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Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei

compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del

contratto.

Il Dlgs 276/2003 prevede una maggior tutela, rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative, del

lavoratore in caso di malattia, infortunio e gravidanza:

la malattia e l'infortunio del lavoratore comportano solo la sospensione del rapporto che però non

- è prorogato e cessa alla scadenza indicata nel contratto o alla fine del progetto, programma o fase

di lavoro.

Il committente può comunque recedere se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un

- sesto della durata stabilita nel contratto (quando determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i

contratti di durata determinabile

la gravidanza comporta la sospensione del rapporto e la proroga dello stesso per 180 giorni

-

Sono stati inoltre previsti a favore del lavoratore:

- facoltà di svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto

individuale)

diritto a essere riconosciuto autore dell'invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto

-

ATTUAZIONE

La disciplina relativa al lavoro a progetto si applica alle collaborazioni coordinate e continuative stipulate

dopo l'entrata in vigore della norma (24 ottobre 2003). Le collaborazioni coordinate e continuative stipulate

prima del 24 ottobre 2003 senza il riferimento a un progetto o a una fase di esso, mantengono efficacia fino

alla loro scadenza e in ogni caso non oltre un anno dall'entrata in vigore del Dlgs 276/2003, senza possibilità

di rinnovo o proroga. Decorso il termine del 24 ottobre 2004 le collaborazioni non ricondotte a un progetto

cessano automaticamente.

Possono essere stipulati accordi aziendali che stabiliscano che le collaborazioni non riconducibili a un

progetto siano trasformate in una forma di lavoro subordinato che può essere individuata sia fra quelle

previste dal decreto 276/2003 (lavoro intermittente, ripartito, distacco, somministrazione, appalto), sia fra

quelle già disciplinate (contratto a termine o a tempo parziale). Questi accordi possono anche prevedere un

termine di efficacia più ampio di quello del 24 ottobre 2004, ma comunque non superiore al 24 ottobre 2005.

Lavoro occasionale accessorio

Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative di natura occasionale svolte da soggetti a

rischio di esclusione sociale o, comunque, non ancora entrati nel mercato del lavoro o in procinto di uscirne.

Il contratto di lavoro occasionale accessorio ha due finalità:

far emergere il sommerso che caratterizza alcune prestazioni lavorative, tutelando maggiormente

- lavoratori che altrimenti opererebbero senza protezione

favorire l'inserimento lavorativo di fasce deboli del mercato del lavoro, aumentando le possibilità di

- lavoro presso le famiglie e gli enti senza fine di lucro

APPLICAZIONE

Lavoratori:

disoccupati da oltre un anno

- casalinghe, studenti, pensionati

- disabili e soggetti in comunità di recupero

- lavoratori extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, nei sei mesi successivi alla perdita

- del lavoro

Datori di lavoro:

Il Dlgs 276/2003 non indica espressamente i soggetti a favore dei quali può essere prestata l'attività, ma,

sulla base di quanto stabilito dalla legge 30/2003, si può ritenere che questi siano:

famiglie

- enti senza fine di lucro

- soggetti non imprenditori o, se imprenditori, al di fuori dell'esercizio della propria attività

-

Settori e attività:

- piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l'assistenza domiciliare ai bambini e

alle persone anziane, ammalate o con handicap

insegnamento privato supplementare

- piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici e monumenti

- realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli

- 4

- collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di

solidarietà o di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi

Nel settore agricolo non sono considerate prestazioni di natura occasionale quelle rese da parenti e affini

entro il terzo grado, quelle rese per motivi di solidarietà a titolo gratuito o dietro rimborso spese.

CARATTERISTICHE

La forma del contratto è libera. Il rapporto di lavoro occasionale, anche con più datori di lavoro, non può

superare i trenta giorni di durata nel corso dell'anno solare e i 5.000 euro annui per lavoratore. È prevista

una particolare procedura per il pagamento del corrispettivo: i lavoratori sono retribuiti attraverso la

consegna di buoni lavoro dal valore nominale fissato da un Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche

sociali, acquistati in precedenza dai datori di lavoro presso le rivendite autorizzate. Il valore nominale dei

buoni deve essere stabilito da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenuto conto della

media delle retribuzioni rilevate per le attività lavorative affini.

Una volta effettuata l'attività e ricevuti i buoni, il lavoratore deve presentarli ai centri autorizzati i quali,

rispetto al valore nominale del buono:

trattengono una percentuale (fissata dal suddetto decreto ministeriale) come rimborso spese del

- servizio prestato

versano i contributi Inps (13%) e Inail (7%) dovuti

- pagano il restante importo al lavoratore

-

Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione o

inoccupazione del lavoratore accessorio.

Chi è interessato a svolgere prestazioni di lavoro accessorio deve comunicare la propria disponibilità ai

soggetti accreditati o ai Servizi per l'impiego i quali invieranno, a spese dell'interessato, una tessera

magnetica personalizzata.

ATTUAZIONE

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali individuerà le aree metropolitane e il concessionario del

servizio al fine di avviare la prevista fase di sperimentazione.

Part-time

Il lavoro a tempo parziale (part-time) si caratterizza per un orario, stabilito dal contratto individuale di

lavoro, inferiore all'orario di lavoro normale (full-time).

Il rapporto a tempo parziale può essere:

orizzontale quando la riduzione d'orario è riferita al normale orario giornaliero

-

- verticale quando la prestazione è svolta a tempo pieno ma per periodi predeterminati nella

settimana, nel mese e nell'anno

misto quando il rapporto di lavoro a tempo parziale è articolato combinando le modalità orizzontale

- e verticale

Il rapporto di lavoro a tempo parziale si è rivelato un valido strumento per incrementare l'occupazione di

particolari categorie di lavoratori, come giovani, donne, anziani e lavoratori usciti dal mercato del lavoro. Si

configura come un rapporto di lavoro stabile, non precario, che permette di soddisfare le esigenze di

flessibilità delle imprese da una parte e di adattarsi a particolari esigenze dei lavoratori quali la conciliazione

tra lavoro e famiglia.

APPLICAZIONE

Il rapporto a tempo parziale può essere stipulato dalla generalità dei lavoratori e dei datori di lavoro.

La disciplina del lavoro a tempo parziale si applica interamente anche al settore agricolo. Nel settore

pubblico è possibile ricorrere al lavoro part-time, ma non si applicano le modifiche introdotte dalla riforma.

CARATTERISTICHE

Il contratto di lavoro part-time è un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato.

Deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve contenere puntuale indicazione della durata

della prestazione lavorativa e dell'orario di lavoro, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e

all'anno.

Trattamento economico e normativo

Il lavoratore part-time non deve essere discriminato rispetto al lavoratore a tempo pieno per quanto

riguarda il trattamento economico e normativo:

- ha diritto alla stessa retribuzione oraria del lavoratore a tempo pieno, anche se la retribuzione,

l'importo dei trattamenti economici per malattia, infortunio e maternità vengono calcolati in maniera

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proporzionale al numero di ore lavorate, salvo che i contratti collettivi non stabiliscano che il

calcolo avvenga in maniera più che proporzionale

- ha diritto allo stesso trattamento normativo dei lavoratori assunti a tempo pieno sotto tutti gli

aspetti quali la durata del periodo di ferie annuali, la durata del congedo di maternità e del

congedo parentale, il trattamento della malattia e infortunio ecc.

STRUMENTI DI FLESSIBILITÀ

Rispetto alla precedente disciplina, il Dlgs 276/2003 prevede maggiore flessibilità nella gestione dell'orario

di lavoro e minori vincoli per la richiesta di prestazione di lavoro supplementare, lavoro straordinario e per la

stipulazione di clausole flessibili o elastiche. I contratti collettivi devono stabilire i limiti, le causali (per il lavoro

supplementare), le condizioni e modalità (per il lavoro elastico e flessibile) e le sanzioni legati al ricorso al

lavoro supplementare, elastico e flessibile. In ogni caso:

- Lavoro supplementare: è prestato oltre l'orario di lavoro stabilito nel contratto di lavoro part-time

orizzontale (anche a tempo determinato), ma entro il limite del tempo pieno; quando il tempo pieno

non sia stato raggiunto è ammissibile anche nel part-time verticale o misto. Non è più necessario

rispettare il limite massimo del 10% delle ore lavorate e in caso di superamento dei limiti è stata

abolita la sanzione legale della maggiorazione del 50%. In attesa che i contratti collettivi

stabiliscano altri limiti massimi, è necessario il consenso del lavoratore. La mancanza del

consenso non costituisce mai un giustificato motivo di licenziamento. I contratti collettivi

stabiliscono anche il trattamento economico per le ore di lavoro supplementare

- Lavoro straordinario: è il lavoro prestato oltre il normale orario di lavoro full time. È ammissibile

solo nel rapporto di lavoro part-time di tipo verticale o misto anche a tempo determinato

- Lavoro elastico: è prestato per periodi di tempo maggiori rispetto a quelli definiti nel contratto di

lavoro part-time verticale o misto a seguito della stipulazione di clausole elastiche

Lavoro flessibile: è prestato in periodi di tempo diversi rispetto a quelli fissati nel contatto di lavoro

- part-time di tutte e tre le tipologie a seguito della stipulazione di clausole flessibili. Il lavoro a turni

non integra una clausola flessibile

- Le clausole elastiche e flessibili possono essere stipulate anche per i contratti a tempo

determinato. La disponibilità del lavoratore allo svolgimento di lavoro flessibile ed elastico deve

risultare da un patto scritto e, salve diverse intese fra le parti, è richiesto un periodo di preavviso di

almeno due giorni lavorativi da parte del datore di lavoro.

- In assenza delle disposizioni dei contratti collettivi il datore di lavoro e i lavoratori possono

concordare direttamente clausole flessibili ed elastiche.

DIRITTI E DOVERI

Il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti e doveri nei riguardi del datore di lavoro di tutti i lavoratori

subordinati. Ha inoltre il diritto, se previsto dal contratto individuale, di precedenza nel passaggio dal part-

time a full-time rispetto alle nuove assunzioni a tempo pieno, avvenute nelle unità produttive site nello stesso

ambito comunale e per le stesse mansioni o mansioni equivalenti.

Il lavoratore a tempo pieno ha invece il diritto a essere informato, anche con comunicazione scritta in luogo

accessibile a tutti, dell'intenzione di procedere ad assunzioni a tempo parziale per poter presentare domanda

di trasformazione.

Il lavoratore affetto da patologie oncologiche ha il diritto di trasformazione del rapporto di lavoro da full-time

a part-time. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro

a tempo pieno quando il lavoratore lo richieda.

Il datore di lavoro, oltre ai diritti e doveri tipici del rapporto di lavoro subordinato, ha:

il diritto a richiedere lavoro supplementare, straordinario e stipulare clausole flessibili ed elastiche

- secondo le modalità e nei limiti indicati dalla legge

il dovere di informare le rappresentanze sindacali aziendali dell'andamento del ricorso al lavoro

- part-time

il dovere di informare i lavoratori dell'intenzione di procedere a nuove assunzioni part-time e full-

- time e di trasformare il contratto ai lavoratori affetti da malattie oncologiche

ATTUAZIONE

La disciplina del rapporto a tempo parziale contenuta nel Dlgs 276/2003 è immediatamente operativa,

infatti non è prevista una fase di transizione, né un rinvio ad una fase di verifica della normativa.

Il regime transitorio e l'attuazione dei rinvii contenuti alla contrattazione collettiva potranno essere affidati

anche ad un accordo interconfederale su convocazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO 6

Circolare Ministero del lavoro delle politiche sociali n. 9/2004

Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 artt. 46 e 85, comma 2

Lavoro ripartito o Job Sharing

Il lavoro ripartito è un rapporto di lavoro speciale, mediante il quale due lavoratori assumono in solido

l'adempimento di un'unica e identica obbligazione lavorativa. La solidarietà riguarda le modalità temporali di

esecuzione della prestazione nel senso che i lavoratori possono gestire autonomamente e

discrezionalmente la ripartizione dell'attività lavorativa ed effettuare sostituzioni fra loro. Entrambi sono

direttamente e personalmente responsabili dell'adempimento dell'obbligazione. Questa forma contrattuale ha

l'obiettivo di conciliare i tempi di lavoro e di vita, attraverso nuove opportunità di bilanciamento tra le

esigenze di flessibilità delle imprese e le esigenze dei lavoratori.

APPLICAZIONE

Il contratto di lavoro ripartito può essere stipulato da tutti i lavoratori e da tutti i datori di lavoro, ad

eccezione della pubblica amministrazione. Rispetto a quanto previsto dalla precedente normativa (circolare

Ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 43/1998), la vera novità del contratto di lavoro ripartito

previsto dalla legge Biagi sta nell'aver limitato la possibilità di gestire il lavoro in solido a due lavoratori.

CARATTERISTICHE

Il contratto di lavoro ripartito, a fini probatori, deve avere forma scritta e contenere le seguenti indicazioni:

- la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o

annuale che si prevede venga svolto da ciascuno dei due lavoratori, secondo gli accordi intercorsi

e ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare, in qualsiasi momento, la

sostituzione tra di loro o la modifica consensuale della distribuzione dell'orario di lavoro (che deve

essere comunicato al datore con cadenza almeno settimanale, al fine di certificare le assenze)

il luogo di lavoro, nonché il trattamento economico e normativo spettante a ciascun lavoratore

- le eventuali misure di sicurezza specifiche per l'attività lavorativa svolta

-

- Il rapporto di lavoro può essere stipulato a termine o a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il

trattamento economico, vige il principio di parità di trattamento rispetto ai lavoratori di pari livello e

mansione. Il trattamento è comunque riproporzionato in base alla prestazione lavorativa

effettivamente eseguita.

Il datore non può opporsi alla ripartizione dell'attività lavorativa stabilita dai due lavoratori. Ai fini

- previdenziali i lavoratori ripartiti sono assimilati ai lavoratori a tempo parziale, ma il calcolo delle

prestazioni e dei contributi dovrà essere effettuato mese per mese, salvo conguaglio in relazione

all'effettivo svolgimento della prestazione lavorativa.

- In caso di dimissioni o licenziamento di uno dei due lavoratori, il rapporto si estingue anche nei

confronti dell'altra parte, ma il datore di lavoro può chiedere all'altro di trasformare il rapporto in un

contratto di lavoro subordinato a tempo pieno o parziale. Il datore può anche rifiutare

l'adempimento di un terzo soggetto.

ATTUAZIONE

L'attuazione e la regolamentazione del lavoro ripartito è vincolata alla contrattazione collettiva. In assenza

di contratti collettivi, si applica la normativa generale del lavoro subordinato in quanto compatibile con la

natura del rapporto di lavoro ripartito. Il regime transitorio e l'attuazione dei rinvii alla contrattazione collettiva

potranno essere affidati anche a un Accordo interconfederale su convocazione del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali.

Lavoro intermittente o a chiamata

Il contratto di lavoro intermittente (o a chiamata) è un contratto di lavoro mediante il quale un lavoratore si

pone a disposizione del datore di lavoro per svolgere determinate prestazioni di carattere discontinuo o

intermittente (individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale) o per svolgere prestazioni in

determinati periodi nell’arco della settimana, del mese o dell’anno (individuati dal Dlgs 276/2003).

Questo contratto costituisce una novità per l'ordinamento italiano ed è previsto in due forme: con o senza

obbligo di corrispondere una indennità di disponibilità, a seconda che il lavoratore scelga di essere o meno

vincolato alla chiamata. L'obiettivo del contratto intermittente è la regolarizzazione della prassi del

cosiddetto lavoro a fattura, usato finora per le richieste di attività lavorativa non occasionale ma con carattere

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intermittente. Rappresenta anche un'ulteriore possibilità di inserimento o reinserimento dei lavoratori nel

mercato del lavoro.

APPLICAZIONE

A) Può essere stipulato da qualunque lavoratore:

- per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, indicate dalla tabella

allegata al Regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657 (in attesa delle regolamentazioni dei contratti

collettivi)

per il lavoro nel week-end o in periodi predeterminati (ferie estive, vacanze pasquali o natalizie)

-

B) Può essere stipulato, in via sperimentale, indipendentemente dal tipo di attività da:

lavoratori disoccupati con meno di 25 anni

- lavoratori con più di 45 anni che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o che siano iscritti nelle liste

- di mobilità e di collocamento

C) Può essere stipulato da qualunque impresa ad eccezione di quelle che non abbiano effettuato la

valutazione dei rischi prevista dalla legge sulla sicurezza nei posti di lavoro (Dlgs 626/1994). Non può essere

stipulato dalla pubblica amministrazione.

CARATTERISTICHE

Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato. Deve avere la

forma scritta e deve contenere l'indicazione di una serie di elementi (che devono conformarsi a quanto sarà

contenuto nei contratti collettivi) quali: durata, ipotesi che ne consentono la stipulazione, luogo, modalità

della disponibilità, relativo preavviso, trattamento economico e normativo per la prestazione eseguita,

ammontare dell'eventuale indennità di disponibilità, tempi e modalità di pagamento, forma e modalità della

richiesta del datore, modalità di rilevazione della prestazione, eventuali misure di sicurezza specifiche.

Non è possibile ricorrere al lavoro intermittente nei seguenti casi:

sostituzione di lavoratori in sciopero

-

- se si è fatto ricorso nei sei mesi precedenti a una procedura di licenziamento collettivo, ovvero se

è in corso una sospensione o riduzione d'orario con cassa integrazione (questo divieto è

derogabile da un accordo sindacale) per le stesse unità produttive e/o mansioni cui si riferisce il

contratto di lavoro intermittente.

Retribuzione e indennità

Al lavoratore intermittente deve essere garantito un trattamento economico pari a quello spettante ai

lavoratori di pari livello e mansione, seppur riproporzionato in base all'attività realmente svolta. Per i periodi

di inattività, e solo nel caso in cui il lavoratore si sia obbligato a rispondere immediatamente alla chiamata,

spetta un'indennità mensile, divisibile per quote orarie. È stabilita dai contratti collettivi, nel rispetto dei limiti

minimi fissati con decreto ministeriale, e non spetta nel periodo di malattia oppure di altra causa che renda

impossibile la risposta alla chiamata. Il rifiuto di rispondere alla chiamata senza giustificato motivo può

comportare la risoluzione del rapporto, la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al

periodo successivo all'ingiustificato rifiuto, e il risarcimento del danno la cui misura è predeterminata nei

contratti collettivi o, in mancanza, nel contratto di lavoro. I contributi relativi all'indennità di disponibilità

devono essere versati per il loro effettivo ammontare in deroga alla normativa in materia di minimale

contributivo. Nel caso di lavoro intermittente per predeterminati periodi della settimana, del mese o dell'anno

l'indennità è corrisposta solo in caso di effettiva chiamata.

ATTUAZIONE

Il contratto di lavoro intermittente è una novità per l'ordinamento italiano. Il decreto ministeriale 10 Marzo

2004 ha quantificato l'indennità di disponibilità da corrispondere al lavoratore in attesa di chiamata. Il

successivo decreto 23 ottobre 2004, in attesa delle determinazioni della contrattazione collettiva, ammette la

stipulazione di contratti di lavoro intermittente per le tipologie di attività indicate nella tabella allegata al Regio

decreto 6 dicembre 1923, n. 2657. Il lavoro intermittente è immediatamente utilizzabile anche per il lavoro

nel week-end o in periodi predeterminati (ferie estive, vacanze pasquali o natalizie), come chiarito già dalla

nota ministeriale del 12 luglio 2004 e confermato dal Dlgs 251/2004 (correttivo del Dlgs. 276/2003). La

circolare ministeriale del 2 febbraio, n. 4 ha fornito importanti chiarimenti sull’applicazione di questo

contratto. La previsione che consente la conclusione del contratto con lavoratori disoccupati con meno di 25

anni e con più di 45 anni iscritti nelle liste di mobilità e di collocamento ha carattere sperimentale. Ciò

significa che, trascorso il termine di diciotto mesi, verrà effettuata una verifica sull'esito di tale contratto e

verrà valutata l'opportunità di confermare la previsione e proseguire con tale tipo di contratto.

Somministrazione di lavoro o Staff Leasing 8

La somministrazione di manodopera permette ad un soggetto (utilizzatore) di rivolgersi ad un altro

soggetto appositamente autorizzato (somministratore), per utilizzare il lavoro di personale non assunto

direttamente, ma dipendente del somministratore. Nella somministrazione occorre distinguere due contratti

diversi:

- un contratto di somministrazione, stipulato tra l'utilizzatore e il somministratore, di natura

commerciale

un contratto di lavoro subordinato stipulato tra il somministratore e il lavoratore

-

Entrambi i contratti possono essere stipulati:

a tempo determinato

- a tempo indeterminato

-

La somministrazione rientra nell'ambito delle esternalizzazioni delle attività di impresa, ed è diretta, da un

lato, ad offrire alle aziende un nuovo ed efficiente strumento per procurarsi forza lavoro e, dall'altro, ad offrire

particolari garanzie ai lavoratori somministrati.

APPLICAZIONE

Destinatari

Contratto tra somministratore e utilizzatore: la legge non pone limiti per la stipulazione del contratto da

parte dell'utilizzatore. La pubblica amministrazione può stipulare soltanto contratti di somministrazione a

tempo determinato. Il somministratore invece deve essere un'Agenzia per il lavoro debitamente autorizzata

allo svolgimento dell'attività di somministrazione e iscritta nell'apposita sezione dell'Albo informatico

Contratto tra somministratore e lavoratore: il contratto di lavoro può essere stipulato da tutti i lavoratori

Settori

Il contratto di somministrazione a tempo indeterminato può essere stipulato per:

servizi di consulenza e assistenza nel settore informatico

- servizi di pulizia, custodia, portineria

- servizi di trasporto di persone e movimentazione di macchinari e merci

- gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini e servizi di economato

-

- attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse,

sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale

attività di marketing, analisi di mercato, organizzazione della funzione commerciale

- gestione di call-center

-

- costruzioni edilizie all'interno degli stabilimenti per installazioni o smontaggio di impianti e

macchinari, per particolari attività produttive che richiedano fasi successive di lavorazione, (con

specifico riferimento all'edilizia e alla cantieristica navale), per l'impiego di manodopera diversa per

specializzazione da quella normalmente impiegata nell'impresa

- in tutti gli altri casi previsti dai contratti collettivi di lavoro nazionali o territoriali stipulati da

associazioni comparativamente più rappresentative dei lavoratori e datori di lavoro

Il contratto di somministrazione a tempo determinato può essere stipulato:

-

- per far fronte a esigenze di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se

riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore (art. 20, Dlgs 276/2003)

per le "esigenze temporanee" indicate dalle clausole dei contratti collettivi che avranno efficacia

- fino alla loro naturale scadenza (art. 86, Dlgs 276/2003)

Il contratto di lavoro a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto

scritto, nei casi e per la durata prevista dal contratto collettivo applicato dal somministratore.

CARATTERISTICHE

Il contratto tra utilizzatore e somministratore deve avere forma scritta e contenere alcune specifiche

indicazioni. Non è richiesta invece alcuna forma specifica per il contratto di lavoro che lega il

somministratore e il lavoratore.

Trattamento economico e normativo

I lavoratori dipendenti dal somministratore hanno diritto alla parità di trattamento economico e normativo

rispetto ai dipendenti di pari livello dell'utilizzatore, a parità di mansioni svolte. L'utilizzatore è obbligato in

solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali:

pertanto se il somministratore non dovesse versare il dovuto al lavoratore questo può richiederlo

all'utilizzatore, che è obbligato a corrisponderlo. In caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato è

previsto da parte del somministratore il pagamento di un'indennità la cui misura viene determinata dal

contratto collettivo di riferimento e non può essere inferiore alla misura di 350 euro mensili, secondo quanto

previsto da decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il contratto di lavoro a tempo

indeterminato è soggetto alla disciplina generale dei rapporti di lavoro prevista dal codice civile e dalle leggi

speciali. Il contratto può essere stipulato anche a tempo parziale. Se il contratto di lavoro è stipulato a tempo

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto del lavoro sui contratti di lavoro per l'esame del professor Nogler. Gli argomenti trattati sono: l'apprendistato, il contratto di inserimento, il lavoro a progetto, il lavoro occasionale accessorio, il part-time, il lavoro ripartito o Job-sharing, il lavoro a chiamata, l'appalto, il distacco, la certificazione contratti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Nogler Luca
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Nogler Luca.

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