Comunitarismo vs liberalismo
Due concetti di autodeterminazione
Per il liberalismo, consentire alle persone di autodeterminarsi è il solo modo per rispettarle e trattare tutti da eguali. L’autodeterminazione è intesa, quindi, come libertà di scelta.
Per i comunitaristi, i liberali hanno un’idea sbagliata di autodeterminazione e trascurano l’importanza delle precondizioni sociali che sono necessarie per l'autodeterminazione.
Il ruolo del paternalismo
Questa questione può essere riformulata in relazione all’idea di paternalismo; i comunitaristi (come i marxisti) sono perfezionisti ed accettano il paternalismo da parte dello stato sui cittadini. Secondo loro, lo stato può incarnare la visione del bene e imporla sugli individui che, invece, possono commettere errori. Esempio: teatro – lotta libera.
Al contrario, i liberali si oppongono a questa visione perché credono che il paternalismo sia una restrizione illegittima dell’autodeterminazione. Infatti, essi sono convinti che ogni persona (una volta raggiunta l’età adulta) debba agire secondo la propria concezione di bene. Questo sta anche alla base della teoria liberale, in quanto pluralista, sono accettate più e diverse concezioni.
La visione liberale della conduzione della vita
Inoltre, secondo i liberali, una vita non procede meglio se guidata dall’esterno, anzi, quando si obbliga qualcuno a fare qualcosa l’esito è opposto e negativo. Proprio per questo, sono convinti che la vita debba essere guidata dall’interno, secondo le proprie visioni e preferenze.
I perfezionisti, per contro, criticano i liberali di assumere una prospettiva scettica a causa del pluralismo. Tuttavia, i liberali stessi non sottoscrivono lo scetticismo in quanto esso non giustifica l’autodeterminazione. Infatti, una prospettiva scettica non permette ai cittadini di distinguere il giusto dalle varie concezioni di bene.
Concezioni della politica statale
Questa riflessione porta alle diverse concezioni della politica statale. Per quanto riguarda i liberali, concordano nella neutralità: la libertà di scelta è necessaria per scoprire cosa è apprezzabile nella vita e quali siano i nostri fini. Quindi lo Stato non deve influire deliberatamente sui giudizi sul valore delle concezioni del bene seguite dai cittadini, ma non per questo la teoria liberale rifiuta l’idea di bene comune.
L’idea di bene comune (giusto) liberale è concepita come il modo di armonizzarsi con il modello delle preferenze e delle diverse concezioni del bene degli individui.
Per contro, i comunitaristi affermano la politica del bene comune. La loro è una concezione sostantiva della vita buona, secondo cui le preferenze individuali vanno valutate in base alla visione del bene comune stipulato dallo stato. Quest’ultimo deve incoraggiare i cittadini.
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