Anatomia anno accademico 2018/2019
Il termine anatomia deriva dal greco ana-tomè e significa separare tagliando.
Terminologia
La differenza tra sistemi e apparati è stata abolita, adesso si parla solo di sistemi. Un sistema è un insieme di organi che svolgono la stessa funzione, questi organi hanno la stessa origine embriologica. Con il termine tessuto si indica un insieme di cellule con la stessa funzione e stessa morfologia.
Organo o viscero: di un organo è fondamentale descrivere la morfologia, la posizione, il rapporto e le connessioni con gli organi vicini. Gli organi si differenziano in cavi e pieni. Gli organi cavi sono caratterizzati da una parete che delimita un lume. La parete si divide in tonaca mucosa o intima, sottomucosa, muscolare o media, avventizia o sierosa. Nello stesso strato le cellule possono appartenere a tessuti diversi, ma svolgono la stessa funzione. Gli organi pieni non hanno cavità interne e si distinguono in parenchima (cellule funzionali), stroma (elemento strutturale e trofico, con cellule connettivali) e capsula (struttura di rivestimento).
Piani di sezione
La posizione degli organi nel corpo viene individuata grazie alla presenza di piani di sezione quali i piani frontale, sagittale e trasversale. La posizione standard del corpo è con il corpo eretto, arti in estensione, mani aperte e rivolte con i palmi verso l'avanti; tale posizione è detta posizione anatomica.
- Piano frontale: piano verticale passante per le spalle che divide le porzioni anteriore o ventrale e posteriore o dorsale. In base alla distanza dalla radice dell'arto una porzione è prossimale o distale.
- Piano sagittale medio: piano verticale corrispondente al piano di simmetria che divide destra e sinistra (detti antimeri), un oggetto esattamente su questo piano è detto mediano. I piani paralleli ad esso sono parasagittali e dividono le porzioni mediale (verso il sagittale mediano) e laterale (opposta al sagittale mediano).
- Piano trasversale: piano orizzontale, parallelo al terreno (o perpendicolare all'asse principale dell'oggetto considerato), che divide le porzioni superiore o craniale e inferiore o caudale.
Cavità addominale
La cavità addomino-pelvica è clinicamente divisa in 4 sottoregioni. Tuttavia noi la divideremo in 9 parti individuate da 3 piani orizzontali e 2 linee parasagittali. Le due linee parasagittali originano dal punto di mezzo della clavicola e per questo sono dette emiclaveari; in zona pubica queste due linee ripiegano verso il tubercolo pubico. Le linee orizzontali, partendo da quella superiore, sono:
- Linea basisternale passa per il processo xifoideo dello sterno
- Linea sottocostale passa per la porzione più inferiore della cassa toracica, a livello della 10a costa
- Linea bisiiliaca passante per le due spine iliache antero superiori.
Con queste linee vengono determinati:
- 3 parti superiori: ipocondrio, epigastrio, ipocondrio.
- 3 parti centrali: iliaca, mesogastrio, fossa iliaca.
- 3 parti inferiori: regione inguinale, ipogastrio, regione inguinale.
Sistema cardiocircolatorio
Lezione 1 27/09/18
La piccola circolazione è quella che va dal cuore ai polmoni. Essa ha origine nella camera ventricolare dx, dove il sangue (senza ossigeno) viene spinto nell'arteria polmonare, attraverso la quale raggiunge i polmoni. Il sangue, una volta giunto nei capillari polmonari, si arricchisce di ossigeno. I capillari arteriosi si convertono in venosi, che poi si ingrandiscono fino a formare le venule ed infine le vene. Da ogni polmone escono vene che portano il sangue all'atrio sx. Attraversata la valvola mitrale, il sangue scende nel ventricolo sx da dove si origina la grande circolazione.
È compito dell'aorta distribuire il sangue in tutto il corpo attraverso le sue arterie collaterali. La capillarizzazione si trova ad ogni livello degli organi e attraverso quest'ultima avvengono gli scambi. Il sangue refluo, derivante dagli organi, è ricco di scorie, le quali vengono riportate al cuore tramite i sistemi venosi (vena cava superiore e inferiore). Le vene portano il sangue nell'atrio dx.
Circolo linfatico
La linfa è un liquido interstiziale, che viene raccolto da vasi a fondo chiuso detti vasi capillari linfatici (dotti linfatici). I dotti riversano la linfa, contenente acqua, metaboliti e cellule linfoidi, nelle vene. Nei linfonodi c’è una grande concentrazione delle cellule linfoidi, che abbandonano il sistema linfatico per andare a controllare le varie aree del corpo. I linfociti sono infatti presenti all'interno della circolazione sanguigna.
Vaso sanguigno
Il vaso sanguigno è un viscere cavo il cui lume è attraversato dal sangue e caratterizzato da tonache differenti a seconda di struttura e posizione. I vasi sono di due differenti tipi: venosi o arteriosi. Le arterie trasportano il sangue in senso centrifugo rispetto al cuore, le vene in senso centripeto.
Arterie
Ricevono un grosso volume di sangue e hanno il compito di distribuirlo. A seconda della loro posizione rispetto al cuore, cambiano diametro e struttura della parete. Quelle più vicine al cuore hanno calibro massimo (aorta, arco aortico) e sono dette elastiche, in quanto sono vasi di conduzione. Il loro compito è quello di condurre tutto il volume di sangue che ricevono dal cuore in modo pulsatile, la loro struttura permette al sangue di scorrere in maniera continua. Le arterie più lontane dal cuore hanno calibro più piccolo e sono dette muscolari (di distribuzione) in quanto devono solamente distribuire il sangue agli organi.
L'arteria elastica ha una parete di spessore massimo. Ci sono tre tonache diverse:
- Tonaca intima: è la più interna. Le sue cellule delimitano il lume e sono cellule endoteliali. In tutte le strutture che trasportano sangue è formata da cellule endoteliali disposte a monostrato e in contatto tramite i propri allungamenti. Le cellule sono omogenee e poggiano su una lamina basale costituita da proteoglicani, collagene 4 e glicoproteine.
- Tonaca media: è la tonaca più importante. È molto spessa ed è formata da decine di strati di fibre elastiche disposte in modo alternato con fibre muscolari lisce e materiale interstiziale. Le fibre elastiche si dilatano prendendo energia, che verrà usata nel ritorno elastico. Al momento del ritorno elastico viene esercitata una forza sul lume. Le fibre muscolari lisce si contraggono, diminuendo il calibro (unica funzione svolta da loro). Le proprietà elastiche sono propagate nelle altre tonache.
- Tonaca avventizia: è una tonaca di tipo fibroso ed è esterna al vaso. È molto sviluppata, può contenere terminazioni nervose. A sua volta contiene i vasa vasorum (vasi sanguigni), che servono a vascolarizzare la parete dei vasi principali (sono i vasi dei vasi). Se il vaso principale è piccolo, le cellule della sua parete si nutrono per diffusione delle sostanze nutritive, ma ciò non può bastare ai vasi più grandi, che a loro volta necessitano di vasi più piccoli che li vascolarizzino.
Quando il sangue viene spinto nell’aorta, le pareti si dilatano per accoglierlo. Quando il cuore va in diastole, il sangue, che è immagazzinato nell’arteria, viene fatto progredire grazie al ritorno elastico; in questo modo il flusso sanguigno è ininterrotto.
L’arteria muscolare presenta sempre le tonache, ma con qualche differenza rispetto a quella di conduzione. La tonaca intima è identica a quella delle arterie elastiche. La tonaca media è meno spessa e ha diverse proporzioni tra fibrocellule muscolari lisce e fibre elastiche. Ci sono più fibrocellule lisce caratterizzate da un andamento spiraliforme. Nella tonaca avventizia possono essere presenti i vasa vasorum. La componente muscolare qui serve solo per la distribuzione del sangue verso l’organo e il volume del sangue è quello necessario solo per soddisfare le necessità dell’organo.
La velocità del flusso diminuisce una volta nell’organo. L’afflusso di sangue è regolato dalla modulazione delle fibre lisce (regolate a loro volta da impulsi nervosi o da molecole derivanti dall’attività metabolica delle cellule).
Arteriola
L’arteriola: è una piccola arteria che precede i capillari arteriosi. Sta all’estremità delle arterie muscolari. È composta solo dalla tonaca intima e da una media di 2/3 strati di fibre muscolari lisce, la tonaca avventizia è quasi assente. Ha il compito di modulare finemente il flusso di sangue fino ai capillari, se si contrae, il flusso è minimo e i capillari sono praticamente privi di sangue.
Capillari
Capillari: formano sempre una rete capillare (anastomosi) caratterizzata da un groviglio di capillari, che non permette di capire dove terminano quelli arteriosi e iniziano quelli venosi. I capillari presentano solo la tonaca intima. Il passaggio del sangue all’interno dei capillari è regolato dagli sfinteri precapillari, fibre lisce disposte attorno a punti di snodo in grado di contrarsi o rilassarsi. Di conseguenza anche all’interno della rete capillare c’è una regolazione del flusso sanguigno (più specifica di quella dell’arteriola). Quando tutti gli sfinteri sono aperti, la velocità e la pressione diminuiscono e il sangue scorre con meno facilità (tipico del lato venoso in generale). I capillari quindi possono essere sfruttati in parte o non sfruttati affatto. Nell’ultimo caso si usano le metarteriole, piccole arterie che creano un collegamento anastomotico tra arteriola e venula (nelle metarteriole non si perde né velocità né energia, al contrario dei capillari).
Non tutti i capillari hanno la stessa struttura della parete, ne esistono 3 tipi:
- Capillari continui: hanno una parete senza aperture, in modo da far uscire poco soluto. Il passaggio di molecole è regolato dai trasportatori di membrana delle cellule endoteliali. Questi sono i capillari dei polmoni, della cute, dei muscoli e del SNC.
- Capillari fenestrati: hanno discontinuità a livello delle singole cellule endoteliali. I pori si trovano nel citoplasma di queste cellule, possono avere un diaframma o essere sempre aperti. C’è meno regolazione degli scambi. Si trovano nella mucosa intestinale e nel glomerulo renale.
- Capillari discontinui: si lasciano attraversare da tutto. Le interruzioni sono sia all’interno delle singole cellule, ma anche tra una cellula e l’altra. A tratti manca la lamina basale. Si trovano nel fegato.
- Capillare sinusoide: può essere fenestrato o discontinuo. Il lume di questo particolare capillare può variare in larghezza (si allarga e si stringe in modo ripetuto). Questi capillari si trovano in organi che hanno un grande bisogno di sangue e in ghiandole endocrine (sempre). Nel fegato ci sono i capillari sinusoidali discontinui.
Anastomosi
Anastomosi: confluenza di due vasi indipendenti che mescolano il loro sangue. Sono:
- Artero-arteriose: tra arteria mesenterica superiore e inferiore, che vascolarizzano tutto l’intestino.
- Veno-venose: la vena porta veicola al fegato sangue venoso proveniente da tanti distretti diversi formando una rete mirabile. Quando le vene provenienti da un letto capillare si suddividono una seconda volta, in altri capillari, si può parlare di sistema portale. La vena porta è in anastomosi con il sistema delle vene cave.
- Artero-venose (senza rete capillare): circolazione interna dei villi intestinali e a livello cutaneo. I vasi sanguigni del villo sono arteriola e venula, unite da una fitta rete capillare, che ospita anche un vaso linfatico, ma alla base del villo ci sono uno o più passaggi diretti tra i vasi. Lo sfintere che permette il riempimento della rete capillare è aperto solo quando ci sono nutrienti da assorbire. A livello cutaneo la circolazione è connessa alla termoregolazione: quando bisogna disperdere calore le reti capillari sono aperte e il sangue arriva in superficie, raffreddandosi. Quando occorre trattenere calore le reti capillari sono chiuse, quindi il sangue passa dalle arteriole alle venule.
Lezione 2 15/10/18
Vene
Non hanno l’aiuto dell’elemento pulsante nel trasporto del sangue. Devono riportare il sangue al cuore, spesso devono anche agire contro la forza di gravità (arti inferiori). Le vene possiedono una parete che deve disporre di elementi o costruzioni che le aiuti nel trasporto. A parità di calibro la parete della vena è più sottile di quella di un’arteria, mentre il lume è più grande. Il sangue qui viaggia con una velocità e una pressione minori rispetto a quelle arteriose.
- Vena di piccolo calibro: simile alla venula. La tonaca intima con solo endotelio appoggiato sulla lamina basale. La tonaca media è sottile e a volte non è presente, le eventuali fibre lisce hanno andamento circolare o spiraliggiante. Nella tonaca intima sono presenti periciti (si trovano anche a livello dei capillari arteriosi) a ridosso dell’endotelio, con funzione di modulazione degli scambi e rigenerazione delle cellule dei vasi. Inoltre possono richiamare fattori quali citochine con effetto vario.
- Vena di tipo ricettivo e propulsivo: le ricettive stanno nella parte sovradiaframmatica, le propulsive nella parte sottodiaframmatica. In entrambe è importante la tonaca media. In quelle propulsive questa tonaca è estremamente muscolare, con molte fibrocellule lisce circolari. Nelle altre c’è sempre una composizione connettivo-muscolare, ma le fibrocellule lisce sono circa il 50% del totale (meno rappresentate che in quelle propulsive). Nelle vene propulsive la muscolatura liscia è presente in tutte le tonache (anche nell’intima) e presenta un andamento longitudinale, ci sono anche fibre di collagene ed elastiche. In soggetti di età avanzata ci possono essere cellule muscolari lisce anche nella tonaca avventizia, sempre con andamento longitudinale (segno dell’invecchiamento dovuto alle sollecitazioni subite dai vasi). Quello che caratterizza di più le vene propulsive sono le valvole a nido di rondine. Queste valvole sono a forma di sacca (in sezione si vedono lembi rivolti verso l’alto) e sono presenti anche all’origine dei vasi arteriosi nel cuore (valvole semilunari). Negli arti inferiori i vasi venosi sono spesso contenuti tra cellule muscolari scheletriche, quindi la contrazione delle fibre scheletriche si traduce in una compressione dei vasi venosi. Quando la parete viene compressa il sangue viene spinto verso l’alto, quando la contrazione termina, il sangue tende a scendere e viene catturato da queste valvole. Esse si riempiono e impediscono al sangue di scendere ulteriormente. Nei vasi venosi inferiori il sangue viaggia diviso in più vene di portata minore rispetto alla singola arteria. Nell’arto inferiore abbiamo una circolazione venosa profonda, che è satellite di quella arteriosa e una circolazione superficiale. Le vene safene sono quelle che si trovano nella parte più esterna dell’arto.
Rete mirabile
È una rete capillare particolare, interposta tra vasi dello stesso tipo. Quindi può essere sia venosa che arteriosa. La rete mirabile venosa più importante è quella presente nel fegato. All’interno dei lobi epatici i sinusoidi epatici creano una vastissima rete, perché interposti tra vena cava inferiore e vena porta. Questo tipo di rete è detta anche sistema portale. Una cosa simile si verifica anche tra ipotalamo e ipofisi (sistema portale ipotalamo-ipofisiario). Una rete mirabile è presente nel rene a livello del glomerulo renale. I capillari sono qui interposti tra 2 arteriole (afferente ed efferente). La presenza di due arteriole non fa avvenire il classico calo di pressione, ciò è fondamentale per il corretto filtraggio del sangue, che viene spinto contro la parete e premette l’ultrafiltrazione.
Aorta
Nasce all’altezza del limite tra la 4a e la 5a vertebra toracica e termina alla fine della 4a vertebra lombare. La sua origine è nascosta da quella dell’arteria polmonare. È formata da un primo tratto ascendente, dal successivo arco aortico e infine da un tratto discendente. L’arco aortico raggiunge la 4a vertebra toracica per poi ridiscendere. L’aorta parte dal ventricolo sx e compie un tratto ascendente di pochi centimetri (aorta ascendente), poi forma un arco con direzione in alto a sinistra rivolto verso l’indietro (arco aortico) e poi scende (di aorta discendente), prima all’interno del mediastino posteriore (cavità centrale della regione toracica). I primi tratti dell’aorta sono disposti lievemente a sx della colonna vertebrale, quasi a toccarla. Il tratto discendente, attraversato il diaframma, diventa tratto addominale, dove è quasi centrale rispetto alla colonna. Termina alla 4a vertebra lombare dove si divide in 3 vasi: le due arterie iliache (considerate rami collaterali) e l’arteria sacrale mediana (unica vera terminazione). Gli unici rami collaterali che emette nel tratto ascendente sono le arterie coronarie. Dall’arco aortico partono i vasi per la vascolarizzazione del cranio e degli arti superiori: arteria (tronco) brachiocefalica e arteria carotide comune sx e arteria succlavia sx. L’arteria carotide c.sx ascende lungo la parte sx del collo e termina dopo pochi centimetri nell’arteria carotide interna sx e carotide esterna sx. La divisione avviene nel margine superiore della laringe. L’esterna rimane fuori dal cranio, deve vascolarizzare le strutture fuori dalla scatola cranica; l’interna vascolarizza l’encefalo. L’arteria succlavia sx è diretta più in basso, va a vascolarizzare l’arto superiore sx e da essa partono i vasi per la tiroide, il collo, la spalla ecc. È molto breve, viene detta ascellare subito dopo che ha oltrepassato la zona della clavicola e quando incontra il tendine del pettorale, cambia nome in arteria brachiale. Il tronco brachiocefalico, dopo pochi centimetri, termina in arteria carotide comune dx e arteria succlavia dx.
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Anatomia dell'apparato locomotore - intero corso
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