Introduzione
Potere giuridico, potere politico, potere economico
Potere giuridico
Potere di produrre un effetto giuridico (sorgere in capo a qualcuno di diritti, obblighi o doveri) di un soggetto A verso un soggetto B, secondo delle norme che attribuiscono poteri e norme che attribuiscono il potere di attribuire poteri. L’esercizio del potere è:
- Libero (esercitare o meno il potere secondo la propria volontà);
- Doveroso (obbligo di esercizio del potere).
Il potere giuridico presuppone l’esistenza di un apparato militare che eserciti la forza nel caso qualcuno si rifiuti di obbedire all’atto di esercizio del potere.
Potere economico
Presuppone una proprietà (chiunque ha qualche proprietà dispone di tanto potere economico quanta è la proporzione di proprietà che possiede). La proprietà privata (regolata dal diritto privato), fa sì che il potere economico presupponga il potere giuridico nella regolamentazione sia della proprietà privata, ma anche nei contratti che i proprietari stipulano (Art. 41 Cost.: iniziativa economica privata è libera). Il potere giuridico è la conditio sine qua non (condizione necessaria) per il potere economico e non la conditio per quam.
Potere politico
Potere di imporre decisioni alla collettività. Obiettivo del potere politico è quello di giungere a decisioni libere che vincolano la collettività. Hanno potere politico i partiti, i sindacati ecc. Il potere politico si manifesta attraverso il potere giuridico, che ne diviene conditio per quam (necessità delle elezioni, conquistare la maggioranza dei seggi parlamentari ecc.).
Distinzione tra sistema politico e forma di governo
- Sistema politico: comprende gli innumerevoli soggetti individuali e collettivi che partecipano alla vita politica.
- Forma di governo: la struttura fondamentale che individua gli organi costituzionali politici che stanno al vertice dello Stato.
Rapporto tra potere economico e potere politico
Per la Costituzione il potere politico deve comandare su quello economico, ma la realtà attuale mostra come sia il potere finanziario (legato alla globalizzazione) che sostiene le pretese di libertà del potere economico.
Capitolo 1: Lo Stato come ente monopolizzatore della forza
Due significati della parola "Stato"
- Insieme costituito da un popolo residente su un determinato territorio e governato da un apparato centralizzato (Stato-società o Stato-ordinamento), significato che comprende lo Stato-soggetto insieme alla società.
- Organizzazione (apparato) centrale che dirige e governa la società (Stato-soggetto o Stato-governo).
Stato inteso come ente unitario (cioè non semplice ma composto di molte parti connesse nel raggiungere un risultato unitario).
Caratteristiche dello Stato
- Monopolio della forza: Possiede il monopolio della forza: dispone di uomini e armi e limita/permette ad altri soggetti di far uso della violenza nel suo territorio (es. Art. 315 c.c. potestà genitoriale sui figli minori). Questa caratteristica è esclusiva dello Stato.
- Sovranità: lo Stato ha un potere di comando superiore ad ogni altro soggetto entro un determinato territorio. Il termine sovranità viene riferito a diversi ambiti (es. Art.1 Cost.” la sovranità appartiene al popolo” nel senso che entro lo Stato rappresenta quella parte che decide con maggior potere / Art.7 Cost.”Lo Stato e la Chiesa sono, nel proprio ordine, indipendenti e sovrani” nel senso che la Chiesa si riconosce e viene riconosciuta come sovrana rispetto alle cose di Dio ma non dispone della forza armata). Sovranità dello Stato però non indica arbitrarietà del potere statale, che rimane limitato dalla Costituzione, ma è un sinonimo di monopolio della forza.
- Indipendenza dello Stato: come assenza di subordinazione rispetto agli altri Stati. Si esprime attraverso l’impossibilità di usare la violenza all'interno di altri Stati e contemporaneamente come esclusione della forza di ogni altro Stato nei propri confini.
- Territorialità: lo Stato, per esistere, deve avere un suo territorio rigorosamente delimitato e separato da quello di ogni altro Stato. Vi sono, oltre allo Stato, anche degli altri enti territoriali, ai quali viene riconosciuto il diritto e il potere di difendere il proprio territorio, e in Italia tali enti sono le Regioni, le Province e i Comuni. I confini delimitano la terraferma, ma anche qualsiasi dimensione dello spazio intorno (es. la sovranità si estende nello spazio atmosferico fin dove è presente ossigeno ma non si estende allo spazio superiore Art.3 cod.nav.) / l’istituto del mare territoriale fissato in 12 miglia marina dalla costa Art.2 cod.nav.). Esistono però delle disuguaglianze tra Stati (superficie, ricchezza, potenza militare ecc.) che creano distinzioni tra Stati. Uno Stato però per quanto debole e dipendente da un altro, mantiene la sua sovranità e indipendenza nel suo territorio.
- Originarietà: per cui lo Stato deriva i suoi poteri da nessun altro, ma solo da se stesso. Lo Stato però non è il solo ente originario (ma il solo che dispone del monopolio della forza) es. Chiesa cattolica (Art.7 Cost.) poiché si ritiene sovrana nelle questioni di Dio e al suo fondamento non vi è lo Stato. Si chiamano enti derivati, quei soggetti che hanno potere in quanto un altro soggetto lo ha ad essi attribuito. Esiste una differenza tra soggetti con potere coercitivo (enti autoritativi come le Regioni, Province e Comuni) e soggetti privi di tale qualità. Ulteriore distinzione avviene con gli enti autonomi (godono di un qualche potere indipendente rispetto allo Stato es. autonomia tributaria, normativa, amministrativa). Categoria fondamentale è l’autonomia privata, tipica dei privati che possono regolare i propri interessi entro i larghi confini della legge statale e agiscono nella sfera del lecito (lo Stato delimita in negativo i poteri dei privati, prescrivendo cosa essi non possono fare) a differenza dei soggetti pubblici che agiscono nella sfera del legittimo (vengono delimitati in positivo i loro poteri, prescrivendo cosa possono fare).
- Stato in quanto ente necessario: lo Stato è un ente necessario, al quale si appartiene o non appartiene per volontà dello stesso ente e non per volontà dei singoli. Ente volontario è invece un soggetto collettivo al quale si decide liberamente di appartenere o non appartenere. Sulla condizione di cittadino (legge 91/92) Il cittadino italiano (che è anche cittadino europeo vista l’adesione dello Stato all’UE) va incontro a vantaggi e svantaggi legati allo status. Status: situazione per cui un soggetto riveste una particolare qualità, con il presupposto di molteplici diritti e doveri. Lo Stato è un ente necessario poiché lo status di cittadino si acquista o si perde in base alla legge dello stesso Stato. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio e di rientrarvi (Art.16 Cost. “libertà di espatrio”). Sulla condizione di straniero (Art.10 Cost.”condizione giuridica dello straniero”). Tutti gli Stati distinguono tra cittadini (nella maggior parte residenti) e stranieri. Lo straniero non può entrare liberamente nel territorio italiano.
- Estradizione: Attiva: richiesta ad altri Stati di consegna materiale del cittadino. Passiva: quando lo Stato riceve richieste di estradizione dal suo territorio. Diritto d’Asilo: lo straniero non ha diritto garantito di entrare/restare nel territorio, salvo casi previsti dalla Costituzione (Art.10).
- Stato in quanto ente rappresentativo: lo Stato è l’ente rappresentativo di tutta la comunità ed è il solo che ne ha il diritto e il potere.
- Stato in quanto apparato: nel senso che lo Stato è un insieme ordinato e stabile di uomini che esercitano una serie di compiti seguendo obiettivi di un programma generale e unitario. L’apparato statale è detto professionale perché gli uomini che ne fanno parte lavorano esclusivamente dentro l’apparato, componendo la burocrazia. L’attività viene divisa in apparati minori con compiti specifici, seguendo un processo di razionalizzazione seguendo perciò il miglior risultato (es. maggior profitto) a discapito, a volte, della razionalità.
- Principio di gerarchia: la gerarchia è quel principio organizzativo per cui entro l’apparato esistono superiori e inferiori e tutti sono posti su una scala gerarchica (la scala si concretizza in maniera diversa da apparato ad apparato).
Sul segreto
- Caratteristica dell’apparato statale è la segretezza del suo agire.
- Segreto qualificato: obbligatoriamente mantenuto da coloro che vengono a conoscenza di notizie/fatti che devono rimanere segreti, si divide in:
- Segreto di Stato: in riferimento a segreti che se divulgati possono mettere in pericolo la sicurezza dello Stato.
- Segreto di Ufficio: in riferimento a notizie apprese da pubblici ufficiali a causa del loro ufficio.
- Segreto del processo penale: in riferimento a fatti legati ad un processo penale.
- Segreto semplice: segreto riferito a tutte le unità amministrative che limitano all’esterno solo quello obbligatorio per legge (legge n.24 del 1990 che garantisce a chiunque abbia interesse di conoscere i documenti della p.a).
Separatezza dell’apparato statale
- L’apparato si autogoverna escludendo soggetti estranei.
- Ammissione di nuovi membri mediante concorso pubblico (organizzato dallo Stato);
- Controlli sulle le persone e i loro atti da parte di apparati minori facenti parte dello Stato;
- Le sanzioni per le persone dell'apparato vengono comminate da soggetti dello stesso apparato.
Opposta alla separatezza vi è il fatto che i dirigenti massimi dell’apparato statale, negli Stati democratici, vengono eletti al corpo elettorale, ovvero dal popolo.
Legalità dello Stato
Ogni potere dello Stato deve fondarsi sulla legge del Parlamento.
Capitolo 2: Stato e società
Storicità dello Stato
Lo Stato non è sempre esistito ed è anzi nato in tempi recenti.
Società primitive
In genere nelle società ristrette il potere apparteneva a singoli individui o a una famiglia, senza mai costituire un apparato stabile e organizzato.
Società feudale
Ogni feudatario (legato da rapporti personali con il re al quale giurava fedeltà in cambio di protezione) disponeva di una propria forza armata, per cui nella società feudale nessun soggetto possiede il monopolio della forza. A seguito dell’azione unificatrice dei sovrani “illuminati”, la società feudale scompare, in favore di monarchie assolute dove il monopolio della forza viene preso da apparati centralizzati. Nelle monarchie assolute vige l'impersonalità del potere, non più legato alla figura del sovrano ma alla “corona”, la quale ha bisogno di un apparato burocratico professionale che la circondi. Infine, scompare l’esercito feudale con la nascita di un esercito permanente. Lo Stato sorto è strettamente legato al modo di produzione capitalistico e alla borghesia. La borghesia è infatti portatrice di un nuovo modo di produzione, basato sulla concorrenza tra privati e sulla separazione tra mezzi di produzione e lavoratori. La distinzione tra potere politico e economico porta inoltre alla nascita della scienza della politica e della scienza dell’economia, e porta la politica a modellarsi sui rapidi cambiamenti dell’economia. Allo Stato quindi si affianca la produzione capitalistica (promossa dai borghesi). Il modo di produzione capitalistico separa i singoli produttori l’uno dall’altro, producendo separatamente; inoltre separa i lavoratori dai mezzi di produzione, il che li porta a vendere la loro forza-lavoro per vivere e infine il capitalismo tende a mercificare tutto, dando un valore agli uomini e a ciò che fanno. Gli unici liberi sono i proprietari (borghesi), che fondano la loro libertà nella proprietà privata e sulla concorrenza. Tale concorrenza però necessita di un mercato e di conseguenza dello Stato, il quale però deve restare fuori dalla società (e dal mercato, teoria liberista).
Lo Stato liberale
Che ha governato nell'Ottocento, è oggi fallito:
- La libertà e indipendenza dei cittadini si fondava sulla proprietà, e essendoci non-proprietari essi erano non liberi e non indipendenti;
- La concorrenza (posta alla base dei rapporti) viene soppiantata dalle concentrazioni monopolistiche, che lo Stato deve necessariamente normare e coordinare;
- Ne consegue un intervento dello Stato nella società.
Le risposte alla crisi dello Stato liberale tendono a distruggere la separatezza tra Stato e società sfociando in due teorie opposte:
- Il fascismo, con l’assorbimento della società nello Stato, dove le articolazioni della società (famiglia, associazioni ecc.) divengono parte dello Stato insieme al partito e ai sindacati;
- Il comunismo, che presuppone invece la distruzione dello Stato all’interno della società, a seguito della scomparsa delle classi, frutto della rivoluzione del proletariato nei confronti dei capitalisti;
- La risposta, oggi dominante, è invece la tendenza pluralistica.
Lo Stato democratico-pluralista (o sociale)
Si preoccupa del benessere dei cittadini e corregge le disuguaglianze del mercato, sottraendo allo stesso alcuni servizi sociali (es. scuola, sanità, assistenza ecc.). Il pluralismo inoltre riconosce legittimità e potere ai gruppi organizzati, limitando sia l’individualismo che la concorrenza tra privati, che diviene concorrenza tra gruppi. Lo Stato quindi diviene mediatore tra i diversi gruppi e non più garante esterno della lotta di concorrenza.
Due tipi di pluralismo
- Pluralismo conflittuale: dove i vari gruppi sociali sono in concorrenza tra di loro e dove lo Stato interviene per impedire il predominio dei gruppi più potenti (es. in USA, UK);
- Pluralismo organico: dove i gruppi sociali sono in condizione di cooperazione e collaborazione in nome del bene comune e dove lo Stato diviene incarnazione di questo tutto organico.
Capitolo 3: I rapporti tra gli Stati
È inevitabile che gli Stati abbiano dei rapporti tra di loro. L’insieme delle regole che disciplinano i rapporti tra gli Stati si chiama diritto internazionale. Principio fondamentale dell’ordinamento internazionale è che di esso fanno parte tutti gli Stati esistenti (anche quelli non riconosciuti da un altro Stato/Stati).
Caratteristiche dell'ordinamento internazionale
- Solo gli Stati fanno parte del diritto internazionale e non ne fanno parte soggetti interni ai singoli Stati, perciò lo Stato monopolizza i rapporti con gli altri. Quando lo Stato contrae obblighi verso altri, devono seguirli secondo il principio “pacta sunt servanda” (gli accordi vanno rispettati). Finché però lo Stato con un suo atto non fa propri verso l’interno questi obblighi internazionali ai cittadini, questi non sono obbligati.
- Altre volte è lo Stato che stabilisce che le norme di diritto internazionale siano immediatamente vigenti al suo interno. Così l’art.10 della Costituzione dice che “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Così l’art.117 stabilisce che tutte le leggi debbono essere conformi agli obblighi internazionali.
- I fatti normativi (legittimati a creare norme obbligatorie nei rapporti tra gli Stati) sono solo di due tipi:
- Consuetudini: regole che si ricavano da comportamenti costanti;
- Trattati: accordi volontari tra due o più Stati.
- Altra caratteristica dell’ord. int. è il fatto che esso è un ordinamento paritario senza un'autorità sovraordinata ai singoli membri di esso.
L'ONU
Costituita nel 1945 dagli Stati che avevano combattuto e vinto la seconda guerra mondiale, è un’organizzazione internazionale aperta all’adesione di altri Stati.
Principali organi dell'ONU
- Consiglio di sicurezza: composto da 15 membri (di cui 5 membri di diritto con potere di veto su ogni decisione). Il Consiglio è competente a decidere su tutte le questioni che riguardano la pace tra gli Stati e può adottare le misure che ritiene più opportune per prevenire o ristabilire la pace.
- Assemblea Generale: composta da tutti gli Stati aderenti con voto uguale, ha una competenza generale ma le sue deliberazioni non sono vincolanti nei confronti degli Stati.
- Segretario Generale: l’organo responsabile della attuazione delle decisioni dell’ONU.
Altre organizzazioni internazionali
- Fondo monetario internazionale: ha lo scopo di impedire o ridurre squilibri nelle bilance dei pagamenti tra gli Stati aderenti. Bilancia dei pagamenti: insieme delle entrate e delle uscite in denaro di un paese nei confronti di un altro paese. La bilancia commerciale è una parte della bilancia di pagamento che misura le importazioni e le esportazioni di merci.
- Organizzazione mondiale del commercio: il suo scopo è quello di favorire il commercio internazionale, per le merci e per i servizi.
- Consiglio d’Europa: organizzazione con lo scopo di conseguire una più stretta unione fra i suoi membri. Il suo risultato più importante è l’approvazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
- NATO: mediante il patto alcuni Stati del Nord America e dell’Europa si sono impegnati a coordinare le loro politiche militari e a darsi reciproco aiuto.
Capitolo 4: L’Unione Europea
Storia dell'Unione Europea
- 1951: istituita la CECA da sei paesi membri (Benelux, Francia, Italia, Germania Ovest) - Trattato di Parigi.
- 1957: istituiti CEE e Euratom - Trattati di Roma.
- 1967: vengono unificate le tre comunità - Trattato di fusione.
- 1992: istituita l’UE che comprende (e non sostituisce) le tre comunità.
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