Concetti fondamentali di politica economica
Introduzione alla politica economica
Corso di politica economica
Prof. Raul Caruso
S.A.P.
Gli individui che perseguono il loro interesse privato realizzano inconsapevolmente l'interesse collettivo, come se fossero guidati da una "mano invisibile": i prezzi privati coincidono con i prezzi sociali, non esiste conflitto fra individuo e società e il mercato produce allocazioni efficienti. La migliore politica economica è quella di non fare nulla che distorca il "meccanismo di perfetta concorrenza".
Motivazioni degli individui nel mercato
Nell'ambito del mercato, gli individui possono prendere decisioni sulla base di molteplici motivazioni: l'idea che tale molteplicità sia semplificabile a un solo motivo, il "self-interest".
Profitto e rendita
Il profitto, definito come remunerazione del capitale produttivo, deve essere distinto dalla rendita, cioè il reddito aggiuntivo che deriva in quanto proprietari di fattori fissi per l'intera economia. Un’economia nella quale il comportamento dei soggetti sia principalmente guidato dalla massimizzazione del capitale può essere definito capitalismo di mercato.
Dottrina del "laissez-faire"
Una libera economia di mercato, nella quale gli individui sono liberi di decidere senza alcun vincolo. Il "vizio" privato del profitto diventa così una "virtù" sociale. Quando ciò avviene i prezzi privati nel mercato coincidono con i prezzi sociali e segnalano il valore di tutte le risorse scarse utilizzate per la produzione.
Ruolo dello stato nel mercato
In questa prospettiva, la responsabilità dello Stato dovrebbe essere limitata e circoscritta alle funzioni di uno Stato minimale, come appunto per la difesa contro i nemici esterni e l'amministrazione della giustizia interna.
Principio di sussidiarietà
L'idea che lo Stato svolga un ruolo solo sussidiario rispetto agli individui e le istituzioni elementari, come le famiglie e le imprese, le quali sono libere di organizzarsi come meglio ritengono nel coordinamento dell'attività economica: lo Stato ha un ruolo solo nel caso in cui tale coordinamento fallisca.
Pianificatore nel modello di economia di mercato
Va sottolineato come la figura del pianificatore (es. socialista) non appartenga solo al modello di economia pianificata, ma sia invece parte integrante del funzionamento di una economia di mercato (es. BCE).
Criterio di efficienza di Pareto
Il criterio di efficienza di Pareto è un giudizio di valore che consente di confrontare diverse allocazioni economiche. Un’allocazione è Pareto-efficiente se non esiste un'altra allocazione nella quale almeno qualcuno guadagna, ma nessuno perde. Il criterio di Pareto può fornire un ordinamento incompleto delle allocazioni.
Efficienza allocativa e giustizia sociale
L'efficienza allocativa nel senso paretiano non ha alcuna relazione con l'equità, interpretata come guida a una distribuzione delle risorse che rispecchi un concetto condiviso di giustizia sociale. I possibili criteri di equità sono numerosi e fra questi considereremo in particolare quelli dell'utilitarismo e del contrattualismo di Rawls.
Intervento statale e allocazione efficiente
Per realizzare una data allocazione efficiente lo Stato interviene, con la tassazione, per modificare la dotazione iniziale degli individui: data la modificazione della dotazione iniziale, il meccanismo dei prezzi di mercato può continuare a funzionare.
Teoria dell'equilibrio economico generale
È possibile costruire una teoria dell'equilibrio economico generale e dimostrare le proprietà di "autoregolamentazione" di un meccanismo economico decentrato guidato dalla "mano invisibile" dei prezzi. Il meccanismo dei prezzi coordina e indirizza gli interessi individuali verso l'interesse sociale.
Equilibrio e distribuzione delle risorse
L'equilibrio e l'efficienza di un mercato concorrenziale richiedono l'assenza di povertà e di un'eccessiva disuguaglianza: infatti, la possibilità di un equilibrio di mercato è maggiore quanto più gli individui abbiano una dotazione iniziale positiva per il maggior numero di beni. La redistribuzione del reddito da parte dello Stato risponde quindi a un'esigenza di efficienza, oltre che di equità.
Ruolo del mercato e del potere politico
Il mercato e il comando del potere politico rappresentano meccanismi per il perseguimento di obiettivi sociali. Il mercato (walrasiano) funziona, sul piano teorico, come un meccanismo che organizza i messaggi, cioè le proposte di acquisto e di vendita dei soggetti economici, sulla base di prezzi assegnati da un ipotetico banditore. Il potere politico può influire sul potere economico, in particolare per migliorare il funzionamento del mercato: ma il potere economico può a sua volta intervenire sul potere politico.
Efficienza del meccanismo di mercato
L'esperienza degli ultimi decenni ha infatti mostrato che lo Stato può essere inefficiente, e diventare esso stesso un problema anziché la soluzione. Il meccanismo di mercato è efficiente solo nel caso dei beni privati puri: le caratteristiche tecniche e istituzionali dei beni pubblici puri, così come dei beni e servizi intermedi fra privati puri e pubblici puri, portano alla formazione di prezzi distorti da asimmetrie informative o potere di mercato.
Limitazioni del mercato
Anche nel caso in cui esistano solo bene privati puri l'efficienza del mercato può incontrare difficoltà. In presenza di mercati incompleti e asimmetrie informative, il sistema dei prezzi può produrre esternalità pecuniarie che causano una perdita di benessere. In presenza di esternalità pecuniarie, ciò che è efficiente per gli individui non è più efficiente per la collettività.
Politica economica e prezzi sociali
La regola centrale di politica economica è quella di far coincidere i prezzi privati con i prezzi sociali, o ridurne il divario.
Teoria del quasi-mercato
In presenza di beni e servizi pubblici puri è possibile costruire, sul piano teorico, un quasi-mercato che possiede le medesime caratteristiche di efficienza del mercato di perfetta concorrenza: in concreto, tuttavia, la realizzazione e il funzionamento di questo mercato incontra difficoltà. La difficoltà centrale è data dal fatto che la disponibilità a pagare per il bene pubblico è una informazione privata.
Classificazione dei beni
I beni e servizi privati puri possono essere identificati in base alle caratteristiche della rivalità e dell'esclusione. La rivalità è una caratteristica tecnologica del bene, tale per cui il consumo del bene da parte di qualcuno preclude necessariamente il consumo da parte di chiunque altro. Il consumo di un bene alimentare è necessariamente rivale.
Esclusione e beni pubblici
L'esclusione dipende sia dalle caratteristiche tecnologiche sia dal sistema legale: un bene è esclusivo se il proprietario ha il diritto, la convenienza e la capacità tecnica di escludere gli altri dal consumo. (es. software con protezione del produttore) I beni pubblici puri, che rappresentano l'estremo opposto rispetto ai beni privati puri, sono perciò individuati dalle due caratteristiche di non-rivalità, o indivisibilità, e non-esclusione, cioè l'impossibilità tecnica o legale, o il costo eccessivo, di escludere gli altri dai benefici. Esempi classici di beni pubblici sono la difesa nazionale o l'amministrazione della giustizia.
Beni di club e continuità
Fra i beni pubblici puri e i beni privati puri esiste una continuità di casi possibili: una diffusa categoria di beni e servizi, analizzata sul piano teorico, è quella dei beni di club. I beni di club sono solo parzialmente non-rivali, ma il loro utilizzo può essere regolato sulla base dell'esclusione: possono rientrare in questa categoria di beni e servizi le autostrade o gli impianti sportivi.
Equilibrio di Lindahl
Le proprietà di equilibrio ed efficienza di un meccanismo di mercato con beni privati puri possono essere teoricamente estese al caso di un'economia con beni pubblici puri: di conseguenza, l'equilibrio efficiente Walrasiano con beni privati può essere generalizzato all'equilibrio efficiente di Lindahl con beni privati e beni pubblici. L’idea centrale è quella di immaginare una economia nella quale la quantità efficiente di beni pubblici è prodotta sulla base della disponibilità a pagare da parte degli individui.
Prezzo marginale e politica economica
Nell'equilibrio di mercato Walrasiano i soggetti scelgono quantità diverse di ciascun bene privato in corrispondenza di un unico prezzo di mercato, mentre nell'equilibrio di Lindahl scelgono prezzi diversi, cioè diverse disponibilità a pagare, in corrispondenza della medesima quantità di bene pubblico. Sul piano analitico, il prezzo di un bene può essere interpretato come il suo saggio marginale di sostituzione.
Efficienza nel finanziamento pubblico
La condizione di efficienza per il finanziamento di un dato bene pubblico sia la seguente: la somma dei saggi marginali di sostituzione, e quindi della disponibilità a pagare da parte degli N soggetti presenti nell'economia, deve essere uguale al saggio marginale di trasformazione, cioè il costo marginale di produzione.
Fornitura privata e pubblica di beni pubblici
Per quanto riguarda la fornitura privata di beni pubblici è possibile utilizzare l'equilibrio di Lindahl per ottenere alcune indicazioni teoriche. Nel caso di equilibrio basato sui contributi volontari, ogni famiglia ha una funzione di reazione che definisce la sua disponibilità a pagare per il bene pubblico, date le dichiarazioni delle altre famiglie: la disponibilità a pagare di ogni famiglia diminuisce all'aumentare della disponibilità a pagare delle altre famiglie. La famiglia che attua un comportamento (Nash) di questo genere è anche definita un "free-rider" perché cerca di "scaricare" sulle altre famiglie il costo.
Fornitura pubblica e elettore mediano
Per quanto riguarda la fornitura pubblica è possibile ottenere indicazioni teoriche più precise con l'ulteriore ipotesi che le decisioni politiche in materia di tassazione e di spesa siano determinate dalle preferenze dell'elettore mediano, cioè di quell'elettore che divide in due la distribuzione delle preferenze. I problemi di efficienza e inefficienza nella fornitura di beni pubblici sono riconducibili al divario esistente fra elettore mediano ed elettore medio.
Esternalità pecuniarie e benessere
L'esistenza di esternalità pecuniarie può determinare una perdita di benessere: ciò che è bene per l'impresa non è più necessariamente un bene per l'economia; definite come la perdita di benessere causata dal sistema dei prezzi in un'economia caratterizzata da mercati incompleti e informazioni asimmetriche.
Intervento pubblico e esternalità
L'esistenza di esternalità pecuniarie implica che l'intervento pubblico può portare a un beneficio netto per l'economia: la perdita di benessere reale dovuta all'intervento pubblico, ad esempio sotto forma di tassazione, può essere inferiore alla perdita di benessere reale legata alla esternalità pecuniaria.
Esternalità tecnica e mercato
L’esternalità tecnica è definita come una relazione economica diretta tra due o più soggetti non mediata da un prezzo di mercato concorrenziale. In questo senso, il problema delle esternalità è interpretabile come una mancanza di mercati e la soluzione è quella di creare i mercati mancanti delle esternalità. Un'esternalità è di consumo se il suo effetto influisce sull'utilità dei consumatori, mentre un'esternalità è di produzione se l'effetto è di influire sulla funzione di profitto di un'impresa.
Prezzi privati e esternalità
L'uguaglianza fra prezzi privati e prezzi sociali implica che il prezzo privato deve aumentare del valore PE (prezzo esternalità). Quindi PP + PE = PS. In concreto, il prezzo dell'esternalità può prendere varie forme: un esempio è quello di una tassazione pigouviana. Nel caso in cui il prezzo dell'esternalità sia negativo ciò corrisponde al caso di un sussidio, come può avvenire nel caso del finanziamento della scuola dell'obbligo.
Economie esterne di impresa
Marshall ha teorizzato l'importanza delle economie esterne di impresa, nella forma di esternalità positive delle industrie con rendimenti crescenti, come possibile fondamento dei rendimenti crescenti dell'economia.
Soluzioni teoriche al problema delle esternalità
Le soluzioni teoriche al problema delle esternalità e i connessi problemi di applicazione sono così riassumibili:
- Integrazione. Le due imprese si fondono, oppure una acquista l'altra, realizzando con ciò un'internalizzazione della esternalità. La soluzione è plausibile ma non generalizzabile.
- Creazione di mercati per i diritti. È possibile ipotizzare un'assegnazione precisa dei diritti di proprietà a una delle due imprese: a ciò può corrispondere altresì la possibilità di scambiare sul mercato "permessi di inquinamento", può emergere un problema non risolubile attraverso il meccanismo di mercato.
- Tasse o sussidi. È possibile sostituire il prezzo delle esternalità con il valore equivalente di una tassa o un sussidio. In tal caso, il problema è di tipo informativo.
Misurazione dell'incertezza e probabilità
La misurazione quantitativa dell'incertezza richiede l'utilizzo del concetto di probabilità: si distingue tra probabilità oggettiva, rilevante per gli eventi collettivi e ricorrenti, e probabilità soggettiva, definibile come la probabilità individuale del caso singolo.
Incertezza e scelta razionale
La probabilità rappresenta una misura dell'incertezza, indispensabile per poter sviluppare un metodo razionale di scelta. L'incertezza può essere interpretata come misurabile nell'ambito della teoria della probabilità, oppure come una grandezza con caratteristiche qualitative: in questo senso è possibile distinguere tra incertezza misurabile e non misurabile.
Incertezza economica
L'incertezza analizzata dalla teoria economica è quella misurabile, attraverso statistiche del passato. Gli "animal spirits" di Keynes possono essere interpretati in chiave più generale come un desiderio per l'innovazione, nella vita economica come in quella privata. L’incertezza può quindi rappresentare un elemento di incentivo che spinge a migliori risultati.
Rischio individuale e di mercato
L'incertezza, o il rischio individuale, è quello che può essere rimosso con la diversificazione; il rischio di mercato, quando riguarda eventi esogeni, è invece quello che non può essere rimosso poiché colpisce l'intera collettività.
Incertezza temporale e informativa
L'incertezza è intrecciata in modo stretto alla dimensione temporale e all'esistenza di asimmetrie informative: possiamo perciò distinguere fra incertezza temporale e incertezza informativa.
Incertezza endogena ed esogena
L'incertezza endogena è riconducibile all'interazione decisionale degli agenti economici mentre quella esogena riguarda eventi su cui il decisore non è in grado di influire.
Meccanismi di mercato e rischio
L'incertezza individuale può essere altresì rimossa anche attraverso meccanismi non di mercato, come l'autoassicurazione o il risparmio. I mercati assicurativi rappresentano un meccanismo che consente di rimuovere il rischio individuale attraverso la concentrazione e la ripartizione dei rischi individuali in un'impresa privata di assicurazione. In presenza di incertezza abbiamo mercati incompleti.
Assenza di mercati assicurativi
L'assenza di mercati assicurativi comporta l'impossibilità di trasferire il reddito dagli stati "positivi" a quelli "negativi" dell'economia, come avviene ad esempio nel corso di un ciclo economico.
Teorema del limite centrale
Il teorema del limite centrale consente di calcolare un intervallo entro cui ricadranno i futuri valori di indennizzo. La cosiddetta legge dei grandi numeri consente infatti di calcolare una media attendibile.
Concentrazione dei rischi
La concentrazione dei rischi (risk pooling) non influisce sul valore medio atteso del reddito individuale, ma tende a ridurre a zero il prezzo del rischio. Il valore del premio aumenta al crescere della variabilità del reddito. Il rischio individuale può essere altresì rimosso con una strategia di diversificazione. Una situazione di premi troppo elevati può rendere conveniente l'autoassicurazione, cioè l'accantonamento privato di quanto si sarebbe corrisposto all'impresa assicuratrice.
Probabilità oggettiva e soggettiva
La probabilità oggettiva di un evento E può essere definita nel modo classico come un rapporto di frequenza fra casi favorevoli e casi possibili, supposti ugualmente probabili. La probabilità soggettiva è definita infatti come una misura della convinzione, o grado di fiducia (belief).
Scelta collettiva e tirannia della maggioranza
In società evolute, la principale regola di scelta collettiva è rappresentata dalla scelta con decisione a maggioranza semplice: ciò può tuttavia portare a una "tirannia della maggioranza".
Criterio di scelta collettiva non conflittuale
Un criterio di scelta collettiva non conflittuale è quello basato sull'unanimità della scelta: tale criterio implica la regola paretiana, in base alla quale una politica economica è desiderabile solo se va a vantaggio di qualcuno senza svantaggiare nessuno.
Efficienza e giustizia sociale
Il problema è che, in molti casi, le scelte di Politica economica che migliorano l'efficienza pongono anche problemi di giustizia sociale e viceversa. La scelta di un trade-off, cioè di un compromesso, fra efficienza ed equità, viene spesso esclusa sul piano dei principi fondativi: ad esempio, se anche fosse dimostrabile l'efficienza della schiavitù, essa' non sarebbe comunque accettabile fra i principi fondativi di una società evoluta.
Regole di scelta in politica economica
Nella teoria economica è possibile individuare due fondamentali regole che ispirano, in modo diretto o indiretto, le scelte di politica economica. Entrambe le regole possono essere derivate come soluzione a un problema di scelta in condizioni di incertezza, il che consente di meglio caratterizzarne le differenze.
Contrattualismo e consenso volontario
La prima regola che consideriamo è il contrattualismo, l'idea centrale è quella di un consenso volontario degli individui a un contratto sociale che obbliga tutti. Il contratto può prendere la forma concreta di una Costituzione, come nel costituzionalismo economico di Buchanan. Questa linea teorica è stata proposta da Rawls.
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Concetti fondamentali di Politica Economica
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Economia politica - concetti fondamentali
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Economia politica - concetti
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1 Concetti Introduttivi