricerca svolta nella scuola dell’infanzia mette in luce le differenze di genere che compaiono nel

gioco: il 97% dei maschi tra i 3 e i 4 anni predilige le macchinine e i trenini; i maschi nella scuola

primaria preferiscono giocare con le carte collezionabili e con i videogiochi, mentre le bambine si

intrattengono con le Winx”.

Leggendo le ricerche riportate, avrete identificato le categorie di appartenenza.

- La prima è stralciata da una ricerca di natura teoretico eretica-argomentativo di pedagogia generale sul

gioco.

- Il secondo studia l’evoluzione del gioco nel tempo, quindi è di natura storica.

- Il terzo asserto deriva da uno studio comparato tra i diversi modelli di gioco nei diversi paesi.

- La quarta ricerca è di natura empirica e ha rilevato con osservazioni sistematiche le scelte di gioco dei

bambini alle diverse età.

Esercizio 1

Veniamo ora a fare un piccolo esercizio, vi chiedo di rispondere alla seguente domanda:

QUALE DELLE SEGUENTI è UNA SINTESI DI UNA RICERCA EMPIRICA?

1. Dewey nacque nel 1859 nel Vermont, ha profondamente segnato la cultura filosofica e pedagogica del

nostro tempo. Ha avuto un’ampia produzione: un’opera nota è “Democrazia ed educazione”.

2. Uno studio sui bambini con disturbi di apprendimento ha messo in luce che nelle scuole piemontesi i

bambini con dislessia sono il 3%.

3. Una psicologa dello sviluppo ha dichiarato che sono molto a rischio gli adolescenti che navigano

indiscriminatamente su Internet, in quanto sembra che siano frequenti i comportamenti di

cyberbullismo e le proposte di carattere sessuale.

L’esempio di ricerca empirica è ovviamente costituito dall’esempio due. Il primo caso è una ricerca storica, il

terzo è un’informazione di tipo divulgativo non certo una ricerca formalmente condotta.

LA RICERCA EMPIRICA IN EDUCAZIONE E DIDATTICA

Veniamo ora a concentrarci sulla ricerca empirica in educazione e in didattica. Innanzitutto ci soffermeremo

sulle intenzioni che può avere il ricercatore che intende attivare una ricerca empirica in un contesto educativo

o a scuola.

Trattiamo quindi degli scopi che possono avere le ricerche empiriche: a seconda di come le organizziamo

possiamo conseguire degli scopi differenti.

Diversi possibili scopi

La ricerca empirica può proporsi diverse possibili intenzioni, diversi possibili scopi: a seconda degli scopi si

realizzeranno processi di ricerca differenti.

- Per esempio, un ricercatore può proporsi di descrivere dei fenomeni educativi: studiare nel tempo qual è

l’andamento degli affidi famigliari in una data regione per bambini dell’età della scuola dell’infanzia.

(Descrivere fenomeni educativi) 5

- Può proporsi invece di verificare l’efficacia di un intervento di riallineamento in ingresso delle conoscenze o

in matematica degli studenti universitari di un dato corso di laurea, utilizzando un intervento di tutoraggio in

presenza. (Verificare l’efficacia)

- Può essere interessato a verificare le cause del ritardo negli apprendimenti di bambini della scuola

dell’infanzia in un dato contesto territoriale. (Identificare le cause)

- Può essere interessato a valutare dei prodotti, per esempio dei software per l’apprendimento della

letto-scrittura. Oppure può essere interessato a condurre ricerca di valutazione di sistemi complessi, come

possono essere gli istituti scolastici, e quindi realizzare un sistema valutativo che consenta il confronto della

qualità dell’offerta formativa, della gestione delle scuole e dei risultati che tali istituti ottengono. (Valutare

prodotti o sistemi complessi)

- Può essere interessato a risolvere dei problemi per es. delle difficoltà di orientamento di studenti della

scuola secondaria di primo grado e avere quindi la necessità di verificare se un intervento centrato su una

maggiore informazione data ai ragazzi e su uno sviluppo delle capacità di conoscenza delle attitudini, risolve

il problema della cattiva scelta della scuola secondaria di 1 grado individuata in un dato contesto. (Risolvere

problemi)

- Può essere interessato a studiare soggetti singoli, per esempio il grado di inclusione di bambini con

caratteristiche tipiche o il grado di inclusione di casi di bambini down, autistici nella scuola dell’infanzia o

nella scuola primaria. (Studiare soggetti singoli)

- Può essere interessato a studiare invece le caratteristiche che ha una data cultura di un sottogruppo a

proposito di aspetti educativi: lo stile educativo dei genitori presso comunità armene piuttosto che turche o

in altri contesti. (Cogliere la rete dei significati)

→ Tutti questi scopi danno origine a forme di ricerca basate su dati e quindi rilevate sul campo, ma in forme

differenti.

Se cercate in letteratura potete trovare diversi tipi di ricerche empiriche:

Per esempio, ricerche che descrivono fenomeni educativi sono ricerche che illustrano fenomeni dell’insuccesso

scolastico a Torino e approfondiscono differenze tra bambini italiani e non autoctoni di 1 o 2 generazione,

evidenziano differenze di genere a proposito per esempio dell’apprendimento di materie diverse. Le indagini

dell’Invalsi sugli apprendimenti della lettura, della matematica e delle scienze, hanno finalità di tipo descrittivo.

Possiamo invece trovare in letteratura interventi finalizzati a studiare l’efficacia di progetti, di azioni didattiche

innovative. Per es. ricerche per valutare l’efficacia di interventi di recupero scolastico come il “Provaci Ancora

Sam”, oppure interventi finalizzati a verificare l’efficacia di un approccio ludico all’apprendimento per

incrementare la motivazione dei bambini.

Possiamo trovare tra le ricerche pubblicate degli studi che hanno come scopo identificare le cause di un

fenomeno: per esempio le ricerche che individuano i fattori di rischio che provocano l’insuccesso scolastico nei

bambini migrati; possono essere studi che individuano nella povertà, nelle differenze linguistiche, negli stili

educativi (quindi nella povertà educativa), una serie di fattori che si connettono poi ad esiti insufficienti a

scuola. 6

Possiamo trovare ricerche che invece comparano software o libri di testo e quindi mettono a punto dei sistemi

per valutare dei prodotti - per esempio - per il recupero di abilità in matematica e in lettura e ne apprezzano

diversi aspetti di qualità consentendo di fare un bilancio della qualità dei prodotti - per esempio - in commercio

in un dato periodo (Valutare prodotti o sistemi complessi).

Possiamo trovare delle ricerche che sono final

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.filia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sperimentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Coggi Cristina.
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