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Contabilizzazione derivati appunti

Appunti di Bilancio d'esercizio sulla contabilizzazione dei derivati basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Puddu dell’università degli Studi di Cagliari - Unica, Interfacoltà, Corso di laurea in amministrazione e organizzazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Bilancio d'esercizio docente Prof. L. Puddu

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se:

• Raggiunge l’obiettivo posto alla base della valutazione dell’efficacia della

copertura;

• Si prevede di realizzare un’altra compensazione accidentale

Al fine del raggiungimento dell’obiettivo concernente l’efficacia della copertura, il Consiglio non

ha previsto alcun obbligo in merito all’utilizzo di un migliore strumento di copertura, l’impresa

sceglierà quello in grado di minimizzare l’inefficacia della copertura. La valutazione dell’efficacia

deve essere eseguita all’inizio di ogni periodo di riferimento o in caso di cambiamento rilevante

delle circostanze che sono alla base della valutazione dell’efficacia. Il riequilibrio è visto come un

proseguimento dell’attuale rapporto di copertura e i relativi impatti sono valutati su base

prospettica; gli effetti di questa tecnica sono gli stessi di quelli previsti dal derivato ipotetico. Per far

si che qualsiasi variazione della relazione di copertura sia considerata all’interno del concetto di

riequilibrio, l’impresa deve compiere una nuova valutazione, a conferma che l’obiettivo della

gestione del rischio e quello del rapporto di copertura, devono essere uguali; se ciò non dovesse

accedere, il rapporto di copertura si considera terminato.

L’ED, in prima battuta, sembra autorizzare tale metodo, tuttavia il Consiglio continua ad affermare

che il criterio del derivato ipotetico può essere utilizzato solo quando se, non utilizzato, fornirebbe il

medesimo risultato. Secondo i principi contabili italiani

La normativa italiana sui derivati si trova nel codice civile agli articoli:

• art. 2426 -Criteri di valutazioni

• art. 2427 - Contenuto della nota integrativa

• art. 2427-bis - Informazioni relative al valore equo «fair value» degli strumenti finanziari.

• art. 2428 -Relazione sulla gestione

E la loro contabilizzazione è esplicata nei pricipi contabili:

• OIC 3 -Le informazioni sugli strumenti finanziari da includere nella nota integrativa e nella

relazione sulla gestione

• OIC 20 -Titoli di debito

• OIC 26 -Operazioni e partite in moneta estera

La normativa italiana (codice civile e/o principi contabili nazionali), però non fornisce dettagli sui

requisiti per la designazione di un derivato come strumento di copertura, né indicazioni sulla

relativa contabilizzazione.

I principi contabili fanno rimando alla normativa speciale per gli intermediari finanziari, che

prevede i seguenti requisiti:

• l’intento di porre in essere un’operazione di copertura;

• un’elevata correlazione tra le caratteristi che tecnico-finanziarie delle attività/passività coperte e

quelle del derivato di copertura;

• l’intento e la correlazione di cui sopra devono essere documentate da evidenze interne (“hedging

documentation”).

La CONSOB ha precisato che, in assenza di una specifica disciplina per la contabilizzazione dei

contratti derivati, si deve fare riferimento ai principi generali di redazione del bilancio e alla prassi

contabile internazionale.

L’OIC 3 -“Informazioni sugli strumenti finanziari nella nota integrativa e nella relazione sulla

gestione” richiede che:

• venga indicato in apposita tabella gli strumenti finanziari derivati suddivisi tra strumenti di

copertura e strumenti di negoziazione, strumenti derivati quotati e non quotati;

• con riferimento ai contratti derivati di copertura, nella nota integrativa si devono fornire

informazioni sulle attività/passività oggetto di copertura e sulla verifica dell’efficacia delle

coperture stesse (plusvalenze o minusvalenze).

Qualora il numero dei contratti derivati fosse contenuto, la tabella puòessere sostituita con

un’informativa per ogni contratto:

• tipologia del contratto derivato;

• finalità (trading o copertura);

• valore nozionale;

• rischio finanziario sottostante (rischio di tasso di interesse, di cambio, creditizio, ecc.);

• fair value del contratto derivato;

• attività o passività coperta e fair value dell’attività o passività coperta se disponibile (per i contratti

derivati di copertura);

L’art. 2427 del codice civile “Contenuto della nota integrativa” al comma 22-ter richiede che la nota

integrativa riporti la natura e l’obiettivo economico di accordi non risultanti dallo stato

patrimoniale, con indicazione del loro effetto patrimoniale, finanziario ed economico, a condizione

che i rischi e i benefici da essi derivanti siano significativi e l’indicazione degli stessi sia necessaria

per valutare la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico della società.

L’art. 2427 - bis del codice civile “Informazioni relative al valore equo (fair value) degli strumenti

finanziari” prevede che:

• (comma 1) nella nota integrativa siano indicati per ciascuna categoria di strumenti finanziari

derivati:

- il loro fair value;;

- informazioni sulla loro entità e sulla loro natura.

• (comma 3) il fair value è determinato con riferimento:

- al valore di mercato (anche di attività similari);

- modelli e tecniche di valutazione generalmente accettati.

L’art. 2428 del codice civile – “Relazione sulla gestione” richiede di indicare, nella relazione sulla

gestione, gli obiettivi e le politiche della società in materia di gestione dei rischi finanziari,

comprese le politiche di copertura attuate per ciascuna categoria di operazioni in essere e

l’esposizione della società ai diversi rischi finanziari (ad esempio il rischio tassi di interesse o il

rischio per oscillazioni dei prezzi delle materie prime).

Profilo fiscale

Dal punto di vista tributario i criteri per la valutazione dei componenti positivi e negativi delle

operazioni fuori bilancio e, quindi, anche dei derivati, sono indicati dall’articolo 112 del T.U.I.R.

rubricato “operazioni fuori bilancio”.

Secondo quanto disposto dall’articolo 112 concorrono alla formazione del reddito i

componenti positivi e negativi che risultano dalla valutazione delle operazioni "fuori bilancio" in

corso alla data di chiusura dell'esercizio.

Inoltre, l’imponibilità e la deducibilità dei componenti di reddito risulta essere differente in

base alle finalità del derivato e soprattutto dal fatto che le stesse traggano origine:

• da scambio fra l’impresa e la controparte (o, se diversa, la banca intermediaria),

si tratta, in sostanza, delle operazioni di regolamento originate dai derivati

(l’incasso o il pagamento, ad esempio, dei differenziali di tasso o di cambio);

• da valutazione del derivato.

L'Art. 112 si applica a tutti i soggetti ires, a prescindere dai principi di redazione contabile applicati

(IAS vs. principi contabili nazionali, in linea con il principio di neutralità fiscale degli IAS) .

L'Art. 112, primo comma defininisce le operazionifuori bilancio e recita: “Si considerano

operazioni “fuori bilancio”:

a)I contratti di compravendita non ancora regolati, a pronti o a termine, di titoli e valute;

b)I contratti derivati con titolo sottostante;

c)I contratti derivati su valute

d)I contratti derivati senza titolo sottostante collegati a tassi di interesse, a indici o ad altre attività;

Mentre il secondo comma dice: “Alla formazione del reddito concorrono i componenti positivi e

negativi che risultano dalla valutazione delle operazioni “fuori bilancio” in corso alla data di

chiusura dell’esercizio”.

La deduzione delle perdite (componenti negative) derivanti dalla valutazione delle operazioni fuori

bilancio non è ammessa per l’ammontare superiore alla differenza tra:

• il valore del contratto o della prestazione alla data della stipula o a quella di chiusura dell’esercizio

precedente (anche diverso dall’ultimo…)

e

• il corrispondente valore alla data di chiusura dell’esercizio (diverso a seconda dei casi…)

Nel sesto comma dell'Art. 112 il legislatore definisce le operazioni di copertura: “Salvo quanto

previsto dai principi contabili internazionali, ai fini del presente articolo l’operazione si considera

con finalità di copertura quando ha lo scopo di proteggere dal rischio di avverse variazioni dei tassi

d’interesse, dei tassi di cambio o dei prezzi di mercato il valore di singole attività o passività in

bilancio o fuori bilancio o di insiemi di attività o passività in bilancio o fuori bilancio”

Per le società che utilizzano i principi contabili internazionali la definizione di copertura assume

rilevanza diretta anche ai fini fiscali in forza del rinvio di cui al sesto comma art. 112.

Lo strumento derivato è rilevato nello stato patrimoniale al fair value, le variazioni del fair value,

sia dell’elemento coperto che del derivato di copertura sono contabilizzate a conto economico nel

medesimo esercizio e si neutralizzano a vicenda e l’utile o la perdita sull’elemento coperto

attribuibile al rischio coperto deve rettificare il valore contabile dell’elemento in oggetto e deve

essere rilevato nel conto economico . Nel cash flow hedge l’oscillazione di valore del derivato si

imputa a riserva di patrimonio netto e il concorso alla formazione del reddito si ha solo quando

l’attività coperta assume evidenza nel conto economico.

Per i soggetti non IAS, la definizione fiscale di operazione di copertura corrisponde a quella civilistica

contenuta nella Circolare della Banca d’Italia. Come detto in precedenza, secondo la Banca d’Italia


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diego_89

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in amministrazione e organizzazione (Facoltà di Scienze Politiche, Economia, Giurisprudenza) (CAGLIARI e NUORO)
SSD:
Docente: Puddu Luigi
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher diego_89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio d'esercizio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Puddu Luigi.

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