Le esposizioni industriali: le arti applicate e l'architettura
L'Inghilterra vittoriana intorno alla metà del XIX secolo si presenta come la nazione più potente e prospera del mondo occidentale. L'incremento della produzione industriale, determinato prima dall'introduzione della macchina a vapore e dalla meccanizzazione dell'industria tessile e successivamente dallo sviluppo di quelle siderurgica e meccanica, induce un precoce fenomeno di produzione in serie di oggetti di consumo.
In tutti i paesi più avanzati tali profonde trasformazioni determinano anche una radicale ridefinizione dell'arte e dell'artigianato che si attua sia sul piano concreto dei rapporti operativi con la società sia sul piano teorico delle concezioni estetiche. La Francia rimane un modello insuperato nell'organizzazione delle esposizioni, tuttavia gli inglesi conferiranno definitivo carattere internazionale alle manifestazioni di questo genere, con l'Esposizione dei Prodotti Industriali di tutte le Nazioni allestita a Londra nel 1851.
Il Crystal Palace e il successo delle esposizioni
Il principe Alberto, consorte della regina Vittoria, porta a compimento un processo iniziato da tempo e organizzò tre esposizioni annuali di arte industriale tra il 1847 e il 1849. Istituì la Commissione Reale e la sede venne costruita in Hyde Park, progettata dall'architetto Paxton. Il palazzo realizzato in ferro e vetro prese il nome di Crystal Palace. L'esposizione si rivelò un grande successo dal punto di vista commerciale e tecnico.
Nel Crystal Palace furono esposte le più disparate categorie di prodotti e suppellettili di uso comune si alternano a oggetti curiosi e molto elaborati. Nel settore del mobilio e dell'arredo agli spogli oggetti di fabbricazione industriale si oppongono i ricchi status symbol dell'appartenenza a un ceto privilegiato.
La reazione in Inghilterra e le influenze sulle arti applicate
Ceramiche, vetri, bronzi e stoffe sono i materiali con cui l'artigiano esalta le proprie peculiarità. La prima reazione organizzata avrà luogo in Inghilterra e nel 1861 l'ideologo socialista William Morris promuove un movimento che attraverso i prodotti della ditta Morris, Marshall, Faulkner & Co. incentiva il ritorno al lavoro manuale e identifica nella figura dell'artista-artigiano medievale un modello di ritrovata attualità.
Accanto alle Arts & Crafts di Morris altri eventi testimoniano la tendenza ad attribuire qualità estetica al disegno industriale e a far nascere quindi l'industria d'arte. A Londra si inaugura nel 1872 il Museo di South Kensington che in seguito verrà denominato Victoria and Albert Museum e si tratta del primo museo europeo di arti decorative a disporre di collezioni di studio e di una biblioteca aperta agli studenti dell'annessa scuola.
Le esposizioni parigine e il confronto con Londra
L'Inghilterra vittoriana avvia dunque un processo di osmosi tra arte e industria, mantenendo una particolare apertura per quest'ultima. Infatti, alla sezione Belle Arti dell'Esposizione del 1851 viene esclusa la pittura mentre sono accettate l'architettura, la scultura e l'incisione considerate arti industriali perché connesse con le imprese edili. L'esposizione parigina del 1855 si rivela più tradizionale di quella londinese sia nelle scelte architettoniche dei padiglioni espositivi, sia nella dicotomia arte-industria.
Questa politica culturale sostanzialmente conservatrice caratterizza le esposizioni francesi fino agli ultimi anni del secolo. Quest'esposizione presenta opere del passato accanto a capolavori delle moderne scuole di pittura, scultura, incisione e architettura. Questa scelta conferma l'intento di legittimare storicamente, attraverso il recupero del passato, il presente, celebrato nella sezione di arte contemporanea.
Influenze internazionali e sviluppi futuri
È sintomatica l'esclusione della scuola di pittura di David, legata ai principi della Rivoluzione francese e all'epopea napoleonica. Il successo di Courbet è invece segnato dallo scandalo. Non soddisfatto di poter esporre nove opere al Salon, egli allestisce il Padiglione del Realismo parallelamente all'Esposizione Universale, senza il beneplacito della Giuria.
Courbet anticipa con questa provocatoria mostra le future iniziative autonome degli artisti che, nel ventennio successivo, si opporranno con esposizioni private all'arte di Stato. Per quanto riguarda le arti applicate all'industria, l'Esposizione del 1855 conferma il predominio del gusto eclettico.
Dunque il legame arte-industria ricalca a Parigi le proposte londinesi del 1851, ma con la differenza di un maggior rilievo dato alla pittura. L'importanza della cultura figurativa orientale nel mutamento del gusto sarà ribadita dalla pittura impressionista e, più tardi dall'Art Nouveau anche se, nella produzione corrente, eccessi decorativi e storicismo perdureranno ancora per decenni.
Anche dagli Stati Uniti giungono novità importanti, in particolar modo nel campo dell'arredamento. I produttori americani dell'Esposizione universale di Filadelfia del 1867, allestita per celebrare il centenario della Dichiarazione di Indipendenza, presentano mobili caratterizzati dall'attenzione rivolta più alla funzione, come avverrà nel futuro design industriale, che all'ornamento.
Il movimento moderno in Europa
Si forma finalmente negli anni novanta in tutta Europa, senza atti costitutivi ufficiali, un vero e proprio movimento moderno che si identifica nella tendenza simbolista e si articola in una rete di rapporti tra gruppi di artisti-artigiani che fanno capo alle varie Secessioni. L'Esposizione Universale di Bruxelles del 1897 sancisce l'affermazione dell'Art Nouveau che trionfa anche a quella del 1900 di Parigi.
Ben presto le creazioni sono riprese da una produzione industriale che le volgarizza in versioni commerciali. Il dibattito circa la legittimità dell'ornamento si rinnova intorno alla metà degli anni venti del secolo successivo.
L'Italia e le prime esposizioni industriali
Il dibattito internazionale intorno al rapporto arte-industria investe in modo significativo l'Italia solo intorno agli anni ottanta. Qualche isolata iniziativa volta a rivalutare le qualità estetiche dell'oggetto industriale era già stata intrapresa a Torino nel 1862 con l'istituzione del Museo Industriale Italiano e, nel 1863, con l'apertura del Museo Civico.
Gli eventi che segnano un'organica maturazione del problema sono due esposizioni organizzate a Torino, dove nel 1902 è allestita la prima esposizione internazionale d'arte decorativa moderna. L'iniziativa torinese è caratterizzata da una vasta partecipazione dei paesi europei ed è ampiamente pubblicizzata dalla rivista "L'arte decorativa moderna" fondata per l'occasione.
Ruskin e i preraffaelliti
La Confraternita dei Preraffaelliti è stata una corrente artistica della pittura vittoriana (XIX secolo), nata nel settembre del 1848, sviluppatasi ed esauritasi in Gran Bretagna. Ascrivibile alla corrente del simbolismo, può essere definita l'unica trasposizione pittorica del decadentismo. I Preraffaelliti raggiunsero l'apice della loro fortuna critica grazie a John Ruskin.
Il termine "preraffaelita" è un riferimento all'arte esistita prima di Raffaello Sanzio, pittore ritenuto colpevole, dal movimento inglese, di aver "inquinato l'arte esaltando l'idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza", e permesso gli sviluppi dell'"odiato" accademismo.
Oltre a porsi quale obiettivo quello di a...
-
Storia dell'arte - correnti artistiche
-
Appunti sulle maggiori correnti artistiche dall'Impressionismo in poi
-
Correnti di storia dell'arte: il manierismo
-
Abitazioni caratteristiche delle diversi correnti, Storia architettura