La controriforma
La risposta alle tesi riformiste è immediata. La denominazione di controriforma è incerta. Nell'800 si tende a parlare di riforma cattolica per sottolineare la risposta dottrinale teorica che la Chiesa dà alla riforma protestante, ma anche il carattere repressivo della Chiesa. Il momento centrale di questa controriforma è il concilio di Trento (1535-1563). Qui la Chiesa ribadisce il proprio primato su tutte le altre dottrine, sottolinea la sua totale applicazione e condanna "tutto ciò" che è diversa da essa definendola "eresia", senza nessuna eccezione.
Ciò avrà grandi ripercussioni sia religiosi che sociali in quanto l'eretico era visto come sovversivo. La Chiesa quindi tenta di ricompattare il pensiero politico contro tali soggetti considerati pericolosi anche per i principati. Naturalmente, viene ripristinata l'Inquisizione (es. Giordano Bruno, Galileo Galilei). Ne nasce una palese difficoltà di espressione anche di minimi dissensi per paura delle misure repressive. Tra queste ricordiamo l'Indice, lista di libri proibiti (es. Machiavelli: religione scissa dalla politica).
Conseguenza di queste misure è certamente un miglioramento di comportamento ma ciò non favorì una maggiore religiosità in quanto il motivo fondatore era bloccare il protestantesimo e non creare una nuova fede. Questo comportamento comporterà un consolidamento degli ordini religiosi già esistenti ma anche la nascita di nuovi, meno speculativi e più propensi all'azione (es. ordini in Sudamerica). La Chiesa riconquista la sua universalità. Tra gli ordini più importanti citiamo la ________ (1534) guidata
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Controriforma
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