Contabilità e bilancio
In funzione dei costi di produzione, beni e servizi da produrre, le aziende possono essere divise in:
- Pubbliche;
- No profit;
- Imprese (pubbliche e private).
Ambiti della contabilità analitica e generale
Gli ambiti della contabilità analitica e generale possono essere schematizzati come segue:
- Contabilità analitica (cost accounting): rileva e classifica i fatti amministrativi interni all’azienda;
- Contabilità generale (accounting): rileva e classifica i fatti amministrativi esterni posti in essere tra l’azienda e i terzi.
Si parla di consolidamento integrale (entity theory) e consolidamento proporzionale (proprietary theory).
Tavola dei valori
La tavola dei valori individua le 10 aree fondamentali in cui si articola l’attività aziendale. Può essere letta in due sensi:
- Verticale;
- Orizzontale.
Con la lettura verticale, si mettono in evidenza da una parte gli impieghi e dall’altra le fonti. Con la lettura orizzontale, nella parte superiore, la configurazione del capitale aziendale nel momento considerato, mentre nella parte inferiore si identifica la configurazione del reddito aziendale relativo allo stesso periodo.
La rilevazione contabile
La rilevazione contabile è quel particolare tipo di rilevazione quantitativa dei fatti amministrativi aziendali che utilizza lo strumento del conto (T-account). Essa si concretizza nelle scritture contabili, le quali funzionano secondo determinate regole. Le scritture contabili, tenute nella forma della cosiddetta partita doppia (double entry) compongono nel loro insieme la contabilità generale. La contabilità generale ha i seguenti obiettivi:
- Rilevare i fatti amministrativi elementari della gestione;
- Determinare i risultati parziali e generale della gestione. Il fine della contabilità generale è la predisposizione del bilancio mediante il quale si determinano gli oggetti complessi dell’intero processo di rilevazione che sono il reddito d’esercizio (net income) e il correlato capitale netto (equity).
Il metodo della partita doppia si caratterizza per i seguenti aspetti:
- Principio dualistico: ogni fatto amministrativo è analizzato sotto un duplice aspetto, finanziario ed economico;
- Funzionamento antitetico dei conti: se un conto si movimenta in dare, l’altro si movimenta in avere;
- Il totale delle registrazioni in dare coincide col totale delle registrazioni in avere: di conseguenza, si ha una costante uguaglianza:
- Degli addebitamenti e degli accreditamenti;
- Del totale dei soldi dare e dei soldi avere riferiti a tutti i conti.
In un sistema basato sul metodo della partita doppia ad ogni variazione di un segno deve corrispondere una variazione di segno opposto (bilanciamento). Ciò conduce alla basic equation.
I conti
Il conto (T-account) è l’insieme dei valori riferiti ad un determinato oggetto. Lo scopo del conto è quello di rilevare le variazioni che subisce nel tempo la grandezza a cui il conto è intestato. Sotto il profilo formale, il conto è un prospetto diviso in due sezioni, tradizionalmente definite dare (Dr-debit) e avere (Cr-credit) nelle quali vengono iscritti valori aventi segno opposto. Il conto assume forme diverse:
- Conto a sezioni divise e contrapposte;
- Conto a sezioni divise e accostate;
- Conto a sezioni divise, accostate e a saldi;
- Conto in forma scalare.
Il libro giornale (Journal)
Il libro giornale rileva in sequenza cronologica, le operazioni di gestione oggetto di rilevazione sulla base dei documenti contabili che si rendono via via disponibili. Ogni scrittura effettuata nel libro giornale si dice articolo (entry). Ogni articolo è contraddistinto da una numerazione progressiva ed è costituito dall’indicazione dei conti di mastro o mastrini, addebitati o accreditati per uguali importi, seguito da una sintetica descrizione dell’operazione contabilizzata. Gli articoli sono detti:
- Semplici, quando interessano due soli conti;
- Complessi, quando interessano più di due conti.
Il libro mastro (general ledger)
Il libro mastro è costituito dall’insieme dei conti che compongono il sistema di scritture adottato dall’azienda. Il piano dei conti organizza e raggruppa i conti in classi e sottoclassi. Il piano dei conti è strutturato nelle quattro macroclassi di valori costituiti da:
- Attività (assets);
- Passività (liabilities);
- Patrimonio netto (equity);
- Costi (expenses);
- Ricavi (revenue).
Al termine dell’esercizio, i valori risultanti dalla contabilità generale, (valori di conto) dovranno essere rettificati affinché possano rappresentare il reddito d’esercizio e il patrimonio di funzionamento (valori di bilancio).
Le scritture di assestamento (adjustments)
Le scritture di assestamento sono le scritture di fine esercizio che modificano, con operazioni di storno e di integrazione, i “dati grezzi” desunti dalla contabilità generale, permettendo di determinare il risultato economico d’esercizio e il patrimonio di funzionamento. È necessario ricordare che:
- Non tutti i costi e i ricavi che hanno avuto manifestazione finanziaria nell’esercizio sono di competenza economica dello stesso;
- Non tutti i costi e i ricavi di competenza dell’esercizio hanno avuto manifestazione finanziaria nel medesimo periodo.
Le scritture di assestamento si articolano in tre tipi:
- Scritture di integrazione: aggiungono quei componenti positivi e negativi di reddito che non hanno ancora avuto manifestazione finanziaria;
- Scritture di rettifica: stornano quei componenti positivi e negativi di reddito che non sono di competenza dello stesso;
- Scritture di ammortamento: imputano all’esercizio le quote di costi pluriennali considerate di competenza.
I principi di redazione
I principi che informano la redazione del bilancio sono collocati su tre livelli rappresentabili in modo gerarchico come segue:
- Al primo livello vi sono le clausole generali;
- Al secondo livello vi sono i postulati di bilancio,
- Al terzo livello vi sono i criteri di valutazione.
La clausola generale