MARTINA SEGALINI AA. 2020/21 CIM - APPUNTI SEMANTICA CAP 1
Lessico e dizionario
E’ difficile stabilire quali siano le parole di una lingua. Due definizioni sono importanti da
distinguere: lessico e dizionario. Essi non si corrispondono, il lessico è il contenuto del dizionario.
Lessico Dizionario
Insieme di parole di una lingua. E’ un oggetto Descrizione del lessico. Esso non contiene tutte le parole di una lingua,
astratto, una competenza dei parlanti, un insieme ad esempio non contiene certi neologismi, ovvero parole non ancora
di informazioni associate alle parole, che cambia diffuse tra tutti i parlanti. E’ uno strumento concreto o consultabile
da persona a persona. La struttura del lessico online, in cui l’organizzazione delle informazioni è dettata dall’uso che
non corrisponde a quella del dizionario, esso è ne si deve fare ed i destinatari:
organizzato secondo tre assi principali: dizionario etimologico contiene l’origine delle parole.
-famiglie morfologiche di parole: dizionario monolingue è solitamente organizzato in ordine alfabetico.
gruppi di parole simili nella forma dizionari analogici: sono quelli più vicini alla struttura del lessico
es parole con lo stesso suffisso o stessa radice) raggruppano le parole in base all’affinità di significato es
-campi semantici, reti e relazioni semantiche: chiodo-martello, dipingere-pennello. Sono definibili dizionari
gruppi di parole simili nel significato, sinonimia. semantici o thesauri (“Thesaurus”).
es comperare-acquistare-vendere-trattare (frame dizionari dei sinonimi e contrari (Devoto-Oli)
della compravendita) dizionari per gli apprendenti di una lingua (in inglese learning
-classi e sottoclassi di parole: nomi verbi ecc dictionaries)
Come si può sapere quante parole ha una lingua, in particolare l’italiano?
Il dizionario non è uno strumento adeguato per rispondere, anche se esso ha un numero maggiore di
informazioni rispetto alla competenza lessicale dei parlanti. Esistono strumenti informatici che
possono analizzare grandi quantità di testi di una lingua, contare le parole ed estrapolare quelle più
frequenti. Possiamo quindi rispondere a partire da grandi collezioni di testi digitalizzati (corpus
significa una collezione, corpora più collezioni) nella lingua in questione. In modo automatico, non
manuale, vengono calcolate quante parole sono state utilizzate e quindi approssimare quante parole
ci sono in una lingua, una Word List. Sul software Sketch Engine ci sono corpora di tante lingue, e
si possono fare delle ricerche tramite accesso istituzionale.
Es. ItTenTen16: corpus di testi digitalizzati nel 2016 in italiano, quasi 5 miliardi di parole
La lessicografia si occupa di individuare le modalità più efficaci per descrivere proprietà
grammaticali e usi delle parole in un dizionario. Ha l’obiettivo di compilare fonti lessicografiche.
Esiste inoltre la lessicografia computazionale, che si serve di strumenti informatici avanzati per
costruire lessici computazionali, cioè banche dati lessicali consultabili online ( ). Il
es. SketchEngine
lemma (o entrata lessicale) indica la singola voce sul dizionario, che in lessicologia è detta lessema.
La lessicologia invece studia il lessico di una lingua allo scopo di individuare le proprietà
intrinseche delle parole e illustrare il modo in cui queste sono correlate semanticamente e come
possono combinarsi. Per essa il lessema è l’unità lessicale di base a cui vengono ricondotte le
forme flesse (variate). Il lessema è un concetto più astratto di quello di parola. Nei dizionari, i
lessemi non coincidono sempre con i lemmi (es i composti sono parole formate da due lessemi ma
costituiscono un solo lemma). Inoltre esistono espressioni linguistiche costituite da più lessemi.
Lessicalizzazione o codifica lessicale
Le parole hanno un aspetto formale e un aspetto di contenuto (significato), e per entrambi è
possibile isolare singoli elementi. La codifica lessicale o lessicalizzazione è interpretata in generale,
qualsiasi processo in base al quale, in una lingua specifica, un concetto è associato a una forma
lessicale, creando cosi una nuova parola, poi aggiunta al lessico. Altre interpretazioni:
una forma della flessione nominale o verbale (variazioni di forma) che diventa una
1. parola autonoma. Le flessioni di parole già esistenti si lessicalizzano acquistando
significato autonomo e diventando quindi parole a sé. Es poppante, filetto
Avviene un’univerbazione (o univerbizzazione) se sequenze o strutture lessicali si
lessicalizzano dando vita a una nuova parola es. Alcunché, Chicchessia, fai da te, usa e getta, in realtà
2. considerando la lessicalizzazione dal punto di vista della parola risultante, “ogni singola
parola di una lingua costituisce una lessicalizzazione”. Ad esempio, nel caso dei sinonimi ci
sono due lessicalizzazioni dello stesso concetto. Nel caso in cui due usi di
Es. grande, grosso.
una parola sono semanticamente ben distinti, al punto da essere percepiti dal parlante come
parole separate, esse sono considerabili lessicalizzazioni, perché sono parole autonome. Per
trovarci in questo caso specifico però, i significati della stessa forma lessicale devono essere
necessariamente legati (anche storicamente): il secondo significato deve ampliare il
significato originale. Es. penna (perché si usava scrivere con penne di uccelli), prego (in senso religioso e risposta a
Se due parole hanno significato differente e non correlato si tratta invece di omonimia.
grazie)
I tipi di lessicalizzazione sono 4, perché ci sono vari casi di combinazioni di concetti e parole.
1. lessicalizzazione sintetica: una combinazione di concetti è espressa da un’unica parola,
quindi avviene una sintesi di più contenuti in un unico elemento lessicale.
es. verbi di moto: esprimono moto, strumento e maniera. affondare (moto+direzione)
es. 2: cugino (figlio del fratello o sorella di padre o madre)
2. lessicalizzazione analitica: un concetto è espresso da più parole. L’associazione
forma/contenuto avviene attraverso l’analisi, cioè la distribuzione del contenuto in più
forme lessicali . es. “fare spesa”, “mettersi in coda”, “essere assonnati”
Entrambi i processi possono essere presenti in una lingua, ad esempio coesistono sia “avere paura”
che “temere”. In alcuni casi c'è invece un'opzione sola, come “andare in carrozzina” (non
“carrozzinare”). A volte si usano transitivizzazioni, cioè usi di verbi intransitivi come fossero
transitivi, perché non esistono lessicalizzazioni sintetiche di quei concetti (“uscire il diario”).
lessicalizzazione descrittiva: l’oggetto designato è assegnato alla parola attraverso una
3. descrizione. Il nome descrive l'oggetto anziché nominarlo. Esempi si trovano nelle lingue
dei nativi del Nord e centro America, come nella lingua cayuga del Canada in cui si dice “lui
trascina tronchi” per il concetto di “cavallo”. In italiano “ballerino” (che balla). Anche i
participi lessicalizzati sono lessicalizzazioni descrittive perché descrivono l’azione es filante
4. lessicalizzazione etichettante: oggetto designato è assegnato alla parola attraverso una
etichetta. Cambia da lingua a lingua. Es. porta, casa, macchina
Tipi di parole
Dal punto di vista della genesi delle parole, esse possono costituirsi attraverso regole linguistiche o
tramite graduale fissazione tra più parole semplici che di frequente co-occorrono.
Considerando la loro forma le parole possono essere di diversi tipi:
- parole morfologicamente semplici: costituite da un unico morfema lessicale libero
- parole morfologicamente complesse: costituite da più morfemi lessicali. Sono:
derivati I nomi derivati hanno una radice e un suffisso. I suffissi (morfemi grammaticali, non
hanno senso da soli) e le radici (morfemi lessicali, possono avere senso da soli) della
parola ci aiutano a stabilire da quale parola derivano le altre:
“lavora”tore “lavorare”, lavatrice, affollamento, calciatore, artista, testimonianza,
➝
evidenziatore, musicista, assembramento, cartolaio, sicurezza, insegnante
composti I nomi composti hanno due morfemi lessicali, due radici: “capoluogo” Quindi sono
parole composte se non possono essere spezzate producendo due parole di senso.
Possono essere composti incorporanti (nome+radice verbale) es appendiabiti lavastoviglie
Oppure composti giustapposti es divanoletto, portafinestra, bed & breakfast
nomi Alcuni nomi sono composti, cioè formati da due morfemi lessicali, ma da tali
composti e composti è derivata una nuova parola tramite suffisso; quindi sono composti derivati.
derivati es. assieme
Dal punto di vista sintattico, si possono individuare le
espressioni Sequenze di parole che esprimono un concetto unitario (sono lessicalizzazioni
multi analitiche). Esse sono chiamate: unità lessicali superiori, unità polirematiche, parole
parola sintagmatiche o, , espressioni multi parola.
PER L’ESAME
Sono dei sintagmi fissi, perché non possono essere modificate.
cibo per cani, buttare via, in punta di piedi, tirare fuori, vuotare il sacco, sala d’attesa, stare
bene, tagliare i ponti, avere pollice verde
Se le espressioni multi parola hanno significato figurato vengono chiamate locuzioni
o espressioni idiomatiche ( es. avere i conti in rosso = in perdita, dare una mano = aiutare,
)
camminare sulle uova
Possono espressioni multiparola essere individuate individuando le loro
caratteristiche:
- autonomia, capacità di avere un senso compiuto;
- coesione e ordine fisso tra le parti che le sostituiscono, quindi non si può né
separarle né invertire il loro ordine né sostituirle con un sinonimo (test di
separazione per riconoscere le espressioni multiaparola: separarne le
componenti o invertirne ordine)
Le parole a seconda delle lingue, possono essere di diverso tipo:
- lingue isolanti: parole morfologicamente semplici, invariabili in forma e significato
- lingue polisintetiche: parole morfologicamente complesse, somiglianti a frasi
- lingue agglutinanti: morfema lessicale unito a più morfemi flessivi nello stesso ordine (-mente)
- lingue fusive: un unico morfema ha più significati, che quindi sono espressi da più morfemi. Ad
esempio l’italiano è una lingua fusiva.
- lingue introflessive: parole costruite per innesto di un morfema particolare.
Informazione lessicale
Essa è l’insieme di informazioni che si suppone siano contenute nella parola. Le informazioni
lessicali possono essere viste come le proprietà della parola. Tali proprietà sono: semantiche,
grafiche, foniche, morfologiche, classe lessicale, argomenti dei verbi.
Proprietà Dal punto di vista del significato, ovvero il valore informativo della parola, ci sono due
semantiche gruppi di parole: parole contenuto e parole funzione.
(significato) Parole funzione: il loro significato è detto grammaticale o formale, e sono parole
- appartenenti alle categorie lessicali minori. Svolgono una funzione supplementare
rispetto alle parole contenuto, a loro manca la base semantica e non esprimono
significato. Costituiscono un insieme chiuso, un elenco finito di parole, a cui
raramente se ne aggiungerne di nuove. Es: articoli, dimostrativi, preposizioni a/da,
avverbi, ausiliari
I significati grammaticali sono le strutture sintattiche ( es. passivo, per presentare
) e
l’evento dal punto di vista dell’elemento in esso passivo, “l’occasione è stata persa”
morfemi non lessicali ( );
es “-a” per femminile
Parole contenuto: sono parole appartenenti alle categorie lessicali maggiori, hanno
- significato autonomo. Costituiscono un insieme aperto, poiché possono nascere nuove
parole tramite lessicalizzazione. Es: nomi, aggettivi, alcune preposizioni sopra/con,
avverbi, verbi
Il loro significato è detto lessicale o materiale, ed è denotativo, ovvero la proprietà
della parola di riferirsi a una classe di elementi che condividono le stesse
caratteristiche. Questa caratteristica è molto frequente nei nomi comuni, non propri.
es: mammifero, onnivoro, scuola, cane
Se la parola ha un significato denotativo singolo si dice parola monosemica, se ne ha
più di uno polisemica. Quelle polisemiche possono avere un senso letterale e uno
figurato. Parole che hanno un certo significato
es “montagna” (massa di terra o ostacolo insormontabile).
denotativo, a volte sono usate in senso figurato e quindi hanno significato connotativo
diverso, pragmatico, a seconda del contesto.
La distinzione tra significato grammaticale e lessicale è complessa, perché uno stesso
concetto può essere espresso con mezzi linguistici differenti. Al massimo, più che una
distinzione netta tra significato grammaticale e lessicale, si può dire che alcuni tipi di
significati tendono ad essere espressi da forme grammaticali dette categorie: numero, genere,
tempo, aspetto (come un evento è presentato dal punto di vista temporale), diatesi
(prospettiva dalla quale si descrive l’evento).
Il significato connotativo è costituito dalle proprietà che si possono aggiungere al significato
denotativo principale. Tipi di significato connotativo:
- Significato emotivo/affettivo: specifica un atteggiamento del parlante nei confronti
del referente. Es nero vs negro (≠connotativo ma = denotativo)
- Significato stilistico: se specifica il rapporto del parlante con il destinatario
es donzella rispetto a signorina
- Significato pragmatico: specifica l’intenzione comunicativa del parlante
Es. ascolta nella frase “ascolta, meglio non parlarne più”
Inoltre esiste il significato collocazionale, che la parola assume solo quando è associata a
un’altra. Spesso tale significato è figurato. Es sorriso “radioso” (sincero)
Proprietà Oltre al significato, la parola ha un suono, cioè proprietà foniche caratterizzate da una
fonologiche struttura sillabica, un’accentazione, un insieme ordinato di fonemi ecc.
Le proprietà grafiche sono costituite dall’insieme di caratteri attraverso i quali il suono della
Proprietà parola è reso nella tradizione scritta. Nelle lingue con tradizione scritta non c'è sempre
grafiche aderenza uno a uno tra suono e grafia, e questo è evidente nelle lingue come francese e
inglese. Anche l’italiano, che presenta un’alta aderenza tra piano grafico e fonico, ha modi
diversi di scrivere lo stesso suono, ad esempio “c” e “q”. L’italiano ha anche un grafema a cui
non corrisponde alcun fonema: h.
Proprietà Hanno struttura morfologica le parole composte da più morfemi, quindi i derivati
morfologiche (altissimo, tatuatore), i composti (autostrada) e le forme allo stesso tempo composte e
derivate (statunitense).
Mentre non la hanno le parole costituite da un unico morfema, cioè le parole semplici,
senza suffissi. Esse sono principalmente invariabili, alcune però potrebbero cambiare le loro
particelle flessive.
es. ieri, poi, adesso, città, subito, mentre, radio, caffè, nord, sud, cinema
L’italiano è una lingua flessiva, non ha solo suffissi che cambiano a seconda delle
caratteristiche della parola, ma anche particelle della flessione verbale o nominale.
Ci sono parole in italiano invariabili ma che in realtà sono parole complesse, non tutte le
invariabili sono parole semplici (sottoscala). L’inglese ha meno ricchezza morfologica.
Analisi morfologica
La struttura morfologica è un elemento importante perché in base ad essa le parole di un
lessico si raggruppano in famiglie o classi morfologiche. Ad esempio, la classe di nomi o
aggettivi che terminano con lo stesso suffisso (-zione, -mento, -bile).
La struttura morfologica delle parole si identifica attraverso la loro modificabilità, che non
riguarda la flessione. es. alt-issim-o, stat-unit-ens-e
classe Un’altra proprietà che le parole hanno è quella di appartenere a una determinata classe
lessicale lessicale, come quella dei nomi, aggettivi ecc. Gli aggettivi modificano le proprietà del
nome, gli avverbi modificano il significato connotativo del verbo.
Ci sono molte parole che possono avere più di una classe, e ciò è molto frequente in lingue
con poca morfologia, come l’inglese, e nelle lingue isolanti. es. we had a fight – we fight.
Anche in italiano esiste comunque tale fenomeno:
aggettivi sostantivati tipo “i giovani”, “il Pavese”, “il sonnifero”, “un destro”
avverbi aggettivati tipo “la tartaruga è lenta” e “la tartaruga va lenta”
verbi aggettivati tipo “un attore noto”, “se cambia qualcosa io lo noto”
Alla classe lessicale è associato un comportamento sintattico della parola, ovvero essa
ammette intorno a sé soltanto determinati contesti (nominale, verbale ecc). es cane bene NO
SOLO VERBI La classe di parole dei verbi ha una proprietà (informazione lessicale) in più rispetto alle
altre: la struttura argomentale, ovvero uno schema minimo di argomenti per completare il
La struttura proprio significato.
argomentale I verbi hanno la funzione di predicare, cioè dare informazioni in merito ai complementi,
dei verbi ovvero i referenti indicati dalle altre parole. Una parte del loro significato è racchiusa negli
argomenti, che sono distinti dai complementi.
L’argomento o attante è un’espressione obbligatoria perché la frase sia completa (soggetto,
oggetto ecc). Il complemento o accessorio invece ha carattere circostanziale, non
fondamentale perché la frase abbia senso compiuto.
Per distinguerli occorre capire se il complemento svolge un ruolo essenziale perché la frase
risulti completa (argomento) o può ess
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Comunicazione verbale
-
La comunicazione non verbale
-
La comunicazione interculturale e la comunicazione non verbale
-
Comunicazione verbale - parte 1