Controriforma
Con l'espressione controriforma ci si riferisce all'esperienza di rinnovamento delle istituzioni ecclesiastiche, come risposta al dilagare della riforma protestante.
Il contesto storico
Agli inizi del '500 una riforma della Chiesa non è più rimandabile. Istanze di riforma provengono sia dagli ambienti interni che dalle nuove formazioni laiche che si vengono a costituire. La stessa tradizione boccaccesca e anticuriale, in linea con una forma di divulgazione spesso provocatoria, aveva un ruolo non tale da favorire la riforma protestante, ma sufficiente per spingere verso una riforma della Chiesa, che nel XIV secolo era sempre più corrotta.
Il ruolo delle istituzioni laiche
In Italia, su questo sfondo, assunsero un ruolo dirompente le istituzioni laiche, aperte anche alla partecipazione del corpo ecclesiastico, dedite alla santificazione individuale attraverso opere assistenziali accompagnate da uno stile di vita ascetico. Fra queste troviamo l'Oratorio del Divino Amore, fondato alla fine del '400 da Ettore Vernazza a Genova, al quale parteciparono ecclesiastici riformisti, sensibili alle necessità di un cambiamento strutturale. Fra di essi si distinse il cardinale Gian Pietro Carafa, il futuro Paolo IV (dal 1555 al 1559), il quale diede vita all'ordine dei chierici regolari, detti teatini. Un ordine improntato su un forte rigorismo morale, i cui membri accettavano la sottomissione ai vescovi. I teatini saranno un modello per la formazione di ordini religiosi successivi.
Il rinnovamento della curia romana
Fu proprio il Papa Clemente VII che, dopo il trauma del sacco di Roma del 1527 (operato dai 20.000 lanzichenecchi al servizio di Carlo V), spinse verso un periodo di rinnovamento della curia romana, anche come reazione al diffondersi del luteranesimo.
Contributo degli ordini religiosi
Proposte di riforma vennero avanzate anche dagli ordini religiosi (principali ordini: benedettini, francescani, domenicani, teatini, barnabiti, somaschi, etc.), accomunati principalmente dal desiderio di un ritorno della Chiesa delle origini, restituendole il senso più profondo della propria missione spirituale.
I gesuiti e la loro influenza
Un ruolo particolare lo assunsero i gesuiti, riuniti nella "compagnia di Gesù", sorta dall'iniziativa del suo fondatore Ignazio di Loyola. Egli impresse all'ordine un'organizzazione di stampo militaristico e allo stesso tempo portò avanti un'ideologia improntata su un forte misticismo, con alla base una concezione militante della religione. Uno dei voti della Compagnia di Gesù è di totale obbedienza al papa. Questa cieca obbedienza, unita all'organizzazione fortemente accentratrice, contribuì a porre i presupposti per la formazione di una forte macchina organizzativa, che contribuì notevolmente durante gli anni della controriforma.
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